La penna sputò parole nere di vita

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“Vivere non è possibile”
Lasciò un biglietto inutile
Prima di respirare il gas
Prima di collegarsi al caos
Era mia amica
Era una stronza
Aveva sedici anni appena

Emotivamente instabile
Viziata ed insensibile

Il professore la bollò
Ed un caramba la incastrò
Durante un furto all’Esselunga
Pianse e non le piacque affatto

E nonostante le bombe alla televisione
Malgrado le mine
La penna sputò parole nere di vita
“La guerra è finita
Per sempre è finita
Almeno per me”
E nonostante sua madre impazzita e suo padre
Malgrado Belgrado, America e Bush
Con una bic profumata
Da attrice bruciata
“La guerra è finita”
Scrisse così.

[Brano di: © Baustelle]

39 risposte a “La penna sputò parole nere di vita

  1. La guerra è finita è uno dei brani musicali più famosi del gruppo Indie Rock italiano Baustelle.

    Il video della canzone, diretto da Lorenzo Vignolo, è girato interamente a Genova; narra la storia di una facoltosa ragazza adolescente (Alison Forest) che, per sfuggire al mondo troppo perbenista dei genitori, vive una seconda vita, disordinata e aggressiva, compiendo atti di "bullismo" come rubare dai negozi, scontrarsi fisicamente con ragazzi di strada, trattare con spacciatori. La ragazza appare sempre più confusa, e dopo un attimo di riflessione, in una sorta di cantiere con slogan che inneggiano alla libertà, ritorna a casa piangendo e, guardandosi allo specchio sembra ritrovare un leggero sorriso, proprio di chi ha trovato una via di fuga. Nella canzone la fuga è il suicidio: nel video non viene espressamente detto.

  2. E' il disagio al quale stiamo sottoponendo i nostri figli…e spesso non ci si accorge di questo consapevoli del benessere e dell'attenzione a "non far loro mancare nulla". Peccato manchino la responsabilità, gli ideali ed un futuro "semplice" per i quali essere felici di vivere. Fa male e fa paura…

    Ti abbraccio
    Joh

  3. Disagi. Chi non vive a disagio ed il disagio di ambienti che non ti fanno più crescere: ma anzi ti inoculano giorno dopo giorno la diffidenza, i timori per chi hai accanto. Gli equivoci. Ecco viviamo tutti dietro delle maschere….. come in un coro della tragedia greca. E simbolicamente o no viviamo soli, e i fragili, coloro che sono già usurati da ambienti contorti ed insani si frustrano e finiscono così: morendo nel lago dell'anaffettività e della sociopatia.

    Veramente attinente al vero.
    Complimenti Key, e scusa se sono stata molto assente, scusa davvero.
    Buona serata!
    cri

  4. Il male dei nostri tempi, la solitudine, perchè soli lo siamo davvero; eppure abbiamo tutto, siamo circndati da cose belle; la folla  ci circonda, per le strade, nei posti di  lavoro, nei supermercati. E poi ancora durante gli spostamenti di massa durante le vacanze, tutti in fila disciplinati o meno ma tutti dentro le nostre macchinette guardiamo l'automobile nella corsia accanto, scrutiamo gli occupanti,  uno per uno e loro fanno lo stesso con noi. Si potrebbe tentare un sorriso ma non succederà, l'altro potrebbe reagire male e magari scendere e poi……e così si resta lì ingrugniti a soppesarci l'un l'altro. ABBIAMO PAURA. E ancora i condominii come alveari, nessuno conosce nessuno, non ci si saluta neppure, ci si guarda con sospetto, a volte non ci si guarda neppure.  NON COMUNICHIAMO.  Le varie fobie e il timore  che qualche novità possa sovvertire il nostro ordine precostituito e portare scompiglio nelle nostre vite faticosamente inquadrate ci ha portati ad alzare dei muri. Sì, ci sono i telefonini e internet, facebook e altri, ci scambiamo mail, messaggi, come naufraghi disperati lanciano SOS nel buio ma siamo soli lo stesso. E' questo che lasciamo in eredità ai nostri figli, oltre al contesto che li circonda,  il male di vivere, pegno da pagare per i progressi della civiltà..

  5. Ma è veramente un male solo dei nostri tempi?

     Georges Minois
    Storia del mal di vivere
    Dalla malinconia alla depressione
     

    In principio era la fatica di vivere

    Un Egizio, all’alba della civiltà di quattromila anni fa, disgustato dallo spettacolo del mondo, scrive le sue riflessioni sotto forma di dialogo della sua anima. Le sue parole superano i confini del tempo:

     La mia anima si affanna inutilmente a cercare di persuadere un infelice a restare in vita e a impedirmi di raggiungere la morte prima del dovuto. Mostrami piuttosto quanto è bello il tramonto! È forse così terribile? La vita ha una durata limitata: persino gli alberi finiscono per cadere. Potrebbero sparire i mali, ma non la mia infelicità. Colui che miete uomini mi porterà via comunque, senza riguardo, magari insieme a un criminale qualunque, dicendo: «Ti porto via, poiché il tuo destino è di morire, anche se il tuo nome continuerà a vivere…» (papiro Berlino 3024).

  6. Mi piace molto il gruppo e conoscevo la canzone.
    Ho visto il video che hai postato ed è davvero bello!!!
    Particoalare e attinente alla canzone dei Baustelle.
    Tanti giovani d'oggi si sentono così: Vuoti e senza ideali, dobbiamo cercare di imparare ad averne!

  7. ciao, ti rispondo qui anche per il post precedende,
    hai ragione che bisogna rinnovarsi.
    Ma finora qello che hai scritto qualunque sia stato il genere mi sono piaciuti.
    Ho visto il filmato,non mi pare di aver sentito alla radio la canzone,
    mi è piaciuta anche se è triste.
      Il disagio di quella ragazza…forse è lo specchio di molti giovani dei tempi moderni?
    Fare i genitori non è facile!!

    Ciao e buona giornata ….compreso il fine settimana.
     

  8. una canzone bella bella che avevo gia sentito
    quando i baustelle sono arrivati al grande successo…..
    mi pare uno o due anni fa.
    una canzone che e sempre attuale
    e racconta il disagio vissuto dai giovani.
    il testo e profondo e la musica coinvolgente!
    grazie per avermela fatta riascoltare!

  9. Ogni ragazzo è un potenziale sucida; basta un niente, una frustrazione non gestita, una disattenzione da parte di un genitore, un'amicizia sbagliata, una bugia, un rimprovero…
    Tutti noi dobbiamo essere accorti, e non lascialri al caso della vita. Il geniitore deve vigilare, e non sempre è sufficiente.

  10. E' chiaro sin dall'inizio che la fine della ragazza…che
    la sua libertà è nel suicidio.
    Io li ricordo i miei sedici anni…ed anche gli altri…e anche quelli di ieri…gli stessi pensieri…con la voglia di volare…per sempre…

    (per fortuna erano solo attimi…)

  11. Non sono solo i giovani ad essere privi d'ideali, noi per primi abbiamo perso  tanto…non abbiamo più referenti a cui guardare né noi, né loro…
    sono pochi ad aver conservato  la magia a cui si guarda al domani…il domani da costruire con le proprie mani…e non posso dare torto a chi si sveglia al mattino senza entusiasmo, senza voglia di battersi…e poi contro quali mulini il moderno don Chisciotte può sperare di averla vinta…
    ma…

    un sorriso (triste)

    frantzisca

  12. Conosco i Baustelle solo di nome,non pensavo fossero Italiani,nel mentre che scrivo sto ascoltando la canzone del video…
    Molto bello il messaggio,direi comunque che rispecchia l'attualità di molti ragazzi di oggi…

    Buona settimana Key! ^_______^

  13. Grazie, Key, non conoscevo la canzone e il video che mette una bella ragazza come in un film comune, senza il pathos dell'argomento…
    Evito tutti i luoghi comuni sul SUICIDIO perchè come tale non esiste. Esistono patologie e tante, non necessariamente solo a sedici anni. Ho perso due amici, ma sono dolori che restano nell'intimo.
    Ho pensato tantissime volte alla fine, rinunciandoci per vedere come va a finire…Ti abbraccio.
    BACI
    ^_______________^

  14. Cosa aggiungere se non il finale della prehiera di Alvaro Mutis:

    Ricorda signore questi servi disobbedienti
    alle leggi del branco
    non dimenticare il loro volto
    che dopo tanto sbandare
    è appena giusto che la fortuna li aiuti

    come una svista
    come un'anomalia
    come una distrazione
    come un dovere.

    "Tra le corde dell'altalena,
    un giorno la prenderò
    come fa il vento alla schiena"

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