Fede • atto 1di17 [prologo]

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«Daccelo subito se non vuoi un buco nella pancia!»
Le aveva intimato quello più magro della coppia di malintenzionati, puntandole un coltello a serramanico a pochi centimetri dal corpo.
Un nemico che Federica Carrasco era riuscita ad eludere per molto tempo. Impadronendosi dell’arte di sopravvivere necessaria a tutti gli emarginati della Società. Ma adesso l’aveva messa con le spalle al muro, pronto a prendersi il suo tributo. Quel nemico le si era parato davanti dopo un inseguimento subdolo, lungo i vicoli delle baraccopoli. Era avido e tenace, implacabile come un boxeur che ti lavora all’angolo dopo averti troncato il fiato, distrutti i fianchi. Lo conosceva molto bene, certo; si era già accaparrato sua madre, uccidendola di stenti, l’unico famigliare che le restava in vita.
Si era anche accaparrato buona parte della città, della regione e della intera penisola. Qui, come altrove, aveva sempre la stessa faccia e la stessa gola profonda, affamata e senza fine: si chiamava Recessione.
Con la R maiuscola per distinguersi meglio.
«Avanti, stronza, daccelo!»
le ripetè la voce della Recessione attraverso il suo figlio più irrequieto (perlomeno quello che era riuscito a sorprenderla).
Dentro il giubbotto liso e strappato in più punti sembrava un orrendo spaventapasseri con i denti aguzzi. Al posto del fieno un fascio di nervi che ne sosteneva le carni asciutte e tese. A pochi passi dal fianco sinistro stava invece avanzando l’altro spaventapasseri, quello taciturno e dai capelli come fili d’erba impazziti a rigare un volto lungo e cupo. Al fianco destro una serie di alti e ricolmi bidoni della spazzatura che assumevano l’oneroso ruolo di macabre sentinelle del degrado cittadino. La temperatura pungeva la pelle come tanti aghi di zanzara che invece di succhiare sangue iniettavano freddo. L’inverno greco sarebbe stato insolitamente molto rigido. E Volo l’epicentro sferzato dai venti grigi della vicina costa balcanica. Federica Carrasco disponeva di due scelte altrettanto sgradevoli e pericolose; affrontare il gelo imperante, rischiando quasi certamente una polmonite che non avrebbe potuto curare, o liberarsi dei due rapinatori che le volevano portare via il pastrano.
“Liberarsi”, riconsiderò con una punta di folle ironia l’irrealistica possibilità.
Ma era una delle peculiarità che le permettevano di andare avanti, quella di trovare il lato comico anche nelle situazioni più drammatiche.
“Ridere, farsi venire la ridarella invece di serrare le mascelle, ti aiuterà a pensare meglio ed a restare più carina”, le ripeteva spesso la madre.
Pensare, si. A che cosa però? In quale possibile via d’uscita poteva sperare?
La strana ed indefinibile sensazione, quella che avvertiva da qualche giorno, quella che aveva chiamato “senso sciocco” (perchè quando ti circonda la miseria ti devi affidare alla concretezza e non all’invisibile), la investì prepotente nel volgere di una manciata di secondi. Mentre la punta del coltello le sfiorava ormai, implacabile, il tessuto sdrucito che era appartenuto alla madre.
D’improvviso, il viso dello spaventapasseri dai denti aguzzi e famelici, s’illuminò prepotentemente. Al pari dell’intero vicolo. La notte appena calata sgattaiolò via di colpo. Quasi che un imprevisto sole di mezzogiorno la spazzasse altrove con inaudita semplicità.
Un sole strano, un sole bianco. Un sole che non abbagliava. Costringeva lo spaventapasseri a guardarlo, ad occhi sgranati, increduli, colmi di paura. Un sole che disegnava una traiettoria discendente alle spalle della giovane assalita. Tanto inatteso quanto fulmineo; appena si voltò per coglierlo stava già spegnendosi oltre i tetti. Liberando di nuovo l’oscurità, che si riprese quanto legittimo. Liberandola dagli spaventapasseri, che fuggirono altrove rovesciando i bidoni della spazzatura. Restava sola con il suo pastrano sdrucito.
Con il “senso sciocco” che abbaiava incessante oltre le case alle sue spalle.
Abbaiava chiamando Fede…..

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Autore: Keypaxx © Copyright 2008. Tutti i diritti riservati.
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141 risposte a “Fede • atto 1di17 [prologo]

  1. Un’ambientazione particolare, si parla degli ultimi, di chi vive di stenti, in una baraccopoli, ai margini della società. Una guerra tra poveri per sopravvivere. Ancora una volta il personaggio è una donna forte e coraggiosa. Poi il mistero di un sole bianco ad illuminare l’oscurità, a liberarla dagli aggressori.
    Bravissimo narratore.

  2. E’ un post molto complesso perché oscilla tra allegoria( alcuni particolari hanno un significato un po’ oscuro) e realtà.
    A me piace, ma è necessario leggere con attenzione. Bene: così si capisce chi legge e chi no.

    Una bella prova.
    ci sono delle immagini naturali molto incisive.
    ciao Moon-ello

  3. mmm…suggestivo è un po’ più ermetico del solito, direi.
    aspetto il prossimo post per “azzardare” una qualche interpretazione, ma non aspettare troppo ché son curiosa 🙂
    buon inizio settimana e un bacio

    Antonella

  4. Ecco il nuovo racconto a puntate che aspettavo!
    :-9
    questa Federica già mi piace tanto e l’ambientazione tra le baraccopoli con l’aggiunta di quel mistero caduto dal cielo promette già molto bene!
    Mi piace come giochi con il nome della protagonista, e come descrivi i cattivi, malmessi, come fossero dei brutti spaventapasseri!
    ^^

  5. #3
    goodnightmoon88

    Direi che è un’ottima interpretazione dello scritto, la tua, ‘mOOn_ella. E si, speriamo piaccia e che si legga. A prima vista può sembrare più complesso di quanto non sia..
    😉
    Baci ‘mOOn_ella!
    ^____^

  6. Non so perchè, ma le prime parole che mi sono venute in mente sono state: “mistero della Fede”…
    Non azzardo nulla, per ora. Eppure quella luce… no no no! Quella luce per ora è mistero, e conoscendoti, chissà per quanto lo sarà!
    ;-P

    Buona giornata Alberto. Il sole sta sciogliendo la neve…
    ;-***

  7. ….allora, da dove comincio? Le tue parole mi fanno sempre riflettere e questo è bellissimo, ma poi il difficile è spiegare dove arriva il ragionamento..
    Innanzi tutto descrizione scenografica e caratterizzazione dei personaggi incredibilmente suggestiva (l’ho letta e riletta)..insomma degna di te!
    Poi se me lo consenti prendo in prestito pochi versi a me molto cari, del poeta russo Vladimir Majakovsij:

    “Per l’allegria
    il pianeta nostro
    è poco attrezzato”
    Orfeo canta:
    “Desistere dal ciclo
    e prender fiato dalla miseria”.

    La miseria, la disperazione, la difficoltà di vivere spesso solo sopravvivendo, credo siano l’antitesi più “sana” alla rassegnazione. Solo chi ha il cuore denso di spine sa cosa significa provare dolore, affrontare l’umiliazione, resistere ad un molesto e “sciocco” scorrere del tempo apparentemente privo di senso. E chi ha il cuore così provato ha una scelta da fare: guardare e vivere quella medaglia che è la vita dal lato più facilmente inevitabile o strappare da sè la rabbia e continuare ad avere umilmente “fede”… Chi sceglie la strada più difficile, quella che significa fatica e lotta contro la disperazione, può guardare senza paure quel cuore ferito e riuscire a vedere sotto le tante spine un bellissimo ricamo.. Un disegno di possibilità.. E sorridere di una sensazione per nulla “sciocca”, il senso di una vittoria, della conquista di sé..

    Questo è quello che leggo, che mi piace leggere nell’esordio di questa nuova avventura..

    Ti abbraccio Key, devo dire che questo racconto ha già tutta l’aria di conquistarsi il mio interesse.. Dì la verità, stai facendo di tutto perchè sia contagiata anch’io dalla dilagante Key-patite eh??! 😀
    Però ti avverto, io nello spazio non ti seguo..ora che mi sto ambientando in questo piccolo mondo e che comincia a piacermi davvero… ;P

    Bacio per te!
    Elisa

  8. #17
    Dreamt

    Questo è un racconto che inquadrare sin dal principio può risultare un errore… ma anche no.
    ;-P
    Fede-Federica è la protagonista, e attorno a lei si svilupperanno strade e scelte.
    Davvero non azzardi? ti facevo più tigrata, un tempo..
    😉
    Amo la neve.. peccato duri poco..
    ;***

  9. #23
    ludmillaParker

    Stranamente, il soggetto lo scrissi quando la nostra, di Recessione, non era ancora sbandierata ai quattro venti. Segno che l’attualità, spesso, supera la fantasia. Per il mix di generi hai ragione; ci sono quelli da te citati… e altri che spunteranno in seguito..
    🙂

  10. #25
    elilaw

    Ormai ho rinunciato a stupirmi per i tuoi commenti e la tua cultura, quindi mi limito a leggere le deliziose sensazioni che mi riporti..
    🙂
    Spero solo che Majakovsij non se la prenda per la citazione abbinata al mio scritto. Certo è che, letta così, ha il suo perchè. Ciò che hai digitato è un’analisi approfondita che sta dietro il tessuto a base della trama.
    Quindi, in sostanza, quanto leggi è quanto è. Con le sfumature che verranno poi, naturalmente. Ma il cui ornamento hai ben visto ed individuato in questa prima uscita.
    No, non ti trascino con me nello spazio, la terra ha bisogno di cervelli come il tuo..
    🙂
    Un bacio ed un abbraccio forte per te.

  11. Uh che bello Key,un nuovo racconto! Sono sincera…ancora non so che pensare,dovrò rileggerlo,è difficile dargli un parere a prima lettura,ma dopottutto è solo il prologo…e so già che non mi deluderai!

    So che odi le catene…ma infatti non devi farlo,ti ho solo premiato con un award…nulla da fare ok?

    Un abbraccio e sogni d’oro!

  12. Dì un po’… sicuro non è un reportage? Ciò che descrivi, nella sua nuda crudezza, è così reale… ciò accede ogni giorno… girato l’angolo. No, non vivo “chissà in quale metropoli”… sabato notte hanno accoppato un giovane di 22 anni a pedate in testa… giù in paese, a tre chilometri da qui. Festeggiavano il carnevale!
    Amarezza? Non conosco un aggettivo appropriato. Disgusto… non abbastanza forte. Bello, incisivo, quel tanto che necessitano i terrestri per sentirsi vivi. Perdonami se passo raramente a lasciare mie tracce… ma mi sono già scusata altrove, motivando! Serenità ed un abbraccio :-)claudine

  13. #37
    ceinwyn

    Spero ti piacerà, ragazza oscura. Ci terrà compagnia per altri sedici atti, e Fede dovrebbe riuscire a conquistarti..
    🙂
    Ho… vinto qualche cosa?
    Incredibile!
    Grazie!
    ^______^
    Un abbraccione anche a te!

  14. #41
    pattychiari

    Che sia una congiura da parte del tuo vecchio gestore telefonico internet?
    ;-P
    Però è strano.. di solito compaiono, in ritardo, ma compaiono.
    Mi prendo il buffetto!
    Abbraccio a te!
    ^____^

  15. Io sparico qualche giorno e guarda qua che ti ritrovo!!!!

    Però ora sono cotta, prometto come sempre che lo leggerò in un momento di maggior lucidità…ma nel frattempo…c’è un premio speciale per te!!!

    Un bacione mio alienuccio preferito!!! :*

  16. #42
    claudine2007

    Non è un reportage. In effetti, il soggetto del racconto era già scritto da ben prima che la Recessione (con la R maiuscola), tornasse di moda sui TG. Il tuo disgusto comunque ci sta tutto. Nelle periferie, nelle grandi città, si sta incrementando un preoccupante degrado. Ambientale e sociale.
    Fede prende spunto da un’ambientazione spiccatamente repressiva e attuale. Che però rimarrà sullo sfondo, inerpicandosi verso altri temi.
    Un abbraccio a te!
    🙂

  17. Sei grande Key.
    Ha descritto cosi bene il male di vivere, che sembrava di essere in casa con Fabrizio, vedere il suo letto, la sua casa silenziosa, la sua giacca sgualcita. E mentre leggevo non vedevo colori, difficile da spiegare, ma vedevo tutto grigio…il letto, la casa, lui stesso….
    Bella la delicata figura di Adelina, che guarda e osserva “oltre” il silenzio di Fabrizio.
    Stupendo racconto, e si, hai indovinato, mi è piaciuto tanto davvero.
    Il mio racconto invece, è dedicato a due amiche in particolare che stanno attraversando un momento davvero duro.
    Le penso e vorrei fare molto per loro, vorrei possedere una bacchetta magica…
    Anche per te il mio abbraccio c’è sempre, dubitavi? ;-))
    Bacetti, … Ros

  18. Un nuovo racconto che tratta di sopravvivenza, di una lotta per superare la miseria. Questa Fede è piena di allegorie e naturalmente sono tutte ben scritte, come tuo solito. Lo spettro della Recessione sullo sfondo ed un mistero che cade dall’alto. Gli ingredienti ci sono tutti, e per un maestro della penna come te sicuramente non mi attendevo di meno.
    Bravo come sempre!

  19. Ehhhh “Cultura”..che parola grossa.. diciamo che mi limito a immagazzinare le idee che mi colpiscono, che sono quelle su cui costruire anche un po’ quello che vogliamo essere..insieme a quello che già siamo.. Almeno mi sono guadagnata la certezza che i tuoi scritti li leggo??!! ;PP
    Comunque Key, giuro che non ho spiato in nessun cassetto.. a questo punto mi comincio a preoccupare anch’io, forse è l’amore che mi fa quest’effetto?!.. se in questo momento stai pensando: “ora mi vado a fare un bel thè..ci vorrebbero pure due pasticcini!”… comincio a fare delle serie ricerche!! ;P

    Baci e abbracci
    Eli

  20. #52
    rosanna451

    Suppongo tu ti riferisca al racconto consigliatoti;
    Buongiorno signor Mavi…
    E’ uno dei miei scritti “singoli”, creato per l’occasione e che mi ha saputo dare delle belle soddisfazioni!
    La bacchetta magica, ahinoi, non l’abbiamo.. ma possiamo fare comunque molto!
    Un abbraccio per te!
    ^____^

  21. #55
    Dreamt

    Le tue parole mi hanno fatto tornare in mente questa:
    Lo sai che più si invecchia
    più affiorano ricordi lontanissimi
    come se fosse ieri
    mi vedo a volte in braccio a mia madre
    e sento ancora i teneri commenti di mio padre
    i pranzi, le domeniche dai nonni
    le voglie e le esplosioni irrazionali
    i primi passi, gioie e dispiaceri.
    La prima goccia bianca che spavento
    e che piacere strano
    e un innamoramento senza senso
    per legge naturale a quell’età
    i primi accordi su di un organo da chiesa in sacrestia
    ed un dogmatico rispetto
    verso le istituzioni.
    Che cosa resterà di me? Del transito terrestre?
    Di tutte le impressioni che ho avuto in questa vita?
    Mi piacciono le scelte radicali
    la morte consapevole che si autoimpose Socrate
    e la scomparsa misteriosa e unica di Majorana
    la vita cinica ed interessante di Landolfi
    opposto ma vicino a un monaco birmano
    o la misantropia celeste in Benedetti Michelangeli.
    Anch’io a guardarmi bene vivo da millenni
    e vengo dritto dalla civiltà più alta dei Sumeri
    dall’arte cuneiforme degli Scribi
    e dormo spesso dentro un sacco a pelo
    perché non voglio perdere i contatti con la terra.
    La valle tra i due fiumi della Mesopotamia
    che vide alle sue rive Isacco di Ninive.
    Che cosa resterà di noi? Del transito terrestre?
    Di tutte le impressioni che abbiamo in questa vita?

    Chiaro? non lo so.. ma ci proveremo di sicuro, tigrotta..
    ;-P
    Smuackkk
    ;***

  22. #60
    elilaw

    Lo sfoggio di cultura era riferito alla citazione del tuo amato poeta russo, non sono letture che si fanno tutti i giorni..
    😉
    Eh si… la certezza che li leggi la ho già da un pezzo!
    😀
    Ma ti devi però preoccupare seriamente; stavo giustappunto pensando al tè.. per fortuna al posto dei pasticcini mi sono “accontentato” di due bacetti perugina …caduti dal mio cielo..
    🙂
    Baci e abbraccione per te, Elisa!
    ^_____^

  23. comunque la storia mi piace molto.questo lungo prologo secondo me è un assaggio di tanti bei capitoli successivi.fede dovrà vedersela con ben altro che gli spaventapasseri del vicolo,e non sono sicura che quella luce sia un segno della provvidenza..

  24. La dura realtà della baraccopoli, nella quale una luce salvifica, quasi divina protegge una giovane fanciulla la cui speranza risiede probabilmente proprio nella sua Fede stessa!!
    In effetti questo prologo pare essere un meraviglioso quadro raffigurante tutti i simboli che si presenteranno nella storia… Si rivelerà un’opera molto sottile!

    Molto curiosa di leggerne il seguito!! :*
    Un bacione fatatissimo!!!

  25. Ciao carissimo, presto tornerò e leggerò tutto rigo per rigo…
    Sono qui per lasciarti un saluto un bacio e far sentire che ci sono sempre anche se un pò lontana con la mente ultimamente…
    Bacioni

  26. Capito qui per caso, e devo dire che sono stata veramente fortunata. Scrivi benissimo! un po’ alla volta mi leggerò i tuoi racconti. Ma già questo si dimostra intrigante e profondo! complimenti!

    Annabella.

  27. #76
    FataZuccherina

    Brava fatina, da queste tue righe si evince che hai letto attentamente il primo atto (e non ne dubitavo). Non ti posso svelare se hai indovinato l’azzardo, ma ti confermo che sarà si una storia “sottile” e che prenderà qualche piega imprevista. Come solito mio.
    Sono molto contento che tu apprezzi!
    Un fatoso bacione!
    ^________^

  28. E chi lo sa cosa resterà di noi? Magari le pagine dei nostri blog! 😉

    “Anni come giorni son volati via
    brevi fotogrammi o treni in galleria
    è un effetto serra che scioglie la felicità
    delle nostre voglie e dei nostri jeans che cosa resterà.
    Di questi anni maledetti dentro gli occhi tuoi
    anni bucati e distratti noi vittime di noi
    ora però ci costa il non amarsi più
    è un dolore nascosto giù nell´anima.
    Cosa resterà di questi Anni Ottanta
    afferrati già scivolati via…
    …e la radio canta una verità dentro una bugia.
    Anni ballando, ballando Reagan-Gorbaciov
    danza la fame nel mondo un tragico rondò.
    Noi siamo sempre più soli singole metà
    anni sui libri di scuola e poi a cosa servirà.
    Anni di amori violenti litigando per le vie
    sempre pronti io e te a nuove geometrie
    anni vuoti come lattine abbandonate là
    ora che siamo alla fine di questa eternità…
    …chi la scatterà la fotografia…
    …”Won´t you break my heart?”…
    …Anni rampanti dei miti sorridenti da wind-surf
    sono già diventati graffiti ed ognuno pensa a sé
    forse domani a quest´ora non sarò esistito mai
    e i sentimenti che senti se ne andranno come spray.
    Uh! No, no, no, no…
    Anni veri di pubblicità, ma che cosa resterà
    anni allegri e depressi di follia e lucidità
    sembran già degli Anni Ottanta
    per noi questi ottanta anni fa…”

    Buona giornata!
    ;-***

  29. #93
    Dreamt

    Raf?!?
    Oh beh.. quei “favolosi anni ottanta” sono trascorsi da un bel pezzo, tigrotta.
    Bei ricordi; paninari, metallari, dark, tempi di scuola e di minor problemi.. giàgià..
    Buona giornatina anche a te!
    ;***

  30. Key, quando guardo il tuo avatar, pur sapendo che nella foto c’è il volto di un attore (che tra l’altro mi piace molto), insomma quando ti vedo, con quella mano sul viso…mi viene voglia di abbracciarti fortissimissimamente!

  31. #108 e 109
    lavigneavril

    Il crocifisso lo porto anche io, non solo Avril..
    😉
    ma il suo è indubbiamente più grande.
    Come ho già scritto, il seguito arriverà presto.. molto presto.
    Abbi… Fede
    ^____^

  32. ttii aauugguurroo uunnaa bbuuoonnaa nnoottttee bbrriillaa bbrriillaa ee uunnoo ssppuummeggggiiaannttee ffiinnee sseettiimmanna;) 😉 😉
    bbaaacccciiiiiiiioooooooo00o0ooo0ooOOooo00oo0o

    GiuLia^_^

  33. Dici che a prima vista, il racconto, sembri piu’ complesso di quanto non sia in realtà, non lo so, (ovviamente tu sei lo scrittore ^^) ma già dall’ambientazione e dai ritmi sostenuti mi sembra eccome un racconto complesso, inoltre si capisce già che c’è un storia dietro, una storia che ha segnato la tua protagonista e che penso ricorrerà spesso in tutti gli episodi.. (posso chiamarli così?)
    Sono tornata, in esclusiva solo per te amico mio e ne è valza la pena 🙂
    Ora torno a studiare, un abbraccio!!

    P.S. adoro il nome federica ^^

  34. #119
    soulsmirror

    Wow! ho l’esclusiva di lettura!
    🙂
    per fortuna che ogni tanto ti rivedo, occhi di cerbiatta! ed è sempre un piacere grande!
    ^_______^
    Il racconto consolida uno stile di scrittura (non sta a me dire se buono od orrendo, però così è) che ho già esplorato nella seconda stagione di Esdy. Ovvero, vi sono elementi base della storia che non si scopriranno se non a racconto inoltrato. Per questo motivo, anche, lo reputo “complesso” (e quando li leggerai, credo, converrai con me).
    Il nome mi piace, come a te, ma è più che altro funzionale alla vicenda ed al gioco dei doppi sensi/allegorie/metafore che amo scrivere.
    Torna a studiare… ma torna anche presto qui!
    Un abbraccio gigante!
    🙂

  35. L’ho letto rapito, catturato dalle tue descrizioni psicologiche sulla protagonista, miscelato dai fatti crudi della storia.
    L’inizio di una nuova storia: ti sono tremati i polsi Paxx?
    Una delle cose belle, poi, è il nome che Federica ha dato al “Sesto senso”: IL SENSO SCIOCCO.
    Credo che la protagonista, per certi versi, assomiglierà a Esdy, oppure al lunatico. Nel secondo caso solo perché la storia ha inizio in un baraccopoli.
    Proseguirò con la lettura del secondo episodio…

  36. #126
    Saryo

    Bentornato!
    🙂
    Quando inizio una nuova storia mi tremano sempre i polsi, specie se mi lascio particolarmente coinvolgere come in questo caso. Mi sono calato nella mente della protagonista, cercando di vivere la notte dal suo punto di vista; disilluso ma speranzoso, concreto ma lieve.
    Non so se finirà per somigliare ad Esdy, questa Federica. Ma non credo..
    “Il senso sciocco” è una definizione che ho elaborato, appunto, partendo dalla sua ottica di vita. E lo ho trovato singolarmente divertente.
    ^___^

  37. KeypaZZ ogni volta superi te stesso, complimenti 😀

    A breve recupererò gli altri due passi, certo che saranno all’altezza di questo “introduttivo”.

    p.s. Ma sei fissato con queste donne “forti di spirito”.. come mai? (se c’è un motivo e se è lecito saperlo…^_^)

  38. #130
    Arsek

    Elfo eccoti! iniziavo a preoccuparmi per la tua assenza!
    😉
    mi fa piacere tu gradisca il nuovo racconto e questo primo atto, spero anche i seguenti.
    Per il P.S… potrei scriverti un poema, o una frase, in merito.
    Essendo uno spazio commenti, mi limito alla frase:
    perchè mi piacciono.
    Può bastare?
    ;-P

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