Esdy5 • passo10di16 – Ama il Dio tuo

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Un momento prima di esplodere tutto il potere celato dentro il suo corpo, Esdy si svegliò. Riaprì gli occhi laboriosamente, come se un pesante macigno sostasse pigramente sopra le sue palpebre. Dove era finito il monaco contro cui si era scagliata? dove era finito Syano? e, soprattutto, cosa era accaduto a Sidhe? domande prive di ogni possibile risposta. I dubbi invece cominciarono a farsi strada; non si trovava dentro il monastero. E, forse, non si trovava più neppure al Grande Skellig. Le era accaduto qualcosa? magari un nuovo mancamento aveva costretto Syano a riportarla indietro? non lo sapeva. Ogni nuovo istante, da quando gli occhi ripresero a mostrarle l’esterno, veniva inesorabilmente scosso da nuovi quesiti. Era sopra un letto di quella che, a prima occhiata, poteva benissimo essere una camera d’ospedale; le pareti candide e neutre erano spoglie, vedeva una porta aperta, al di là del proprio letto. Nessuna finestra. La luce avvolgeva le pareti e proveniva da una lampada al neon al centro della camera stessa. Ma, particolare più inquietante di ogni altra cosa, Esdy era legata. Delle robuste fasce di cuoio le serravano i polsi, alle estemità delle quali, un anello metallico, le collegava alle sbarre del letto attraverso delle catene. Con i riflessi ancora vacui, resi inermi da un sonno probabilmente profondo a cui era stata strappata, vide la piccola telecamera fissata sopra la parete di fronte al letto; qualcuno la stava osservando. Stava desiderando di urlare, come quando si era lanciata contro Padre Ignazio. L’istinto le suggerì però il contrario. Doveva comprendere meglio la situazione. Capire prima come era arrivata dentro quel posto sconosciuto e perchè. Le costò molta fatica. La sua indole la spingeva a fare l’opposto. Ma gli insegnamenti ricevuti nel corso degli ultimi anni, e quelli trasmessi dal padre attraverso la fase onirica, le vennero in soccorso. Qualcuno l’aveva legata. Ma era stato fatto per ridurla all’impotenza o per evitare che fosse lei stessa a recare danno ad altri? Ancora domande. Non sapeva quale delle due ipotesi fosse però la peggiore. In quel mentre vide la ragazza. Per una frazione di secondo aveva creduto (sperato) fosse Sidhe. Ma non si trattava di una bambina. Semmai di una giovane donna, come il fascio di fioca luce stava suggerendo. Lo sguardo assente e strano. Non l’aveva mai vista prima, nonostante qualcosa, dentro di sè, le facesse pensare il contrario.
«Chi sei…?» chiese con voce impastata da un lungo sonno e, temeva, anche da altro «dove mi trovo…?».
La ragazza restava ferma, sulla soglia della porta aperta. Stringeva, tra le braccia e con forza quasi temendo di perderlo, un grosso orsacchiotto. Sollevò la mano destra, puntando l’indice in direzione di Esdy «me lo sono ripresa. Te lo avevo prestato. Ma non me lo ridavi indietro. È mio!» poi si dileguò.
«No! aspetta… devi dirmi… dirmi…» la giovane irlandese torse il busto per trarre maggior forza dalle sue stesse parole, e il fiato le si bloccò in gola nel vederlo. Appeso al muro, sulla sua sinistra, un po’ serpente e un po’ dragone, il simbolo del Basilisco.

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Autore testi: Keypaxx © Copyright 2006-2013. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “piper_perabo.jpg” sconosciuto
Nella ideale parte di Esdy ho scelto dal 2007 Piper Perabo.

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40 risposte a “Esdy5 • passo10di16 – Ama il Dio tuo


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  2. Nei bestiari e nelle leggende greche ed europee, il basilisco (dal greco βασιλίσκος basilískos, “piccolo re” da βασιλεύς basiléus, “re”; in latino rēgulus) è una creatura mitologica citata anche come “re dei serpenti”, che si narra abbia il potere di uccidere o pietrificare con un solo sguardo diretto negli occhi. (Wikipedia)

  3. Un decimo passo che è tutto avvolto dal mistero, particolari che la protagonista non riesce a mettere a fuoco e un finale che lascia anche il lettore, non solo la protagonista, con il fiato in gola.
    Grande, sai tenere l’attenzione sempre viva in questa maniera e aumentare la curiosità di sapere come proseguirà e cosa succederà. Bravissimo ^____^
    Ciao, Pat

    • @Patrizia M.

      Il punto di vista della protagonista è importantissimo, infatti. Una trama si dice riuscita quando il lettore apprende gli eventi solo, di pari passo, con il personaggio implicato negli stessi. Per cui la tua osservazione a riguardo rinfranca chi ha scritto il testo.
      Un sorriso per una felice serata.
      ^____^

    • @Stefy71

      Gli eventi han preso una piega differente, rispetto a quanto mostrato sino a questo punto, compagna di compleanno. Non rimane che fare il tifo per Esdy.
      😉
      Un sorriso per una felice serata a te.
      ^___^

    • @Donatella

      E chi può dirlo con esattezza? La cosa che sembrerebbe certa è il risveglio della protagonista, legata, in una camera sconosciuta. Da questo punto in poi teorie e supposizioni possono soltanto moltiplicarsi.
      Ti ringrazio per il tuo apprezzamento.
      Un sorriso per una felice serata.
      ^____^

  4. Alessandro Neckam fu il primo a riferire la teoria secondo la quale non era lo sguardo del basilisco a uccidere direttamente, ma la corruzione dell’aria che esso provocava (teoria sviluppata un secolo dopo da Pietro d’Abano). (Wikipedia)

  5. La leggenda del basilisco ha goduto di continui richiami nel tempo. Geoffrey Chaucer parla di una basilicok nelle Canterbury Tales. Leonardo da Vinci incluse un basilisco nel suo bestiario, citando la sua malvagità di nascondersi in alto sui rami e di fissare le sue vittime mentre appassiscono al suo sguardo. (Wikipedia)

  6. Anche nel Piemonte nord-orientale (Verbano, Cusio, Val d’Ossola …) il basilisco, localmente detto baselesc o re di biss, è una presenza abituale nelle leggende e nel folklore locale. (Wikipedia)

  7. Quello che temo maggiormente, è la malattia mentale, perché nulla è riconducibile alla logica. E qui non sappiamo se è realtà o una fantasia malata. Tutto può essere e tutto può accadere.
    Buon fine settimana…con tempo migliore!

    • @49mimosa

      Trattandosi della mente della protagonista, da sempre bersaglio di biechi individui, non è infatti semplice stabilire dove cominci la fantasia e dove abbia termine la realtà. Questa è però una delle peculiarità della serie.
      Un sorriso per un sereno fine settimana a te.
      ^___^

  8. I basilischi sono stati riutilizzati nei giochi, film, libri e romanzi fantasy moderni. Non è insolito trovare un basilisco nei bestiari dei giochi di ruolo come Dungeons & Dragons e Final Fantasy. Nella serie di Harry Potter il basilisco è un gigantesco serpente dallo sguardo mortale; il protagonista, Harry Potter, si batte con esso nel capitolo Harry Potter e la camera dei segreti. (Wikipedia)

  9. Il basilisco non è altro che un tipo di lucertola e come tale se ne sta al sole a scaldarsi e aspetta….che cosa aspetta?
    Aspetta che Paxxino si degni di darci notizie di Esdy e della figlia!
    Noi nell’attesa, faremo come i basilischi, ci sdraieremo al sole aspettando!

    Qui però di sole….nisba!

    • @sentimental

      Un viaggio. Nel percorso possiamo trovare tutto quello che ipotizzi; dal sogno, alla realtà, ai ricordi. Perchè, alla fine, ognuno di noi lo compie, passo dopo passo.
      Un sorriso per una felice serata a te.
      ^____^

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