Capitano… che vedi..?

Vediamo il fumo, le fiamme, le lingue dell’inferno che si alzano…
ma è un inferno crudele, subdolo, meschino.

Non parte da terra.. questo scende dal cielo.
Come se gli angeli, i cherubini, ali candide e piume leggere, si tramutassero in calce rovente.

Anche il cielo è contro di noi, capitano..?
che cosa abbiamo (hanno) fatto, capitano…?

Sentiamo tossire… tante gole arse che sputano, imprecano, vomitano aliti soffocati..

ma nessuno ascolta, sono troppi…. Dio, sono così tanti…

Alcuni credono… (in che cosa?)… pregano silenti. Come gli anziani sulle panche della chiesa.

Come gli anziani che attendono la fine ultima. La fine del sogno della vita.

Anche il cielo è contro di noi, capitano..?
che cosa abbiamo (hanno) fatto, capitano…?

Piove. Gocce di cemento fiammeggiante, caldo come lava bollente, come colata di asfalto.

Piove…. e ci sommerge le spalle…. vediamo alcuni che cadono. Sono persi nella coltre di fumo. Persi.

Ma avanziamo. Perchè, oggi, anche gli angeli hanno voltato le spalle.

Hanno permesso che passassero i demoni.
Che scivolassero giù.

Percorrendo le strisce nebuolose.
Siamo soli, capitano…

Anche il cielo è contro di noi, capitano..?
che cosa abbiamo (hanno) fatto, capitano…?

Non ti sento più… ho caldo. Dove sono… dove sono finiti tutti…?

Non preoccuparti, so cosa devo fare…. vado avanti. Attraverso il fuoco, il fumo che mi avvolge…

perchè sento una voce che supplica il mio aiuto… e io non sono un angelo!

Vado avanti… avanti….
ma non sento più nulla…. capitano,

non
sento più nulla……….. *

"Una catastrofe psicocosmica mi sbatte contro le mura del tempo.
Vigilo, nel sonno vigilo.
Sentinella, sentinella che vedi?
Una catastrofe psicocosmica contro le mura del tempo…. " **

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*  Autore: Keypaxx © Copyright 2007. Tutti i diritti riservati.
** Shakleton – © Franco Battiato.

82 risposte a “Capitano… che vedi..?

  1. E chi può dimenticare…
    Ero l’allenatore della squadra dei bambini del quartiere. Stavamo preparando la serata finale dei giochi, durante la festa della parrocchia. Non so cosa mi sia successo. Ho avuto un sussurro e sono corso a casa lasciandoli a provare da soli per un paio di minuti. Entrato, ho visto mio padre bianco in volto davanti alla televisione. “che caz.zo è successo Pà?” mi giro verso la tv e bam.. secondo aereo. Seconda torre. E un altro sussurro nella testa. Sono corso indietro ed ho mandato i bambini a casa, raccontando ai genitori l’accaduto. Due sere dopo, abbiamo dedicato la festa a loro. Ai caduti. A chi ci aveva lasciato le penne tentando di salvare altre vite.
    Per la cronaca, i miei bambini hanno vinto i giochi.. ma nessuno ha potuto gioire. Ancora adesso ho la pelle d’oca ricordando quanto avvenuto.

    Possano trovare pace almeno adesso…

  2. Io quel cielo l’ho visto, dalla cima delle Twin Towers, nel 1997. E ho rivisto, nel natale di 4 anni dopo, il buco d’orrore che ne è rimasto: Ground zero. Non scorderò mai quelle ore settembrine, dove il mondo intero, sgomento, si sentiva perso. E non scorderò mai la voce di mia zia, che proprio quella mattina si trovava a Manhattan e ha visto tutto con i suoi occhi. Che un giorno come questo non possa più ripetersi.

  3. A distanza di anni continuo a non avere parole per la mia angoscia, e vedendo Bin Laden alla televisione mi chiedo perchè i media fanno pubblicità a questo pazzo. La mia testa produce pensieri e emozioni discordi, non ho frasi, mi spiace. Un saluto.

  4. scrivi molto bene i miei complimenti! circa la lettura: mi sembra che chi compra libri resti una sorta di mosca bianca! tra l’altro trovare case in cui ci sia una almeno piccola biblioteca è esperienza rara..trovi solo manuali di telefoni cellulari & similari!
    roberto

  5. Mi viene in mente una cosa che forse nn c’entra ma che per anni mi ha lasciato col dubbio, un dubbio che tu hai risvegliato.
    Era il 2002 stavo facendo l’esame del trinity college e l’argomento dello speaking erano proprio gli angeli comincio a parlare e l’esaminatrice mi fredda subito dicendo: dov’erano gli angeli quando sono cadute le torri gemmelle??
    “Non preoccuparti, so cosa devo fare…. vado avanti. Attraverso il fuoco, il fumo che mi avvolge…

    perchè sento una voce che supplica il mio aiuto… e io non sono un angelo!”
    Si parterei da qui… gli angeli che ci voltano le spalle e noi che in tutti i modi cerchiamo di salvare quello che resta, stringiamo tra le mani i granelli di sabbia…sperando che almeno qualcuno rimanga e nn se lo porti via l vento.
    I veri Angeli sono stati forse questi uomini ai quali tu rendi omaggio, i veri angeli sono stati i vigili del fuoco che ancora oggi (e chissà per quanto) pagano le conseguenze di quello che hanno respirato con malattie e sofferenza (se ne sono usciti vivi da quell’inferno).
    E forse anche un po’ tu che invece di puntare lo sguardo sulle torri come fanno tutti lo hai puntato su questi uomini e sul loro punto di vista.

  6. #11
    soulsmirror

    Questo tuo commento, al di là della effettiva o meno qualità di quanto io ho scritto e debbo necessariamente essere l’ultima persona a dirlo o meno, meriterebbe di essere associato alla recensione di qualche romanzo di qualche famoso scrittore. Gli aneddoti che racconti riguardo il tuo episodio scolastico dimostrano ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno alcuno e non ce ne era, perlomeno non da parte mia, che sei una persona che analizza a fondo quello che legge. E sei andata infatti a carpire gli aspetti, chissà come mai, che più mi premevano in quanto ho scritto. Certo; erano tutti lì. Bastava leggerli. Leggere e coglierli però, evidentemente, sono due cose distinte di questi tempi.
    Ti ringrazio. Davvero molto.

  7. #
    Per tutti gli amici utenti che hanno commentato:

    Cari ragazzi e ragazze, io vi voglio bene, lo sapete.
    Io capisco che tutti, io per primo, siamo angosciati, schifati, arrabbiati per la ricorrenza che, in qualche modo, ho riportato in questo post.
    Tuttavia, mi preme sottolineare che, se avessi voluto compiere una qualche opera di commemorazione fine a se stessa, mi sarei limitato ad una emblematica fotografia, con due righe di commento: ‘In memoria’.
    O qualcosa di similare. A buoni intenditori…
    Grazie.

  8. Ciao Key.
    Grazie della visita.
    Il tuo racconto esprime davvero angoscia.
    Poche frasi, poche parole, ma impregnate del passato di quell’anno tragico: 11 settembre 2001.
    E’ giusto scrivere (chi ne ha voglia) e imprimere un punto di vista oggettivo su “Carta”, come fosse una fotografia.
    Una foto ed un commento anche per me sarebbe stata una cosa limitata, meglio creare qualcosa di nostro, qualcosa che sentiamo dentro, qualcosa che doni agli altri sensazioni e, soprattutto, non faccia dimenticare il PASSATO.
    Ciao a tutti

  9. #17
    Saryo

    Non è un racconto, per prima cosa. Non ne ha la struttura tecnica nè, tantomeno, la lunghezza.
    In calce al post trovi scritto ‘lyrics’.
    Trattasi di un tag aperto, e utilizzato soltanto una volta precedentemente, per descrivere particolari stati d’animo. Accostabili, forse, ad una via di mezzo tra prosa e brano per canzone.
    Naturalmente con le dovute distanze; non mi ci paragono alla prima, seppur avendo avuto esperienze numerose per la seconda.
    E’ giusto scrivere, chi ne ha voglia, non è giusto invece non leggere e soffermarsi su cose estranee alla questione.
    Perlomeno non in questo caso.
    Si legge un mio umile scritto. Non la cronaca in se stessa e infinitamente superiore.

  10. Sono trascorsi sette anni e sulla mia pelle ancora l’orribile sensazione di freddo che mi attanagliò nel momento in cui mi svegliai in un incubo…
    Facevo il mio sonnellino pomeridiano ed ero in ferie a casa di amici i quali mi svegliarono di botto urlando come matti…
    La tv accesa e davanti ai miei occhi assonnati un incubo che pian piano assumeva le sembianze di una realtà che era ai confini con l’impossibile…

  11. 1 La storia
    Una catastrofe psicocosmica
    mi sbatte contro le mura del tempo.
    Sentinella, che vedi?
    Una catastrofe psicocosmica
    contro le mura del tempo.
    Durante la grande guerra nel Gennaio del 1915,
    un forte vento spingeva grandi blocchi di ghiaccio galleggianti
    imprigionando per sempre la nave dell’audace capitano Shakleton.
    Su un piccolo battello, con due soli compagni,
    navigò fino a raggiungere la Georgia Australe;
    mentre i 22 superstiti dell’isola Elefante
    sopportavano un tremendo inverno.
    (Deriva, deriva, verso nord, nord-ovest.
    Profondità 370 metri 72° di latitudine est).
    Per sopravvivere furono costretti a uccidere i loro cani,
    per sopravvivere.
    Ma il 30 Agosto 1916, il leggendario capitano,
    compariva a salvarli con un’altra nave.
    2 Il ricordo
    Stille Dämmerung
    Der garten ist gefrohren
    Die Rosen erlitten
    Sage mir warum
    Sage mir varum
    in einem verlorenen Garten
    Sage mir warum
    deine Stimme hören
    Sage mir warum
    schweige bitte nicht.

    Ho riportato qui l’intero testo della canzone di Battiato.

    Due Storie diverse, due momenti diversi… eppure nelle sue parole prima e nelle tue dopo, la stessa angoscia, lo stesso dolore: “La fine del sogno della vita”…
    Ma quelle voci che spingono ad andare avanti, sempre avanti, come il salvataggio di altri uomini da parte del capitano Shakleton lascia ancora qualche speranza…

    Un abbraccio Alberto

  12. cavolo Key, ne ho letto di pensieri oggi su questo giorno fatidico, ma il tuo è quello che più mi ha emozionato; hai colto tutto lo sgomento, l’angoscia ed il senso dell’irreparabile di quei tragici momenti.
    un bacio, sei speciale

    Antonella

  13. #29
    Dreamt

    Perbacco. Mi hai pure snocciolato una lezione di storia..
    ^__^
    La canzone è infatti un frammento storico di una tragedia navale.
    Peccato che sia passata inosservata.
    Ma tant’è; è passato perlopiù inosservato anche il resto..
    ;-P
    Gli uomini che ‘seguitano ad andare avanti nonostante tutto’, gli eroi vigili del fuoco (anche se mi pare palese, ma per scontato non do più nulla), hanno pagato due volte. Dovendo accollarsi il salvataggio di poveri sfortunati e, molti di loro, rimanendo per sempre tra le macerie pur sapendo che sarebbe accaduto.
    Un atto di tragedia ‘greca’ volontario.
    Si, sono due storie diverse eppur simili.
    Le analogie si sprecano con le simbologie.
    Con un pizzico di buona volontà si trovan le une e le altre.
    Un abbraccio a te, Rosy.

  14. #30
    bastapoco

    Ti rispondo.. non rispondendoti.
    Il tuo commento, oltre all’elogio finale di cui ti assumi tu le responsabilità ;-P, è esemplare e mi ripaga per la fatica che ho messo nello scrivere questo brano.
    Ma da te non mi attendevo nulla di meno.
    Bacio.

  15. un giorno ti racconterò…quante volte sono “morta” ma poi la vita..e tutto quello che rappresenta questo sogno/incubo e tempesta…mi ha riportato…qui ad essere quella che sono a volte mi sento un capitano..altre volte spesso una sentinella in attenta avanscoperta…o semplicemente una folle donna;))
    buona giornata
    un bacio
    monica

  16. Io trovo che questo tuo scritto sia esemplare e significativo.
    Anche il mettere alcune parole in corsivo contribuisce a rendere l’atmosfera più intensa e coinvolgente.
    Il mio parere non conta nulla, ma credo che questo post scritto così, sia molto di un racconto insensibile in cui si dice semplicemente ciò che è successo.
    E’ importante esprimere i sentimenti , pur senza risultare mielosi, e tu l’hai fatto.
    Vienimi ancora a trovare, quando vuoi.
    Buona serata e un bacio, Mac

  17. Passavo sperando di leggere qualcosa di nuovo (tra l’atro oggi sn talmente in vena di commenti da averne lasciati di chilometrici in quasi tutti i blog che ho visitato =D)
    Ma mi accontento di rileggere questo post e farmi venire i brividi una volta ancora….

  18. passo per ora solo per un saluto perché volevo ringraziarti per il post su Aldebaran. Purtroppo ho avuto una settimana infernale e sono in arretrato su tutto. Mi riservo di tornare a leggere il brano che vedo ha riscosso molto successo

    Grazie e buona giornata 🙂

    Eufemia

  19. Ne ho lette molte di testimonianze su questa tragedia indimenticata ed indimenticabile. Il tuo scritto che riporta il fatto dall’ottica di coloro che, probabilmente, più di tutti hanno scontato la strage, è colmo di sensibilità che ormai ti si riconosce ad occhi chiusi. Carico di parole che vanno dritte al cuore e lo stringono in una morsa di angoscia. Probabilmente uno dei modi più esplicativi per raccontare che cosa, i vigili del fuoco, abbiano sopportato in quell’inferno.
    ‘Hanno permesso che passassero i demoni’. Si, gli angeli nulla hanno potuto. Non guardavano. O guardavano altrove.
    C’erano solo i ‘tuoi’ pompieri: uomini tra gli uomini. E probabilmente per questo ancora più eroi degli eroi.
    Semplicemente toccante oltre misura!

    Ambra.

  20. #47
    goodnightmoon88

    Speriamo che quel ‘colpo finale’ non arrivi mai, ‘mOOn_ella. Sono fiducioso perlomeno in questo. I ‘grandi’ colpiscono ai fianchi. Ma non stendono mai del tutto. Cadrebbero anche loro e lo sanno perfettamente..

  21. Un post di forte impatto… una chiusa/grande citazione che rimescola il doloroso ricordo di quel giorno… e di quelli successivi, fino ad oggi… e poi?

    E poi… e poi dico io: nemmeno possiamo immaginarlo anche se lo ricordiamo tutti gli anni. Con un post. Con il silenzio dell’anima. Con i media. Noi che siamo lontani… a prescindere dallo schieramento politico. Che rabbia. Io ho ricordato senza nulla scrivere sul mio blog.

  22. #76
    IrinaP

    Grazie!
    ^^
    Ho letto un po’ ovunque riguardo questa tragedia. La cosa che però mi lascia maggiormente allibito è che, ancora oggi a distanza di anni, alcuni schieramenti politici puntino il dito sul complotto ipotetico. Anzichè rammentare coloro che sono caduti: di destra, di centro e di sinistra.
    Semplicemente raccapricciante. E altro non aggiungo.

  23. #81
    shadox

    Sinceramente, riguardo all’11 settembre, non cerco più nulla. Sono stanco di imbattermi in strumentalizzazioni politiche di sinistra che sfruttano la tragedia come mezzo antimaericano. Dovrebbero solo vergognarsi…

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