La via delle rose

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«Posso sedermi…?» gli chiese un uomo interrompendo il filo dei suoi pensieri. Il nuovo venuto dimostrava una sessantina d’anni; il volto attraversato dalle rughe ed i capelli argentati sopra due sopracciglia della stessa tonalità lasciavano intuire si trattasse di una persona su quella età. Salvatore lo guardò distrattamente, esitando per un momento, per poi fare un cenno di assenso con il capo.
«E’ davvero bello, eh? E trasmette un senso di pace che non si trova altrove… » Esordì il nuovo arrivato intrecciando le mani e mostrando un sorriso bonario a bocca aperta rivolto al lago,  per poi osservare il giovane. Il loro aspetto fisico era similare e, forse, questo lo incentivava alla conversazione «Oh, che sbadato… Non mi sono presentato; mi chiamo Antonio… E lei?»
«Salvatore…. piacere mio…» fece di rimando dedicandogli un’occhiata sfuggente.
«E’ un’usanza che osservo da diversi anni, ormai. Venire qui a lago Gurrida, intendo dire. In estate è bello avvertire gli odori del vigneto libero dall’acqua. Credo non ce ne siano di uguali altrove…» aggiunse indicando verso un punto della gora, mentre una coppia di piovanelli sorvolava la superficie in cerca di cibo. Salvatore ravvisava una sorta di spiccata cordialità negli atteggiamenti dell’uomo. Un’affabilità che, nonostante tutto, gli risultava piacevole anche nel suo stato di apatia.
«Ma la cosa più piacevole..» continuò Antonio «..è vedere l’armonia con cui tutto si muove. Dalle anatre, agli uccelli.. somigliano a tanti piccoli ingranaggi dello stesso orologio che batte senza sosta scandendo il tempo. Un orologio invisibile. Perchè, se anche scorre, il tempo qui pare essere fermo.. come l’acqua.
Magari le persone avessero le stesse qualità, eh.. magari. Gli anni invece, ahinoi, passano senza sconti!» sospirò battendo piano i palmi delle mani sulle ginocchia
«Dipende dalle situazioni che viviamo. Mio padre, ad esempio, è passato da un matrimonio all’altro. Fallendo rapporti su rapporti. Evitando anche di conoscermi. A lui gli anni non han giovato..»
Rivelò con amarezza all’estraneo seduto accanto.
Antonio sembrò valutare per qualche istante la ferita espressa dal falegname. Diede un’occhiata alle poche nubi candide sopra le loro teste abbeverandosi di un cielo terso della stessa tonalità dei suoi occhi vivaci, poggiando la schiena contro il legno.
«Uhmm… eccole là. Ci sono sempre.. e rigogliose come le ricordavo. Proprio in mezzo al sentiero che attraversa i salici accanto al lago..».
Salvatore gli diede un’occhiata interrogativa, per poi volgersi verso il punto indicato da Antonio. Seppure a distanza di qualche decina di metri, erano ben visibili le rose. Si stagliavano rosse e bianche, piegate da una leggera brezza incentivata dalla configurazione del terreno. I colori primeggiavano intensi tra le tonalità di verde dell’erba e delle piante. In lontananza apparivano come punti brillanti di un affresco naturale.
«Pochi anni fa, al tempo del mio fidanzamento con la mia attuale moglie, camminavo incerto tra il profumo e la fragranza di melo. Non sapevo decidermi. Sia inteso; amavo ed amo tutt’ora la mia compagna. Ma il matrimonio è una di quelle questioni che ti mettono una paura incredibile addosso!» si confidò con un sorriso complice stampato nel viso solare che faceva apparire le rughe come una presenza solo accennata «La rosa è simbolo di perfezione, lo sapeva? Completezza.. usata persino da Dante nella sua Divina Commedia; la strada per giungere in paradiso. E chi siamo noi per contraddire Dante? Comunque, le decisioni più importanti, le ho prese passeggiando tra i roseti. Decisioni del cuore e della mente. Il senso di serenità che trasmettono è qualcosa di… indescrivibile. Dovrebbe provare..»
concluse suggerendo al giovane.
Salvatore rimase stupito dalle riflessioni dell’uomo. In modo incomprensibile stava riuscendo a leggergli dentro. Illuminando le sue pene sentimentali come un faro indica la rotta alle navi sperse nella cappa di ombre della notte.
«Una semplice passeggiata dovrebbe indicarmi come risolvere i miei problemi?» bofonchiò poco convinto esprimendo le proprie perplessità.
«Se fosse così facile… se bastasse.. camminare. Con i chilometri che ho divorato in questi ultimi giorni potrei arrivare a capo di tutti i problemi del mondo!»
Antonio si accese una sigaretta e diede subito un paio di profonde boccate socchiudendo le palpebre.
Gustava il tabacco da incallito fumatore. Sulle unghie le tracce indelebili della nicotina.
«Mio nonno soleva ricordarmi spesso che, per sbucciare un cesto di patate, si deve pur sempre cominciare dalla prima..»
gli rispose con un sorriso a bocca aperta e mostrando anche sui denti i risultati del troppo fumo. Salvatore gli dedicò l’ennesima veloce occhiata; dava l’impressione di anticipare persino le domande, in un certo senso.
«Ci sono “patate” che si sbucciano difficilmente. Magari non abbiamo il coltello adeguato. Magari non sappiamo da che verso prenderle meglio. O forse, più facilmente, non è il nostro mestiere! Io non mi ritengo.. adatto. Debbo prendere una decisione. La decisione della mia vita. Oppure, chissà, può darsi che io somigli troppo a… mio padre.» Considerò il giovane con un accento di tristezza nella voce «dovrei sposarmi tra un mese. Si rende conto? Io dovrei sposarmi… con una donna che non sa da quale famiglia provengo. E, fino a pochi mesi fa, non lo sapevo neppure io. Mia madre è finita in una clinica. Piena di farmaci di ogni tipo; pasticche gialle, rosse, verdi, bianche… da sembrare caramelle colorate! Ma ha avuto la forza di dirmi la verità su mio padre. E sul padre di mio padre. Stessa razza, stessi comportamenti. Cambiavano donne come si cambiano le camicie. Seminando figli a destra ed a manca, senza assumersi le loro responsabilità. Credevo che il mio illustre genitore fosse morto (e sotto certe prospettive, lo era), poco dopo la mia nascita. Ed invece, in un ultimo barlume di lucidità, mia madre mi ha rivelato come stavano davvero le cose: era soltanto un vigliacco irresponsabile..» disse stringendo i pugni ed irrigidendosi «Con queste premesse, come posso sperare di essere un bravo marito… un bravo padre?? Ho una tara ereditaria. Sarei solo un fallimento.. per me ed il mio matrimonio?»
Antonio era rimasto in silenzio ad ascoltare Salvatore. La sigaretta stretta tra le dita, il fumo che tratteggiava labili sigilli aleatori danzando brevemente attorno alla sua tozza figura «Le rose galliche, quelle di un rosso acceso che trovi sul sentiero oltre i salici, si allungano sul terreno.. ma si possono separare facilmente dalla pianta madre. Sopravvivono ad essa. Splendendo di propria luce. Certo, i parassiti sono sempre in agguato, per loro come per tutti gli altri fiori. Però è meraviglioso vedere come un semplice gesto di un giardiniere sia sufficiente a farle crescere con prosperità!» aggiunse riportando la sigaretta alla bocca.
Il giovane falegname sembrava sfinito. La tensione accumulata negli ultimi tempi improvvisamente liberata da quell’uomo conosciuto da pochi minuti.
«Si… in fondo una camminata non può certo farmi male. Voglio proprio vedere questa… via delle rose. Magari il profumo di quei germogli mi tranquillizzerà. Mi ha fatto bene parlare con lei, Antonio. Credo di averne avuto bisogno. La troverò ancora qui al ritorno?» chiese facendo qualche passo verso il sentiero.
«Respirerò ancora per un po’ l’aria del lago…» gli rispose mentre tornava serenamente ad occupare la panchina.
Salvatore Annomaria lo salutò allora con un leggero cenno del capo e s’incamminò. L’uomo attese che il ragazzo sparisse alla vista, inghiottito dal verde del fogliame. Quindi si rimise in piedi avviandosi lentamente nella direzione opposta. Tramite un amico di un amico della madre, era riuscito a carpire notizie sul falegname. Saputo che la donna era stata ricoverata, che il momento del figlio fosse ipoteticamente molto difficile, si era prodigato per cercarlo. Non credeva che la situazione fosse così rovinosa. Ma aveva cercato di fare quanto in suo potere per dare un piccolo contributo. Non avrebbe avuto seconde possibilità. La malattia lo stava consumando inesorabile, senza scampo. Lasciandogli ancora un mese o due di vita. Presto non sarebbe stato in grado più di uscire di casa. Gli piaceva però che Salvatore serbasse quel ricordo di lui. Non avrebbe mai saputo chi davvero fosse. Non importava. Dialogare con lui era stato quanto sperava di riuscire a fare ancora nella sua vita.
Passando accanto all’argine raccolse una rosa bianca; la più delicata. Ne aspirò a fondo la fragranza, spezzò il gambo, e la mise nel taschino della camicia. Il lago rifletteva i raggi del sole. Un paio di colpi di rabbiosa tosse lo scossero mentre ritornava verso casa.

Autore testi: Keypaxx © Copyright 2006-2010. Tutti i diritti riservati.

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106 risposte a “La via delle rose

  1. E' la prima volta che ti leggo in un racconto "serio"Devo dire che sono piacevolmente sorpresa, apprezzo lo stile chiaro e pulito, senza sbavature…moderno in giusta misura, insomma mix perfettoper un racconto delicato e privo di inutili melensaggini.E sopratutto comprensibile, ora che va così di moda il racconto pazzo, non-sense e perfettamente incomprensibile…sembra che alcuni ritengono sia arte.Secondo la mia visione "arte" è trasmettere, far capire il messaggio.E credo che la mia visione sia importante visto i libri che ho divorato in sessant'anni di lettura, la visione della consumatrice…ergo…"il cliente ha sempre ragione"Ciao, buonagiornata a te e ai tuoi estimatorifrantzisca 

  2. #3liettapetLa rosa è un fiore ricco di significati. Come anche ricordo nello stesso racconto. Credo che in letteratura, cultura e religione ne possiamo trovare di veramente interessanti.Grazie per il gradimento e un sorriso per la buona giornata.^________^

  3. #4FrancescafuturaOriginariamente il racconto era composto da otto cartelle, lunghezza un po' troppo "pesante" da riportare fedelmente sulla pagina di un blog. È stato necessariamente ridotto a cinque cartelle, sempre piuttosto corposo (sono contrario a post che superino la lunghezza di una/due cartelle) ma un po' più agile di lettura, pur mantenendo la maggior parte delle sue caratteristiche principali.Molto interessante la tua disamina su quello che offrono oggi gli autori; sono comunque figli del nostro tempo, nei loro aspetti positivi e negativi.Ti ringrazio davvero per le parole di generoso apprezzamento.Se può interessarti, al tag sotto questo stesso post: "i racconti di keypaxx", trovi una selezione di scritti analoghi per tematiche e impegno.Un sorriso per una solare giornata a te.^__________^

  4. #5violetta306Deve essere uno spettacolo notevole quello che offrono le tue rose arancioni. Nel mio giardino trovano spazio, al momento, solo quelle più classiche; le rosse, le rosa, le bianche.Grazie a te per la lettura.Un sorriso per una serena giornata.^________^

  5.  A parte la bellezza del racconto, tutto è perfetto e scorrevole, se permetti vorrei dirti la mia impressione. Ad un certo punto ho capito chi è Antonio e qual'è il suo ruolo, nel racconto ovviamente, ma non solo…..0_____________=

  6. E' semplicemente meraviglioso questo racconto!!!Per gli argomenti trattati, per l'esposizione, le descrizioni, le considerazioni.Amo  molto i periodi brevi. Li uso anch'io nei miei racconti. Insomma, caro, mi è proprio piaciuto. Complimenti sincerissimi. Un abbraccioRossella

  7. Molto bello questo racconto, tutto giocato sul dire e non dire, tutto sui toni sfumati come le rose….. si, proprio delicato e perfetto come il profumo e la bellezza delle rose e del lago che sembra riflettere le emozioni dei due uomini….Buona serata!cri 

  8. certo il profumo della rosa, anche se bianca e delicata, è così intenso e inesprimibile…complimenti per la scrittura scorrevole, l'esercizio della riduzione è fondamentale.un sorriso per una serena giornata a te :-)Chapù

  9. #11SuzieQAttenderò le tue "rivelazioni". Per ora ti ringrazio per l'apprezzamento allo stile del racconto. Questo fa il paio con il prossimo che posterò. Si tratterà di un'altra riduzione e di un racconto a cui tengo particolarmente, dalla ambientazione diversa e, per certi versi, piuttosto drammatica.

  10. #12rossella1953Ti ringrazio per l'entusiasmo con cui commenti il mio racconto. Ha partecipato ad un concorso, tempo fa. Concorsi a cui non mi iscrivo più da tempo. Non dopo aver letto, con tutto il rispetto per l'autore ma non per la giuria, come vincente un brano dal titolo "la paranza" di silvestriana memoria (sigh).Un sorriso per una serena giornata a te.^_______^

  11. #13tunkulkikIl lago che ispira il brano è quello di Gurrida, "si estende sulla depressione argillosa meridionale del comune di Randazzo, circondato da ranuncoli, salici e giunchi. È parte di un sentiero naturalistico che lo rendono un luogo frequentato diviso da un antico ponte in legno che attraversa un vigneto visibile nei mesi estivi e sommerso in quelli invernali." Come scrivo nella parte integrale del racconto. Felice ti sia piaciuto.Un sorriso per una serena giornata a te.^__________^

  12. #14ChapucerAmo la rosa bianca. Di qualche punto sopra le altre. Credo che la sua delicatezza sia unica, un fiore che esprime mille e più concetti.Necessariamente il brano è stato ridotto, in quanto anche così supera i limiti che mi sono imposto per la pubblicazione su blog. Ma dividerlo in due parti non mi sembrava opportuno.Un sorriso per una solare giornata a te.^_______^

  13. Inizio col ringraziarti per il tuo passaggio. Tornerò a rileggere con più concentrazione quello che hai scritto…ho la convinzione che stia nascendo qualcosa di nuovo da raccontare, che ti auguro possa essere un nuovo romanzo. Lo spirito e lo stile mi pare lo stesso del libro "Fiori nella neve".Comunque auguri.

  14. Sono tornata a leggere le tue risposte…riguardo la lunghezza, per me non ci sono problemi se trovo un racconto lungo, purchè l'autore non posti tutti i giorni, per dare il tempo a chi ci legge di seguire meglio, questa almeno è la mia regola, vedo che ognuno di noi sceglie modalità diverse a seconda dellle sue preferenze. Le rose le coltivo sul terrazzo, quest'anno sono state "generose" più del solito si vede che le mie chiacchiaratine con loro le hanno rinvigorite, ti lascio qui una delle più belle…l'ho chiamata "stupore"ciao buonagiornata a tefrantziscaverrò senz'altro a leggere i tuoi tag

  15. Mi è piaciuto molto il tuo racconto. IL modo in cui hai fatto entrare le rose nella storia di Salvatore e Antonio. Un racconto scritto in maniera esemplare, dolce e romantico con un fondo di amarezza.Davvero bello.Grazie.Annabella.

  16. #21taoistaUn caloroso bentornato, amico taoista.Quello che hai letto in questo post è semplicemente un lungo racconto che tenevo nel cassetto, dopo la partecipazione a un concorso di qualche tempo fa. Se avverti uno spirito affine a quello del mio libro "Fiori nella Neve" è probabilmente da imputare a uno stile che riconosco come mio e anche alla stesura del suddetto racconto contemporanea a quella del libro.Per quanto riguarda i nuovi progetti editoriali; ci sono. Ma i tempi non sono ancora maturi per parlarne in questo momento, credo si andrà al 2011 per una anticipazione.Un caro saluto a te.

  17. #22FrancescafuturaLa lunghezza è un problema che mi pongo personalmente; io stesso quando mi trovo a che fare con post eccessivamente lunghi ho delle difficoltà a seguirli. Ecco perchè, per primo, cerco sempre di presentare qualcosa di ragionevolmente contenuto. Al momento posto con una cadenza settimanale, o quasi. Non avendo attualmente a disposizione tempo ulteriore da dedicare alla nobile arte della narrativa.Le tue rose, se sono come quella che mi anticipi nella immagine, sono davvero splendide; ti faccio i complimenti per la evidente cura con cui hai coltivato questo fiore.Un sorriso per una serena giornata a te.^___________^

  18. #24Stefy71Ti ringrazio per il gradimento, compagna di compleanno. È un racconto sentito, come spesso cerco di fare quando mi metto davanti alla tastiera. Ne seguirà un altro a cui tengo particolarmente.Un sorriso per una serena giornata a te.^_________^

  19. #25annabellaparmaFelice sia stato di tuo gradimento. Le rose, in effetti, sono funzionali alla storia e ai pensieri dei due protagonisti del racconto stesso.Un sorriso per una serena giornata.^_______^

  20. Racconto profondo  e delicato nello stesso tempo.La via delle rose si sposa benissimo al contesto.Concede alla narrazione quel tocco di leggerezza e di speranza, dove c'è una situazione di grande disorientamento.Un abbraccio

  21.  Mi hai commossa con la tua versione di "Romagna mia" !Sono così felice che ti lascio una dedica. Questa che ti posto è una chicca,  non c'è complesso che non la esegua, è richiestissima.E poi la Romagna non è solo Raoul Casadei.Ecco per la tua gioia i mitici Castellina Pasi…..


    ….dalla Romagna con ardore……

  22.  Quand'ero ragazzina litigai con mio padre, cosa peraltro assai frequente, per la sistemazione del giardinetto. Io amo i fiori tutti tranne le ortensie e gli oleandri. Vado matta per le rose di tutti i colori ma impazzisco per quelle bianche.Mio padre detesta i fiori bianchi di qualunque specie essi siano e voleva impedirmi di piantare una rosa bianca rampicante lievemente sfumata di rosa nei petali esterni…..Sono stati ghiorni di battaglia intensa senza risparmio di colpi da ambo le parti, una lotta tra titani.La spuntai io, minacciai una rappresaglia contro il suo motorino e funzionò.. 0______________0

  23. Una storia molto toccante e profonda……… mi sono venute le lacrime agli occhi a leggere di questo padre e figlio tormentati!Che peccato che il padre non abbia deciso di muoversi prma…..Forse sarebbe riuscito a vivere qualche momento in più assieme al figlio.Gran bella storia! Bravo!

  24. #33mimosa49È un racconto che tenevo nel cassetto da qualche tempo, ma stando alle tue considerazioni e a quelle che ti hanno preceduta, direi che ho fatto la cosa giusta a pubblicarlo sul blog. Nonostante una doverosa riduzione.Un sorriso per un solare fine settimana a te.^_______^

  25. #34SuzieQNon credevo di colpirti tanto favorevolmente con la mia canzone dei Casadei. Evidentemente è invece stata molto gradita. Conosco anche i Castellina Pasi che, generosamente, mi regali. Pensa che li trovo spesso nelle sagre di paese, persino dalle mie parti!

  26.  Spiritoso…..sai benissimo che detesto il liscio….e poi volevo metterti "Dai de valzer" ma c'era una brutta versione e non mi è piaciuta. 0_____________=Utente anonimo SuzieQ (ma non così anonimo)

  27. #37lavigneavrilGrazie a te per le parole di generoso commento e per aver gradito il mio racconto. Sono felice che lo scritto sia riuscito ad emozionarti in modo tanto intenso. Indice di un animo sensibile.Un sorriso per un sereno fine settimana.^_________^

  28. #40scatto75Si dovrebbe cercare di venire a patti con maggior frequenza, con le situazioni lasciate in sospeso nella vita. Il nostro tempo è limitato, rimandare non serve a nulla se non a lasciarsi sfuggire importanti occasioni.Un sorriso per un sereno fine settimana a te.^_________^

  29.  E poi ci vuole un pò di bianco in mezzo a tanto colore, altrimenti stordisce……..a me piacciono molto anche le rose gialle e poi mi piacciono quelle antiche, quelle vecchie di una volta che profumavano intensamente. Adesso ci sono degli ibridi stupendi ma non fanno nessun profumo…..

  30. #52SuzieQBasta coltivarle da sè. Certo, occorre tempo, fatica e fortuna. Ma alla fine, nella maggior parte dei casi, con della buona terra, si finisce ricompensati degli sforzi. Le mie rose hanno un profumo singolare e intenso.

  31. eccomi Key, così come promesso. questo racconto mi ha riportato ad un passo del mio, un racconto fantasy di circa 300 pagine. Tranquillo non te le racconto tutte!!!! Ahahah…Il tuo é bellissimo ricco di poesia, di emozioni dolci e pulite…Di questi tempi é veramnte difficile trovare persone che come te, Joh, e pochi altri che scrivono lasciando l'impronta della loro anima.Verrò ancora da te, per contraccambiare i tuoi sorrisi, così come tu fai con me.^_____________^Buon week con uno smileLilly

  32. #65LillyTi ringrazio per il bel complimento. Per quanto mi riguarda, quando scrivo cerco sempre di farlo pensando a emozionare per primo me stesso e, di riflesso, chi leggerà. Alcune volte riesce meno bene, altre volte riesce meglio.In attesa dei tuoi passaggi ti lascio un sorriso domenicale.^________^

  33. #73JohConcordo con la abolizione del lunedì; io direi di passare direttamente al martedì, che di solito ti fa già reintrare sulla lunghezza d'onda della settimana.Un sorriso per una serena giornata a te.^___________^

  34. #75LindadicieloNon credo. La psicologia del personaggio, vicino alla sua fase finale di vita, è composta in modo differente. Il passo compiuto per avvicinarsi al figlio è, probabilmente, quanto di meglio la sua coscienza sia riuscita a fargli compiere. Una coscienza tormentata da scelte sbagliate, scelte che hanno condizionato pesantemente la vita dei suoi cari. Prova una sorta di privata e personale dignità in questo. E probabilmente è qui la sua più naturale redenzione.Un sorriso per una serena giornata.^______^

  35. Un racconto al sapore di poesia.. delicato, pronfondo e commovente.Hai ridotto necessariamente ed egregiamente il racconto per postarlo..però non nascondo che mi incuriosisce la versione completa.Ecco, a questa emozione dono una rosa!!

  36. #88acqua80La versiona completa, le tre cartelle restanti oltre a queste cinque, sarebbero da integrare in qualche altra sede. Magari in una versione cartacea come in origine. Un giorno, forse, ne studierò una soluzione adeguata.Ti ringrazio intanto per avere particolarmente apprezzata questa.Un sorriso per una serena giornata.^_________^

  37. #89lavigneavrilGrazie a te per la fiducia. Il prossimo racconto, che rappresenterà quindi una ideale accoppiata con questo, arriverà a breve. Ormai è questione di ore.Un sorriso per una serena giornata.^_________^

  38.  Ti è mai capitato di sentirti come sospeso nl cielo e guardare con meraviglia gli uomini che si scannano tra di loro? E di accorgerti che dopotutto, non te ne frega niente?Bè oggi mi sento così . 

  39. Ci porti lungo quel sentiero che costeggia il lago…Assaporando il profumo dell’aria e della terra, dei fiori e della tristezza…Certo non è stato un padre modello, eppure con un ultimo dono, ha riscattato un’azione d’amore nei confronti del figlio…Ve ne sono tanti, troppi… ovunque… ma pur sempre procreatori… e benedetti i padri!Molto profondo e significativo, ma credo che tutti i tuoi scritti in fondo sono “profondi” ed anche quando ci metti un po’ di ilarità non nuoce, anzi, ti permette di comprendere il vero senso del messaggio!Un abbraccio, in serenità:-)claudine

  40. #97SuzieQDovrebbe essermi familiare tale considerazione, essendo io alieno.Per fortuna che sono un alieno bon… ehm… buono, alla Superman, altrimenti avrei già scaricato una vagonata di ghiaccioli sopra la testa dei passanti.

  41. #100claudine2007I racconti che posto sono di vario genere; ci sono quelli drammatici e reali, quelli fantasiosi, quelli ricchi di suspense, quelli ilari. Credo sia un valore aggiunto alla lettura, ognuno dovrebbe trovare, in uno stile o nell'altro, qualcosa di suo gradimento. Ma è anche un esercizio di stile; in fondo questo blog è nato come tale.Un sorriso per una solare giornata a te.^_________^

  42. Molto bello questo racconto dove in modo velato, introspettivo, c’è tenerezza, incertezza, saggezza, riflessione, amore e tanta voglia di cambiare!
    Notte serena!

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