L’albero e il Clown

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Spoglio brutto e vecchio. Quasi decandente o dovrei dire demodé nella sua ostinata ostinazione. La storia di un albero piena di storia e senza futuro.
«Martina… Martina per favore, non correre così che ti verrà il fiatone!» Sostiene la madre, mentre stringe per mano il figlioletto più piccolo. Forse tre, forse quattro anni. Forse…
All’albero non importa, che cosa potrebbe mai importare ad una rinsecchita e scortecciata corteccia dalle settimane contate?
Si siede, la panchina vuota sembra voler accogliere le natiche rattoppate. Le foglie ricoprono con un manto disordinato ed ingiallito la ghiaia e il petrisco. Porta le mani alle tempie e, per ironia, i capelli verdi e ricci avvolti nel sole pallido paiono fili di grano abbandonato al vento. I ricordi malsani, malsani ricordi.
“Io mi elimino”, dice il tunnel della depressione e a nulla servono le doti di giornalista, scrittore e divulgatore della storia. “Io mi elimino”. Ma l’albero non sa, l’albero non capisce, è solo legno da ardere. E neppure buono a quello, ormai. Data l’età.
«Per fortuna ho avuto questi due, Carla. Mia sorella Adele è disperata. Prova da anni ad avere figli con Oreste, ma non ci riescono. Capisci? Teme che un giorno, quel giorno, nessuno sarà lì a tenerle la mano. Ma bisogna vivere, Carla. Non sei d’accordo?» Carla acconsente con la testa. E la sorella di Adele richiama ancora una volta la figlia Martina.
“Non ho paura della morte, ma di morire”, diceva ancora il combattente.
Sapeva che sarebbe accaduto, come lo sa il vecchio albero, come lo sa il solitario clown. Ma il pagliaccio sa anche che oggi è una giornata di sole, un sole solo.
Così lascia la panchina e corre incontro al nuovo giorno.

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Autore testi: Keypaxx © Copyright 2009. Tutti i diritti riservati.

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115 risposte a “L’albero e il Clown

  1. ..sai anch’io non ho paura di morire..ma di come morrò..specie la sofferenza mi attanaglia…
    ogni giorno è un dono che abbraccio e sorrido….mi dà carica..e alzando gli occhi al cielo
    ringrazio..L’ETERNO

    un dolce sorriso per te

  2. Anche se i positivisti hanno detto che “l’omo è un animale sociale”, per le religioni nascere uomo è essere al livello più alto della creazione, l’uomo puo’ comunicare con gli esseri della sua specie, ma se entra nel “tunnel” della depressione si rende conto della solitudine, non può più comunicare, ogni suo proferire diventa inintelligibile.
    Siamo sempre esseri soli, individui che interagiscono congli altri esseri, ma siamo soli quando affrontiamo le prpve della vita, ed ogni esperienza la viviamo nella nostra individualità, ancora di più, davanti alle prove più grandi: la Morte è un evento che indica “stop”, fine di tutto; le filosofie aiutano molti, come le religioni, come del resto l’interazione con gli altri esseri. Ma essere consapevoli della solitudine, essere nel tunnel, non è come essere semplicemente soli.
    E poi la morte, implica il morire, il morire è dolore, trasformazione,…il dolore blocca molti nel tunnel, ma chi non vede la sua fine vede solo l’oscurità di una notte senza stelle, e sente la solitudine, e non esclusivamente di esser solo, allora opta di abbracciare “la nera signora”, opta per la “falce”.
    Il clown pur essendo solo ha il cuore di un bimbo, adesso è solo, ma non pensa alla solitudine: due lacrimucce, e poi un bel sorriso, amplificato dai colori del suo trucco: lui aspetta, preferisce la pista del circo.
    Bellissimo questo post, come al solito apre sempre tante argomentazioni.
    Key sei sempre il migliore!
    Un sorriso!
    🙂

  3. Davvero un bel racconto che si apre in modo triste, quasi una specie di ripiegamento in se stessi,per poi chiudersi con un inno ed un trionfo alla vita …poi il sole è uno solo, questo è vero ma i suoi raggi sono infiniti.

    Radiosa giornata :-)Arsinoe

  4. Il tema della morte appartiene a tutti, e anche la paura della morte:che è paura dell’ignoto..ma prima o poi ci dovremo confrontare con lei. Mentre aspettiamo, pero’, godiamo di questa splendida avventura che è la vita;)
    Abrazo!
    Dori

  5. Per tirare fuori queste parole e quella foto molto inquietante (soprattutto nello sguardo) credo che il tuo animo sia come un mare in tempesta…
    che si nasce soli e di conseguenza si muore soli e’ un dato di fatto…ovviamente da ragazzi per fortuna non ci si pensa poi con il passare del tempo quando si inizia a perdere le persone care, allora si che tocchi con mano cosa significa… ma come dici nel finale, il sole splende in cielo, domani e’ un giorno nuovo e viviamolo intensamente…comunque non possiamo farci niente, la vita non deve piacere, deve essere solo accettata. Un bacione e buona serata ciaoo

  6. Post impeccabile, scritto, con lucida consapevolezza non disgiunta da un tocco di leggera poesia, riscattata dal guizzo finale. Parlare della morte è sempre imbarazzante, è un pò come parlare di un lontano parente dimenticato al quale si dovrà prima o poi fare visita, seppure a malincuore, sapendo che dovremo sorbirci i suoi rimproveri. Ecco dunque che ne parliamo per esorcizzare la paura.
    Tunkulkik ha detto giusto, ci sarebbe da parlare all’infinito, la morte, il tema della depressione, l’uomo come essere sociale…e di nuovo mi viene in mente “2001, odissea nello spazio” di Kubrick.
    Che posso aggiungere di più che non ti abbiano già detto? Preferisco fermarmi, l’ammirazione potrebbe portarmi ad un eccesso di entusiasmo e rovinare così l’atmosfera osannante che regna nel blog…. voto da 1 a 10? 30 🙂

  7. #1
    liberadivolare

    La tua è una interpretazione personale e condivisibile nei suoi aspetti. Per quanto riguarda però quella del “Clown”, la si può leggere come una morte intesa quale fine delle cose terrene e come barriera ultima della solitudine.
    Per la vita dobbiamo sempre ringraziare.
    Un sorriso per la tua giornata.
    ^_____^

  8. #3
    tunkulkik

    Molto dotte le tue considerazioni sui vari aspetti che il post sfiora; la depressione, la solitudine, la morte.
    Ottimo anche il tuo sunto finale sul “Clown”, direi perfetto per una prefazione al racconto.
    E naturalmente grazie per le sempre gentili parole.
    Un sorriso per la tua giornata.
    ^_____^

  9. #4
    fayum

    Si, la si può leggere come una riflessione dal buio dove l’anima è momentaneamente discesa. Il sole, per quanto astro incoraggiante alle sconfitta delle miserie umane, invita alla vita da una prospettiva di solitudine.
    Un sorriso per la tua giornata.
    ^____^

  10. #10
    ilblogdicris

    Il fascino della vita è strettamente legato a quello della morte. Molti iniziano davvero ad apprezzarla quando la seconda, direttamente o indirettamente, si manifesta.
    Un bacione e la buona giornata a te.
    🙂

  11. #11
    SuzieQ

    Già, come ho scritto anche io più sopra, e come risaputo, su questi temi sono stati composti volumoni cartacei di notevole approfondimento. E ne saranno scritti degli altri proprio perchè non esistono trattati definitivi: discutiamo di temi vissuti in modo soggettivo dove mantenere una obiettività di base è molto difficile.
    Quello che citi di Kubrick è un film che si presta a queste argomentazioni ed è opera di un regista geniale.
    I voti? io mi fermo al 18 di Vastiana memoria.
    😀
    Un sorriso per la tua giornata.
    ^_____^

  12. …Perché bisogna continuare a vivere e ad onorare la vita, nonostante tutto. Anche se col cuore colmo di lacrime, bisogna andare avanti con la riga rossa del sorriso sulle labbra.
    Buona giornata.

  13. Sì, fu Marcuse a sintetizzare l’idea dell’ “uomo animale sociale”, ma è solo teoria. Inviterei chiunque a veder in che stato sopravvivono i malati di depressione grave…e al diavolo il concetto di animale sociale.
    Neppure il mio cane, che porta il mitico nome di Yoda, è tanto sociale, come lo vogliono certi antroplogi, o certi psicologi del positivismo.
    Non si puo’ fare d’ogni erba un fascio, né tanto meno, fare delle statistiche o casistiche… Solo saper che lo spiraglio c’è.
    Chi è meno “inquinato” da pensieri oscuri, e ha nacora fiducia nell’umanità, anche se questa non ha molto da dimostrare, chi crede ancora che la terra si possa salvare, anche ecologicamente, chi crede nell’essere umano, come il Clown, riuscirà ad uscire dal tunnel, a qualunque punto sia.
    Ricordo un mio ex paziente, che con un immagine di un’opera di Raffaello riuscì piano, piano ad uscire da un tunnel gravissimo, sindrome depressiva-compulsiva (D.O.C.), ma dovetti impegnarmi molto, e ancora sono in ottimi rapporti con l’ex-paziente, ma non certo perché io ero più brava degli altri. Solo perché credevo. E credo ancora che l’uomo possa guarire…Ha un potenziale immenso in sé, e spesso non lo sa.
    Ne sa qualcosa l’amico Prot, vero Key?
    E’ veramente bello questo post!!!
    Un abbraccio!
    🙂

  14. il tempo ha di positivo che scorre, non aspetta nessuno,alcuni li spinge avanti altri li trattiene e altri ancora li consuma giornalmente…il clown lo leggo come una metafora di chi siamo attimo per attimo: allegri,tristi,così e così,ecc. Il Tao é impercettibile ma ” E’ “, e come il tempo scorre, non fà distinzione alcuna e non favorisce ne discrimina nessuno, scorre, sta a noi saper cogliere il tempo e l’evento per avvantaggircene. Il Maestro taoista Chuang-Tzu, dell’albero raccontava che era per esso un vantaggio essere cresciuto storto, così nessuno avrebbe pensato di tagliarlo per farne mobili o quant’altro, ma sarebbe stato tagliato solo in avanzata età, e anche in qel caso sarebbe servito a riscaldare nella stagione fredda.Ti saluto kaypaxx.taoista

  15. dura ma molto azzeccata la fotografia in alto del post. la solitudine e la morte sono temi che toccano a fondo (e lo dice una gatta con tante vite :-p), però sicuramente va detto che il post è bellissimo e scrivi in modo perfetto.

  16. #36
    tunkulkik

    I tunnel della depressione sono articolati e pieni di curvature, non è mai semplice riuscire a vedere la luce alla fine di essi. Per quanto riguarda la potenzialità dell’uomo concordo con te: purtroppo abbiamo spesso più costrizioni che inviti allo sviluppo.
    Un sorriso.
    ^_____^

  17. #38
    nuovo45

    Interessante la teoria del Maestro taoista, denota profondità ed esperienza.
    In effetti è così: i post del “Clown” sono stati di animo di alcuni momenti specifici che descrivono le nostre sensazioni e i nostri sentimenti di fronte all’immaginazione e alla concretezza della vita quotidiana. Perlomeno provano a farlo.
    Un caro saluto anche a te.
    🙂

  18. Non sempre di semplice lettura…

    Caro Key, io invece confesso che ancora un po’ di paura di morire ce l’ho e per questo, oltre ad augurarmi quel giorno sia per me ancora lontano, vivo ogni momento come se fosse l’ultimo.
    Un abbraccione alienuccio e a presto! ^^

  19. Come descrivere… veramente… la morte ?
    Dovremmo essere pur in grado di “ricordarci” come sono state le nostre precedenti…
    Ho imparato dalla vita, che la morte è l’effetto della prima… o forse anche il contrario… dipende dalla filosofia che si segue!
    Sono giorni che cerco di capire [e le meditazioni serali proprio non riescono a trasportarmi in quella dimensione corrisposta]…
    Provo tenerezza dapprima con le mie mani che cercano la posizione in grembo… poi con le gambe che col passare del tempo si fanno rigide e doloranti quando “loto” non ha più i colori rosati-biancastri ma assume lividi blu attorno alle caviglie 😉
    Penso dovrei riscrivere anch’io qualcosa sulla morte… penso sia una sorta di terapia…
    Scrivi imolto bene, in maniera incisiva… ed è per questo che mi piace soggiornare da te, assaporare le tue parole, rifletterci sopra, magari vorrei anche poterle commentare in altra maniera…
    I miei trascritti sono sempre troppo soggettivi e fortemente personali…
    Ti lascio un grande abbraccione ed un bacio, a presto
    :-)claudine

  20. Passo per un saluto veloce, buon fine settimana a tutti quelli che scrivono e scriveranno qui, Ciao Paxxino, Fayum e Tunkulkik*

    *Tunkulkik. A proposito della D.O.C. ti mando un pvt appena ho tempo.

  21. SULLA MORTE
    Allora Almitra parlò dicendo: Ora vorremmo chiederti della Morte.
    E lui disse:
    Voi vorreste conoscere il segreto della morte.
    ma come potrete scoprirlo se non cercandolo nel cuore della vita?
    Il gufo, i cui occhi notturni sono ciechi al giorno, non può svelare il mistero della luce.
    Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita.
    poiché la vita e la morte sono una cosa sola, come una sola cosa sono il fiume e il mare.

    Nella profondità dei vostri desideri e speranze, sta la vostra muta conoscenza di ciò che è oltre la vita;
    E come i semi sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la primavera.
    confidate nei sogni, poiché in essi si cela la porta dell’eternità.
    La vostra paura della morte non è che il tremito del pastore davanti al re che posa la mano su di lui in segno di onore.
    In questo suo fremere, il pastore non è forse pieno di gioia poiché porterà l’impronta regale?
    E tuttavia non è forse maggiormente assillato dal suo tremito?
    g
    Che cos’è morire, se non stare nudi nel vento e disciogliersi al sole?
    E che cos’è emettere l’estremo respiro se non liberarlo dal suo incessante fluire, così che possa risorgere e spaziare libero alla ricerca di Dio?
    Solo se berrete al fiume del silenzio, potrete davvero cantare.
    E quando avrete raggiunto la vetta del monte, allora incomincerete a salire.
    E quando la terra esigerà il vostro corpo, allora danzerete realmente.

    Kahlil Gibran -Il Profeta-

    Radiosa giornata :-)Arsinoe

  22. Che bello questo racconto.. poi mai come in questo momento di sofferenza per mio padre somiglia a quell’albero, ma è orrendo sapere che si ha il fiato della morte sul collo, non si vive o meglio si cerca di vivere ma negli occhi c’è disperazione e rassegnazione… ops sono troppo malinconica, ma c’est la viè..

    a si bello il nome della piccola, ho sempre pensato che se avessi mai una figlia la chiamerei Martina…

    bacio Key

  23. Storia di solitudine, che balza agli occhi per quei personaggi che fanno capolino, parlano, ma senza che si stabilisca realmente un contatto tra tutte le loro voci. Anche il sole è uno, numero solitario per eccellenza, ma è anche il solo , come la vita che ognuno possiede e allora leggo l’invito a viverla.
    sono indietro con le letture, spero di rimediare 🙂

  24. La morte la ‘conosco’ l’ho vista intorno a me molte volte. A volte è pietosa a volte è crudele…è indubbiamente una tappa obbligata, peccato non sempre tardi e priva di dolore. Di contro c’è la vita…ecco forse dovremmo avere più rispetto per la vita e aspettare l’alba ogni giorno, per non temere più la morte, la morte per me non è mai fine è solo il principio di altro…

  25. Quì, in questo mondo tanto concreto quanto astratto, parlo del mondo virtuale, in fondo il mio ideatore mi fa funzionare anche da CLOWN, nel senso che mi fa dire tutto ciò che lui non considera fattori o elementi fondanti della vita di tutti i giorni, per esempio per lui farmi cessare di esistere é un gioco da ragazzi e non importa se lui stesso vive nel mio personaggio…a volte mi viene da sparargli sul monitor “QUANTO SEI AUTOLESIONISTA, ma perché non dici tu creatore quello che pensi, anziché dirlo tramite un signor nessuno”. Ecco per questi fatti io conosco molto bene, quello che voi umanoidi chiamate morte, con la sostanziale differenza che io un giorno, tecnologia permettendo potrò risuscitarmi da solo…voi la morte invece é un dramma in diretta quotidiana. Eros né dio, né demone, né umano, solo fantasia virtuale.

  26. #52
    claudine2007

    Qualsiasi cosa scriviamo è fortemente personale, almeno dalla mia ottica. Perchè se così non fosse sarebbe solo una mera mistificazione. Quindi sempre meglio pensieri in libertà.
    Un sorriso.
    ^_____^

  27. pagina di profonda riflessione che induce giustamente il clown ad abbandonare la panchina per vivere la vita!!! questo tuo scritto tratta l’argomento mio di studio degli ultimi tre mesi (conclusosi a Parigi!) e ci sarebbe tanto da dire e da far riferimento…ma mi porta subito ad Osho “Si dovrebbe accogliere la morte con gioia… è uno dei più grandi eventi della vita. Nella vita, esistono solo tre grandi eventi: la nascita, l’amore e la morte. La nascita, per tutti voi, è già accaduta: non potete farci più nulla. L’amore è una cosa del tutto eccezionale… accade solo a pochissime persone, e non lo si può prevedere affatto. Ma la morte, accade a tutti quanti: non la si può evitare. È la sola certezza che abbiamo; quindi, accettala, gioiscine, celebrala, godila nella sua pienezza.” ed al suo discepolo Swami Anand Videha che commenta
    …la vita è un flusso esistenziale che scorre tra due rive, alle quali diamo il nome di “giorno e notte, estate e inverno, vita e morte, malattia e salute, solitudine e intimità”, e la cui sostanza – pur nella mutevolezza delle forme – pare proprio non avere mai avuto inizio, né avrà mai una fine.

    ti abbraccio…
    giuli

  28. #112
    giuli1

    Interessante l’argomento per cui ti sei recata a Parigi. Il sunto è condivisibile: la morte, in quanto tale, non la si può eludere. Ma forse, comprendendola in pieno o provandoci, la si può accettare al meglio.
    Un sorriso.
    ^_____^

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