Cammarata3 • parte 5di7 – La volpe e l’uva

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Il sole che filtrava tra le vigne colpiva gli occhi chiusi di Vito Cammarata come un maglio. Quando si sforzò di socchiuderli, iniziò a farsi sentire anche l’emicrania e, a ogni istante successivo, si rese conto di quanto il dolore fosse crescente. Come ci era arrivato lì? La mente era confusa e i ricordi si accavallavano gli uni con gli altri (“una commozione cerebrale?”); vedeva il volto di Carletto “il lungo” Baccaroso farsi avanti nella nebbia, parlargli come da dietro una protezione di ovatta dove le parole passavano a intermittenza senza possibilità di regolarne il volume (“se almeno urlasse di meno…”). Vedeva il volto della contessa russa, i suoi lineamenti regolari e pregni di misterioso fascino, i suoi sguardi allusivi e allegri di contraltare alle cupe nubi che ne attraversavano spesso il viso (“bella donna… fatale bella donna…”). Vedeva e ancora si domandava “come accidenti sono finito qui tra le vigne?”. Provò a muoversi, portandosi istintivamente la mano destra dietro la nuca; era sdraiato a terra (“da quanto sono… steso?”) e quel semplice movimento gli causò ancora una fitta alla base del capo. Con le dita riuscì a percepire un grosso bozzo (“da quanto… mi hanno steso?”) e fu come aprire un vaso di pandora da cui uscirono altre voci poco conosciute.
“… Posso accompagnarla io sul posto, commissario…”
“… Ah, quindi conosce il punto preciso in cui, di notte, avvengono questi strani movimenti?”
“Conoscerlo lo conosco, diciamo pure. Soffro di insonnia e mi capita, qualche volta, di passeggiare tra le vigne prima dell’alba. Le conosco come fossero casa mia, ci posso passare in mezzo anche a occhi bendati.”
“E cosa avrebbe visto quella notte?”
“Persone, commissario. Ho visto un piccolo gruppetto di persone con delle torce elettriche. Posso farle vedere i punti dove hanno iniziato a scavare…”
Nell’ovatta ricordò anche la favola di Esopo. La furbizia della volpe che aveva reagito alla sconfitta arrivando a disprezzare il premio tanto apparentemente desiderato. La volpe aveva sognato il grappolo d’uva scoprendo poi, al risveglio, che quel grappolo esisteva veramente. Tentando di appropriarsene, venne investita dal fallimento. Da quel momento, il grappolo perse di importanza perchè ritenuto palesemente acerbo.
«Non me ne frega niente di trovarlo. Quel vecchio può anche bruciare all’inferno, per quel che mi riguarda. Sicuramente si tratterà di un’altra delle sue fregature!» sbuffò con stizza Carmelo Nascimbene, il marito della contessa Zavaglia, mentre teneva sotto il tiro di una minacciosa lupara Vito Cammarata «però ne ho piene le scatole di vedermi ficcanaso in giro; prima vi avvisavo “gentilmente”… ma, poichè siete sordi agli avvertimenti, da adesso ho deciso di cominciare ad accopparvi» concluse, avvicinando la doppia canna mozza dell’arma alla testa di Cammarata.

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Autore testi: Keypaxx © Copyright 2006-2010. Tutti i diritti riservati.

122 risposte a “Cammarata3 • parte 5di7 – La volpe e l’uva

  1. L’agricoltore (chiamato anche contadino, soprattutto in passato) è una persona impiegata nel settore agricolo come coltivatore della terra, specializzato nella coltivazione di frutta, verdura e cereali in base alle caratteristiche climatiche e del terreno.
    (Wikipedia)

  2. Si vede che non sono in forma…lo trovo un po' troppo slegato dal precedente, anche se capisco che lo hai fatto per rendere al meglio lo stato confusionale di Cammarata,  e la trance così corta non mi aiuta…
    mi sento come se avessi inforchettato fettuccine lasciando il ragù in fondo al piatto…perciò non offenderti ma rileggerò il tutto consequenzialmente
    quando posterai le varie puntate…

    buona serata

    frantzisca

  3. #2
    lorybell62

    Sono ancora "giovincello", narrativamente parlando. Spero perciò che la cedevolezza sia ancora molto, molto lontana. Se poi guardo a scrittori affermati, che proseguono con enorme talento anche durante la terza età, ho fiducia di poter maturare a lungo.
    Grazie per l'apprezzamento e un sorriso per un sereno fine settimana.
    ^_______^

  4. #3
    acqua80

    Lieto che il racconto continui ad essere di tuo gradimento. Terrò presente la tua simpatia verso Vito Cammarata e, certamente, ne sapremo di più sulla sua sorte proseguendo nella lettura delle due puntate restanti.
    Un sorriso per una serena domenica a te.
    ^_______^

  5. Questa attività è stata quella che ha reso l’uomo stanziale in un luogo delimitato. Il mestiere consiste quindi nel fornire il cibo ad altre persone in cambio di un ritorno economico.
    (Wikipedia)

  6. #4
    Francescafutura

    Quando si segue un autore occorre tener conto anche del suo stile. Il mio, che sia una pecca o una qualità non sta a me stabilirlo, comprende anche la "spinosa" questione dei salti temporali (che mi sono permesso di personalizzare con il termine "tecnica temporale"). Nel caso specifico, come pure riconosci tu, tale espediente è utilizzato proprio per immedesimarsi nello stato particolare in cui versa il protagonista (in una situazione "filmica" viene riprodotto con un accavallarsi di immagini e suoni, ad esempio).
    La lunghezza del post è anch'essa uno standard abbastanza abituale; occorre prendervi confidenza, ma poi si riesce a mescolare al meglio anche il "ragù rimanente in fondo al piatto".
    Un sorriso per una serena domenica.
    ^_______^

  7. #5
    Stefy71

    Forse è qualcosa che ho ereditato dai telefilm. Quando, al termine di una stagione, si conclude l'episodio con un evento spezzato. Il brutto è che poi occorre attendere, quasi sempre, un anno intero per vedere realizzata l'altra metà della puntata. Prometto che l'attesa a cui sottoporrò chi legge sarà di gran lunga inferiore, compagna di compleanno.
    Un sorriso per una serena domenica a te.
    ^___________^

  8. #6
    sognatricenata

    Non concordo con la tua opinione. Del resto ho costruito un libro, che probabilmente non hai letto, con la "tecnica temporale". Ma seguendomi da parecchio, come bontà tua fai dagli esordi o quasi in rete, dovresti ben ricordare che questo è il mio stile ed è un espediente che ho utilizzato varie volte anche nelle mie serie on line.
    Se poi le varie parti di un racconto sono prese singolarmente, ma non è il modo corretto di valutare una serie che è dichiaratamente "a puntate", le cose ovviamente cambiano. E nel caso specifico "Cammarata", a differenza ad esempio del "Clown", di "Flash" o "dal diario di Prot" che vanno lette senza difficoltà per singolo post presentando situazioni a termine, è una serie a puntate strettamente collegate.

  9. bèh ma hanno tentato di farlo fuori subito…..chissà cosa nascondono sto contadino e la sua contessa….mi sà na bella coppia !! 🙂 🙂 🙂
    Però non possono farlo fuori, se nò cosa leggiamo noi ? 🙂 🙂
    buona settimana prenatalizia….vuoi un caffè per partire bene?

    ciaooo ciaooo
    Magda

  10. L'azione entra nel vivo adesso. Cammarata si è fatto sorprendere dal contadino (scarpe grosse……e cervello fino) e rischia di pagare parecchio per la sua disattenzione.
    Ma nooo…. Vito non deve morire. E' il protagonista, però è anche vero che andiamo verso la fine del racconto.
    Sarà questa la conclusione?
    Spero di no.
    Ottima la suspens creata, sei sempre bravo.

  11. Il termine contadino si applica usualmente ad una persona che fa crescere i raccolti nei campi o possiede frutteti, vigne od orti con la prospettiva di venderne il ricavato ad altri come prodotto della terra.
    (Wikipedia)

  12. #17
    MGD

    Che cosa nasconda il neo arrivo Carmelo Nascimbene sarà motivo di interesse per la fase conclusiva del racconto. Per quanto riguarda i tuoi dubbi sull'incolumità di Vito Cammarata, che dirti; non è fatto inusuale che al termine di una serie il protagonista possa anche essere fisicamente eliminato.
    Sarà il fato di Vito? lo scropriremo presto.
    Un sorriso per una serena giornata a te.
    ^________^

  13. #19
    lavigneavril

    Il detto che citi è esatto; contadino = scarpe grosse e cervello fino. Evidentemente lo deve essere davvero per essere riuscito ad avere la meglio sul nostro commissario.
    Legittimi anche i tuoi dubbi sul finale, come ho già scritto, le probabilità di una dipartita ci sono. In fondo nessun personaggio è davvero "immortale". È anche il costo stesso per rappresentare una tipica… umanità.
    Un sorriso per la tua giornata.
    ^________^

  14. Perfetto questo "salto" nel tempo…che cosa è successo? In che cosa consiste  l'ipotetico ponte che unisce i due periodi? Sai, il fatto che Cammarata ci lasci la ghirba o meno è ininfluente, anzi rende il racconto più interessante e ghiotti. Cammarata lo si può sempre sostituire.
    Io però avrei preferito un paso doble tra la contessa e lui.

  15. mi piace come utilizzi gli "spazi temporali" nei tupi racconti. Anche in "Fiori nella neve" mi aveva colpita questo stile e lo avevo apprezzato molto.

    Scusa se non ti ho risposto in questi giorni ma.. sono stata atterrata da un  colpo di "lup-para-influenza"!!!

    Un abbraccio e buone feste se non riesco a farmi risentire!!

    Ciaooooo!!

    Joh

  16. Durante l’antichità, ampia è stata la letteratura dedicata alla figura dell’agricoltore proprietario, da Esiodo a Virgilio. Nel periodo degli imperi, sia nel Mediterraneo sia in Medioriente si diffuse il latifondismo e lo squilibrio tra contadini liberi e schiavi aumentò sempre più.
    (Wikipedia)

  17. #29
    SuzieQ

    Beh, questa è una nuova chicca e chiccona davvero. Probabilmente tra le quattro o cinque canzoni in assoluto più conosciute e amate di Ivan Graziani (ne sa qualcosa Phil Collins che, sembrerebbe, ha preso "a prestito" alcune note per uno dei suoi successi).
    Quindi degusto e sentitamente ringrazio.

    P.S.
    Anche lui alle 5 di mattina scorazza in giro… pure tu sei in bicicletta?

  18. #30
    SuzieQ

    Uno dei libri che mi ha spiazzato maggiormente è "La canzone di Shannara" dove uno dei punti saldi e protagonista principale di quella che è una trilogia chiusa, muore a metà romanzo. Penso sia stato uno dei colpi di scena più forti tra tutti quelli che ho letto. E lo era; con il senno di poi ho compreso che, se doveva morire, quella che era una palese assurdità e un salto del vuoto (come è stato) rappresentava il momento ideale (come è stato).
    La sensualità non è qualcosa che si evidenzia, ma qualcosa che si legge, nascosta, tra le righe. Un gioco di sguardi può essere più sensuale di un incontro di corpi, un bacio tra le vigne può essere più provocante e profondamente intenso di un rapporto scatenato tra due mure di una stanza.
    L'assenza di qualcosa, talvolta, è più disarmante e platealmente focosa della presenza. È un tango senza contatto, con la promessa di una rosa tra le labbra.

  19. #31
    Johakim

    Come ho scritto, l'espediente della "tecnica temporale", è uno dei miei preferiti nel giostrare il tessuto narrativo di un racconto breve o di un romanzo. Tuttavia, come tutte le tecniche che amo, è un espediente molto ardito e pericoloso; non sempre viene afferrato prontamente, per sua natura tende a rendere caotici i passaggi in cui si manifesta. Questo perchè non va visto come un elemento singolo, ma come un affresco di insieme. Dove ogni colore, visto da vicino, appare come una chiazza sulla tela e nulla più. Solo quando lo si analizza nel suo contesto globale esso appare per quello che è; un sentiero che conduce alla vera meta del tragitto.
    Auguri per l'influenza, spero il tuo Natale possa essere comunque sereno, considerando che mancano ancora alcuni giorni!
    Un sorriso per una serena giornata.
    ^____________^

  20. Speravo proprio che spiegassi il significato del termine "maglio" che io non conosco, visto che vengo dalla campagna e i miei nonni materni erano appunto contadini…   e poi aiuto! Ma mi sono persa alla fine, nell'ultimo capoverso a chi si riferisce Carmelo Nascimbene con l'espressione  "Quel vecchio…" forse mi sono persa qualche passaggio? Ma non ho proprio capito.
    Scusa se sono un po' "lenta" diciamo così .
    Ciao e buon fine martedì.

  21. Paxxino, la tua definizione sulla sensaulità è pienamente condivisa da me, tuttavia non intendevo dire una cosa tipo "ultimo tango a Trieste" o "l'impero dei sensi de noantri". Anzi i vigneti sono perfetti, i grappoli d'uva, dai quali si ottiene il vino, sono il meglio che si possa accostare ad un incontro ravvicinato di un certo tipo…..te l'immagini i due che s'incontrano tra i filari ? Lei che gli porge un acino staccato da un grappolo d'uva con aria ironica e intrigante allo stesso tempo? Lui che le sfiora le dita mentre prende il chicco? Ma è magnifico, si può quasi palpare l'elettricità che c'è nell'aria ! Poi lui stringe il chicco tra le labbra e la fissa con insistenza, la sfida, poi………poi basta, il,resto all'immaginazione dei lettori.
    Insomma, non trovi che sarebbe quel qyalcosa in più che serve a dare un tocco un pò …bè, insomma, se ti devo dire tutto io…..
    Pensandci bene è un pò come la pubblicità della Vecchia Romagna…..

  22. riguardo alla canzone di Ivan Graziani, le cose starebbero così:
    Phil Collins la incide nel 1991 col titolo "a groovy kind of love", ma è la cover di un brano dei Mindbenders da loro incisa nel 1965 e rifatta in italiano dai Camaleonti un anno dopo col titolo "non c'è più nessuno". Quindi nessuno ha plagiato nessuno, anche perchè pare che la melodia sia una composizione che viene usata  come esercizio da chiunque studia pianoforte e quindi ha origini assai più antiche.

  23. #38
    violetta306

    Maglio: Il maglio è un dispositivo meccanico per lavorazioni di fucinatura o stampaggio che deforma plasticamente un pezzo sotto l'azione di una pressione.
    Il pezzo da lavorare viene appoggiato sulla base chiamata incudine, dove riceve il colpo dalla mazza battente.
    L'applicazione della forza data dal motore a vapore al maglio si deve a James Nasmyth nel 1839. (fonte; Wikipedia)

    A chi si riferisce Carmelo Nascimbene quando parla di un fantomatico "vecchio"? possiamo fare delle supposizioni.
    A. Carmelo è un folle e, come tutti i folli, non ha dei riferimenti comprensibili, a prima vista, per coloro che stanno ad ascoltarli.
    B. Carmelo è stato assunto dal nobile proprietario della terra, come spiegato nelle puntate precedenti. Si suppone che il nobile, ora morto, fosse di età avanzata e quindi Il "vecchio" in questione.
    C. Lo scrittore è un folle (opzione con cambio di soggetto rispetto alla A) e si riferisce a un "vecchio" perchè la sua testa è andata a caccia di farfalle e non è più in grado di comporre un pensiero coerente nè tantomeno a scriverlo.

    E, se posso dirti la verità, la soluzione C mi angoscia molto…

  24. #39
    SuzieQ

    Mi viene da scomodare Alberto Lupo (non Lupo Alberto dei fumetti, eh!) che, in una pellicola d'epoca, rivolto all'attrice della situazione (di cui mi sfugge il ricordo al momento), diede sfoggio della sua idea di sensualità (e seduzione).
    Un bacio sulle labbra? una carezza lasciva? una parola sussurrata in un orecchio?
    no, niente di tutto ciò. Alberto Lupo prese prima, con dolcezza, il polso della donna. Poi, sempre con un gesto leggero, quasi impercettibile, le disse (più o meno); "sensualità è baciare la mano di una donna, sfiorando appena la sua pelle. Ma non posando le labbra sul dorso della mano, bensì al suo interno, direttamente sul palmo. Dove la pelle è infinitamente più sensibile e… scoccare il dardo".

  25. #40
    SuzieQ

    E infatti io non parlo di "plagio", ma di "note prese a prestito". Che poi sia stata la scala musicale a prestare qualcuna delle sette note a Phil Collins, e non Ivan Graziani, è fatto secondario. Resta però inteso che, a mio modesto avviso, solo Ivan ha giostrato quella particolare scala musicale nel modo più redditizio emozionale possibile.

  26. Nella seconda metà del XX secolo si è sviluppata l’agricoltura biologica, anche se la scelta di convertire un’azienda o parte della produzione aziendale ai principi dell’agricoltura biologica implica la necessità di percorrere un particolare iter burocratico.
    (Wikipedia)

  27. e così' cammarata sta rischiando parecchio! spero proprio che non hai intenzione di freddarlo con la lupara, il personaggio mi piace molto e mi spiacerebbe.

    viene da domandarsi quale sia il ruolo della contessina in tutta questa faccenda con il marito dal grilletto facile:
    sarà complice o innocente?
    e con l'affascinante commissario nascerà qualcosa?

    resto in trepidante attesa!

  28. Ho capito, sei complicato… ed io preferisco la semplicità, mi hai fatto ancora di più confusione, e non mi piace la souspance. Però la follia sì, uno scrittore folle mi ispira subito simpatia, perché mi immagino segua la sua creatività senza preoccuparsi di costruire troppo, in libertà.
    Auguri di buone feste e  che siano autentiche, serene e distensive.
    (spero lo siano anche per me, ne ho proprio bisogno)

  29. Dal XIV secolo al XVI secolo, in alcuni Paesi europei, come l’Inghilterra, la Francia e la Germania, esplosero moti di ribellione condotti dagli agricoltori vessati da cattive condizioni economiche e da trascuratezze da parte della classe dirigente.
    (Wikipedia)

  30. #50
    catwomandark

    Giustificati quesiti i tuoi. La direzione che prenderà il finale di questo racconto sarà infatti una trama "a tre". Ovvero; apprenderemo che cosa succederà a Vito Cammarata, se il suo ultimo fato sarà arrivato o meno. Apprenderemo qualcosa di più sulla Contessa Zavaglia, tanto affascinante quanto misteriosa. Conosceremo un po' di più la nuova figura del contadino Carmelo.
    La trama si annoderà attorno a questo trio di diversissimi personaggi.
    Un sorriso a te per una serena giornata.
    ^___________^

  31. #51
    violetta306

    Quindi, di base, tutti gli scrittori ti sono simpatici. In quanto tutti gli scrittori, chi più o chi meno, convivono con una (in)sana dose di follia. Del resto, per avventurarsi tra le vite di personaggi inventati, umanizzandoli in modo personale e giocando con il loro fato, non potrebbero essere altrimenti che un pizzico folli.
    Ma sbagli quando reputi che la follia da diritto a costruire "in libertà"; nessuna costruzione rimarrebbe in piedi a lungo senza preoccuparsi della sua stabilità.
    Per quanto mi riguarda però reputo la suspense il sale della vita. Pensaci bene; una vita (o un'opera di fantasia) cosa sarebbe senza suspense? una minestra piatta senza possibilità di alcun sapore. Un quadro lineare di cui si conosce da tempo ogni minima sfumatura. Una esistenza scandita sempre dallo stesso orologio e dagli stessi ritmi.
    Senza suspense, ahimè, rischiamo di essere avvinghiati dalla noia.
    E la noia uccide la fantasia.
    In definitiva, complicato secondo questi dogmi, mi sta davvero bene.
    Un complimento originale e ben gradito, grazie.
    Un rinnovato augurio a te per un sereno e riposante Natale.
    ^____^

  32. Caro Keypaxx, non mi sono spiegata bene, ci riprovo, volevo dire che mi piacciono gli intrecci, l'originalità, ed anche la suspense, ma preferisco sapere subito come và a finire, senza interruzioni perché poi rischio di perdermi, di non ricordarmi più cosa sto leggendo, di non capirci più niente e perdere interesse alla lettura. 
    Buona serata 

  33. #61
    violetta306

    Beh, ora il tuo ragionamento è ben diverso e segue una linea di pensiero differente. In sostanza non sei contraria alla suspense, come affermavi prima ma, sinteticamente, non hai la pazienza necessaria ad attendere l'evolversi di una trama, o temi di scordarla.
    Sai, ti confesso che capita talvolta anche a me quando leggo alcuni blog.
    Chi parla della propria vita personale, ad esempio, facendo riferimento a quell'amico che ha combinato un grosso pasticcio qualche giorno o settimana prima ed è spiegato dettagliatamente nei post precedenti. Quel ragazzo che ha litigato con il suo datore di lavoro perchè quest'ultimo è un tiranno ed è stato dimostrato cinque post prima.
    In sostanza, seguire le peripezie di una vita reale o di un racconto, su un blog, presenta le medesime difficoltà (pur con le dovute differenze e importanza del caso).
    Per i lettori che non hanno pazienza, tuttavia, ho trovato una via d'uscita; la pubblicazione di un libro. In esso non è necessario attendere i tempi di chi scrive, ma è il lettore stesso a dettare tempi e lettura, a seconda delle proprie necessità.
    Buona serata anche a te.

  34. #76
    SuzieQ

    Invece avevo capito tutto nel momento stesso in cui ho letto queste tue righe di commento. A volte scordi che sono alieno, e dunque la lettura del pensiero è mio bagaglio naturale…
    Certo che una sonora risata alle quattro e mezza del mattino è proprio un toccasana, non trovi?

  35. Comm. 75

    Sì, forse è un'idea, però ha i suoi pro e contro: ti consiglio pertanto di farla bella grande e di infilartici dentro tutto quanto, senza lasciare fuori nessuna parte. Non è igienico mettere solo la testa e parte del piumaggio lasciando esposte parti più delicate. 

  36. Salve Alieno carissimoooooo ogni tanto mi faccio viva…
    Passo per lasciarti i miei auguri per un sereno e favoloso natale ed un anno nuovo ricco di piacevoli sorprese e conquiste!

    Un abbraccio

    ">

  37. sai bene oramai che il tuo stile nello scrivere mi piace molto:) quindi ho ben apprezzato questo esipodio (alla Totò)  e nell'attesa della imprevedibile conclusione!!
    affettuosamente ti auguro con tutto il  un…

    La gentilezza a parole crea confidenza.
    La gentilezza nei pensieri crea profondità.
    La gentilezza nel dare crea amore.

    Mao Tse Tung

    ^_________^ ed un abbraccio

    giuli

  38. Scommetto 100 euro che appena  passerà il mal di testa  Cammarata avrà una illuminazione…
    Un caro augurio di Buone Feste anche a te.
    Pace e amore.
    Vagabonda2

  39. Paxxino, questa è bella bella bella e non aggiungo altro, solo gli auguri di dopo Natale, di  Santo Stefano, di dopo Santo Stefano ecc……

    ……non c'è scampo, è così

    p.s. i cuoricini sono in offerta speciale causa inventario di fine anno.

  40. Natale ormai è passato ma c'è S.Stefano…festa di un Santo di cui abbiamo solo un discorso e un episodio ma segue la festa più importante dell'anno che vuole un po' allungarsi per continuare a donarci il suo calore….in sintesi: ancora auguri!

  41. #114
    Vagabonda2

    Io non posso scommettere, avendolo scritto. Ma penso che qualcuno possa raccogliere la sfida ed ipotizzare con te come andà a finire.
    Un augurio per un sereno e riposante Santo Stefano.
    ^__________^

  42. #115
    SuzieQ

    Direi una canzone perfetta per il periodo dell'anno che stiamo vivendo.
    E me la sto ascoltanto in sottofondo.
    Che sia per te un Santo Stefano felice, da trascorrere con le persone che ami.

  43. Credo che tu in questo passaggio, intenzionalmente, abbia voluto ricreare nella testa del lettore, la confusione che vige in quella di Cammarata.
    Questo infatti si trova sdraiato, spaesato acciecato dal sole in balia della paura, minacciato da un'arma. Tutto questo all'improvviso.
    e forse quello che lui non si aspettava, lascia interdetto anche il lettore che trova repentini cambiamenti nemmeno lontanamente preavvisati (un brusco passaggio temporale, l'assenza della contessa "ammaliatrice", la violenta presenza del marito).

  44. #121
    soulsmirror

    Si, hai afferrato molto bene i miei intenti. Amo vivere la storia nei panni degli stessi protagonisti, anche quando non è narrata in prima persona. Il lettore deve percepire questa fase di smarrimento perchè, in questo modo, si sentirà ancora più vicino a chi la sta sperimentando sulla propria pelle. Il senso di smarrimento, nel caso specifico, è quindi positivo se viene avvertito.
    😉

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