Lupi tra leggende e realtà

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In un romanzo, molteplici sono gli elementi di focus: dal personaggio principale della storia, all’ambiente circostante che caratterizza e condiziona lo svolgere stesso della trama, alle presenze del mondo animale. Nel caso di Luna senza Inverno, nonostante richiami più o meno velati – come, ad esempio, l’aquila – una parte fondamentale spetta al lupo. Si tratta di un animale totemico; capace cioè di portare sopra le proprie spalle una moltitudine di significati diversi. Secondo i mongoli è l’antenato di Gengis Khan, mentre i nordici lo associano a Tyr, il signore delle battaglie. In Etiopia, si narra, tra leggenda e verità, che esista una specie di lupi, dalla criniera rossiccia, talmente veloce, che quando corre sembra stia volando. Per gli indiani d’America, argomento strettamente legato a Luna senza Inverno, il lupo proviene dalla costellazione del Leone: la medesima responsabile della venuta degli antichi maestri che indottrinarono i primi nativi americani. Unità e famiglia – gli amerindi si chiamano, tra loro, “fratelli” -, caratteristiche predominanti nella natura del lupo, sono concetti molto radicati nei pellerossa. Quest’animale rappresenta la forza dell’inconscio, ma anche l’oscurità, dove albergano i mostri tenuti nascosti dalla nostra psiche. Incarna la conoscenza interiore ed conosciuto come “guardiano della grande porta”, l’aldilà. È fonte di notevole energia e aiuta a ritrovare la strada perduta. In Luna senza Inverno, l’ambiguità del lupo, peculiarità che appartiene spesso a quanto non conosciamo, è un gioco sottile: ne avvertiamo l’esistenza anche quando non appare. Anzi, probabilmente è proprio la sua assenza, il suo mostrarsi a sprazzi a renderlo ancora più importante. Di certo è basilare per Tami, mossa da ragioni differenti, ma incapace di ignorarne la figura. C’è una leggenda, attribuita agli amerindi, che da qualche tempo compare in rete. Riguarda la luna e i lupi:
In una calda notte di luglio di tanto tempo fa un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava a più non posso.
In cielo splendeva una sottile falce di luna che ogni tanto giocava a nascondersi dietro soffici trine di nuvole, o danzava tra esse, armoniosa e lieve.
Gli ululati del lupo erano lunghi, ripetuti, disperati. In breve arrivarono fino all’argentea regina della notte che, alquanto infastidita da tutto quel baccano, gli chiese:
– Cos’hai da urlare tanto? Perché non la smetti almeno per un po’?-
– Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto più piccolo della mia cucciolata. Sono disperato… aiutami! – rispose il lupo.
La luna, allora, cominciò lentamente a gonfiarsi. E si gonfio, si gonfiò, si gonfiò, fino a diventare una grossa, luminosissima palla.
– Guarda se riesci ora a ritrovare il tuo lupacchiotto – disse, dolcemente partecipe, al lupo in pena.
Il piccolo fu trovato, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio. Con un gran balzo il padre afferrò il figlio, lo strinse forte a sé, felice ed emozionato, ma non senza aver mille volte ringraziato la luna. Poi sparì tra il folto della vegetazione.
Per premiare la bontà della luna, le fate dei boschi le fecero un bellissimo regalo: ogni trenta giorni può ridiventare tonda, grossa, luminosa, e i cuccioli del mondo intero, alzando nella notte gli occhi al cielo, possono ammirarla in tutto il suo splendore.
I lupi lo sanno… E ululano festosi alla luna piena.

Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2014. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Iwolf” Jessica Tremp.

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60 risposte a “Lupi tra leggende e realtà


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    • @Stefy71

      Magari, compagna di compleanno. Ma il successo per gli autori semisconosciuti è fatto di numeri piccoli, ahimé.
      Anche se la speranza di vederlo apprezzato da un’utenza crescente c’è sempre.
      😉
      L’augurio per una felice serata a te.
      ^___^

    • @Sara Emotionally

      Lo conosco e ne ho letto diversi brani. In effetti, le argomentazioni possono, volendo, essere in qualche modo accostate.
      Una lettrice mi ha scritto che le ricorda invece, nella trama, La profezia della curandera, di Huarache Mamani Hernan.
      Gli elementi del mio romanzo si evolvono però in maniera del tutto differente, che spero potrà piacerti quando lo leggerai.
      Attendo con piacere le tue osservazioni.
      L’augurio per una lieta serata.
      ^____^

    • @Donatella

      L’idea è proprio quella: di offrire le numerose sfaccettature che costituiscono il background e l’anima del romanzo. Sono talmente tante che, pensa, qualcuna la scopro io stesso strada facendo.
      😀
      L’augurio per una solare giornata a te.
      ^_____^

    • @Patrizia M.

      In realtà, come ho anche riportato sopra, molti degli aspetti del romanzo spuntano fuori a posteriori: sono quelle parti inconscie che ho scritto mentre mi concentravo alla sua stesura.
      Spero mi farai conoscere la tua opinione dopo la lettura.
      🙂
      L’augurio per una serena giornata a te.
      ^____^

  2. La tenerezza dei genitori non ha limiti, lezione che gli animali insegnano agli uomini il più delle volte. La luna, il lupo, la solitudine, la gratitudine, la speranza…
    ciao Kay, un saluto

    • @Luisa

      La caratteristica dei nativi americani, di quelli almeno che rispettano le antiche tradizione tramandate da padre in figlio, è proprio quella di apprendere da ogni cosa che li circonda: animali, alberi, montagne… ogni elemento presente in natura ha qualcosa da dire.
      L’augurio per una serena giornata a te.
      ^___^

  3. Ad un amica che sul suo blog parlava di miti e leggende dei lupi, dico a te la stessa cosa io adoro i lupi mi affascinano. Certo non vorrei trovarmi davanti un branco affamato….. ad ogni modo un mio amico diciamo montanaro aveva un cucciolo di lupo (le lupa cane lui lupo vero poi sparito) era bellissimo aveva preso il meglio da entrambi. Hai cambiato…bene personalmente non amo wordpress lo trovo troppo complicato per i miei gusti preferisco blogger che è più intuiti e vado veloce. Buona fine settimana.

    • @edvige

      Non ho ben compreso il discorso relativo al mio “hai cambiato”: se ti riferisci al passaggio da Blogger a WordPress per questo Blog Keypaxx, in realtà non è mai avvenuto. Nel senso che la pagina su Blogger serve solo per indirizzare gli amici qui, su WordPress.
      La piattaforma precedente era invece Splinder, oggi defunta.
      Sono felice del tuo apprezzamento, e di quello della tua amica, verso i lupi.
      Felice serata a te.
      ^___^

  4. E’ una bella leggenda. Ricordo, quando da bambina abitavo in campagna, la presenza della luna era indispensabile per camminare di notte.
    Sempre in quel periodo, Il lupo era l’animale che spaventava soprattutto d’inverno e di notte, perché dalla montagna scendeva a valle in cerca di cibo.
    Ma…è storia lontana…!!
    Buon fine settimana

    • @49mimosa

      Come molti altri animali, i lupi emanano fascino e scatenano timore. Ma accade anche per gli uomini: ci sono quelli buoni e ci sono quelli cattivi.
      L’importante è riuscire a destreggiarsi tra gli uni e gli altri.
      L’augurio per una felice serata a te.
      ^__^

  5. Delicato, affascinante e coinvolgente, ci hai riportato alla essenza della vera umanità: tutti siamo parte con uguali e paritari diritti e doveri!
    Con fratello Lupo e sorella Luna dico: ” laudato sia oh mi’ Signore “!
    Felice week end … ^_____^

  6. Bellissima storia, non la conoscevo!
    Noi abbiamo avuto un lupo (madre lupa, padre pastore tedesco)… era adorabile, l’abbiamo portato alla casa di campagna, ma mio fratello ebbe problemi a gestirlo, mentre con il nonno e mio marito era ubbidiente. Ricordo ancora quando atterrò mio figlio di dieci anni mettendogli le zampe sopra le spalle per leccarlo in faccia e continuò anche a leccarlo mentre era disteso a terra… buon week-end ! Renata

    • @ontanoverde

      Gli animali sono imprevedibili, per quanto riguarda l’accettazione degli umani; con alcuni stringono amicizia subito, da altri diffidano. Talvolta è l’istinto a guidarli, altre volte l’olfatto e gli altri sensi. Ad esempio, se ti avvicini a un cane, dopo aver tenuto tra le braccia un gatto, la reazione potrebbe essere di rifiuto o, comunque, diffidenza.
      L’augurio per un sereno fine settimana a te.
      ^___^

    • @edvige

      No. La mia sola “migrazione”, da piattaforma a piattaforma, è stata da Splinder verso WordPress. E a causa di forza maggiore; perché quella piattaforma chiuse i battenti.
      😉

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