Leggero veneziano

L'immagine “https://i2.wp.com/img201.imageshack.us/img201/2493/pallalb3.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Nascosto dalle bancarelle dei turisti giaceva seduto sui propri talloni sopra il ponte di Rialto.

La giornata prometteva un tiepido e timido sole ad infrangere i rigori dell’inverno veneziano, ma lui non ne poteva ormai beneficiare.

Era giunto al termine della sua vita.
Lo avvertiva.
Il respiro affannato sollevava lievemente i vestiti ridotti a stoffa consunta.
L’imbottito pastrano scuro lo ricopriva poggiandosi con i lembi sul terreno calpestato da infiniti passaggi, ed uno scolorito maglione di lana a righe faceva bella mostra di sè, ricucito e logoro in svariati punti.

I pantaloni, sgualciti allo stesso modo, erano strappati alle estremità inferiori.
Ed un paio di vecchi scarponi dalle suole consumate e lisce gli riscaldavano a stento i piedi; ormai due pezzi di carne che sentiva sempre meno parte del corpo.

Il senzatetto era stanco.
I segni dell’età parevano moltiplicarsi in tante rughe lungo il viso temprato dallo scorrere delle stagioni.

Eppure la vita procedeva intorno a lui e senza di lui. Separato da essa per una mente ritenuta folle.

Il vociare echeggiante dei mercanti si espandeva attraverso le calli e i canali della città, un intrecciato groviglio di vene pulsanti che ne componevano l’anima superando gli argini.

Dalla mano ormai inerte dell’uomo scivolò via una piccola pallina di gomma color verde.

La pallina prese a rotolare sopra il marmo compiendo alcuni piccoli balzi per inerzia.

Sfiorò le gambe dei passanti, leggera.
Proprio come l’acqua di piazza San Marco bagna le suole e lambisce dolcemente le caviglie.

I balzi diminuirono di intensità.
Incrociando le gambe di due innamorati abbracciati al lato del ponte, cozzando delicatamente contro i loro tacchi e riguadagnando nuovo vigore.

Prese quindi a rotolare.
Dapprima incerta. Il moto poco convinto e lento, quasi ad annunciare la sua definitiva sosta tra i solchi del marmo lavorato.

Poi avvalendosi dello spostamento d’aria concesso dalle ali di un piccione a volo radente.

Il volatile, proveniente dalla piazzetta adiacente allo stabile in stile gotico-veneziano dalle sfumature bianche e rosa che è Palazzo Ducale, era abituato a convivere con la folla numerosa.

Ma quell’oggetto in gomma rappresentava comunque un evento inconsueto nella tranquillità delle sue giornate.

Così, vagamente turbato per l’incontro, compì una vigorosa virata un attimo prima di toccare il suolo per riconquistare il cielo.

La pallina dal vivace color prato, si ritrovò a girovagare assimilando quella nuova spinta offertagli dal fugace piccione.

Tanto che il suo moto incerto guadagnò fiducia ed ardore.
Mentre sotto il ponte passava una veloce gondola condotta da un rematore che vogava alla veneta, rivolto verso la prua, con una coppia di ragazzi. L’oggetto di gomma riprese il suo cammino.

Superò un gruppetto di studenti diretti all’Accademia che discorrevano animatamente sulla pittura di Tiziano e del Tintoretto.

Oltrepassò due anziane turiste intente a fantasticare sull’opera di Andrea Da Ponte che concesse la possibilità di attraversare così Canal Grande.

Lambì gli eleganti negozi di lusso situati sul corpo centrale di Rialto che esponevano ogni tipo di mercanzia e souvenir.

Le botteghe artigiane che disponevano delle maschere del carnevale di Venezia, dei merletti della vicina Burano e dei vetri della rinomata Murano.

Poi toccò il primo scalino.
Acquisì allora una nuova spinta verticale che gli permise di conseguire maggiore rapidità.

Rimbalzò al secondo scalino, quindi al terzo, al quarto.

Se avesse potuto sentire sarebbe rimasta assordata dalle voci crescenti dei pescivendoli sottostanti.

Il pittoresco mercato del pesce e della verdura rappresentava, alla fine del ponte nel sestiere di San Paolo, l’avanguardia per raggiungere la più antica chiesa veneziana. La chiesa di San Giacomo.

La babele di voci e suoni che scaturiva dal brulicare dei turisti rendeva insidioso l’avanzare.
Svicolare tra una moltitudine di piedi giapponesi, francesi, inglesi, spagnoli e di chissà quante altre razze consisteva in un autentico atto di spavalderia per la minuscola pallina.

L'immagine “https://i0.wp.com/img201.imageshack.us/img201/589/venicepi7.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Eppure, rimbalzando qua e là, non si arrestò.

Giunse alla fine della lunga scalinata di Rialto, proeseguendo verso la pescheria ed il vicino ristorante Poste Vecie, parte del cuore di Venezia.

Poi, inaspettatemente, urtò uno spigolo nel marmo che ne fece modificare la traiettoria.
Scontrare con il margine in cemento che separava il tratto di percorso con delle calli attigue.

Una piccola mendicante seduta che raccoglieva l’elemosina divenne la sua nuova meta.
La ragazzina con sfoggianti abiti in seta dai colori dell’arcobaleno, il fisico emaciato e le gote rosse, venne toccata con leggerezza dalla pallina vivace e dai toni dei prati.
La raccolse curiosa, sistemandosi i disordinati capelli corvini, tirandosi via dagli occhi una ciocca ribelle.
E si rialzò.

Diede uno sguardo attorno a sè e, notando l’avvicinarsi di un nutrito gruppetto di stranieri, prese a danzare con il piccolo oggetto in gomma chiuso nella mano.
Le gambe magre ma irrobustite dal continuato movimento.

Prese a danzare.
Librandosi leggera nel fruscìo del vento.
Lasciandosi trasportare dalla vita.

L'immagine “https://i1.wp.com/img77.imageshack.us/img77/9800/69611533905751re2.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

69 risposte a “Leggero veneziano

  1. la morte anche in chiave veneziana lascia spazio a una giovane vita…
    ovvero niente nessuno è insostituibile.

    Mi viene in mente, ma non c’entra, un vecchissimo film visto su sky, anonimo veneziano. Quello era solo struggente e triste.

    ———-
    io con il francese e tu con la francese tzè sono tornata

  2. @goodnightmoon88
    Si.. qui la tristezza della morte è sostituita dalla gioia di vivere.
    In un eterno ciclo di movimento..
    Ed altro non aggiungo… ;-p

    Preferisco le spagnole.. ma va bene uguale!
    😉

  3. Una pallina verde: lo slancio vitale, la luce della SPERANZA che alimenta chi oramai l’ha perduta per sempre, fino all’ultima esalazione del suo respiro.
    Mi stupisci ogni volta di più,kEY.

    Adoro Venezia, e poi assieme a mia madre vado spesso al mercato del pesce!! Ci facciamo di quelle scorpacciate…

    Un bacino fatucchioso a te, dolce,! :****

    PS: Secondo te a Lejit esistono le gondole?
    ^________^

  4. @FataZuccherina
    Grazie, fatina… sei davvero prodiga di complimenti ben accetti! ^___^
    Le gondole esistono ovunque… da qualche parte nascoste nel cuore… 😉

    @capuncione
    😉
    Venezia ti aspetta, capitano… ma vacci senza veliero e senza corsari, eh!
    Sai chi ha vinto la Rumble, vero..?
    ^__________^

  5. Bellissimo questo racconto… morte, vita e speranza che si mescolano tra loro, e a loro fa sfondo quella che io chiamo la “venezianità”… quell’aria allegra e insieme romantica e malinconica, di un gusto salmastro, che sa di stasi e movimento, di vita e di morte, di subitaneità e di eternità insieme.
    Grazie per avermi fatto viaggiare nella mia Venezia, dopo così tanto tempo.

  6. Condivido pienamente il contenuto degli altri commenti, quindi non ripeto concetti già espessi.
    Solo una cosa, un passo che mi ha colpito appena letto, perché rende bene l’idea: “un intrecciato groviglio di vene pulsanti”.
    Buona giornata.
    Pep

  7. Un viaggio in genere è come il moto di questa pallina che va avanti per trovare la sua strada, una speranza nella morte… oggi invece lo vedo al contrario…
    Il barbone sembra ricordare, tornare indietro, attraverso gli occhi della pallina rivivere i momenti della sua vita…
    Buona giornata Key!

  8. @ceinwyn
    Devi dire immediatamente a Piero che ti organizzi un viaggio a Venezia!
    Se volete vi faccio da cicerone… ;-p
    P.S.
    Riprova a caricare la pagina per vedere le immagini.. talvolta capita che siano tardive.. ma ci sono 😉

  9. Eh si prima o poi dovremmo farci un giretto a Venezia…chissà che bella poi nel periodo Carnevalesco!!!
    Per le immagini nulla lo ricarico ma niente…c’è scritto che l’immagine non può essere visualizzata poichè contiene degli errori…
    😦
    Uffi…voglio vedere!!!!!

    Bacioni e buona giornata!!! ^___^

  10. @ceinwyn
    Hmmm… mi sa che è meglio se chiedi al tuo genione di pc… 😉
    Comunque sei la prima che mi dice di avere di questi problemi… :-/
    Ogni tanto capita anche a me. Ma basta attendere un po’ di più che si carichi la pagina o provare ad andare e ritornare…
    Buona giornata..
    ;-*

  11. @Yaila
    Ehmm.. non vorrei deluderti, Yaila..
    ma il cambio di url in arrivo è solo la naturale conseguenza del mutamento già avvenuto da qualche settimana..
    Essendo tu giunta qui recentemente non hai “vissuto” il cambio… ma ti giovi della nuova veste!
    ^________^

  12. Sono comunque contenta di essere capitata qui, Keypaxx… Buonanotte, vado a ninna che è un po’ tardino (1:45 circa) e domani cioè oggi ricomincio a lavorare… a Padova! 😦
    Uhmmm… rileggendo il racconto mi viene in mente una canzone veneziana sulle gondole, ma è meglio di no! 🙂 Sono stonata come una campana! 🙂
    Buon venerdì! ^_________^

  13. @Yaila
    ^__^
    Ed io contento di averti ricevuta sul blog.
    Perbacco.. complimenti per la resistenza!
    Se vai a letto a quell’ora con il giorno appresso di lavoro..
    opsss…
    certe volte lo faccio pure io ;-p
    Buon lavoro e buon venerdì a te!

  14. E’ un dipinto è un piccolo quadruccio che racconta frammenti di persone e di luoghi, sembra che la pallina abbia una sua vita e scelga lei con chi voglia stare, sembra quasi che nn ci stia a morire anche lei, e allora che fa? si sceglie un altro padrone, una padroncina in questo caso… perchè -se solo avesse voluto- si sarebbe potuta fermare anche prima…

  15. #66@soulsmirror

    Si.. è una analisi interessante, come tuo solito. Al tempo lo dedicai ad una persona specifica, convinto fosse un bel regalo: una delusione. Fortuna che esistono rivalutazioni come la tua.
    ^__^

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