QUANTI TRENI

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     Quanti treni… quanti treni…
    quanti treni… ho preso per te

    quante botte… quante botte…
    quante botte… ho preso per te.

    Ho tagliato i miei capelli… li ho tagliati per te
    e non hai capito

    quante volte le mie gambe han tremato per te
    e non hai capito

    oggi sono nella merda… e lo sono per te
    e non hai capito

    com’e’ lunga la notte…
    com’e’ fredda la notte…

    Quanti treni… quanti treni…
    quanti treni… ho preso per te

    quante botte… quante botte…
    quante volte… ho pianto per te.

    Com’e’ lunga la notte…
    com’e’ fredda la notte…

L'immagine “https://i1.wp.com/img529.imageshack.us/img529/4312/treni02uz6.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.


[Autori brano: © M. Galasso – P. Leon]

58 risposte a “QUANTI TRENI

  1. Essì… è triste quando facciamo tanto per qualcuno che neanche
    si accorge di noi…
    ma poi la notte passa ^_^
    E i nostri gesti possono anche
    non essere capiti,
    ma non per questo perdono
    di valore e di senso.
    Baci

  2. Ascolta,
    ti ricordi quando venne
    la nave del fenicio a portar via
    me, con tutta la voglia di cantare
    gli uomini, il mondo, e farne poesia…
    Con l’occhio azzurro io ti salutavo
    con quello blu io già ti rimpiangevo
    e l’albero tremava e vidi terra,
    i greci, i fuochi e l’infinita guerra…

    Li vidi ad uno ad uno
    mentre aprivano la mano
    e mi mostravano la sorte
    come a dire: “Noi scegliamo,
    non c’è un dio che sia più forte”.
    E l’ombra nera che passò
    ridendo ripeteva: “no…”

    Ascolta,
    ero partito per cantare
    uomini grandi dietro grandi scudi
    e ho visto uomini piccoli ammazzarre
    piccoli, goffi, disperati e nudi…
    Laggiù conobbi pure un vecchio aedo
    che si accecò per rimaner nel sogno
    con l’occhio azzurro invece ho visto e vedo,
    con l’occhio blu mi volto e ti ricordo…

    Ma tu non mi parlavi
    e le mie idee come ramarri
    ritiravano la testa dentro il muro
    quando è tardi
    perché è freddo, perché è scuro
    e mille solitudini
    e i buchi per nascondersi…

    Ho visto fra le lampade un amore:
    e lui che fece stendere sul letto
    l’amico con due spade dentro il cuore,
    e gli baciò piangendo il viso e il petto…
    E son tornato per vederti andare
    e mentre parti e mi saluti in fretta
    fra tutte le parole che puoi dire
    mi chiedi: “Me la dai una sigaretta?”

    Io di Muratti, mi dispiace, non ne ho
    il marciapiede per Torino, sì lo so
    ma un conto è stare a farti un po’ di compagnia,
    altro aspettare che il treno vada via:
    perché t’aiuto io ad andare non lo sai,
    sì, questo a chi si lascia non succede mai,
    ma non ti ho mai considerata roba mia,
    io ho le mie favole, e tu una storia tua.

    Ma tu non mi parlavi
    e le mie idee come ramarri
    ritiravano la testa
    dentro il muro, quando è tardi
    perché è freddo, perché è scuro…
    E ancora solitudini
    e buchi per nascondersi…

    E non si è soli quando un altro ti ha lasciato,
    si è soli se qualcuno non è mai venuto
    però scendendo perdo i pezzi per le scale
    e chi ci passa su non sa di farmi male:
    ma non venite a dirmi
    adesso lascia stare
    o che la lotta deve continuare
    perché se questa storia fosse una canzone
    con una fine mia
    tu non andresti via.

  3. @anneheche

    Suggestiva.
    🙂
    Ho visto fra le lampade un amore:
    e lui che fece stendere sul letto
    l’amico con due spade dentro il cuore,
    e gli baciò piangendo il viso e il petto…

    Questa è la parte che mi colpisce di più. Doppia sofferenza per una doppia lama..
    E ancora solitudini
    e buchi per nascondersi…

    Questa è quella che trovo più pessimistica.
    perché se questa storia fosse una canzone
    con una fine mia
    tu non andresti via.

    Magari potessimo manovrare i fili del fato..

    P.S.
    Neppure io amo i treni..

  4. @bastapoco

    Beh, se ti avanza un posto allora fai assumere anche me alle FS..
    ;D
    Si, decisamente se si ha la fortuna di avare un’itinerario… è sempre un bene cercare di prendere i treni. Anche se la gita poi presenta tempo alterno o nuvoloso..
    😉
    Bacio a te
    ;*

  5. @mysya

    Non ho avuto modo di vedere il suo duetto con Vecchioni (che immagino certamente interessante), ma la ricordo in una manifestazione estiva stile festivalbar; indelebile!
    🙂
    Ciao a te!

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