Il giorno di Flash


Quando suona la sveglia mi trova ancora immersa nel sonno più profondo. Non riesco mai ad alzarmi dal letto al primo avviso, al contrario, giro la testa dalla parte opposta del cuscino e fingo che il mattino sia ancora perduto nelle valli d’ebano della notte.
Poi arriva il secondo suono e mugolando contro quelle note stridule e ripetitive inizio a sollevare le palpebre, solo pochi istanti, prima di ridurle a due piccolissime fessure che mi permettono di raggiungere a tastoni il bagno vicino. È il momento di svegliarsi davvero, mi bagno il viso con dell’acqua più tiepida che fredda e, lentamente, scivolo verso la cucina. Latte e caffè caldo con delle fette biscottate hanno il compito di darmi le prime energie per affrontare la giornata, la marmellata di more e il succo d’arancia hanno quello di rendermela più dolce. Mentre torno verso il bagno ripasso mentalmente i vestiti disponibili dentro il guardaroba e lotto con l’abbinamento dei colori. Poi penso alle scarpe (una vera passione) e mi perdo nelle decine di paia adatte agli abiti che ho quasi scelto (quasi, perchè so già che li cambierò prima ancora di indossarli).
Il trucco deve essere leggero; un’ombra sopra gli occhi e una striscia di rossetto sulle labbra (avrò altre occasioni per fare la modella). Quindi tocca all’attrezzatura da lavoro (e se la avessi preparata la sera prima non rischierei di arrivare tardi per il servizio), riempo la borsa con gli obiettivi e le batterie di scorta, infilo dentro anche alcuni filtri particolari che danno un tocco personale agli scatti. Il cellulare ha già ricevuto due chiamate raccolte dalla segreteria (sicuramente Sidney ha cercato di anticipare il mio… ritardo), a me basta digitare un sms a Peter prima di uscire e lasciarmi investire dal sole del mattino. Richiudo l’uscio di casa e mi preparo a salire sulla moto quando mi giunge il bip della risposta di Peter: “Ti amo”.
Una lacrima di commozione mi scende lungo la guancia destra.
“Una bella giornata… sarà sicuramente una bella giornata!”.

Autore testi: Keypaxx © Copyright 2006-2012. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Sandra Bullock” sconosciuto.

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70 risposte a “Il giorno di Flash

  1. Un risveglio descritto nei minimi particolari, la faticosa scelta dei vestiti, una giornata che inizia nei migliori dei modi, quel “ti amo” scritto ed il sole che già brilla nel cielo.

  2. a parte il “ti amo” di Peter mi sono riconosciuta al 100%, compresa la passione per le scarpe, le adoro proprio! Sono capace di spendere una follia per un paio di scarpe. Una punta di malinconia ci sta però, Gli anni di Flash non sono i miei, ma non fa niente, lo spirito resiste. E poi vuoi mettere, quanti possono permettersi il lusso di fare un lavoro che piace?
    Certo che sarà una bellissima giornata, anche se dovesse piovore.

    • @suzieq11

      In che senso non sono i tuoi? lei è troppo grande… o troppo piccola?
      Comunque poco importa. Gli anni sono soltanto uno stato transitorio. Quello che abbiamo dentro le nostre esistenze si rinnova e si affianca ad altre esistenze.
      Il “lusso”, invece, quello si; ai giorni nostri è proprio tale!
      😉

  3. questo racconto profuma di caffè e marmellata. Mi ha fatto venir voglia di tornare a casa e rituffarmi nel letto! Il mattino per me è uno dei momenti più belli della giornata :o)
    Un buon inizio settimana
    Joh

    • @ste

      Magari non proprio in queste mattine, con il caldo opprimente, ma rituffarsi nel letto nelle fresche mattine di inverno, potendolo fare… è di certo altra faccenda.
      Un sorriso per una serena giornata a te.
      ^_____^

  4. Image Hosted by ImageShack.us

    Lo Zen non spiega nulla e non analizza nulla. Semplicemente punta all’indietro, in modo diretto, alla nostra mente, perché possiamo risvegliarci.
    (Seung Sahn, The compass of Zen, 1997)

  5. Odio la sveglia del mattino e odio pure andare a lavorare. Una volta era tutto diverso, l’ambiente era simpatico e divertente, ora invece è un completo disastro. Sto imparando anche io a dire “lavoro per lo stipendio” o “ma quanto manca alla pensione???”. Ammiro tanto, invece, chi coltiva un sogno e lo trasforma in realtà. Forse queste ultime sono persone che “sanno” davvero vivere.

    • @Rosy

      Mi hai fatto tornare alla mente l’ultimo episodio di “Dr. House”. Dove lui, sconvolto da fantasmi personali che lo fanno pentire di quanto ha fatto nella vita, si lascia lentamente morire. Finchè, con un ultimo scatto di orgoglio, rialzandosi, dichiara “posso cambiare!”.
      😉

    • @Teresa

      Sarebbe grave se non ci fosse quel “piccolo dettaglio”, soffrirei di telepatia multipla.
      Felice che la lettura ti sia sempre gradita.
      Un sorriso per una lieta giornata.
      ^____^

  6. Lei è troppo piccola, cioè io ho già 42 anni. Però hai ragione sai? L’età è solo uno stato d’animo, e dovrei spiegarlo a mio marito che mi guarda con aria desolata quando mi vesto come un maschiaccio e mi arrampico sull’albero delle ciliegie.

    • @suzieq11

      Proprio sicura sicura…?
      “C’è chi me ne toglie dieci, chi me ne toglie più di quindici; sorrido con una punta di orgoglio e civetteria. Per nessuno porto gli anni che la carta di identità mi ricuce addosso.”
      (Flash in quegli anni – mercoledì 3 febbraio 2010).
      🙂

  7. La sveglia non mi sopporta perchè mi sveglio prima di lei… suona quando sono sotto la doccia a scaricare la batteria e le imprecazioni dei cari in casa…i vestiti all’ultimo momento vengono cambiati …e un ti amo, potrebbe essere mmm…mmm… perchè appena sveglia non parlo con nessuno…per connettere la bocca con il cervello ci metto un’oretta. :))) Ciao caro Key che Minosse vada via al più presto, uff…che caldo fa 🙂

    • @lunacrescente

      Io cammino per casa ad occhi chiusi per un buon quarto d’ora.
      Speriam che Minosse svanisca in fretta, ma mi sa che fino a domenica…
      Un sorriso per la giornata.
      ^____^

  8. …In vita mia non ho mai usato una sveglia, il solo pensiero di mette ansia, venir svegliata dai miei sonni profondi da quel suono improvviso…sarebbe uno shock! Ho la sveglia biologica, la mia mente sa quando è l’ora di alzarmi e lo faccio immediatamente, altrimenti riprendo sonno…
    Ho scoperto oggi il tuo blog, molto interessante…da seguire!

    • @nunziadaquale

      Sei fortunata. In molti casi, senza sveglia, le persone rimarrebbero per tutta la mattinata tra le braccia di Morfeo.
      Benvenuta a te tra le pagine del mio blog.
      ^___^

  9. Piccole grandi cose che rendono più dolce la nostra giornata…è bellissima la commozione provata per un sms con due semplici parole d’amore…un abbraccio e come sempre complimenti Pax, sei bravissimo

    • @Donatella

      Sono le cose apparentemente più semplici a rallegrarci la giornata veramente. Felice che il brano sia di tuo gradimento.
      Un sorriso per una lieta serata.
      ^____^

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    Si dica ciò che si vuole! Il momento più felice di chi è felice è quando si addormenta, come il momento più infelice di chi è infelice è quando si risveglia.
    (Arthur Schopenhauer, Nachlass, (postumo 1966/75)

  11. Buongiorno Key, non ho bisogno di sveglia per alzarmi, vivo in campagna e già
    all’alba è tutto un “sussurro “di canti (galli , merli e altre meraviglie piumate)
    Condivido con Flash solo il trucco leggero, e per la scelta degli abiti, mi infilo (soprattutto adesso che siamo in estate) pantaloncini e maglietta e dopo un caffè
    e succo di frutta, esco e passeggio tra la natura.
    Mi piace il Tuo stile, bravo
    Lieto giorno
    Gina

    • @sonoqui

      Conosco i pregi della campagna, vivendoci ormai da diversi anni.
      Ma preferisco non correr rischi; una sveglia ci vuole. Proprio per la sua incredibile atmosfera, al di fuori del caos cittadino, si rischia di non volersi nemmeno alzare, alla fine.
      Un sorriso per la tua giornata.
      ^_____^

  12. E beh sì, una giornata che inizia con un “Ti amo” di Peter, non potrà che essere una giornata speciale.
    Un sorriso Key, per una giornata speciale anche per te.
    Marilicia.

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    Ogni giorno ha il suo momento fatidico in cui viene messa a dura prova la forza di volontà di ognuno di noi, il momento in cui bisogna dimostrare a sé stessi se si possiede o meno valore, e che soltanto i più incoscienti o i dichiaratamente folli possono affrontare senza troppi tentennamenti: è il momento in cui bisogna alzarsi dal letto.
    (Giovanni Soriano, Finché c’è vita non c’è speranza, 2010)

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