Fede • atto 14di17

Fu così che dovette ancora rimandare la zuppa calda che si era prefissata per cena ed il rassicurante abbraccio delle coperte. La sosta al bar era comunque servita a riscaldarle lo stomaco infreddolito, e in fondo, le richieste di Osmand Himmerswach, si limitavano a spingersi di nuovo verso la Chiesa lasciata alle spalle poco prima. Non riponeva una completa fiducia nel pastore conosciuto quella sera stessa, ma doveva riconoscergli doti da ottimo oratore e persuasore. Inoltre, sembrava veramente troppo vecchio per essere mosso da cattive intenzioni, o per essere di una qualche pericolosità. Doveva anche riconoscere che, tutto quel parlare di fede religiosa, aveva risvegliato in lei una relativa curiosità. Quantomeno desiderava constatare se l’euforia di Padre Samuele fosse stata in grado di contagiare il pastore accanto a lei (cosa di cui dubitava molto). Continuava a sentirsi inadatta e fuori posto, una parte della sua mente avrebbe preferito mandare a quel paese ogni questione. E, forse, quella alternativa sarebbe stata la sua opzione principale (e quella più ragionevole: che accidenti si pretendeva da una mezza atea?), se il “senso sciocco” (percezione alle auree mistiche, lo poteva chiamare Himmerswach, ma lei non avrebbe mai modificato quella che riteneva una più consona definizione) non si fosse innalzato come due antenne radio che captano fortissime frequenze nell’etere. In strada non girava nemmeno un cane.
Persino Nelson era sparito dalla circolazione, dopo la sua piccola fuga dal cortile di casa.

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‘Oh beh, e che sarà mai? sto solo gironzolando in una città deserta dove, chi ha un briciolo di sale in zucca, se ne sta riparato tra le mura del proprio focolare. Con questo ronzio in testa che mi fa sentire voci e discorsi di Gesù Cristo e Dracula, ogni tanto mi mostra persino cose che non ci sono, e per compagno, invece di un alto cavaliere senza macchià nè paura, ho un vecchio sacerdote: complimenti, Fede! Ti darei una pacca sulla spalla, se solo ci arrivassi..’
Recitava mentalmente con se stessa, rallentando ogni tanto l’andatura per non perdersi il compagno anziano.
Come capita sovente, il viaggio di ritorno le sembrò molto più rapido di quello dell’andata. Nonostante la differenza evidente, in entrambi i casi faceva strada a due zavorre.
Eppure giunse al portone della Chiesa con inaspettato tempismo (probabilmente molto prima di quanto avesse desiderato davvero). Lo fiancheggiò, aggirando le ampie scale, e si diresse alla porticina che faceva da ingresso alla modesta abitazione del prete. Sospirò un paio di volte, infine si decise a bussare sul liscio legno lavorato.
«Padre Samuele…? Padre… sono io, Federica… Federica Carrasco.»
Ma al di là della porta, non rispose nessuno.
Diede un’occhiata alle spalle, per accertarsi che Himmerswach  fosse ancora vicino, e notò l’espressione corrucciata dell’uomo.
Le sue mani stringevano con forza il pomello del basso bastone su cui si poggiava. Quindi riprese a bussare con rinnovato vigore.
Mentre una sottile angoscia le pervadeva l’animo………..

Autore: Keypaxx © Copyright 2008. Tutti i diritti riservati.
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92 risposte a “Fede • atto 14di17

  1. Ma non vale compagno di compleanno! Ogni volta mi lasci con una curiosità tale che non posso aspettare la prossima puntata.
    Neanche un piccolo anticipo in pvt per placare la mia curiosità? :)))))

  2. ed eccoci davanti a una porta…sembra davvero un viaggio infinito questo di Fede una notte lunghissima che sembra non debba finire e due uomini ad accompagnarla uno giovane (o tale) e uno molto vecchio…e un sacerdote che chissà se aprirà la porta…sarà la notte ma ho quasi un filo di paura non ti chiedo nessun seguito è bellissimo questo capitolo
    un bacio
    monica

  3. Il viaggio di Federica prosegue, e torna al punto di mezzo dove ha anche lasciato il nostro Gabriel e Padre Samuele. Qui convergono le linee mistiche e qui sicuramente avremo le risposte che stiamo attendendo tutti con il tuo sapiente intrattenerci..

  4. Splendido, questo capitolo lascia davvero un sottile filo di angoscia..ti sa tenere su un filo per cose che verranno e che saranno la conclusione di questo bel racconto
    ciao Annabella

  5. Fare strada alle zavorre.Mi viene in mente il cammello in “Delle tre metamorfosi” dello Zarathustra di Nietzsche.
    “Molte cose pesanti ci sono per lo spirito,per lo spirito forte e paziente che alberga la venerazione:la sua fortezza chiede pesi da portare, e i pesi piu’ gravi.
    Che cosa è pesante? Così domanda lo spirito paziente,così si inginocchia,simile al cammello, e vuol essere ben caricato”
    Naturalmente è una fase.Attendo di vedere come evolverà Federica.

  6. #2
    monicamarghetti

    Si, la peculiarità di questo racconto è che tutti gli atti sono ambientati lungo l’arco di una, apparente, interminabile notte. Spero di paura non te ne sia venuta troppa, Monichella, perchè da qui alla fine rischia di aumentare, eh!
    🙂
    Bacio per te!
    ^_____^

  7. #5
    Cassandralady

    Effettivamente siamo arrivati alla fase conclusiva del racconto. E tutto si svolgerà all’interno di questa chiesa. Dove i protagonisti ruoteranno insieme per l’arco finale della storia..
    🙂

  8. #9
    RiccardoBruni

    Il carico sulle spalle di Fede minaccia di aumentare atto dopo atto. Forse non sarà paragonabile a quello che porterà il cammello di Zarathustra, ma indubbiamente è la protagonista della storia, e su di lei converge molto, o tutto.
    🙂

  9. Le definizioni hanno valore provvisorio.. che sia fede, che sia percezione, che sia “senso sciocco”, c’è in ognuno di noi quella sensazione intima che ti spinge.. che ti costringe a non rinunciare ad avere coraggio, a stringere la mano in un pugno e bussare alla porta di ciò che fa paura..
    E quando quella porta si aprirà (perchè si aprirà vero?!) sarà quella forza indefinibile a spingere i passi di Fede a muoversi….

    Curiosa, curiosissima.. Ci tieni sulle spine eh!
    Ti bacio e ti abbraccio, augurandoti un felice proseguimento di settimana..

    Eli

  10. Ci sono destini di cui si percepisce in modo inequivocabile imminenza di compimento. Eppure, come Fede, goffamente si contratta per un rimando… Tanto più grande di noi se ne avverte l’inevitabilità… Sacrosanta paura, con cui fare inevitabili conti, di andare incontro a un nuovo modo di essere. Forse quello più autentico, finalmente. Poi (ma sarà così anche per lei?), prendendo un lungo respiro, ci si arrende. E ci si lascia fluire, verso un’evoluzione che ancora ha il sapore dell’ignoto. Ci vuole coraggio. Ma tanto, e sempre.
    Sennò non c’è che ripiegare su un ‘vivere’ a mezzo servizio.

    Buona serata, Key carissimo.

  11. e la lunga notte continuava il suo cammino mentre la pioggia scrosciava e le gocce rimbalzavano in modo strano sul sagrato, scivolavano quasi, componedo una serie di lettere che poi scomparivano e si riformavano senza dare il tempo all’occhio di leggerle ma solo di percepirle. E Federica, bussando nuovamente alla porta, rabbrividì nel vedere che l’angelo, posto a lato della chiesa, aveva un sorriso beffardo, o forse era solo la pioggia…

  12. #28
    arabapernice

    Si ha sempre paura di affrontare l’ignoto. L’ignoto è qualcosa di cui non possiamo avere alcun esito a priori. E da sempre l’uomo è a caccia di certezze, al basso costo. Lo standard di pensiero è quello. Poi c’è il coraggio. Per fortuna sa farsi valere al momento giusto.
    😉
    Buona serata a te!
    ^_____^

  13. #24
    elilaw

    Ahi, ahi, ahi.. stanchezza o età che avanza? avevo scordato il tuo commentino, mannaggia..
    :-/
    E’ vero, indubbiamente il coraggio ci spinge ad affrontare e superare ostacoli che difficilmente riusciremmo a prender di petto con la ragione. Perchè il coraggio è figlio di una certa spregiudicatezza, no?
    😉
    Si aprirà quella porta? diciamo che l’arco finale del racconto prevede un confronto all’interno della chiesa. E ho detto tutto.
    🙂
    Un bacio abbracciato a te, Elisa.
    ^_____^

  14. La tensione finale si avverte in modo particolarmente efficace. Sembra di vedere il viso del vecchio, e la sua mano che stringe il bastone. La mia è ansia-angoscia per Padre Samuele, magari la stessa dell’uomo e di Fede…
    Sarà ancora vivo?

    ‘Notte Alberto.
    ;-***

  15. #41
    Dreamt

    Bene, allora hai recepito quello che volevo trasmettere in questo crescendo di atto; ansia e preoccupazione. Ormai siamo alle battute conclusive, però, ancora tre atti e anche la tua domanda troverà risposta..
    🙂
    Buona giornata a te, tigrotta..
    ;***

  16. #42
    monicamarghetti

    Puff..puff.. per la verità stamani sono un po’ di corsa. Ma eccomi; apro sempre la mia porta a chi bussa e, come disse il Conte Dracula al commensale:
    ..entrate, voi che venite, spontaneamente e di libera scelta.
    ;-P
    Smuackkkk, un sorrisone per te!
    ^______^

  17. CREDO, CHE L’AL DI LA’ CHE STA ARRIVANDO, COME DEL RESTO INEVITEBILE CHE ARRIVI A TUTTI NOI,DIPENDE SOLO, DA OGNI UNO DI NOI, COSA INTENDIAMO PER AL DI LA’………..UN ABBRACCIO AL PROFUMO DELLE ROSE. emer

  18. C’è un proverbio polacco che dice: “Kto z kim przestaje, takim si? staje”. Vuol dire: se vivi con i giovani, dovrai diventare anche tu giovane. Così ritorno ringiovanito. E saluto ancora una volta tutti voi, specialmente quelli che sono più indietro, in ombra, e non vedono niente. Ma se non hanno potuto vedere, certamente hanno potuto sentire questo “chiasso”. Questo “chiasso” ha colpito Roma e Roma non lo dimenticherà mai! Giovanni Paolo II giornata mondiale della gioventù – Roma ..buonanotte..Aly**

  19. Ritmo sempre più incalzante…ci lasci sempre a mezz’aria. Ma questa è una prerogativa degli scrittori bravi
    (e non provare a dire che non lo sei…). Bene aspetterò il seguito…ma qualcoisa mi dice che federica ha qualcosa da svelare, chissà! Un abbraccio immenso, di quelli che tu conosci bene Key.

  20. #59
    pattychiari

    Federica sta per affrontare il frutto di questa notte infinita. Che sia un frutto caldo o freddo lo dobbiamo ancora comprendere bene, lei per prima.
    Un abbraccione, di quelli che conosco, a te Patty.
    ^______^

  21. Bene. Due capitoli da recuperare ma come al solito lo farò prontamente! Intanto passo per augurarti una meravigliosa giornata!! ^__^
    E’ un periodo al quanto strano questo…bah…strana forte la primavera!! O_O
    Un baciottolo fatato!! :*

  22. #72
    FataZuccherina

    Brava fatina, allora ti aspetto sempre al solito posto; ovvero qui sul mio blog verdastro alieno!
    ;-P
    La primavera fa strani effetti, eh?
    ^_____^
    Baciottoli fatati anche a te!

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