Clown tra i balocchi

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Come sono delicati quei capelli, sembrano fili di grano che pendono lisci come la seta, mossi da un vento colmo di sospiri.
Poggiano su spalle fragili e piccole, spalle di principessa.
Piedi leggeri dalla pelle candida e fresca scivolano come piume su tappeti soffici, un manto morbido d’erba artificiale si dispiega prolungandosi tra corridoi di cemento e tapezzeria. Conducono a un paese costruito da mani di bimba, un paese abitato da bambole, trenini e uccelli colorati; un paese di balocchi.
Tra loro il pupazzo del pagliaccio attende paziente il turno che verrà.
Intorno le luci si fanno fioche e accolgono il sopraggiungere della sera. Il giorno ha accumulato suoni e rumori, il giorno ha accumulato tristezze e rancori. La principessa si muove per la casa con cuore sereno, cuore piccino, cuore di bambino. Il mondo dei grandi, rimasto fuori nel giorno assassino, si ritira prolungando le ombre, trascinando i fili del destino. Il mondo dei grandi è distratto, è distante seppur vicino, è isolato come la cima di una montagna spoglia sotto le folgori del temporale. Ma durante la tempesta le principesse non dovrebbero stare fuori, durante la bufera non dovrebbero rimanere sotto alberi secchi, in balìa dei capricci della notte, della grandine meschina. Le urla dell’uragano attraversano i corridoi di cemento e tapezzeria, scompigliano i capelli delicati come fili di grano, i piedi leggeri dalla pelle candida e fresca scivolano come piume su tappeti soffici, corrono al paese costruito da mani di bimba, il paese abitato da bambole, trenini e uccelli colorati; il paese di balocchi. Fuggita dal mondo dei grandi cerca rifugio nel suo regno, lasciandosi alle spalle, fragili e piccole, spalle di principessa, le ombre lunghe, i suoni e i rumori, le tristezze e i rancori, la montagna spoglia. Cercando tra i balocchi l’abbraccio e il calore, cercando dei piccoli spicchi di cuore.
Tra loro il pupazzo del pagliaccio attende paziente il turno che verrà.

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Autore testi: Keypaxx © Copyright 2006-2011. Tutti i diritti riservati.

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94 risposte a “Clown tra i balocchi

  1. Eravamo così anche noi… ed ora osservo quella principessa nelle mani e nei piedini di una piccola bimba di quattro anni. Il suo clown è sul suo letto… in attesa del suo abbraccio.

    Una bellissima poesia Key.

    Buona giornata
    Joh

  2. Tu dipingi una situazione  che io ho incontrato spesso, bambini che fuggono da un mondo ostile e si rifugiano in un loro mondo popolato di giocattoli ai quali si affidano un pò timorosi in cerca di protezione e conferme. Sono appunto figli di questa società distratta, di genitori sempre più assenti che compensano la loro incapacità di amare con costosi giocattoli tra i quali il bambino si rifugia.
    Ma nel tuo bellissimo racconto (a proposito, Paxxino, ma tu non ne sbagli uno, ma fai almeno un errore qualche volta! Che so, un bel "se io sarebbi" oppure "che io vadi"……..) c'è il riscatto finale, lo spiraglio di dolcezza e bontà, il pupazzo del pagliaccio che aspetta il suo turno.
    Ma com'è alienante quella principessa che corre sull'erba artificiale…….

  3. Vedere il mondo con gli occhi di un bambino, vivere il modo con il cuore di un bambino…beh, penso che questo tuo post sottolinei la necesità che gli adulti si riapproprino della fantasia perduta a causa del modernismo,egoismo ecc.; e poichè tutti gli adulti hanno avuto la loro infanzia, sorge spontanea la domanda con la Grande Mente di un bambino: Cosa mi lascerà in eredità il tuo mondo di aldulto ?

    Buna settimana, taoista

  4. #3
    Joh

    Nata per non essere poesia ma lo è diventata, a quanto posso vedere, da sola. Pur con i dovuti limiti in quanto non credo di essere pratico nello scrivere poesie. Definisce situazioni che possiamo aver vissuto, ma anche no. Definisce soprattutto vita. Vita di bimbi.
    Un sorriso per la serata.
    ^________^

  5. Ciao, Key,
    Ho letto questo tuo scritto percependolo come una magnifica filastrocca. Abbiamo un inizio ricco di particolari e temi delicati che tornano nel finale, e le rime nel verso che mi hanno incantata. "Tristezza e rancori" "Suoni e rumori" ed il ritorno sul "cuore" sono di grande musicalità e di forte suggestione. Di nuovo il clown si trasforma e soggiace alla tua fantasia di poeta. Quel pupazzo tanto umano e vicino alle nostre profonde gioie, alle intemperanze, alla fatica del crescere e dell'essere adulti, diventa un panno col sorriso, che aspetta.
    Complimenti e mille abbracci.
    sab.

  6. #4
    SuzieQ

    Le situazioni disagiate, bene o male, ricorrono spesso in quello che scrivo. Ogni scrittoruncolo ha i suoi temi preferiti, quelli che alimentano la penna che stringe in mano. Nel cinema, giusto per prender un regista come John Woo ad esempio, abbiamo chi utilizza sovente temi religiosi e di colombe in volo, come di gangsters con un preciso codice etico. Oppure chi si impegna in particolari tematiche sociali come Roland Joffè con i suoi Mission e la città della gioia. Io, nel mio piccolo, attingo alle situazioni sociali complicate e di denuncia. Con un occhio di riguardo, quando posso, ai freaks. Ma sempre contaminati dal bello e dal puro (in questo caso la bambina, principessa del regno dei balocchi).

  7. #5
    nuovo45

    Una volta lessi un brano che parlava di poliziotti galattici. Uno interrogava l'altro su come possano accadere certe meschinità in epoca moderna. Il compagno rispose; "non lo so… non posso saperlo. Del resto disprezzo la nostra società. Siamo formiche dentro un cosmo di meraviglie che non comprendiamo e non comprenderemo mai".
    Un caro saluto a te.

  8. #10
    xdanisx

    Una percezione che ha il suo perchè. Non la ho scritta coscientemente, anzi. Però spesso i racconti assumono un taglio autonomo. Come se sapessero da soli dove andare a muoversi. Su quale terreno e su quale genere. É comunque una definizione che amo molto e, quando la avverto, cerco sempre di muovere le briglia della fantasia verso quella direzione.
    Grazie. Un sorriso per una lieta serata a te.
    ^__________^

  9. che fatica staccarsi dal "mondo-pricipessa" !!
    quando i miei figli (maschi) erano piccoli andava di moda la principessa Sissy. Che loro chiamavano "Sissy la stupidessa"
    ahimè
    ma pur sempre di incantato mondo infantile si tratta
    Per compensare vado in giro coi fazzolettini di carta rosa di "Hello Kitty"

  10. Da bambina ero certa che le bambole, di notte, avessero un mondo loro e comunicassero. Tornavano a darci la loro povertà e passività e si riservavano il meglio nell'intimità giocattolesca.
    L'infanzia ha aspetti inspiegabili.
    Ancora un saluto, poeta Key.
    perchè è poesia. Sallo!

  11. Complimenti Key, questo scritto è di una dolcezza struggente e fa molto riflettere sulla fragilità e nel contempo la meravigliosa condizione dei bambini. Un clown è sempre provvidenziale, anche se di pezza

    Buon 2 giugno e buon fine settimana

    rossella

  12. Sei proprio un poeta!!!
    Sembra di leggere una filastrocca in poesia e è bellissima!
    Quella bambina così smarrita che si ritrova solo tra i suoi balocchi, quella difficoltà di essere bambini in un mondo difficile e complicato come quello dei grandi. E sembrano grandi insensibili, le fanno vivere una infanzia problematica.
    Per fortuna il pupazzo del pagliaccio la toglierà dalla cattiveria!
    Buon fine settimana

  13. C'è voglia di tempi andati, di cose semplici che arricchiscono +interiormente. Nelle nostre campagne e anche nelle montagne  le madri lavoravano in casa, nei campi e non avevano molto tempo per stare con i figli.. Però quando erano insieme sapevano trasmettere loro amore e sicurezza.Giocattoli  ce n'erano pochi ma questo era un bene, un incentivo a costruirli usando quello che si trovava in giro e la fantasia, grande risorsa che serviva da stimolo. Ed i bambini crescevano più felici e sicuri di sè.
    Ora invece sono letteralmente sommersi da giocattoli talmente perfetti che fanno tutto da soli, ipertecnologici certo, ma al bambino che cosa rimane da fare? La fantasia, la creatività vanno in soffitta ed in più i genitori sono spesso assenti e quando rientrano  non hanno voglia nè tempo per i figli.
    Non rimangono altro che questi compagni freddi e sperzonalizzati.
    A meno che un piccolo semplice pupazzo di pagliaccio non riesca a dischiudergli un mondo incantato….
     

  14. #15
    infranotturna

    Oh beh, io ricordo con particolare affetto e commozione Lady Oscar. Credo sia uno dei cartoni animati che più di tutti siano rimasti indelebilmente legati a un periodo della mia vita.
    🙂

  15. #16
    xdanisx

    L'infanzia è periodo della vita dove crediamo tutto sia possibile. I miracoli sono a portata di giocattolo. Ed è giusto sia così. Occorrono questi anni da tenere stretti nella memoria per affrontare poi con serenità il mondo adulto.
    Un sorriso per la tua serata.
    ^_________^

  16. #19
    rossella1953

    I bambini han molto da insegnarci e, contrariamente a quanto si crede, poco abbiamo da insegnar loro. Sono in grado benissimo di imparare da soli, con uno spirito di osservazione estraneo da tempo a qualsiasi adulto.
    Un sorriso per una lieta serata a te.
    ^______^

  17. #20
    lavigneavril

    Grazie per il particolare apprezzamento a questo brano. Ma, benchè possa sembrarti particolarmente riuscito, non farti trarre in inganno: non sono un poeta. Mi piace usare la parola a briglia sciolta, a seconda dell'umore del momento. Alcune volte può apparire più pesante, altre più delicata.
    Un sorriso per una lieta serata a te.
    ^_________^

  18. #23
    SuzieQ

    Interessante punto di vista. Un tempo non c'erano giocattoli sfarzosi. I lego erano già un lusso per pochi: mattonelle colorate che per loro caratteristica stimolavano la fantasia del bambino a schiudersi e a costruire con ingegnosità. Oppure, appunto, si usavano utensili che capitavano a tiro. Spesso scartati dal mondo dei grandi (dove gli scarti erano davvero pochi e striminziti). Cosa occorre veramente oggi? la compagnia dei genitori assenti per lavoro tutta la giornata e troppo stanchi e svogliati la sera oppure dei balocchi meno iper tecnologici ma più poveri nella forma e meno nella sostanza? difficile dirlo. Forse, come sempre, è l'intera società a doversi porre sul palco degli imputati. In attesa il Clown regalerà i suoi sprizzi di luce e inventiva dove ce ne è maggior bisogno.

  19. #26
    tunkulkik

    Filastrocca, poesia… difficile classificare questo brano. Di certo non mi sento un poeta. Troppo difficile fare poesia interessante da leggere. Penso che una delle caratteristiche di questo Clown sia quella di saper spaziare tra generi diversi con una impronta personale. Lieto ti sia piaciuto.
    Un sorriso per la serata.
    ^_____^

  20. Credo di avertelo già detto, non ho mai giocato con le bambole, anche se me ne regalavano continuamente. Ero assediata dalle Barbie che erano le protagoniste dei "lavori" che mettevo in scena. Io ero l'autrice dei testi, la costumista , la truccatrice e la regista. Questo per me era giocare con le bambole. Ma preferivo  di gran lunga i Lego  con i quali costruivo le scenografie dei miei "lavori teatrali". Quei Lego li ho conservati per i miei figli e sono contenta di averglieli passati, è una parte della mia infanzia che gioca con loro,
    E un'altra meraviglia con la quale ho fatto galoppare la fantasia, i trenini elettrici, Lima e Marklin. Ti confesso che di quelli sono un pò gelosa, anche perchè ho dei pezzi da collezione e costano una cifra.

  21. … una filastrocca poetica, che lascia il sapore dolce triste di ricordi antichi.
    Ricordi di vaniglia e biscotti della nonna,
    attimi eterni che donano quescenza,
    riportando la mente a quando si era pur i e  aperti a un mondo fatto di fiaba.

    Grazie

  22. #45
    SuzieQ

    Decisamente il valore dei tuoi Lego è cresciuto nel tempo: hanno avuto l'inestimabile possibilità di passare da madre a figlio. Cosa non da tutti e indice comunque di un certo rispetto verso giocattoli che sono sopravvissuti a generazioni e al tempo inclemente. Dietro i tuoi giochi più che un protagonismo abbiamo quindi un ruolo di regia. Per quanto riguarda i trenini elettrici come fartene una colpa? di certo molto più soggetti a rotture e malfunzionamenti, tra le mani di piccoli birbanti, che non le mattonelle del Lego. Magari un giorno li mostrerai loro, quando non correranno più il rischio di finire sbatacchiati da mani inesperte.

  23. "Da vecchi e da innamorati si torna bambini." 
    (Y. Montand)
    Mi avvicino, o forse già sono nella fase dei vecchi… ho proprio postato dei ricordi di bambina… potrei sempre essere una vecchietta innamorata.
    Delicato il tuo racconto. Buon fine settimana

  24. Da vecchi e da innamorati si torna bambini……penso proprio che sia vero..
    ed è bello anche emozionarsi ,racconto molto bello e delicato.
    ciaooo e solare fine settimana , con un grande sorriso.

  25. Se avessi dello spazio, ma me ne occorrerebbe molto, mi piacerebbe avere un bel plastico, con ponti, strade, gallerie ecc…..I miei figli non sembrano molto interessati ai trenini per la verità, mentre i Lego vanno molto.  Il grande, più riflessivo e concreto, disegna prima quello che vuole realizzare, mentre il piccolo, più fantasioso e ribelle, si affida all'estro del momento e "crea" dal nulla.
    Penso cmq che la regia sia già una forma di protagonismo, occulto, ma sempre protagonismo. E qui ci sarebbe da aprire un discorso interessantissimo……

  26. questa è davvero una bella fiaba poetica. mi ci riconosco in parte in quella piccola principessa che cammina a piedi nudi…..quanti ricordi e quanti giocattoli! essendo figlia unica non ho mai avuto grande compagnia…..i miei sempre via per lavoro. però tra i miei giocattoli mi sentivo veramente bene.

  27. #57
    violetta306

    Proprio per la capacità di recuperare dolcezza e sogni un uomo può arrivare a non considerarsi mai "vecchio". D'altro canto esistono anche molti giovani che, perduta la capacità di sognare, possono ritenersi vecchi.
    Un sorriso per il tuo fine settimana.
    ^______^

  28. #60
    SuzieQ

    Un plastico del genere credo farebbe felice molti. Sarebbe un ulteriore stimolo a coltivare l'io bambino che ognuno porta dentro di sè. Un regista è in effetti colui che manovra un grande disegno adoperandosi da dietro le quinte. In questo senso si che lo possiamo definire un protagonista aggiunto, ma penso che il termine "regia" coniughi in modo sottile i vari ruoli su cui si poggiano le basi della narrazione. Un regista deve innanzi tutto, per primo, immedesimarsi nella storia affinchè questa risulti coerente e interessante al pubblico a cui è rivolta.

  29. #62
    catwomandark

    Spesso, nella solitudine, i giocattoli diventano l'amico silenzioso e complice in grado di accompagnare la nostra infanzia. Assumendo così un ruolo indelebile e delicato in quelli che sono alcuni tra gli anni più importanti dell'esistenza.
    Un sorriso per una serena giornata.
    ^_______^

  30. #63
    acqua80

    Ti ringrazio. Se però, per cortesia, potessi limitare l'utilizzo del grassetto, il tuo gradito commento sarebbe ancora più piacevole. Nel linguaggio web il grassetto, infatti, corrisponde a un tono di voce superiore e iracondo.
    Un sorriso per una serena giornata.
    ^_____^

  31. E' un testo dolcissimo, permetti che la leggo alla "bambina in me"?
    Noi crescendo forse abbiamo perduto il sapore vero della vita. La bambina potrebbe insegnarci molto, ma per far  questo dovremmo spogliarci da dosso la "coscienza" costruita e ritornare forse più "puri" e "veri" e non temere la voce che ci sussurra dal di dentro. Avere il coraggio ad essere genuini, senza farci contaminare. Parlo ovviamente per me, non vuole essere un pensiero universale.

    Piaciuta molto la delicatezza delle immagini, compreso il clown che aspetta.

    Dopo questa lettura, la domenica non può che essere buona.

    Grazie!

    Rondine 🙂

  32. Bellissimo racconto scritto con estrema tenerezza,  
    Quel "Mondo"  che si dovrebbe vivere con gli occhi
    da bambini…
    Racconto che ricorda quanto sia importante imparare
    a voler e volersi bene, valorizzando azioni e
    comportamenti ….

    Dolcissima sia questa giornata Key…
    Un caro saluto
    Michelle

  33. quanta dolcezza e calore!!
    e nell'abbraccio dei dolci ricordi mi lascio cullare, augurandoti una dolce notte ed un felice inizio settimana, caro scrittore mio preferito:))
    ^______^ bye**

  34. #75
    ventidiprimavera

    Quel mondo che dovrebbe… ma che spesso non è.
    A volte dimentichiamo il bambino che è in noi e a volte dimentichiamo il bambino che ha bisogno di noi.
    Un sorriso per la tua serata.
    ^_______^

  35. Assomiglia molto ad un racconto di Rodari, lo stile quasi identico che si avvicina molto alla poesia, vi si leggono anche delle frasi rimate, una musicalità straordinaria.
    Solo un cuore fanciullo può scrivere una favola, può immergersi nel fantastico attraverrso una fantasia soave e bella .

  36. #93
    alessandra62

    Troppo buona. Mi hai scritto un carico di elogi in un solo commento. In realtà, come ho già scritto, io la penso come sosteneva Michelangelo: non si costruisce nulla, le cose hanno già dentro la loro anima, si tratta solo di tirarla fuori. Il Clown è personaggio che ben si adatta a questo tipo di narrativa ed ha ormai un suo modo di esistere indipendente.
    Un sorriso per una lieta serata a te.
    ^_________^

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