Cammarata2 • parte 3di6 – La leggenda del lupo grigio

Vito Cammarata faticò tremendamente a tenere il passo di Diana Sintuosi. Nonostante l’aria fresca della montagna sudava terribilmente. Dava la colpa ai postumi della serata brava per non ammettere che fisicamente non poteva competere con la ragazza. Attraversarono alcuni ripidi sentieri una volta abbandonata l’auto, il paesaggio circostante si alternava tra pini neri, lande pietrose e prati. E persino, con sua grande sorpresa, l’emporio di un ex pescatore che vendeva Ficazza di tonno.
«Siamo arrivati, Vito. La casa di mia nonna si trova dietro questa ultima boscaglia… ma.. ci sono problemi?»
«No no… stavo giusto respirando.. puff.. a pieni polmoni.. puff..   il verde della riserva.» Rispose lui a corto di fiato.

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Diana trattenne a stento un sorriso divertito e superò l’ultimo tratto che ancora la separava dalla loro destinazione; un’abitazione in sasso, ricavata scavando in grossi blocchi di pietra come i montanari erano soliti fare nei secoli precedenti.
«Nonna, sono io. Sono passata per farti un salutino. Come stai?»
«Sto benissimo, mio piccolo sole. Come stavo ieri e prima di ieri. Mi vuoi presentare la persona che hai portato con te?» La donna seduta su una vecchia sedia a dondolo mosse a malapena il capo, diede l’impressione di aver avvertito l’arrivo della nipote semplicemente fiutandone l’odore trasportato dall’aria.
«Diana.. non mi avevi avvertito che tua nonna Morena è…»
«Non è il caso di parlarne ora, Vito…»
«Parlare di che cosa, nipote? Potete anche alzare il tono della voce. Non hai messo al corrente il tuo amico che questa vecchia carrozza ci vede meno di una talpa cieca? Coraggio, mica è la fine del mondo! Mi ci sono abituata a vedere con gli altri sensi ormai da anni. Allora? Me lo presenti il mio ospite?» La tempra dell’anziana sembrava prender forza dalla pietra che la circondava, o forse era lei stessa a tenerla salda. Vestiva di nero, con uno scialle di lana a proteggere la parte superiore del corpo, la pelle rugosa e rinsecchita, i capelli dei disordinati pennacchi candidi, un’età indefinita ed indefinibile. Sedeva di fianco ad un camino con dei pezzi di legno che bruciavano al calore di una fiamma invitante. Una fiamma che illuminava gli angoli dell’unico stanzone al piano terra che faceva da cucina e soggiorno, con al centro un massiccio tavolo in legno e alcune sedie sparse.
«Sono Vito Cammarata, signora Morena. Molto piacere di conoscerla. Sua nipote Diana mi ha parlato di lei a lungo.»
«Oh, quel suono. Inconfondibile. L’accento di Catania; unico. Erano anni che non lo sentivo. A parte quando mi parla Carmelo, naturalmente. Venga avanti signor Cammarata. Se il mio piccolo sole si è presa la briga di portarla davanti a questa povera vecchia ci devono essere dei buoni motivi.»
Si avvicinò all’anziana, chiedendosi quali altre questioni la cugina di Oscar gli avesse tenuto celate e chiedendosi chi mai fosse Carmelo, se la donna viveva sola…

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Autore testi: Keypaxx © Copyright 2009. Tutti i diritti riservati.

19 risposte a “Cammarata2 • parte 3di6 – La leggenda del lupo grigio

  1. ********************

    Perchè aggiorno il blog?
    Il motivo è piuttosto semplice: le sei parti di Cammarata le ho già scritte da qualche settimana. Credo quindi di fare cosa gradita nel proporle per la lettura con la mia consueta periodicità. Nel cassetto ho anche qualche altro post disponibile una volta pubblicato interamente questo racconto.
    Poi… si vedrà: in questo momento mi è solo concesso di vivere alla giornata e non ho possibilità di fare previsioni a causa di quanto già scritto nel fatidico commento #6 del post precedente. A fatica quindi ma ci sono; con le mie visite ai vostri blog, nel limite impostomi da questo momento delicato, e con qualche rara puntatina tra lo spazio commenti del mio.
    Auspicando in tempi migliori, un sincero abbraccio a tutti e grazie per la vostra vicinanza.
    K.

    ********************

  2. Cammarata mi è entrato nel cuore ormai,sarà per la somiglianza con Montalbano che adoro da morire.
    Ma è anche per un semplice motivo,è scritto bene.
    E’ un personaggio che sa farsi amare,e soprattutto capire.

    Paxx,mi spiace molto per il momento delicato che stai passando.
    Forse,e dico forse,si tratta dello stesso momento delicato che sto affrontando io nella mia famiglia,da qualche mese ormai.
    Ci siamo,coraggio,siamo qui.
    Un abbraccio

  3. carissimo, non avevo letto il commento #6 del post precedente…e mi dispiace tantissimo apprenderne quel che scrivi. ti sono vicino qualunque sia il tuo problema e sappi che puoi contare su di me per qualunque cosa possa esserti d’aiuto.
    un forte abbraccio di Luce…con la speranza di leggere presto tue buone nuove!!! beso :)))
    giuli
    molto bello il racconto…Cammarata 2.

  4. Come visita ad uno scrittore, antepongo il piacere di leggere un ottimo pezzo di prosa che sottolinea una figura forte, nell’anziana nonna dignitosa che Vito ha accanto.

    Come amica non posso che abbracciarti e dirti che mi spiace. Vorrei che quel #6 del pecedente post, non avesse peso.
    Un bacio, Key.
    s.
    s.

  5. Com’è bello il commento di Johakim…Poche parole, eppure ti descrivono perfettamente. Che posso aggiungere? A me fai venire in mente un grande frondoso albero, accogliente, rassicurante….

  6. Mi piace come si sta sviluppando il tuo Cammarata, il racconto è stimolante e viene da chiedersi quali misteri ci siano dietro la anziana Morena. Sai davvero intrigare nella lettura!
    Spero che i tuoi problemi familiari possano prendere una piega positiva e che il tuo brutto periodo si risolva nel migliore dei modi!
    Un abbraccio.

  7. Key, dolce key…non immagini quanto mi siano mancati i miei amici del web! Sono stata per un mese senza ADSL, e quindi fuori dal mondo! Voglio cominciare a leggerti, magari con questo nuovo racconto…! Nel mentre, ti abbraccio forte forte.

  8. Letto tutti e tre i capitoli d’un fiato e con tanta curiosità che, come al solito, riesci sempre a lasciare.
    Mi spiace essere mancata tanto, soprattutto visto ciò che stai attraversando…
    Non posso far altro che abbracciarti forte, nella speranza che tutto vada per il meglio.

    ***

  9. Hai presente quando guardi un film in 3d?
    Quando ti vedi apparire davanti un personaggi evanescente ma che ti sembra quasi di poterlo toccare, di averlo in carne  e ossa. E tu lo sai che non è lì davanti a te, non sei mica scema. Però, magari di nascosto, alzi la mano e facendo finta di niente provi ad accarezzarlo, ottenendo l'unico risultato di fendere l'aria con le dita nell'illusione di toccare un personaggio inconsistente.
    Questa è la sensazione che mi hai dato. 
    Hai descritto così bene la nonna che mi sembrava di vederla davanti a me, credevo di udire la sua voce e di vedere i suoi gesti. Mi è sembrato di sentire una sedia a dondolo che si sposta avanti e indietro.
    Bravo!

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