Una vita nella neve

fnn_racconto_spaccalegna
Lo spaccalegna riprese in mano la sua fedele compagna di lavoro. In tutti quegli anni, ed erano ormai tanti, non lo aveva mai tradito. Richiedeva una minima cura; di essere affilata prima di ogni nuovo utilizzo, a volte anche sgrassata e ripulita con uno straccio. Ma, il suo compito, lo svolgeva sempre con la medesima affidabilità. Non era come le persone che aveva conosciuto. Quelle andavano e venivano, come i cambi di stagione. L’ascia no; se sapevi da che parte prenderla poteva tenerti compagnia per un tempo incalcolabile. Una volta un nipote alla lontana, prima di abbandonare Aspen in cerca di un futuro altrove, gli aveva chiesto per quale motivo si ostinasse a rimandare la pensione. Lo spaccalegna non aveva risposto, si era limitato ad abbozzare un sorriso comprensivo, perlopiù una ferita a mezzaluna nella carne. Una tra le altre. La domanda non era inusuale; prima o poi incrociava sempre qualcuno che cercava di soddisfare la propria curiosità porgendogliela. A volte un visitatore di passaggio, altre un parente di cui ricordava a malapena l’esistenza. E la risposta era sempre la stessa. Diversamente non poteva essere; sapeva di apparire una specie di folle agli occhi delle persone. La schiena curva e dolorante, le mani callose e generose di cicatrici, il fiato sempre più corto; come altrimenti poteva sembrare se non una sorta di pazzoide? Ma, in fondo, quello era l’ultimo dei suoi pensieri. Che la gente pensasse di lui ciò che preferiva. Non erano tutti uguali, certo, qualcuno lo comprendeva (almeno in parte); si trattava però dei vecchi del paese. Quelli che lo avevano visto impugnare una scure appena raggiunta l’età per farlo. Quelli che sapevano l’avrebbe lasciata il giorno stesso in cui non sarebbe più potuto uscire di casa. Del resto per lui, sebbene l’età facesse presupporre il contrario, spaccare legna attorniato dalla neve era un impegno meno gravoso di quanto potesse sembrare. E, nei giorni più storti della sua esistenza, perché anche lo spaccalegna nonostante tutto ne aveva, amava pensare: “qualcuno dovrà pur farlo, no? Se non io, chi altri?” ma si trattava di quesiti pregni di retorica, atti a darsi una spinta qualora ne avvertisse il bisogno. In realtà amava il suo lavoro. Non si sarebbe allontanato da Aspen per nessuna ragione al mondo. La sua famiglia si era trasferita in quel luogo a causa dell’attività del padre, commerciante in legna. Il genitore era abile con le parole, lui lo era di più con le mani. Così aveva preferito spaccare la legna e delegarne la vendita a un cugino di quarto grado del padre. Naturalmente, trattandosi di un mestiere comunque legato al commercio, ogni tanto gli capitava, occasionalmente, di piazzarla a qualche acquirente. Caricava la slitta a motore con i pezzi già a misura e trainava il carico presso l’abitazione che ne faceva richiesta. Non era un aspetto che disprezzava, dopotutto.
Anzi, gli permetteva di mantenere il contatto con il resto della vallata, fuori dal perimetro della sua piccola bottega artigianale.
Batteva le piste più frequentate, seguendo le scie lasciate dagli pneumatici e dalle catene che pestavano la neve al centro delle strade. Qualche volta si doveva spingere anche oltre, salendo per colli ancora candidi, costringendo il piccolo motore della slitta a compiere autentici virtuosismi meccanici, attraversando le piste abituali degli stambecchi. Tra i compratori diretti ne contava almeno uno che attendeva con piacere. Arrivava spesso di primo mattino, prima di compiere gli abituali giri presso le case dei malati. E, quasi sempre, riusciva a sorprenderlo. Non era per quello che diceva, e neppure per quello che faceva. La sorpresa consisteva in un atteggiamento costantemente positivo verso la vita (lei, che di vite interrotte doveva averne contate molte). Tra le poche a non avergli mai chiesto per quanto tempo ancora si fosse dedicato a spaccar legna. Ed era lei, in questo caso, a regalargli un sorriso radioso. Si chiamava May Organa.
A ogni nuovo incontro, lo spaccalegna rinnovava con vigore il suo impegno. Dimenticando la schiena, le cicatrici, il fiato corto.

…Quello che hai letto non è un estratto del libro.
Capirai chi è May Organa solo su:

QUI > FIORI NELLA NEVE (brossura) < QUI

QUI > FIORI NELLA NEVE (eBook Kindle) < QUI

QUI > FIORI NELLA NEVE (eBook Kobo) < QUI

QUI > FIORI NELLA NEVE (eBook iTunes) < QUI

il mio primo libro: acquistalo 🙂

Autore testi: Keypaxx © Copyright 2006-2012. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Spaccalegna” ilgiornaledellarte.com.

Annunci

54 risposte a “Una vita nella neve

  1. ****************************************************************************************************
    Quello che avete letto è un brano che, per tematiche e atmosfere, si ricollega
    strettamente al mio libro Fiori nella Neve.
    Non è però un pezzo tratto dal romanzo; ma uno scritto che vuole avvicinare al romanzo.
    Chi ha letto il libro ne trarrà perciò sensazioni familiari.
    Chi non ha ancora letto il libro ne troverà una sorta di prologo.
    Non cercatelo in libreria; non è disponibile.
    Salvo ordinazione (che però sconsiglio vivamente, causa difficoltà di reperibilità).
    È invece assolutamente disponibile mezzo ordinazione ON LINE.
    Il mio romanzo Fiori nella Neve è acquistabile presso questo link.
    Oppure attraverso gli store ON LINE Amazon, Kobo, iTunes, Google Play per l’eBook
    Aiutate un emergente ad affermarsi; spetta solo alla vostra generosità.
    ****************************************************************************************************

  2. Bello questo racconto, sono affascinata dal lavoro dello spaccalegna. C’è vita, c’è duro lavoro, il contatto con la natura… e poi, quel motivo che lo induce a restare… Bellissimo compagno di compleanno. Leggerti mi arricchisce. Grazie.

    • @Stefy71

      È un contatto profondo, quello con la natura, da parte dello spaccalegna. Molto più di quanto si possa vedere in superficie, compagna di compleanno.
      Grazie a te.
      L’augurio per una serena giornata.
      ^___^

    • @Silvia

      Questo racconto fa parte della raccolta I racconti della neve, mai uscito in vendita. Messo a disposizione degli amici che ne facevano richiesta iscrivendosi alla newsletter di albertocamerra.com
      Riprende, infatti, le atmosfere del libro.
      L’augurio per una solare giornata a te.
      ^____^

  3. La neve pose una tovaglia silenziosa su tutto.
    Non si sente se non ciò che accade dentro casa.
    Mi avvolgo in una coperta e non penso neppure a pensare.
    Sento un piacere d’animale e vagamente penso,
    e m’addormento senza minor utilità
    di tutte le azioni del mondo.
    (Fernando Pessoa)

  4. Chiudo gli occhi, e sento il tocco gelido del cielo,
    sogno di riaprirli e di ritrovarmi in un piccolo paradiso,
    e lo sguardo ora si perde, in un candido paesaggio,
    non è l’immaginazione e’ il potere magico della neve,
    attutisce i rumori con il suo candido manto e mi regala..
    un piccolo minuscolo, straordinario sogno.
    (Stephen Littleword, Neve)

  5. “Grazie per la neve che sta scendendo. Mi è sempre piaciuta, ma adesso mi sembra proprio puntuale. Tempestiva. Porta pulizia. Porta bianco. Costringe all’attenzione. Ai tempi lunghi. Lima rumori e colori. Lima le bave dei sensi. Ce n’è bisogno. Ancora per un po’”.
    (La neve se ne frega di Luciano Ligabue)

  6. Ciao Key!
    Sicuramente un lavoro molto faticoso quello dello spaccalegna ma gratificante poterlo eseguire immerso nella natura,tutto gli “appartiene” perché ne usufruisce senza ostacolo alcuno e poi quel senso di libertà che lo appaga..
    Un sorriso per la sera ^——-^

    • @claudiaquaglia55

      Gli spazi aperti e la natura che circonda sono l’elemento naturale dello spaccalegna. Mestiere che ha perso molta della sua gestualità, a causa del progresso, ma che conserva ancora, comunque, la genuinità di un tempo passato.
      L’augurio per un solare fine settimana a te.
      ^____^

  7. La neve è una poesia. Una poesia che cade dalle nuvole in fiocchi bianchi e leggeri. Questa poesia arriva dalle labbra del cielo, dalla mano di Dio. Ha un nome. Un nome di un candore smagliante. Neve.
    (Maxence Fermine, Neve)

  8. Serena domenica 🙂
    La neve…che atmosfera magica crea! Anche se a volte, quando non si è in vacanza e si deve continuare la vita di tutti i giorni a fatica, diventa un problema… Ma è bella nonostante tutto!

  9. E quando mi parlerà
    di un cielo scuro, di un paesaggio bianco,
    ricorderò stelle che non ho visto, che lei guardava,
    e neve che nevicava nel suo cielo…
    (Pedro Salinas, La Voce a te dovuta)

  10. Sai scrivere bene. E io, che sono una profana, lo capisco dal fatto che quando leggo mi pare di essere proprio lì. Sai che per me assomigli fisicamente a Giorgio Faletti? te l’hanno mai detto?
    Una buona giornata e grazie per le tue visite

    • @Ale

      No, è la prima volta che mi accostano a Giorgio Faletti. Sicuramente è un onore; è stato un grande personaggio dello spettacolo e uno scrittore che ha venduto milioni di copie dei suoi romanzi.
      Non so se lo merito, ma ti ringrazio per il complimento.
      L’augurio per una lieta serata a te.
      ^___^

    • @65luna

      Non mi è chiaro cosa ti occorra, Luna…
      Scrivimelo con precisione, se vuoi anche in pvt per email, così potrò aiutarti.
      L’augurio per una serena giornata.
      ^___^

    • @65luna

      Commenti e recensioni ai libri sono importantissimi: aiutano l’autore a farsi conoscere presso lettori che non lo conoscono. Quindi la cosa migliore sarebbe scriverli presso lo store in cui si sono comprati i libri.
      Se hai comprato un mio libro o più di uno, sia in edizione cartacea e sia in edizione eBook, scrivi il tuo commento al link di acquisto.
      Se non ricordi come ritrovare il link, vai al mio Sito-Blog ufficiale: albertocamerra.com
      Apri la pagina del libro e risali al link (Amazon, Kobo, iTunes, ibs ecc.).
      Se, una volta scritto il commento, vuoi anche segnalarlo qui, ne sarò felice.
      Grazie.
      🙂

  11. Non può che incantare la figura dello spaccalegna…uomo che si spacca la schiena volentieri. La tua descrizione, come solito, è perfetta e coinvolgente e mi ha riportato ai miei genitori: padre artigiano e madre che lo seguiva…
    Commossa…!
    Buon fine settimana!

    • @49mimosa

      Sono figure che sono scolpite nel nostro immaginario. E, come tali, riescono a lambire i nostri ricordi: sono felice di avertene regalato uno tanto caro.
      L’augurio per una serena giornata.
      ^___^

  12. E’ come in un giorno di neve
    quando sei li, alla finestra, e cominci ad osservare lo scenario che hai dinnanzi ai tuoi occhi:
    tutto diventa rallentato, leggero, pulito, fermo, immacolato.
    (Anton Vanligt, mai troppo folle)

  13. Dal grigio della nebbia fitta fitta
    traspaiono cipressi
    ombre nere
    spugne di nebbia.
    E di lontano dondolando lento
    ne viene un suono di campana quasi spento.
    Più lontano lontano
    passa un treno mugghiando.
    (Aldo Palazzeschi, pastello del tedio)

  14. Avrei voluto non finisse mai questa lettura, si apre il cuore a tanta bellezza di pensiero.
    Davvero stimolante e piena di contorni armonici, decisi e sobri.
    Grazie caro Alberto!
    Buona domenica da Luci@

    • @Luci@

      In realtà non è la fine, ma il preludio. Le stesse atmosfere più approfondite, le trovi, come ho scritto, nel romanzo.
      Una serena domenica a te.
      ^___^

  15. Senti la neve contro i vetri della finestra, micino? Ha un suono così bello e delicato! Proprio come se qualcuno di fuori coprisse di baci tutta la finestra! Forse la neve ama gli alberi e i campi, se li bacia con tanta gentilezza!
    (Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie)

    • @Sentimental Blog

      È un mestiere duro, ma che mette l’uomo in stretto contatto con la sua stessa origine: la madre di tutto.
      Felice che sia stato di tuo gradimento.
      🙂

  16. «- Tempo di febbraio. Se non cade la neve d’inverno quando dovrebbe cadere? Sempre meglio che nevichi d’inverno piuttosto che d’estate, non trova?
    – Indubitabilmente. Ecco come bisogna prendere la vita. In effetti. Ma la vita, Bernard, la vita degli uomini, non è come il tempo. Da un certo momento in poi non smette più di nevicare».
    (Raymond Queneau, “Un rude inverno”)

  17. Dal cielo tutti gli Angeli
    videro i campi brulli
    senza fronde né fiori
    e lessero nel cuore dei fanciulli
    che amano le cose bianche.
    Scossero le ali stanche di volare
    e allora discese lieve lieve
    la fiorita neve.
    (Umberto Saba, Fior di neve)

  18. Lavoro duro quello dello spaccalegna, ma non per chi lo fa con passione e per vivere a contatto con la natura. Ottimo prologo, scritto decisamente bene.
    Buona nuova settimana, ciao

    • @ili6

      Grazie. È qualcosa di simile a un prologo. In effetti ce ne sono diversi altri: la maggior parte dei quali postati sul blog, sotto questo tag. Questi, più altri ancora inediti per il blog, sono raccolti in un eBook PDF che ho messo a disposizione per chi si iscrive alla newsletter di albertocamerra.com
      Un sereno inizio di settimana a te.
      ^__^

  19. Wow, ha davvero nevicato stanotte! Non è fantastico? Tutto ciò che era familiare è scomparso e il mondo sembra nuovo di zecca! Un nuovo anno… un nuovo inizio! E’ come avere una gigantesca pagina bianca su cui disegnare. Un giorno pieno di possibilità! E’ come un magico mondo, Hobbes, vecchio amico mio… andiamo ad esplorarlo!
    (Bill Watterson, E’ un magico mondo, Calvin & Hobbes)

    • @Viviana Re Fraschini

      Leggerò con immenso piacere le tue osservazioni e spero possa esserti di gradimento la lettura che hai da poco iniziato. Fiori nella Neve è stato il mio primo romanzo, ma ancora oggi mi stupisce per i positivi riscontri che riceve.
      Una radiosa giornata a te.
      ^____^

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...