Esdy5 • passo13di16 – Ama il Dio tuo

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«Si trova laggiù. Alla fine di questa serie di scale, il tuo amico.»
La rampa di gradini in pietra si dispiegava diversi metri più in basso. I primi erano crepati in vari punti, puntellati da sasso mancante che li bucava; come una nave ricoperta di falle e destinata a colare a picco. Ci si smarriva la vista a cercarne il fondo; un dirupo scuro inghiottiva la poca luce trattenendola in un abbraccio viscido e tetro. Anche il resto della struttura rimandava le identiche impressioni di decadenza. La camera alle spalle somigliava moltissimo a una modesta cella monastica. E, più procedeva lungo il complesso in pietra, più Esdy si convinceva di essere dentro il monastero del Grande Skellig. Ma dove era finito Syano? dove erano finiti i religiosi Padre Corintho, Padre Ignazio? però, in cima ad ogni altro interrogativo, desiderava ritrovare sua figlia.
«L’ho visto prima di venire da te. Era là sotto e si muoveva. Ho anche sentito che stava dicendo qualcosa. Ma io, là sotto, non ci voglio venire…» concluse Medea abbassando il volto. Difficile comprendere qualcosa di più dalle rivelazioni della ragazza. In un’altra situazione, Esdy si sarebbe comportata diversamente. Ma iniziava seriamente a dubitare dei suoi stessi sensi. Il sogno (se di sogno si trattava e, dati i suoi trascorsi, la definizione restava alquanto spinosa) si mischiava alla realtà. Aveva bisogno di stabilire dei punti fermi. Qualcosa da cui partire. E poteva venirne a capo soltanto confrontandosi con un’altra persona. Così prese la sola decisione possibile. Scendere.
«Ascoltami, Medea» disse, avvicinandosi al viso corrucciato «io devo andare là sotto. Se tu non vuoi venirci, va bene. Ma promettimi di aspettarmi qui; cercherò di tornare di sopra il prima possibile. Insieme al mio amico. Poi, in qualche modo, ce ne andremo. D’accordo?»
Attese un cenno affermativo da parte della sua liberatrice. Quindi, sospirando tra sè, le diede le spalle iniziando a scendere, con cautela, permettendo agli occhi di abituarsi alla parziale oscurità facendosi largo tra le ombre. Non le piaceva, l’istinto le suggeriva di girare i piedi e risalire per lasciare quel posto. Ma se il solo modo possibile di vederci chiaro e stabilire un contatto con un’altra persona era quello, sarebbe andata fino in fondo. Un paio di volte superò dei grossi massi che erano precipitati sopra i gradini, contribuendo a renderli pericolanti. Poi vide di sfuggita un paio di rapide forme scure attraversare la scala da parte a parte, per infilarsi dentro le crepe del muro adiacente. E scese ancora di più. La rampa sembrava destinata a perdersi direttamente nelle profondità della terra. Solo allora cominciò a sentire qualcuno lamentarsi. E vide anche il primo corpo. Quindi il secondo. Il terzo. Al quarto si portò una mano alla bocca per soffocare il proprio stupore e disappunto. Ogni corpo era rivestito da un lungo saio. Pur non distinguendo i loro connotati alla perfezione, per via dell’oscurità circostante, riusciva quasi a riconoscerli uno ad uno. Finchè non lo trovò: contro ogni possibile logica, si imbattè in Kelmith Radenstein, K-Rosso.

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Autore testi: Keypaxx © Copyright 2006-2013. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “scalinata_caposaldo_barricate.jpg” digilander.libero.it
Nella ideale parte di Esdy ho scelto dal 2007 Piper Perabo.

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42 risposte a “Esdy5 • passo13di16 – Ama il Dio tuo

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  2. MI LASCI SEMPRE CON L ANSIA DI COSA SEGUE OGNI TUO BRANO…OGNI ESPERIENZA E AVVENTURA DI LETTURA….SEI BRAVISSIMO MA CREDO CHE LO CONOSCA BENISSIMO 😉
    SERENO INIZIO DI MESE E BUONA DOMENICA DA UNA AMICA LONTANA…

  3. Una prigione sotterranea, chiamata anche segreta o oubliette, è una stanza o una cella in cui venivano tenuti i prigionieri, posta soprattutto sotto terra. Le prigioni sotterranee si trovano generalmente nei castelli medievali, anche se il loro collegamento alla pratica della tortura appartiene al periodo rinascimentale. (Wikipedia)

    • @Patrizia M.

      È corretto; ormai alla conclusione di questa quinta stagione manca poco. Ma, negli ultimi tre passi, ne leggeremo ancora delle belle.
      😉
      Un sorriso per una serena notte a te.
      ^___^

  4. Pochi dongioni normanni dei castelli inglesi contenevano prigioni, anche se erano più comuni in Scozia. La reclusione in prigione non era una punizione comune nel Medioevo, e quindi molti prigionieri erano solo in attesa del verdetto di una giuria, o dell’esecuzione capitale, o semplicemente per motivi politici. I prigionieri nobili non erano solitamente rinchiusi nelle prigioni, ma nelle confortevoli sale del castello. (Wikipedia)

  5. Wow! Sempre più intrigante e misterioso. Adesso nel profondo della terra, nel buio fitto, ombre e sensazioni, corpi e poi il grande finale. Sai sempre come tenerci con il fiato sospeso.

    • @Stefy71

      Una sorta di simbologia; nel profondo della terra per svelare trame che si snodano dalla superficie. Lì si consumerà l’atto finale della stagione, compagna di compleanno.
      Un sorriso per una serena notte a te.
      ^___^

  6. La Torre di Londra è una famosa prigione per detenuti politici, mentre il castello di Pontefract servì per rinchiudere Thomas di Lancaster (1322), Riccardo II d’Inghilterra (1400), Antonio Woodville (1483), Richard le Scrope, arcivescovo di York (1405), Giacomo I di Scozia (1405–1424) e Carlo, duca d’Orléans (1417–1430). (Wikipedia)

  7. La Medea ricorda una figura mitologica e confesso di essere andata subito su google per vedere chi fosse. E’ una tragedia di Euripide che non ricordo dove ho potuto studiare dato che ho fatto lo scientifico e di letteratura greca non ne ho fatto neanche un’infarinatura. Ottima scrittura, semplice, chiara, e soprattutto con la capacità di far apparire davanti agli occhi la scena narrata!

    • @Aida

      Un caloroso benvenuta a te tra le pagine del mio blog.
      Sì, questa particolarità di “mostrare la scena”, attribuitami da più parti, è una delle poche su cui non ho consciamente lavorato, ma che mi sono ritrovato cucita addosso senza nemmeno saperlo. La tua ricerca è un plus che gradisco molto; dietro ogni nome e ogni personaggio c’è infatti un significato particolare, frutto di un discreto lavoro.
      Ti ringrazio per i tuoi generosi apprezzamenti e spero mi farai sapere cosa ne pensi anche per l’evolversi del racconto.
      Un sorriso per una serena notte.
      ^____^

    • @luisa

      Esdy è un personaggio che ha sempre mostrato un coraggio superiore alle sue apparenti forze. E anche una robusta dose di temerarietà e incoscienza, in effetti.
      Un sorriso per una serena notte a te.
      ^___^

  8. La costruzione di camere adibite a prigione divenne più comune dopo il XII secolo, quando furono inserite nei corpi di guardia o nelle torri murarie. Alcuni castelli hanno grandi spazi per i prigionieri, come la torre della prigione del Castello di Caernarfon. I castelli di Alnwick Castle e Cockermouth, entrambi in Northumberland, avevano prigioni nei corpi di guardia con oubliette sotto di loro. (Wikipedia)

  9. Benché molte prigioni siano semplicemente stanze ad un piano con porte rinforzate o con accesso solo tramite botola nel pavimento della stanza soprastante, l’uso delle prigioni per la tortura le ha rese una potente metafora in vari contesti. (Wikipedia)

  10. Le “prigioni”, al plurale, fanno riferimento al complesso di celle e camere di tortura, tanto che il loro numero nei castelli viene sempre aumentato per catturare l’interesse dei turisti, mentre nel medioevo i detenuti erano tutt’altro che numerosi, concludendosi la prigionia in breve tempo con la condanna a morte ovvero (nel caso di detenuti politici) nella privazione del cibo. Molte delle stanze descritte come prigioni o oubliette erano in realtà magazzini, cisterne per l’acqua o addirittura latrine. (Wikipedia)

    • @franca

      Strano. Forse avevi qualche impostazione non molto corretta…
      Ad ogni modo l’importante è che sei riuscita a risolvere.
      😉
      Un sorriso per una felice serata.
      ^___^

  11. Un esempio di cosa potrebbe essere definito “oubliette” è una cella particolarmente claustrofobica delle prigioni della Torre di Cesare nel castello di Warwick, in Inghilterra centrale. La botola di accesso è una griglia in ferro. (Wikipedia)

  12. Il nemico sta facendo terra bruciata intorno ad Esdy… secondo me nulla di ciò che sta accadendo è casuale, ma obbedisce ad un preciso piano per isolarla e farla sentire debole. Bravissimo come sempre nel creare atmosfere mozzafiato e grande suspence. Alla prossima Pax, un abbraccio! ♥

    • @Donatella

      Siamo alle battute finali della quinta stagione, ormai. Per cui sicuramente la tua osservazione ha forti basi. Nel prossimo passo verrà rivelato il volto del vero nemico, responsabile di quanto accaduto sino a questo punto a Esdy. Inoltre ci sarà una scottante realtà che la protagonista sarà costretta ad accettare.
      Un sorriso per una serena giornata a te.
      ^____^

  13. Le oubliette e le prigioni erano un argomento preferenziale nei romanzi gotici o nei romanzi storici del XIX secolo, dove apparivano come simboli di tirannide e crudeltà, la vera antitesi dei valori illuministici di giustizia e libertà. (Wikipedia)

    • @giselzitrone

      Leider weiß ich nicht, und einige deutsche Übersetzung mit Google, in der Hoffnung verständlich sein.

      Die besten Wünsche an Sie für ein friedliches und glückliches Wochenende mit einem Lächeln.
      ^ ___ ^

    • @Saray

      Esdy è infatti un thriller di spionaggio. Anche se le contaminazioni sono numerose e passano attraverso action, dramma, fantascienza.
      Un sorriso per la giornata.
      ^___^

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