Prigioniero dei numeri

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Un serial televisivo che ha riscosso un successo tale da diventare autentico cult ancora oggi è Il prigioniero. È un telefilm interpretato e creato da Patrick McGoohan che per caratteristiche ha ispirato persino diversi lavori cinematografici come Matrix e The Truman Show. Di produzione britannica e di genere fantapolitico narra le vicende di un ex-agente segreto del governo inglese che dopo aver dato le dimissioni viene imprigionato in un piccolo villaggio situato in una località sconosciuta. Qui ogni persona non ha nome ma solo numero identificativo e Numero 6, ruolo interpretato dal protagonista, dovrà resistere ai complotti orditi dai responsabili del villaggio stesso, i Numeri 2, atti a fargli confessare le ragioni delle sue dimissioni. L’alone di mistero che circonda la trama è molto forte e si finisce inevitabilmente per finirne risucchiati appassionandosi al fato del “prigioniero” che si ribella costantemente alle ferree regole tentando più volte la fuga, ma solo per terminare catturato da una gigantesca palla senziente (il “Rover”) che lo riporta alla sua prigione.

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Le caratteristiche della storia sono surreali e innovative, trattano temi di forte coinvolgimento sociale mai affrontati prima in un serial tv come l’ipnosi, l’utilizzo di droghe, il controllo della mente, dei sogni e il furto di identità. Originale è la magnifica sequenza di apertura di ogni episodio che dura ben quattro minuti, accompagnata da una colonna sonora trascinante che segue Numero 6 dalle dimissioni dall’ufficio dei servizi segreti, dal tragitto verso casa a bordo della sua Lotus Steven, alla cattura. La serie, che dopo l’esordio del 1967 viene replicata numerose volte sino a tardi anni ‘90, conquista premi su premi ancora oggi: nel 2002 vince il Prometheus Award, nel 2005 i lettori della rivista SFX la omaggiano con le prime posizioni della classifica nei programmi di genere fantastico di sempre. Sembrerebbe che per il 2009 il network BBC ne abbia programmato un remake, per buona pace di tutti i numerosi estimatori.

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Autore testi: Keypaxx © Copyright 2009. Tutti i diritti riservati.

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89 risposte a “Prigioniero dei numeri

  1. -Dove sono?
    -Nel Villaggio.
    -Che cosa volete?
    -Informazioni.
    -Da che parte state?
    -Si vedrà. Vogliamo informazioni. Informazioni. Informazioni.
    -Non le avrete!
    -Con le buone o con le cattive, le avremo!
    -Chi è lei?
    -Sono il nuovo Numero Due.
    -Chi è il Numero Uno?
    -Lei è il Numero Sei.
    -Io non sono un numero! Sono un uomo libero!
    (Risate di scherno.)

  2. Good morning! Finito il libro! Che poesia! Senza inutili fronzoli nè arzigogolii stucchevoli. Scorre davanti agli occhi senza la pretesa di shockarti, ma con l’intento di accompagnarti durante il viaggio piacevole della sua lettura. Questa è la classica dimostrazione di come si possa creare qualcosa di piacevole senza dover per forza cadere in certi luoghi comuni o nella volgarità gratuita e nella violenza a tutti i costi. Bravo, bravo!
    P.S. La WannaMarchi dice che “bestie” saranno il tuo cagnuncolo e i tuoi gattucci!

  3. Sei: Non le mai venuto in mente che lei è prigioniero quanto me?
    Due: Ma certo, vecchio mio! Io so troppe cose. Siamo tutte e due ergastolani. D’altra parte, io sono un ottimista. Ecco perché non ha importanza chi sia il Numero Uno, né da chi dipenda il Villaggio.
    Sei: Ma dipende da una parte…o dall’altra?
    Due: Da una delle due, certo. Ma entrambe stanno diventando la stessa cosa. Si è creata, di fatto, una comunità internazionale. Lo schema perfetto dell’ordine mondiale. Quando i due schieramenti che ora si fronteggiano si renderanno conto di guardarsi in uno specchio, capiranno che questa è la via maestra per il futuro.
    Sei: L’intero mondo…come il Villaggio?
    Due: E’ quello che spero!

  4. #2
    SuzieQ

    Ottimo, lieto che tu sia riuscita a terminare il libro e mi fa piacere che ti sia piaciuto. Credo che una storia possa ritenersi originale e gradevole in svariati modi e in diverse sfumature.
    WannaMarchi evidentemente non ha mai visto Bracardi in tv: “l’uomo… è una bestia!”
    ;-P

  5. Il Prigioniero (1967) è un telefilm britannico in 17 episodi, che enigmaticamente si chiude ad anello (la scena finale del 17° episodio è identica alla scena d’apertura del 1°), ideato, interpretato e in alcuni casi diretto da Patrick McGoohan. Allora, era l’attore TV più pagato, reduce da una serie di grande successo, Danger Man. Uomo inquieto a anticonformista, dopo aver intepretato l’agente segreto John Drake, antitesi di James Bond (niente donne, niente gadget, poche sparatorie, molto cervello), lasciò la serie ancora sulla cresta dell’onda e impose ai produttori un’ossessione che lo perseguitava da anni: il format del Prigioniero.
    Patrick McGoohan: “…doveva avere a che fare con la “numerologia della Società” e il modo in cui veniamo ridotti a cifre…”
    (Fonte commenti 1, 3, 6: http://www.intercom.publinet.it/2000/Prigioniero.htm)

  6. #5
    Stefy71

    Beh è molto datato davvero come telefilm. La fortuna è stata che, dopo gli anni settanta, è stato replicato anche da pochissimo. Rinfrescando la memoria e facendolo conoscere a chi ne aveva soltanto sentito parlare.
    Buona domenica a te, compagna di compleanno.
    ^_______^

  7. Sono evidenti le influenze di libri come I Persuasori Occulti di Packard, dei mass media che acquistano sempre più potere, dei film e telefilm di spionaggio allora in gran voga (The Avengers, I Spy, UNCLE), di John Le Carrè e Philip Dick (tracce evidenti de L’uomo dei giochi a premio). Il Prigioniero è un’opera di anti-utopia nel segno di 1984, ma a differenza di Orwell, McGoohan ritiene che la dittatura sarà più subdola, più dolce: non ricorrerà alle armi per affermarsi, non siederà esplicitamente sul trono. Resterà invece nell’ombra, ineffabile come il Numero Uno (vengono in mente le parole ammonitrici di Sciascia: “Il Potere è sempre altrove”), annidata dentro di noi, mascherata dietro i nuovi dogmi Progresso e Libero Mercato, alimentata dalla pubblicità e dalla disinformazione mediatica. Non è incidentale che il Truman Show ricordi in più di un punto il Prigioniero.
    (Fonte: http://www.intercom.publinet.it)

  8. è poi così irreale la civiltà dei numeri…ho ancora, impresso in mente, il numero di matricola attribuitomi durante il servizio militare…in marina venivamo richiamati più col numero che con il nome…e le onde, tambureggiando sulla nave, ci ricordavano la nostra natura d’uomini…

    ottimo post…

  9. Bellissimo post, Key.
    The Truman show è un capolavoro.
    E tutto il genere è interessante.
    C’è questo spersonalizzarsi ed identificarsi con un numero nel ricordo di ognuno di noi.
    Dalla scuola alle tristi realtà degli ospedali.
    Bellissime foto…
    Grazie.
    s.

  10. Mi sto lambiccando il cervello perchè non ricordo di aver mai sentito parlare del Prigioniero, ma la faccia di Patrick Mc Goohan non mi è nuova. Probabilmente l’avrò visto in qualche altro lavoro…..0______0

  11. #11
    confessiogoliae

    Credo che il pensiero emblematico di questo piccolo post sia espresso nel commento #1.
    Come anche osservi tu. Più che l’identificazione, stupisce lo scherno che si riceve nel tentativo di ribellione a una realtà artifizia.
    Un caro saluto.
    🙂

  12. #13
    xdanisx

    Si, purtroppo spesso non ci si rende conto di questo. Il sistema è talmente entrato, in modo subdolo, nella realtà di tutti i giorni che lo si accetta dandolo per scontato.
    Un sorriso per una serena giornata.
    ^________^

  13. #14
    emerenz

    E’ solo questione di attenzione. Diciamo che cerco di ricordare le offerte televisive di un certo spessore, per motivazioni diverse.
    Un sorriso per la tua nuova settimana.
    ^______^

  14. #15
    SuzieQ

    Patrick McGoohan, che purtroppo ci ha lasciati nel gennaio di quest’anno, ha interpretato diversi lavori televisivi e cinematografici. Da ricordare “Danger Man”, serial che lo ha portato a “Il prigioniero”, a “Fuga da Alcatraz” con Clint Eastwood e a molti episodi di “Colombo”. Oltre che nel celebre “Braveheart” con Mel Gibson…
    Un sorriso.
    ^________^

  15. Non conoscevo questa serie ma la tua descrizione ed i vari commenti successivi mi hanno reso un’idea abbastanza completa del lavoro e l’ho trovato molto interessante!
    Riesci sempre a “stuzzicare” la fantasia!
    Grazie
    Un abbraccio ed un buon inizio settimana.
    Ste

  16. ciao Alieno,
    ho visto la novità del libro!

    😀 complimenti, sono felice per te ^^ è una bellissima cosa!

    Ti lascio un saluto 🙂
    e uno dei miei bacini
    :-***************************

    ciaooooooooo

  17. Un telefilm di cui conservo un vago ma profondo ricordo, che il tuo scrivere mi ha riportato in modo ampio alla memoria. La società ci spinge a essere dei numeri e la ribellione a questo dovrebbe essere un fatto naturale.
    Grazie per il post dal sapore dei ricordi e della attualità.

  18. Patrick McGoohan viene scritturato ne “I piloti dell’inferno” (1958) al fianco di Sean Connery.
    La fama però arriva con la sua interpretazione di John Drake, agente segreto della NATO, nella serie “Gioco Pericoloso” (Danger Man). Questa interpretazione gli vale la proposta di interpretare James Bond in “Agente 007 – Licenza di uccidere”, ma McGoohan rifiuta l’offerta. Particolare rilevanza nella sua carriera assumerà il ruolo di Numero 6 ne “Il prigioniero”, serie cult televisiva che segnerà una vera innovazione rispetto ai telefilm ai quali il pubblico era abituato fino a quel momento. Dopo il successo di questa serie televisiva, nelle vesti di attore gira numerosi film (“Fuga da Alcatraz” (1979) con Clint Eastwood, “Braveheart – Cuore impavido” (1995) con Mel Gibson, “Il momento di uccidere” (1996) di Joel Schumacher, con Sandra Bullock, Samuel L. Jackson, Kevin Spacey).

  19. #25
    Johakim

    Grazie a te per essere recettiva a quanto scrivo. Sono certo che il telefilm in questione ti regalerebbe stimoli molto forti se dovesse capitarti di vederlo.
    Un sorriso per una solare serata.
    ^________^

  20. #30
    Cassandralady

    Prego e grazie a te per la lettura. Il telefilm analizza situazioni che sono oggi attualissime come ieri e come, ahinoi, saranno molto attuali probabilmente anche domani.
    Un sorriso.
    ^_______^

  21. Nel 2000 ha “ripreso” il suo personaggio de Il prigioniero partecipando al doppiaggio di una puntata-parodia de “I Simpson”, dando la voce proprio al Numero 6.
    (Fonte commenti 32 e 40: Wikipedia)

  22. Gli Iron Maiden ci hanno scritto una canzone su questo serial, e durante i concerti dal vivo l’intro viene accompagnata dalle immagini della palla che insegue il prigioniero.

    Senti, qualche giorno fa mi è arrivato un libro dal titolo Fiori nella neve, di un certo Alberto Camerra, boh.
    A prima vista sembra bello, ben fatto, adesso è fermo nella mia libreria, perchè come ben sai, amo far stagionare un pochino quello che leggo.
    Sarà lui a chiamarmi nel momento giusto…spero si sbrighi 😀
    Ciao Paxx

  23. Moderato… io direi fascista.
    Comunque non passerò mai più di qui. Volevo solo dirti che se tu non fossi un somaro arrogante e privo di cultura saresti andato a rileggerti il post. Ci sono due verbi clamorosamente sbagliati. Matita blu e quattro in terza media.
    Scrittore?
    Ahahah!

  24. Un altro motivo di costante fascinazione è il design della serie, che suscita attraverso la cura dei dettagli il disagio per un universo, quello del Villaggio, dove l’unica speranza di sopravvivenza è il conformismo a mode assurde; dove la tecnologia osserva nei dettagli e condiziona la vita cittadina. E naturalmente il Villaggio stesso, gabbia idilliaca e per questo ancora più terribile.
    (Fonte: intercom.publinet.it)

  25. #41
    Faus74

    Bella questa cosa degli Iron Maiden, non la sapevo. La palla che insegue il prigioniero è un must! credo che nei bimbi del tempo sia rimasta impressa nella memoria al pari di un classico dell’horror.
    Non lo senti? il libro ti sta già chiamando; druidoooo… druidooooo… ormai son un paio di anni che stagiona.
    😀

  26. #44
    daphnee

    Si, un punto di vista che sicuramente non è da trascurare. Siamo noi stessi a creare le cose, sta poi a noi non permettere alle stesse di dominarci.
    Un sorriso per una solare giornata.
    ^_______^

  27. #47
    ilblogdicris

    Lieto che tu abbia avuto la possibilità di vederlo. Come scrivi, sono sicuramente degli esempi attuali che rimarranno nella storia della televisione.
    Un sorriso per una solare giornata.
    ^_______^

  28. Il Villaggio: per tutta la serie ci chiediamo dov’è. Eppure si può visitare: dov’era la casa del Numero Sei, adesso c’è il The Prisoner Shop. Portmeirion, questo il nome, fu progettato dall’architetto Sir Clough Williams-Ellis (1883-1978) e costruito tra il 1925 e il 1972 sulla penisola di Aber Ia nel Galles. E’ un villaggio all’italiana abbarbicato su una collina, dove statue mitologiche spruzzano acqua, casette basse sono immerse nella vegetazione e ruotano attorno a una spaziosa piazza, campanili e cupole svettano con discreta eleganza, il tutto circondato da giardini all’inglese che ospitano alberi fioriti di origine himalayana. McGoohan dice che l’ispirazione del Prigioniero gli è venuta proprio a Portmeirion.
    (Fonte: intercom.publinet.it)

  29. I Numeri…iniziano con lo zero e finiscono col nove il resto, combinati tra loro vanno all’infinito. L’interpretazioni esoteriche sono molteplici e ogni corrente da la propria interpretazione; ma tutte hanno dei punti fermi e uguali tra loro. Nel “Libro del Tao” l’uno indica l’essere, dal esso scaturisce il due (i contrari); dalla somma: il tre che da origine a tutte le cose, ecc. In informatica tutto é rappresentato dallo zero e dall’uno. In fondo a ben ragionare la numerologia cos’é se non il tentativo di dare una interpretazione dell’ignoto, da parte dell’uomo? E’ come dare il nome ad un neonato…taoista

  30. #56
    nuovo45

    L’uomo identifica, con la numerologia, una serie di concetti e simbolismi astratti, come scrivi correttamente tu. Forse proprio per un bisogno primordiale di qualificare ogni cosa. Perchè quello che “conosciamo” non spaventa.
    Un caro saluto.
    🙂

  31. #57
    ludmillaParker

    Il serial è formato da soli 17 episodi e non
    ha goduto di tutte le repliche che altri format, più numerosi quantitativamente più che qualitativamente, hanno invece goduto.
    Forse per la sua contenuta esposizione non è immediatamente rimembrato.
    Un sorriso.
    ^______^

  32. La serie ha avuto due diversi doppiaggi italiani, uno per l’edizione trasmessa negli anni 1960-70 sulla Rai ed un altro per la trasmissione successiva sulle reti locali e per la trasmissione su Italia 1 nell’estate 2003.
    Nell’edizione DVD del telefilm pubblicata nel 2002 è stato utilizzato il doppiaggio Rai.
    (Fonte: antoniogenna.net)

  33. me ne ricordo sì, anche se non mi fu possibile seguire tutti gli episodi.
    è interessante leggere anche tutti i tuoi commenti, si apprende sempre piacevolmente tanto qui da te:))
    buona serata…un bacio rubato:*
    giuli

  34. sìsì, ecco dove l’ho visto! “Fuga da Alcatraz”, “Braveheart”……Io però stanotte mi sono guardata un film stupendo, “Qualcuno volò sul nido del cuculo” Grande grande JACK NICHOLSON con tutti gli altri “picchiatelli”….. 🙂

  35. In anni recenti non l’ho piu’ visto è da alcuni anni che non seguo piu’ la televisione evidentemente il mio ricordo si riferisce a quando ero bambina ma se la serie era degli anni intorno agli anno 70 ero davvero piccolissima , comunque attraverso i tuoi post lo sto conoscendo ed effettivamente non sembra affatto male.
    Una felice giornata :)Arsinoe

  36. #65
    giuli1

    Nello spazio commenti cerco, con delle piccole integrazioni sull’argomento, di allargare il tema del post. Giusto per rendere più “appetitosa” la lettura.
    Un sorriso per una solare giornata.
    ^_______^

  37. #67
    fayum

    Mi risulta infatti che venne trasmesso anche negli anni 70. Con tutte le suggestioni che la televisione in bianco e nero sapeva trasmettere (nonostante il telefilm fosse originariamente a colori).
    Un sorriso per una solare giornata.
    ^_________^

  38. Patrick McGoohan ha rifiutato il ruolo di James Bond per lanciare Il Prigioniero. Il telefilm ha influenzato ed è servito come ispirazione per numerosi show successivi, fra cui Lost e il nuovo Battlestar Galactica, che conta anch’esso un personaggio chiave chiamato Numero 6.
    (Fonte: it.eonline.com)

  39. Il Prigioniero rappresenta il cittadino modello, frustrato dall’impossibilità di essere se stesso, ma ricco di iniziativa per far valere questo suo diritto, la vittima paradigmatica di tutte le angherie che che la vita moderna e la società organizzata riesce ad infliggere ad un membro della sua stessa comunità.
    (Fonte: ilprigioniero.it)

  40. #78
    FataZuccherina

    E’ un telefilm che risale a molti annetti fa, fatina. Anche se è stato replicato dopo il 2000.
    Vedrai che domani ti andrà tutto per il meglio.
    Abbraccione fatoso.
    ^______^

  41. ciao come stay key ah dimenticavo stavo cercandoti proprio in virtu del fatto che forse sapray definirmi meglio la figura di prot
    o robert potter
    ma benche la star interpretante del personaggio potrebbe non parlare la ns lingua ti faccio i miei complimenti per averti trovato e vorrei darti due tre compiti tanto cosi come howey non giudicarmi e non deprezzarmi ti prego sono cosi confuso che proprio all alba del trasporto non capirei secondo noi perche prot mangia solo frutta

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