Il giorno in cui il cielo cadde nella neve


Lo slittino procedeva a velocità sostenuta falciando le corsie immerse nella neve, la stessa che i Siberian Husky aggredivano con consumata abilità macinando chilometri su chilometri. Eppure, quel mattino, i cani si dimostrarono più nervosi del solito. Quasi a volersi allontanare dal paesaggio incantanto, senza approfittare nemmeno della consueta pausa di riposo che il conducente dispensava loro ad ogni corsa. Il musher aveva la massima cura dei suoi Siberian Husky. Sapeva di doversi affidare ai suoi amici a quattro zampe e amava ricambiare tale responsabilità con il più profondo rispetto. Era un uomo dalla indole sportiva, ma anche di una certa cultura; aveva studiato a lungo il fenomeno, partendo dalla mitologia nordica, secondo cui, si narrava, le valchirie rivestite di splendide armature riflettenti, cavalcavano nel cielo dando origine all’aurora boreale. Il musher si era informato per mesi e, stando alle notizie raccolte, c’erano fortissime probabilità che quel giorno avrebbe veduto uno dei fenomeni più affascinanti esistenti in natura. L’eccitazione era a mille, e i fedeli alleati di sempre, i suoi amici a quattro zampe, in quell’occasione non gli furono di particolare aiuto. Giunse imprevista; un momento prima stava guidando la slitta, un momento dopo una coltre immensa di bianco stava riversandosi sopra di lui. Per la prima volta da quando correva, il musher era stato tradito dalla neve stessa. Dove era finita la sua slitta? dove erano finiti i suoi cani? Attorno avvertiva soltanto un forte e opprimente freddo; il cielo era sparito. Non c’erano più i riflessi verdastri che in lontananza gli promettevano la prima aurora della sua vita vista da vicino, si rovesciarono in pochi istanti; sottosopra. In un vortice circolare. La slavina rubò il verde e l’azzurro, lasciando al loro posto un globale e gelido nero.
Era ancora vivo e cosciente? supponeva di si. Ma doveva fare qualcosa. Doveva riuscire a liberarsi da quell’abbraccio stretto e pastosamente cedevole. Cercò di muoversi, ma gli sembrava di stare per affogare dentro delle bianche (immaginava, poichè ai suoi occhi compariva solo una tonalità scura simile all’inchiostro di seppia) sabbie mobili. Non riusciva a fare il minimo progresso. Da quanto stava ormai là sotto? un minuto? un’ora? una vita? il senso delle cose perdeva via via significato. Così come la sua lucidità. Presto non avrebbe potuto fare più nulla.
«Ehi… ehi… ehi…».
Sentiva la voce. Un suono per nulla familiare. Come poteva parlare se aveva la neve dentro la bocca? Poi, in uno degli ultimi barlumi di presenza, comprese; non si trattava della sua voce. C’era qualcuno là fuori. «Ehi… ehi… ehi… mi puoi sentire?» ripetè la voce estranea. Poi sentì anche altro. Rumori. Un mulinello continuo. Anzi, più di uno. Qualcuno. Qualcosa. Stavano scavando. Dapprima cominciò a filtrare un debole foro bianco. Quindi il foro prese ad allargarsi. C’erano mani. C’erano zampe. I Siberian Husky lo stavano liberando aiutando lo sconosciuto soccorritore. «Mi senti?… mi puoi sentire? coraggio, sei in salvo, adesso, coraggio…». La voce, collegata a un volto mai visto ma dai lineamenti sereni e rassicuranti, si smorzò in uno sforzo; lo stava tirando fuori dalla slavina. «È una fortuna che io stessi passando di qui per andare ad Aspen…» borbottò l’uomo mentre, freneticamente, cercava con le mani, ora libere dai guanti, di scuotere il musher. I cani presero a leccargli il viso e soltanto allora iniziò a mugugnare ricordandosi di essere vivo. «Sia benedetto il cielo! come ti senti? puoi muoverti?» sopra di loro, finalmente, l’aurora boreale tratteggiò la cupola terrestre con sfumature degne di un quadro visionario «questo… questo è il giorno in cui il cielo è caduto nella neve… è vero?». Padre Wallace gli rispose con un sorriso e lo aiutò a rialzarsi.

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Autore testi: Keypaxx © Copyright 2006-2012. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “White huskies dog sledding” Martin Male.

76 risposte a “Il giorno in cui il cielo cadde nella neve

  1. ****************************************************************************************************
    Quello che avete letto è un brano che, per tematiche e atmosfere, si ricollega
    strettamente al mio libro Fiori nella Neve.
    Non è però un pezzo tratto dal romanzo; ma uno scritto che vuole avvicinare al romanzo.
    Chi ha letto il libro ne trarrà perciò sensazioni familiari.
    Chi non ha ancora letto il libro ne troverà una sorta di prologo.
    Non cercatelo in libreria; non è disponibile.
    Salvo ordinazione (che però sconsiglio vivamente, causa difficoltà di reperibilità).
    È invece assolutamente disponibile mezzo ordinazione ON LINE.
    Il mio romanzo Fiori nella Neve è acquistabile presso questo link.
    Aiutate un esordiente ad affermarsi; spetta solo alla vostra generosità.
    ****************************************************************************************************

    • @Donatella

      Ti ringrazio per l’apprezzamento che rivolgi alla mia scrittura e spero potrai continuare a trovarla stimolante.
      Un sorriso per una felice serata a te.
      ^____^

  2. Il musher è il conducente di una muta di cani da slitta. L’origine del nome deriva al fatto che, per far avanzare gli animali, il musher utilizza il termine inglese mush.
    (Fonte: Wikipedia)

  3. Attualmente la forma di mushing che trova più risonanza mediatica è la corsa con i cani da slitta, ma il mushing può essere praticato anche in forma non organizzata e non competitiva, come semplice attività ricreativa all’aria aperta.
    (Fonte: Wikipedia)

  4. Fammi capire: dici che questi racconti sono un prologo, un collegamento al tuo libro e fin qui ci siamo. Non t’è mai venuto in mente di raccoglierli tutti in una specie di diario? Potresti chiamarlo “Giorni sulla neve” oppure “incontri sulla neve”. Quelli che hai scritto finora sono magici, sicuramente lo saranno anche i prossimi, perchè ne scriverai altri, vero?
    Non saprei che commento fare, ogni parola è superflua, quando si riesce con la magia delle parole a dare a chi legge l’impressione di vivere l’avventura raccontata, come se un raggio magico ci avesse trasportato là, bè direi che rimane poco da dire, se non….a quando il prossimo racconto?
    Dai Paxxino, noi s’aspetta fiduciosi…..

    • @suzieq11

      I racconti collegati a questo tag (fiori nella neve), come anticipai all’inizio, sono cinque. Quello che hai appena letto è il quarto, quindi il penultimo di questo ciclo.
      L’intenzione non dichiarata, oltre a quelle che hai rammentato tu, era quella di costruire una sorta di microcosmo che ruotasse attorno ad Aspen, il paesino montano del mio romanzo.
      Sulla falsariga del Sin City di Frank Miller (in una fantasia surreale, visto che non posso paragonarmi a Miller e le tematiche trattate sono ben diverse, Sin City potrebbe rappresentare l’inferno, la mia Aspen il paradiso).
      Sono felice che ti abbia restituito le atmosfere che hai trovato nel romanzo.
      L’idea del diario è buona e potrei anche pensarci, in un futuro prossimo.
      Ma sarebbe sensata se il mio romanzo raccogliesse un bacino di utenza più ampio di quanto non abbia sinora raccolto.
      Però, senza fare della inutile retorica trita e ritrita, finchè chi ne viene a conoscenza, grazie anche a questo blog, e scrive un “lo comprerò” senza poi concretizzare quanto promette, come è successo già varie volte, ignorando persino il passaparola ampiamente positivo di chi lo ha letto e commentato (come riportato qui a destra nella colonnina e su ibs.it), che altro posso scrivere?
      Terrò comunque a mente il tuo suggerimento.
      😉

  5. L’aurora polare, spesso denominata aurora boreale o australe a seconda dell’emisfero in cui si verifica, è un fenomeno ottico dell’atmosfera terrestre caratterizzato principalmente da bande luminose di colore rosso-verde-azzurro, detti archi aurorali.
    (Fonte: Wikipedia)

    • @monicamarghetti

      Certamente il pensiero condiviso è profondo e affettuoso.
      Manca comunque ancora un solo breve racconto alla conclusione di questo ciclo.
      Grazie, Monichella.
      Smuackkkk
      *______*

    • @monicamarghetti

      Per ora continuerò a pubblicare e a scrivere.
      Certo, ogni tanto mi piacerebbe ricevere l’eredità di un ricco zio lontano che mi permettesse di dedicarmi di più alla scrittura.
      😉
      Daidai, torna dunque! i giorni non son ancora passati?
      *_____*

  6. Immagino la gioia dei cani nel ritrovare il loro padrone…. so cosa significhi per loro perdere il loro punto di riferimento Sai Key, mi manca molto avere “del pelo” per casa … forse prima o poi… chissà!

    • @johakim81

      Il comportamento di questi quadrupedi, specialmente quando condividono le nostre case o luoghi a esse molto vicini, sono spesso spiazzanti, nel loro legame stabilito con gli uomini.
      In anni recenti, la compagnia “canina” si è diffusa molto, nelle abitudini.
      Sono certo che, presto o tardi, rinnoverai i suoi benefici.
      Un sorriso per una felice giornata a te.
      ^_____^

    • Si può dire che questa settimana inizia nel peggiore dei modi?… Ma si!
      Speriamo che tutto rientri e che nessuno più debba soffrire.
      Un abbraccio
      Joh

    • @johakim81

      Un fine settimana da lasciare al più presto alle spalle.
      Auspichiamo che la situazione generale si normalizzi, i problemi da affrontare sono già molti. Senza bisogno di follie umane o di cataclismi naturali.
      Un sorriso per un sereno giorno a te.
      ^____^

  7. Incantevole…
    come sempre!!!
    Grazie per condividere con noi questa nuova avventura…
    e grazie anche per le tue profonde considerazioni, Alberto, potremmo mai cambiare il Mondo? Penso che se ci fossero più persone “ai vertici” con questo tipo di sensibilità…
    Poi mi accorgo che però tutto ruota attorno a degli ideali materiali…
    Un abbraccio immenso, in serenità :-)claudine

    • @Giovannoni Claudine

      Temo che per governare ai vertici occorra una personalità fortemente impermeabile ai problemi della gente comune. È triste ammetterlo, ma la cronaca attuale insegna. Le persone che veramente potrebbero muoversi per favorire gli svantaggiati, sempre più numerosi, non hanno accesso alla politica; ormai casta consolidata e aberrante che non merita nemmeno una piccola parte dei privilegi di cui gode.
      Dobbiamo aggrapparci alla speranza e alla volontà di desiderare, e inseguire, un cambiamento radicale e reale dove i beni materiali, ma soprattutto quelli di prima sopravvivenza, siano davvero alla portata dei più e non dei pochi.
      Ti ringrazio per l’apprezzamento al mio scritto.
      Un sorriso per una serena giornata a te.
      ^_____^

  8. Il fenomeno è causato dall’interazione di particelle cariche (protoni ed elettroni) di origine solare (vento solare) con la ionosfera terrestre (atmosfera tra i 100–500 km). Tali particelle eccitano gli atomi dell’atmosfera che diseccitandosi in seguito emettono luce di varie lunghezze d’onda.
    (Fonte: Wikipedia)

  9. Un bel premio quell’aurora boreale per chi stava finendo soffocato dalla neve. Deve’essere una’esperienza terribile, ed è una gran fortuna salvarsi. Molto bello il racconto, scritto col tuo solito magnifico stile. Un caro saluto

    • @rossella

      Salvarsi di fronte a un cataclisma naturale è sempre una grande fortuna. E, ancora una volta, la natura dimostra come sia capace di togliere e di dare al tempo stesso. Alla fine dipende sempre dall’uomo riuscire ad affrontarla nella giusta direzione.
      Un sorriso per una felice giornata a te.
      ^____^

  10. Buon pomerigio Key, il titolo vale già tutto il racconto (per me).
    Il seguito è ricco di “atmosfere” non solo climatiche ma sopratutto poetiche.
    Sei molto bravo e per nulla scontato
    Con i miei tempi…ti seguirò
    Ti lascio a una lieta e serena sera
    Gina

    • @sonoqui

      Ti ringrazio per l’apprezzamento al mio scritto.
      Cerco di scrivere, ovviamente non sempre è possibile ma mi sforzo affinchè sia così, situazioni originali e/o con chiavi di lettura particolari.
      Un sorriso per una felice giornata a te.
      ^____^

  11. Le aurore visibili ad occhio nudo sono prodotte dagli elettroni, mentre quelle di protoni possono essere osservate solo con l’ausilio di particolari strumenti, sia da terra sia dallo spazio.
    (Fonte: Wikipedia)

  12. il titolo è una poesia. E anche un filo d’arianna che ci conduce lungo il bellissimo racconto: quasi mistico, secondo me. In bilico fra terra e cielo, fra vita e morte…
    Baci

    • @theallamente

      Si, il termine “mistico” lo gradisco molto. Anche perchè, personalmente, è quanto cerco di inserire, come anima, dentro questo ciclo di racconti.
      Un sorriso per una felice giornata a te.
      ^____^

  13. Ciao key
    Ho letto il commento di Diemme indirizzato a te ma che è entrato anche nelle notifiche del mio blog. Notando che qualche altro avviso di post continuava ad arrivare, sono tornata alla pagina commenti. Ho cliccato su impostazione.
    In essa c’è l’istruzione blok emails, con la frase specifica: blocca tutti gli aggiornamenti via email di blog che stai seguendo su wordpress.com

    Questa operazione non l’avevo vista, ma sono in dubbio se seguirla, sempre perché non vorrei isolarmi dagli amici in entrata nel mio blog?!?!?

    Ps. Quando imposto il commento nei blog, continua ad apparire la richiesta di Avviso…
    Tornerò con calma a leggere il tuo nuovo post.
    Buon pomeriggio

    • @49mimosa

      Come ho scritto da te, il problema, per quanto posso vedere io, mi sembra risolto.
      Se così non fosse ti invito a contattare nuovamente il solito forum che ti ho linkato in precedenza.
      Sicuramente sapranno risolvere i tuoi crucci.
      E, successivamente se ne ritieni il caso, indicare la soluzione.
      Come ho scritto, la discussione sicuramente utile, è adatta ad un forum.
      Non al mio blog.
      Grazie.

    • @49mimosa

      Grazie. È lo stile che ho cercato di perfezionare per questo ciclo di racconti, ormai giunti alla loro penultima pubblicazione sul blog.
      Un rinnovato sereno fine settimana a te.
      ^___^

  14. Le aurore sono più intense e frequenti durante periodi di intensa attività solare, periodi in cui il campo magnetico interplanetario può presentare notevoli variazioni in intensità e direzione, aumentando la possibilità di un accoppiamento (riconnessione magnetica) con il campo magnetico terrestre.
    (Fonte: Wikipedia)

  15. Poverino che brutta avventura! Per una persona come me, che odia la neve, e il massimo di atrocità che possa capitare essere sommersi da una slavina.

    Un sorriso Key. Tornerò presto per leggerti ancora.

  16. L’origine dell’aurora si trova a 149 milioni di km dalla Terra, cioè sul Sole. La comparsa di un grande gruppo di macchie solari è la prima avvisaglia di una attività espulsiva di massa coronale intensa.
    (Fonte: Wikipedia)

    • @Teresa

      Ti ringrazio per il generoso giudizio con cui commenti il mio breve racconto.
      Sono storie che seguono un filone particolare. Quello delle atmosfere rarefatte e della vita tra le cime innevate.
      Un sorriso per un sereno giorno a te.
      ^____^

  17. La forma di un’aurora polare è molto varia. Archi e brillanti raggi di luce iniziano a 100 km sopra la superficie terrestre e si estendono verso l’alto lungo il campo magnetico, per centinaia di chilometri.
    (Fonte: Wikipedia)

  18. … questo è il giorno in cui il cielo è caduto nella neve… è vero?…
    Bel post e come sempre pieno di pathos. Deve essere terribile rimanere sepolti dalla neve e pensare di non farcela. Ma anche questa volta il nostro eroe si è salvato. Complici i suoi cani e una buona dose di fortuna.
    Anche io, come tu sai, ritengo tu sia un abile scrittore. Ho divorato il tuo libro che consiglio caldamente a chi ancora non lo ha letto.
    In attesa del tuo prossimo post ti auguro una buona domenica compagno di compleanno.

    • @Stefy71

      Ti ringrazio per l’apprezzamento al breve racconto e per il calore con cui sponsorizzi il mio romanzo, compagna di compleanno.
      Se fosse vero che con il passaparola i libri raggiungono vendite ragguardevoli, grazie anche al tuo, oggi probabilmente sarebbe un vero best seller.
      Un sorriso per un sereno inizio di settimana a te.
      ^_____^

  19. Gli archi possono essere molto sottili, anche solo 100 metri, pur estendendosi da orizzonte ad orizzonte. Possono essere quasi immobili e poi, come se una mano fosse passata su una lunga tenda, iniziare a muoversi e torcersi. Dopo la mezzanotte, l’aurora può prendere una forma a macchie e ognuna delle macchie spesso lampeggia più o meno ogni 10 secondi fino all’alba.
    (Fonte: Wikipedia)

    • @luisa

      Prego. Sono lieto che il mio racconto, ambientato tra le atmosfere del mio romanzo, sia stato di tuo gradimento.
      Un sorriso per una felice giornata a te.
      ^___^

  20. speriamo sempre in un finale gioioso…sereno…e quando il cielo è vicino all’uomo non può che essere così…
    ho immaginato il buio e poi la luce…come sentire davvero la vita dentro di se…
    è una giornata strana…un abbraccio…
    a presto

    • @lellamonella

      La chiave di lettura che utilizzi per il mio breve racconto è plausibile;
      veniamo inghiottiti… per poi tornare alla… vita.
      E non vi può essere felicità maggiore.
      Un sorriso per una serena giornata a te.
      ^____^

  21. La maggior parte della luce visibile in un’aurora è di un giallo verdognolo, ma a volte i raggi possono diventare rossi in cima e lungo il bordo inferiore. In occasioni molto rare, la luce del sole può colpire la parte superiore dei raggi creando un debole colore blu. Ancora più raramente (una volta ogni 10 anni o più) l’aurora può essere rosso sangue da cima a fondo.
    (Fonte: Wikipedia)

  22. woowww…..senza parole! eccezionale, complimenti!
    il libro merita davvero di esser letto e questi racconti poi riportano a quella bellissima atmosfera di Aspen:))
    dolce notte, scrittore mio preferito, e sogni d’oro**
    ^_____^

  23. Oltre a produrre luce, le particelle energetiche che formano l’aurora portano calore. Questo è dissipato come radiazione infrarossa o trasportato via dai forti venti dell’alta atmosfera.
    (Fonte: Wikipedia)

  24. A volte, durante l’apparizione di un’aurora, si possono udire suoni che somigliano a sibili. Si tratta di suoni elettrofonici, un fenomeno che si può manifestare, sebbene molto più raramente, anche durante l’apparizione di bolidi.
    (Fonte: Wikipedia)

    • @maria allo

      Grazie. Spetta solo a voi amici che lo avete letto permetterne la sua diffusione per mezzo di un insostituibile passaparola.
      Un sorriso per una felice serata a te.
      ^_____^

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