Esdy5 • passo14di16 – Ama il Dio tuo

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«Kelmith! stai bene? cosa è successo qui?» l’urgenza nelle parole assumeva un tono quasi disperato. Esdy doveva comprendere il perchè di quella assurda carneficina di religiosi. Ed era soltanto l’ultima di una serie di domande che la stavano dilaniando «non riesco più a capire nulla… tu dovresti… dovresti essere…».
Fu incapace di completare la frase.
«Trova un modo per liberarmi da qui. Devi riuscirci in fretta!»
L’agente K-Rosso stringeva le sbarre della sua cella fino a sbiancarsi le nocche delle mani. Nonostante la sua prigionia tentava di conservare la lucidità per entrambi.
«Troverò qualcosa per fare leva…» sentenziò la giovane di Rosslare iniziando a guardarsi intorno con frenesia. Ignorando i corpi senza vita sparsi ovunque. Alcuni, i più vicini, indossavano il saio dell’ordine. Ma altri, a qualche metro di distanza, la mimetica militare «aspettami qui; cercherò di tornare il prima possibile. Forse Medea potrà essermi utile e…»
«Cosa hai detto?»
«Ho detto che cercherò qualcosa per tirarti fuori e…»
«No. Il nome. Quale nome hai fatto?»
«… Medea…»
«Esdy, maledizione, devi dartela a gambe, subito. Non lasciare che quel dannato mostro ti si avvicini più di quanto deve aver già fatto! vattene. Se necessario a nuoto. Allontanati da quest’isola. Devi allertare il G2. Portare qui un’altra squadra!»
Il tono di Kelmith Radenstein era perentorio. Non lo aveva mai sentito parlare così. Sembrava quasi un’altra persona.
«Sei… sconvolto. La prigione, tutti questi… morti. Dammi solo qualche minuto; una volta fuori da questa cella, sono sicura, potremo cominciare a capire meglio…»
«Esdy, ti prego, ascoltami: sono perfettamente in me. Questo carnaio è proprio il frutto delle azioni di Medea. Ha l’aspetto di una ragazza con dei problemi mentali, ma è letale quanto una bomba innescata! Sei tu a non vedere al meglio le cose. Pensaci!»
Credere a una persona data per morta fino a pochi istanti prima, o credere alla persona che la aveva sciolta dalle catene? si sentiva tremendamente in dubbio. Medea poteva essere chiunque. Ma anche Kelmith stesso le sembrava una persona molto diversa da quanto rammentava. Di chi fidarsi?
«Non ti basta nemmeno questo, vero cagnetta?»
La terza voce spezzò il silenzio sceso tra i due. Era aspra, tagliente. Consumata da un livore superiore a quello della sua apparente età. Priva di ogni rimasuglio di finta innocenza. La ragazzina teneva in modo sgraziato, per una zampa, l’inanimato Aerico «me lo dovevo aspettare; se non ci è riuscita la tua finta figlioletta a farti risvegliare dentro, di certo non ci poteva riuscire il tuo povero amante. Beh, ho tentato!» Concluse Medea. Chinando la testa di lato. Con cattiveria e sarcasmo.
«“Finta figlioletta”? cosa stai…»
«Oh, certo. Non lo hai ancora capito. Tua figlia è svanita per il semplice motivo che… tu non hai nessuna figlia».

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Autore testi: Keypaxx © Copyright 2006-2013. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “orsacchiotto_in_mano.jpg” dreamsworld.it
Nella ideale parte di Esdy ho scelto dal 2007 Piper Perabo.

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44 risposte a “Esdy5 • passo14di16 – Ama il Dio tuo


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  2. Oh caspita che colpo di scena. Tu i colpi però li fai venire anche a me che ti leggo se fai delle sorprese di questo tipo. Wowww e ora che succederà . Bello bello mi piace tantissimo. Buon fine settimana carissimo !! Ciao, Pat ^_____^

  3. E adesso anche questa Medea? Cosa ne sarà delle palpitazioni dei tuoi affezionati lettori? Sempre suspance nei tuoi post. Ottima descrizione dei personaggi. Bravo compagno di compleanno.

  4. Medea è uno dei personaggi più celebri e controversi della mitologia greca. Il suo nome in greco significa “astuzie, scaltrezze”, infatti la tradizione la descrive come una maga dotata di poteri addirittura divini. (Wikipedia)

  5. noooo…..ma come? Che colpo di scena……. sei davvero bravissimo a fa tenere la tensione…..al prossimo capitolo 🙂 Buon fine settimana un caro saluto!

  6. Quando Giasone arriva in Colchide insieme agli Argonauti alla ricerca del Vello d’oro, capace di guarire le ferite, custodito da un feroce e terribile drago a conto di Eete, Medea se ne innamora perdutamente. E pur di aiutarlo a raggiungere il suo scopo giunge a uccidere il fratello Apsirto, spargendone i poveri resti dietro di sé dopo essersi imbarcata sulla nave Argo insieme a Giasone, divenuto suo sposo. (Wikipedia)

  7. Ovidio tratta del mito di Medea in due distinte opere: le Heroides e le Metamorfosi. Nel primo testo è la donna a parlare cercando di commuovere il marito, ma il racconto si interrompe prima del compimento della tragedia e il suo completamento è possibile al lettore solo attraverso la memoria letteraria. La Medea delle Metamorfosi è ben diversa: essa oscilla tra ratio e furor, mens e cupido, riprendendo, almeno in parte, la giovane tormentata dai rimorsi di Apollonio Rodio, divisa tra il padre e Giasone. Medea si dilania tra incertezza, paura, commozione e compassione. (Wikipedia)

    • @sentimental

      Ne mancano ancora due. E l’ultimo è di lunghezza leggermente superiore rispetto alla solita media.
      Un sorriso a te per l’inizio della settimana.
      ^___^

  8. Nella parte introduttiva Draconzio afferma di voler fondere tutti i motivi tipici del mito di Medea; lo fa invocando la Musa Melpomene e la Musa Calliope. Medea e Giasone appaiono tutti mossi dal destino e dalla volontà degli dei, legati come sono agli scontri tra Venere e Diana. Infatti la dea della caccia sentendosi tradita per il matrimonio della sua sacerdotessa scaglia una maledizione contro di lei, da cui si snoderà la morte del marito e dei figli. All’inizio Medea è descritta come una “virgo cruenta”, ma viene definita maga solo a verso 343. Caratteristica di questo racconto è che è la donna a rubare il vello d’oro donandolo poi a Giasone, che appare per tutta la narrazione una figura passiva. (Wikipedia)

    • @fausta68

      Ti ringrazio, spero in molti possano seguire il tuo esempio.
      Del resto questo eBook è per voi.
      Per chi scrive di apprezzare tanto questa serie e per chi, con magari qualche parola in meno, dimostra molti più fatti.
      Per cortesia, una volta letto, lascia anche la tua recensione su Amazon; le vostre parole hanno un effetto non soltanto di vero e proprio passaparola tra gli altri lettori ma, nel caso specifico, servono a far guadagnare qualche posizione in classifica.
      Un sorriso per un sereno inizio di settimana.
      ^_________^

  9. Di solito si crede che gli aerici siano abitanti invisibili nell’aria, sebbene talvolta assumano le sembianze di un umano; inoltre, sono ritenuti diffusori di gravi malattie, come peste e malaria. (Wikipedia)

  10. Non ha mai avuto una figlia? Difficile che una donna si confonda su questo…E tutti quei corpi…Non resta che aspettare gli ultimi due episodi per avere risposte alle domande.
    Che intreccio narrativo! Complimenti 🙂

  11. Medea (Μήδεια, Médeia) è una tragedia di Euripide, andata in scena per la prima volta ad Atene, alle Grandi Dionisie del 431 a.C. La tetralogia tragica di cui faceva parte comprendeva anche le tragedie perdute Filottete e Ditti, ed il dramma satiresco I mietitori. Benché l’opera sia considerata uno dei capolavori di Euripide, si classificò soltanto al terzo posto, dietro un’opera di Sofocle, vincitore, e di Euforione (figlio di Eschilo), secondo classificato, i cui titoli non ci sono stati tramandati. (Wikipedia)

    • @magda

      Sarà tutto più chiaro nel prossimo e penultimo passo.
      Certo, non è facile poi rammentare ogni singolo quesito, ma la stagione resta on line.
      Inoltre, come spero avrai notato insieme agli altri, c’è un’importante novità in fondo a questa quattordicesima parte.
      Un sorriso per la giornata.
      ^____^

  12. Medea, indubbiamente uno dei più grandi personaggi di Euripide. Fortemente emotiva e passionale, la donna esibisce un’ampia gamma di stati d’animo, che culminano negli omicidi della giovane sposa di Giasone e dei propri figli: atti caratterizzati sì da grande ferocia, ma non privi di dubbi e di tentazioni di desistere, talvolta manifestati nell’ambito della stessa scena, in un continuo alternarsi di propositi omicidi e di pentimenti. (Wikipedia)

  13. Torno a rileggere tutto dopo la lettura delle prime stagioni… sono sicura che questi ultimi episodi mi appariranno in una luce nuova.
    Intanto ho concluso la prima … ti confesso che ormai la sera non vedo l’ora di chiudermi col mio kobino a leggere Esdy 🙂 Un bacione

    • @Donatella

      Sì, la lettura digitale è molto comoda e, contrariamente a quanto si può pensare, se effettuata su un dispositivo come il Kindle o il Kobo – veri “eReader” e non “tablet” – l’esperienza è migliore e meno affaticante che sulla carta. Sono molto felice per il tuo rapporto con questo serial e spero possa offrirti ancora tante piacevoli ore di lettura sul tuo Kobo.
      Un sorriso per un sereno fine settimana.
      ^______^

  14. Le sfaccettature del personaggio sono insomma tante e tali che Medea può essere vista, di volta in volta, come feroce e vendicativa assassina, come vittima di pulsioni interne incontrollabili, o anche come moglie così addolorata per l’abbandono del marito da arrivare a perdere ogni raziocinio. (Wikipedia)

  15. La cosa che mi colpisce da questi racconti è che nella loro brevità hanno un nesso logico, come una scala. Parti dal primo gradino e tra dialoghi e descrizioni semplici ma lampanti si giunge al culmine dell’inaspettato. Quando qui , verso gli ultimi righi descrivi la voce della Medea, senza menzionarne il nome, il lettore sa in anticipo che è lei, perché qualche passo prima è stata anticipata dalla descrizione funesta del personaggio, narrata dietro un dialogo. Confrontandosi con te sono solo agli albori della mia scrittura!

    • @Aida

      È una struttura che sto portando avanti ormai da diversi anni (da inizio 2007), quella dei racconti a puntate. Sono brevi perchè è necessario che lo siano: chi naviga, difficilmente ha tempo per soffermarsi alla lettura di qualcosa che superi una o due cartelle editoriali, senza tralasciare il peso visivo del videolucido. Lo stile, per il blog, si è sviluppato su queste basi: attenzione e considerazione del visitatore. Tuttavia, come sostiene Stephen King (che personalmente ho iniziato a leggere solo un paio di anni dopo questa “corsa” on line, incuriosito dai continui paragoni); non esiste la bacchetta magica per scrivere capolavori, occorre solo sedersi e buttar giù 2000 parole al giorno.
      Un sorriso per la giornata.
      ^___^

    • Penso che oltre alla cultura ci voglia esperienza. E passione. Non conosco l’intera storia e ho iniziato a leggeri da poco, però già da qui posso immaginare qualche retroscena…

    • @Aida

      Certo. Scrivere, benchè da molte parti sottovalutato, è una delle arti più complesse e difficili che ci possano essere. Non basta saperla accordare, come le corde di una chitarra, e lavorarci sopra. Non basta nemmeno conoscerne le sfumature, come un dipinto, e miscelare con gusto i colori. Non basta saperla modulare, come il vocalist utilizza la voce, riuscendo a stimolare le emozioni con il canto. Scrivere è un insieme di tutto il resto, una amalgama. Però non basta nemmeno questo. Scrivere è, soprattutto, dolore e sacrificio e, principalmente, emotività; se riesci a inserirci ogni singola emozione che provi, se hai la fortuna di saper provare ogni singola emozione, allora riuscirai a mostrare qualcosa di perlomeno dignitoso.

    • Hai ragione. Sai, Stephen King non l’ho mai letto, per il semplice motivo che viene troppo pubblicizzato e la troppa pubblicità spesso denota una delusione fra le pagine dell’autore. Magari ci si aspetta chissà cosa, poi invece… Però se hai una penna simile alla sua dovrò ricredermi, anche se preferisco i blog ai libri…

    • @Aida

      Ahi, ahi… brutta cosa mi comunichi: i blog sono importanti sì, ma i libri sono insostituibili.
      Al limite puoi orientarti agli eBook: ottimale via di mezzo tra brossura e lettura videolucida.
      😉
      Lungi da me comunque pubblicizzare i libri di King: ha una macchina di promozione tale, e delle entrate proporzionali, che sarebbe come buttare una goccia d’acqua in mezzo al mare. Qui cerco di promuovere i libri scritti da me. Da autore indipendente non ho di sicuro nemmeno un miliardesimo dei mezzi suoi. Ovviamente senza paragoni. Benchè bravura e fortuna non sempre procedano di pari passo.
      Un sorriso per una serena giornata a te.
      ^____^

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