Cammarata – parte 4 di 4

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Il Faro della Vittoria illuminava con il suo fascio di luce regolare Poggio di Gretta.
Situato a sessanta metri sopra il livello del mare era costituito da un ampio basamento ricoperto di pietre e prendeva vita da un ex bastione austriaco.

Era considerato alla stessa stregua di luoghi come la Cattedrale di San Giusto o il Castello di Duino; autentici e rinomati patrimoni turistici di Trieste.
Il Faro però, a differenza delle altre attrazioni, rappresentava per la città un vero e proprio simbolo.

A Vito Cammarata il posto appariva un’oasi dedicata al mare. Il sapore della salsedine si mischiava al rumoroso ronzio dei vaporetti dei pescatori che si preparavano all’uscita per il giorno successivo.
Alzando gli occhi nascosti da un paio di occhiali scuri, diede un rapido sguardo al capitello sulla cima del faro; una gabbia in bronzo e cristallo che conteneva la lanterna con la sua fonte di luce.
Sopra la stessa, sostenuta da una cupola in bronzo e da decorazioni a squame, capeggiava la statua in rame della Vittoria.

Si erano fatte le sei di sera ed il tempo che il commissario aveva deciso di prendersi era ormai giunto al termine.
Stimava ancora meno di due ore di sole.
Terminate le quali si sarebbe dovuto recare in sede per avviare la pratica della sparizione di Ana.
E se i suoi sospetti si fossero rivelati errati non avrebbe avuto altra scelta.

Le piste si riducevano a quello stesso luogo, dove la ragazza praticava la professione vecchia come il mondo. Dove le domande fatte nel pomeriggio non avevano raccolto risultati incoraggianti.

In realtà, la traccia del conducente di tram, era il suo obiettivo primario. Le altre fungevano da meri riempitivi per non lasciare nulla al caso.
Attese pazientemente un’altra mezz’ora, poi la figura scarna di Orlando Buttafuogo si stagliò sulla linea di orizzonte, all’inizio del viale che procedeva parallelo al Faro.

L’ufficiale si nascose dietro un rientro formato da uno dei due grossi proiettili collocati ai lati del monumento.
Poi, trascorso un arco di tempo ragionevole, si incamminò verso l’abitazione del Buttafuogo.

Percorse un centinaio di metri e raggiunse le prime case che si affacciavano sul mare.
La seconda del gruppo di abitazioni a schiera al di là di una siepe formata da cipressi ed allori era quella del tramviere.
Il cancello in ferro battuto presentava una chiusura difettosa. Caratteristica che Cammarata non esitò a sfruttare a proprio favore per avvicinarsi ad una delle basse finestre.

Dietro i vetri, facendo attenzione per non tradire la sua presenza, il commissario vide due figure dialogare all’interno. E non ebbe più dubbi.
Raggiunse il campanello dell’uscio d’entrata decidendo di buttare alle ortiche ogni ulteriore indugio.

«Un attimo… sto arrivando!» dichiarò una voce maschile dall’altra parte «….Ma… commissario Cammarata?!?…»

«Buonasera, signor Buttafuogo…. Mi fa entrare?» gli rispose l’ufficiale serio in viso dopo una breve attesa.

L’uomo rimase ad osservarlo a bocca aperta. Apparentemente incapace di proferir parola, avvolto da un’aria si smarrimento che lo allontanava incisivamente dalla persona sicura di sè dello stesso pomeriggio.

A toglierlo da una situazione a lui ingestibile intervenne la donna uscita dalla stanza attigua
«Non c’è bisogno di mandati, commissario… eccomi qui…»

I tratti somatici descritti da Tasha e la fotografia in suo possesso gli furono di secondaria importanza; intuiva già di essere dinanzi ad Ana, la ragazza scomparsa.
«Tua sorella è molto in pena per te… lo sai, vero…?»

«Si… posso immaginare… ma non ce la facevo più. Troppa paura. Il poliziotto mi faceva paura…»

«Lo so. Ma stai tranquilla; Mario non si avvicinerà più a meno di cinquanta metri da te. Hai la mia parola…»

«Lo spero bene… sennò io….» iniziò a bofonchiare il tramviere rimasto in mezzo tra i due.

«Tu niente. Ti sei già messo in tali casini che non ti consiglio di persistere con altri. O la prossima volta ci vedremo direttamente alla centrale, senza più sconti per nessuno!»

«No… lui buono… lui mi… ama…»
azzardò Ana abbracciando il ragazzo puntato da Cammarata.

«Si, si… va bene. Adesso però torni da tua sorella e gli spieghi per bene che non deve preoccuparsi più. Sei magggiorenne e sarai poi libera di fare quello che ti pare. Se vi amate davvero starete insieme… sennò non c’è  bisogno di nascondersi. Va tutto bene, adesso. Te lo ripeto!»
concluse l’ufficiale rassicurando la giovane con un’espressione comprensiva e risoluta.

«So bene quello che pensi.
Sei delusa, sei impaurita, cercavi protezione. Lo capisco ed è naturale.
Ti sei sentita tradita da quell’organo che dovrebbe garantire la sicurezza anche a te, nonostante il mestiere che fai e al fatto che sarebbe dovuto… fino ad un certo punto.
Ma certe volte le persone agiscono senza pensare.
Senza rendersi conto di agire in maniera sbagliata.
Tradendo, per prima cosa, se stessi e quanto rappresentano.
Per fortuna c’è spesso qualcuno ad aprirci gli occhi.. e a darci altre possibilità…»
Un sorriso solare e sincero dipinse la bocca del commissario, riflettendosi sui vispi occhi celesti che ricordavano un cielo sereno e privo di nubi.

«Andiamo adesso… ho la macchina poco lontano da qui….»

«Ti amo…. Tornerò, Orlando…»
disse lei rivolta al padrone di casa che doveva assorbire ancora del tutto la nuova situazione, sfiorandogli le labbra con un bacio.

Il giorno seguente, rincasando al solito orario dal commissariato, trovò la figura femminile ad attenderlo accanto al parapetto del suo casolare di campagna
«Va tutto bene, eh…?»
esclamò con un pizzico di divertita apprensione nella voce.

«Si, commissario…volevo solo ringraziarti…» disse Tasha porgendogli un bacio vicino alla bocca «Non dimenticherò mai quello che hai fatto per noi…».
Lambendogli dolcemente un braccio, se ne andò. Vito Cammarata osservò la sensuale silhouette della prostituta dileguarsi verso le case del centro. Poi, con un sospiro, infilò la chiave nella toppa…………………..

L'immagine “https://i0.wp.com/img399.imageshack.us/img399/5271/cammarataend2vu9.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Autore: Keypaxx © Copyright 2007. Tutti i diritti riservati.

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75 risposte a “Cammarata – parte 4 di 4

  1. D’oh! non è morta ;_;
    Io già pregustavo la scena: fatta a fettine piccole piccole da poterci fare un panino imbottito ;_;

    Scherzo Key, bel racconto, però potevi dilungarti per qualche capitolo in più 🙂

  2. E’ un lieto leggere il tuo…ma secondo me potrebbe ritornare in futuro il Comissario Cammarata con nuove esileranti avventure! 😉

    E il prossimo parlerà di Prot!!! Uhhhhh non vedo l’ora!!!! ^_^
    Un bacione grosso e felice martedì!!!

  3. Che bello! E il poliziotto che si nasconde nella nicchia del grande proiettile? Sublime!
    Bravo, proprio bravo.
    Alora, mettiamo insieme una band? tu cosa suonerai? Eulalia, hai ragione, ogni tanto ha bisogno di suonare in compagnia…

  4. E’ ben scritto, con una prosa scorrevole e l’happy end non guasta anzi…. moon-ello

    ps: non voglio fare polemica ma tu mi hai cancellato un commento?!!!
    se sì allora farò lo stesso anch’io con il tuo di sabato. odio chi cancella i commenti. odio chi cancella. se non l’hai cancellato mi scuso….

  5. @FataZuccherina

    Grazie, fatina!
    ^_____^
    Beh, chissà… in effetti potrebbe anche ritornare un giorno.. vedremo che ne penserà la mia zucca aliena!
    ;-P
    Prot…? si.. e niente sarà più come prima..
    😉
    baci fatati
    ;***

  6. @ceinwyn

    Mi piacciono i “lieto fine”. Ma non sempre sono possibili. Dipende anche dai momenti: quello era un momento favorevole..
    ;-P
    Buona seratisssima per te, ragazza oscura
    ;*
    P.S.
    Infatti, tra non molto, arriverà Prot
    😉

  7. @goodnightmoon88

    Grazie, lieto sia gradito!
    ^__^

    Per il P.S.:
    assolutamente no!
    Per quale motivo avrei dovuto cancellare un tuo commento???
    O__O
    Guarda che giorni addietro è capitata a me la stessa cosa su un altro blog; era splinder che faceva le bizze (come spesso fa..).
    Ma, nella peggiore delle ipotesi se anche fosse accaduto, ti avrei avvisata!
    Baci ‘mOOn_elli..
    ;***

  8. Ma è finito troppo presto…. SIGH… però un finale denso di significato, complimenti… a quando il prossimo episodio? 🙂

    Anto
    P.S. incantevole la foto del faro… ne ho una simile ,che ho fatto qualche anno fa, appesa in soggiorno….
    Lo ripeto… troppo bella Trieste!

  9. @IrinaP

    La testatina (non la mia testa.. ;-P..) subisce un cambio di immagini ad ogni aggiornamento. Felice queste ti piacciano. Per lo scrivere.. che dirti; dipende dai punti di vista. Per alcuni è poco, per altri troppo. Per me.. meno della metà di quanto vorrei (ovviamente, non mi riferisco al solo blog.. ;-P..).
    Bacio a te!

  10. @bastapoco

    Ho dichiarato quattro parti sin dal principio.. e quattro sono state..
    ;-P
    Per il prossimo episodio… chissà.
    Tutto è possibile..
    Indubbiamente è una città incantevole.. dovrò decidermi ad andarci!
    🙂
    Bacio
    ;*

  11. Però mica è giusto. Qua tutti fanno i protagonisti di quello, o di quest’altro… ed io quando è che divento un protagonista?
    O__o
    Va beh… mi sforzerò di diventare un prot-agonista!
    8-9

  12. Ringer non dirmi che sei tu l’eroino del prossimo racconto di Key! Chissà cosa ne verrà fuori!
    ;-DDD

    Buona giornata Alberto… qui è una tristezza infinita, il cielo scuro, nuvole minacciose e in più dolori cervicali e nuovo lavoro con capa bulgara… e chi sta meglio di me???
    :((((

  13. Ssssssstttt…. non dirlo ad alta voce!!!
    O__O
    Mi sono chiuso nel bagno dell’alieno e gli ho fregato il rotolo di carta igienica dove scrive le sue parafollie!
    …Se riesco a decifrare i geroglifici forse scopro la ricetta del minestrone ai cetrioli di saturno!!!
    8-9

  14. E’ bello leggere ogni tanto dei lieto fine. Non sempre accade. Non nei romanzi. Non al cinema. Ormai c’è una ricerca continua dello “stupire” e si tendono a scordare le cose più semplici; le migliori.
    E’ costruito bene questo racconto poliziesco. L’ho riletto tutto d’un fiato, e si trova molta umanità, tra le righe. E’ interessante questo commissario, agisce in modo anomalo senza tralasciare mai la persona davanti al fatto.
    Complimenti.
    Bravo come sempre.

    Ambra.

  15. @ceinwyn

    😀
    Ahahahahah… fosse per me ci salirei pure domani! Tanto per quel che ho da fare qui..
    Scommetti che farei meno danni dei politici di oggi?
    🙂
    Un bacissimo per te, ragazza oscura!
    ;*

  16. Ufffffffff, ehm, l’ho letto tutto d’un fiato! ;D Molto bello questo racconto(nonostante che io e le storie d’amore siamo 2 cose diverse), ma sono convinto che il tuo modo di scrivere necessiti più spazio di 4 puntate! Tienici occupati un po’ di più a pensare nel prossimo!! ;P

  17. Faresti solo del bene!
    Un bacione e felice serata!
    Ha appena smesso di diluviare!!!E io mi sento poco bene…insomma,un giorno c’è il sole e il giorno dopo piove,sudo e prendo freddo…mah!!!

    Bacissimi! ^_____^

  18. @ceinwyn

    …Mi farebbero fare la fine di Kennedy dopo due giorni!
    ;D
    Qui da me tempaccio…
    :-/
    Ma lo preferisco alle temperature bollenti in arrivo!
    Vedrai che poi starai meglio con un po’ di relax..
    😉
    Bacissimi per te, ragazza oscura..
    ;*

  19. I ritardo leggo l’ultima puntata del racconto…ma mi chiedo…forse me lo sono perso…come ha fatto il commissario a capire tutto????
    KEy ho visto che hai ricominciato un nuovo racconto….presto comincierò a leggerlo anche io…questo mi è molto piaciuto…e sono sicuro che anche il nuovo!!!!!

  20. @LaToNaScOsTo

    Ti consiglio di rileggerlo tutto…
    😉
    Ma, in ogni caso, ogni fatto poliziesco verte su due caratteristiche principali;
    indagini ed intuito. A volte con maggior peso sull’una.. a volte sull’altra..
    😉

  21. Bellissima storia Key… Spero che tu mi possa perdonare per l’assenza! 😦 Pensare a Trieste mi fa venire in mente tanti ricordi che mi fanno male, pur essendo Trieste una città meravigliosa… Da ora in poi sorriderò pensando a Cammarata! E a te! :))

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