L’uomo di carta e il Clown

uomo_carta

«Mi piace il tuo mondo. È un mondo fantastico e fiabesco, ricco di colori e di suoni. Pieno delle cose belle della vita, quelle che importano davvero, quelle che sanno di buono e di fresco. Domani… da domani voglio accompagnarti nel tuo cammino.»
Mi dice l’uomo di carta. È sincero nel suo rincorrere emozioni e nel carpire il profumo dei giorni giusti. Lui così composto, nella sua camicia bianca e nei suoi pantaloni scuri, nella sua cravatta con fermaglio laccato in argento, nei suoi occhiali spessi e alla moda. È sincero l’uomo di carta. Non ho motivo di dubitarne, è affascinato dalla mia vita di pagliaccio.
«Diritti e doveri. Sai, questo in fondo è la mia giornata; un insieme di diritti e doveri con un peso maggiore verso i secondi, naturalmente. Ho il dovere di lavorare nel mio ufficio grigio e chiuso. Ho il dovere di trascorrere la pausa pranzo con i colleghi della mensa, a parlare di quanto sia fedifrago lui o lei, l’altra o loro. Ho il dovere di tornare a casa ogni sera da mia moglie e di cercare di rassicurarla sulle prossime vacanze, sul mutuo che riusciremo di certo a estinguere. Ho il dovere di pensare a costruire una vera famiglia completa, di provare ad avere dei figli, di crescerli e farli studiare, di mandarli all’università e poi di vederli allontanarsi con un uomo o una donna. Ho tanti doveri, clown. Veramente tanti.»
L’uomo di carta continua il suo elenco. Ha una esistenza davvero piena, stando ad ascoltarlo. Potrei pensare che lui mi invidi. Invidia il mio costume, quello che sono, i miei capelli verdi e il mio naso buffo. Le mie scarpe troppo grandi e i miei pantaloni troppo gonfi di due o tre misure, le mie bretelle colorate sono abituate a sollevare pesi molto più leggeri dei suoi.
«Mi piace il tuo mondo. Domani… da domani voglio accompagnarti nel tuo cammino.»
E l’uomo di carta va a timbrare il suo cartellino, come ogni altro giorno di ogni altra stagione della sua vita. Domani tornerà e farà altre promesse. È sincero l’uomo di carta. Non ho motivo di dubitarne, è affascinato dalla mia vita di pagliaccio.

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Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2015. Tutti i diritti riservati.
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68 risposte a “L’uomo di carta e il Clown


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    ——————————- La scrittura della salamandra ——————————

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  2. L’uomo di carta ha voglia di scappare dalla routine, dall’essere praticamente diventato un manichino che fa sempre le stesse cose e giorno dopo giorno deve sopportare il peso di tante promesse fatti ad altri, mettendo se stesso in secondo piano. Beh che dire, a volte viene anche a me la voglia di seguire un clown, che sta a significare liberarsi dai guinzagli che la quotidianità ci mette al collo. Ovviamente il clown è visto come la libertà, ma pure lui alla fine ha il suo lato negativo della vita da sopportare, solo che non è conosciuto e allora lo si idealizza. Che dirti, mi sono fatta un bel viaggio mentale grazie al tuo breve racconto, me lo sono rigirato a mio piacimento, probabilmente stravolgendolo tutto, ma mi è piaciuto talmente tanto che mi è venuto spontaneo. Pardon ^___^
    Serena notte, Pat

    • @Patrizia M.

      Come scrivo spesso, non ci si deve preoccupare di stravolgere il senso di un racconto: così non è. Ogni scritto va percepito e interpretato a fronte della propria sensibilità ed esperienza di vita. Non sarebbe nemmeno corretto, da parte mia, indicare diversamente. Perché, una volta proposto uno scritto, il mio compito è finito. Tocca poi al lettore decifrarne, secondo un giudizio soggettivo, una sua personale chiave di lettura. Sicuramente però, posso confessare che trovo estremamente gradevoli le opinioni articolate come, in questo caso, la tua.
      L’augurio per un solare fine settimana.
      ^_____^

  3. L’uomo di carta siamo tutti noi…
    Tutti, in un modo o nell’altro ci sentiamo appesantiti, schiacciati dai nostri doveri. Chissà perché non riusciamo mai a cogliere tutti i piaceri, le piccole felicità che ci vengono regalate durante il giorno, durante tutta la vita. I doveri ci sembrano sempre troppi, sempre troppo invadenti.
    Ci lamentiamo della casa, del mutuo troppo lungo, troppo oneroso… In realtà siamo stati noi a scegliere quella casa, avremmo potuto essere felici ugualmente, vivendo una vita essenziale, con pochi oggetti, in una casa più piccola, senza mutuo o con uno più semplice da gestire…
    Il clown è invece nascosto nella parte più recondita di noi…
    Tutti vorremmo lasciare il lavoro, vivere d’avventura, viaggiare, far trascorrere la nostra vita con leggerezza. Pochi in realtà trovano il coraggio di farlo.
    La verità è che siamo tutti uomini di carta, e tutti abbiamo dentro un clown.

    Maira

    • @mairetta

      Sopra di noi si erge la società moderna. Il progresso. Il desiderare tutto e subito. Perché, cambiare prospettiva di vita, costa un indubbio sforzo: è un progetto a lungo termine, da costruire giorno per giorno. Il problema sorge quando osserviamo il progetto dalla prospettiva di partenza. In quel momento appare per quello che è: un sentiero tortuoso, con una conclusione lontana. Manca la volontà e la pazienza, soprattutto. Essere pazienti non è più virtù dell’uomo moderno che, di fatto, cede con la stessa facilità della carta.
      L’augurio per un solare fine settimana a te.
      ^_____^

    • @nella

      Sei molto gentile e generosa, ti ringrazio. Ho sempre pensato che è dalle piccole cose che possiamo costruire la felicità effimera del momento. Niente di meglio dello straordinario quotidiano, per partire.
      L’augurio per un sereno fine settimana a te.
      ^____^

  4. Questo scritto è geniale, e l’uomo di carta credo rispecchi tante persone al giorno d’oggi chiuse nella routine quotidiana con tante difficoltà e tanti sogni da realizzare… Chissà se il clown non sia in realtà un uomo di carta con una maschera sulla faccia? 😉

    • @audrey

      Ti ringrazio. È una citazione che amo molto e che ho utilizzato in un racconto di questa stessa serie. Questo è un personaggio che si presta particolarmente a una mia idea di scrittura.
      L’augurio per un solare fine settimana.
      ^___^

  5. Capisco l’uomo di carta assomiglia alle persone che ho incontrato che vivevano per il lavoro e non viceversa e che avebbero voluto cambiare ma in fondo avevano paura del cambiamento per quanto agognato ma anche, credo io, poca fiducia in se stessi.
    Il clown per come la vedo io è si libero però allo stesso tempo schiavo in fondo perchè è un clown dalle molte sfaccettature ma allo stesso tempo monotamente uguale.
    Bel racconto mi piace è un pezzo che rappresenta un pò lo specchio della vita.
    Buona fine settimana e un sorrisone grande ^_________^

    • @edvige

      Sono due, a mio avviso, gli elementi che mancano all’uomo moderno, nella maggior parte dei casi. Uno, come ho scritto in altro commento, è la pazienza. L’altro è il coraggio. Perché per cambiare occorre rischiare, e il rischio è un elemento che non tutti riescono ad affrontare. Meglio cullarsi nelle nostre, piccole, claudicanti, certezze.
      Ti ringrazio per l’apprezzamento del racconto.
      L’augurio per una serena domenica.
      ^____^

    • @Cle Reveries

      L’uomo di carta è molto più familiare di quanto possiamo pensare, in effetti. E non dobbiamo nemmeno vederlo come un demerito, o come un segno di vigliaccheria: in quanto è un ingranaggio delicato della nostra attuale società. Un ingranaggio, specie in questi ultimi anni, in profonda crisi di identità.
      L’augurio per una solare domenica a te.
      ^_____^

  6. Siamo tutti uomini di carta, schiacciati dai doveri e dalla routine,E se capita un guizzo clownesco, magari lo paghiamo a caro prezzo.

    Hai scritto un gran bel racconto con pennellate poetiche. Complimenti e sereno week end. Ciao :))

    • @ili6

      Certo. Il rischio, l’uscire dagli schemi, comporta sempre un alto prezzo. Resta da stabilire se il prezzo da pagare può essere o meno adeguato al risultato. A volte è così, altre volte no. È un discorso individuale che, per ironia, nel nostro tempo, così abituato a esaltare l’individualità, spaventa e atterrisce.
      Ti auguro una lieta e serena domenica.
      ^_____^

  7. La vita è fatta proprio così: di diritti e doveri. Forse più di doveri che di diritti, visto il momento difficile che stiamo attraversando.
    Significativo questo racconto. Mi è piaciuto molto!
    Buona domenica, Key!
    Marilicia.

    • @marilicia

      Concordo con te; questo è davvero un periodo contrastato per vari motivi. Ed è ancora più difficile uscire dagli schemi imposti nella nostra situazione, perché si tende ad aggrapparsi alle certezze raggiunte.
      L’augurio per una solare domenica a te.
      ^____^

  8. Come sempre sai toccare l’anima… in molti si riconosceranno nell’uomo di carta. La società ci impone regole e noi siamo schiavi del tempo, a volte di una marea di impegni che inconsciamente ci siamo voluti creare… per non pensare. Per paura di rimanere soli con noi stessi e sentire il peso di un’esistenza “piena” ma “vuota”. Bellissimo post che fa riflettere, compagno di compleanno.

    • @Stefy71

      Progresso e società sono la palude dell’uomo moderno: rischia di cadervi dentro a ogni passo, senza troppe possibilità di uscita. La cosa incredibile è la responsabilità, completa, delle proprie catene.
      L’augurio per una serena giornata, compagna di compleanno.
      ^____^

    • @Saray

      Io sono in vacanza “forzata” dal blog. Ma ogni tanto riesco a infilarmi, per fortuna.
      Spero tu abbia avuto un sereno rientro.
      L’augurio per un solare proseguimento.
      ^___^

    • @Sentimental Blog

      Verissimo. Sostenere la struttura della carta, per quanto possa apparire facile, è anche molto ostico: è fragile, di poca tenuta, si deteriora facilmente, non resiste ai rigori climatici, ingiallisce. Eppure, a volte se non spesso, è tutto quello che abbiamo.
      L’augurio per un solare proseguimento a te.
      ^_____^

  9. Bello, bello, bello. Mi piace moltissimo il tuo stile. Non prendere un fucile ma non ho ancora letto il tuo racconto. Le mie vacanze sono state itineranti, di viaggio, per cui ho deciso di non portare il kindle con me. Tornata a casa, sono stata sommersa come al solito da impegni, lavorativi e non. Giuro che la prossima lettura sarà il tuo racconto e poi immediatamente ti dirò cosa ne penso. Intanto, sono felice di essere tornata sulle tue pagine :-). Un abbraccio

    • @Ros

      Nessun fucile, ci mancherebbe! Sono certo che, se non lo hai ancora trovato, riuscirai a ritagliare un piccolo spazio per il mio racconto. E’ anche breve, non impegnativo quanto un romanzo, in termini di lunghezza.
      😉
      Spero che almeno le vacanze siano state una bella esperienza.
      Io mi auguro di riuscire a “tornare” in pianta stabile sul blog.
      L’augurio per un sereno proseguimento.
      ^____^

    • @ il barman del club

      La lettura, in effetti, funziona in ambo i sensi. Proprio perchè uno scrittore è anche lettore, se lo desidera. Ed è possibile anche il contrario. Leggere, un testo o un’esperienza di vita, sono sempre elementi che ci permettono di acquisire una nuova maturità.
      L’augurio per un sereno proseguimento a te.
      ^___^

    • @marilicia

      Siamo un po’ tutti uomini di carta. Per fortuna, a volte, possiamo anche essere dei clown. E’ il bello dell’esistenza: la possibilità di scegliere direzioni diverse e di trovare elementi di appagamento.
      L’augurio per un solare proseguimento a te.
      ^____^

  10. *****************************************************************************

    Un saluto e un ringraziamento a tutti.
    Ho purtroppo dei grossi problemi di linea che non mi permettono una navigazione accettabile. Spero di risolverli cambiando gestore ma, come saprete, occorrono svariati giorni e forse settimane, per farlo. Al momento riesco solo a scaricare (non sempre) la posta e a utilizzare un po’ Twitter. Il resto (blog, sito e altro) mi è quasi inaccessibile o richiede tempi ciclopici che non ho.
    Appena le cose si stabilizzeranno passerò sui blog di tutti gli amici.
    A presto.
    Un abbraccio.

    *****************************************************************************

  11. Bel racconto, significativo…..

    L’uomo di carta in realtà sta dormendo, è in un sonno profondo, che non gli permette di vedere la realtà, un sonno indotto da questa società consumista e materialista, che ci vuole tutti superproduttivi e superconsumatori…..l’abito di carta, un abito opaco e grigio, gliel’ha cucito addosso la società….un pezzetto di carta è il pregiudizio, un altro pezzetto sono i bisogni superflui, un altro i pensieri limitanti, un altro la paura di perdere la sicurezza economica, un altro le abitudini e via dicendo. Dobbiamo fare un grande sforzo per svegliarci da questo sonno della coscienza e strapparci di dosso tutti questi pezzetti di carta, uno alla volta, piano piano, per ritrovare noi stessi…. solo allora potremo non solo sognare ma trovare il coraggio di realizzare i nostri sogni e il nostro vero “sè”!
    Spogliamoci dell’abito di carta che ci hanno costruito addosso e mostriamo il nostro naturale, brillante e colorato abito di stelle!
    Come diceva Margherita Hack, “Siamo fatti della stessa sostanza delle stelle” !

    Ciao, buon weekend
    Serena

    • @Serena di Enjoy Life

      Siamo prigionieri del nostro progresso. Solo spogliandoci dell’inutile, per conservare il davvero utile, possiamo sperare di uscire da questa condizione limitante. Non è però semplice: perché è il nostro sistema culturale ad essere stato impostato in questo modo. Occorrerà volontà e impegno. Capire che non è l’effimero il valore finale di questa vita.
      L’augurio per un solare fine settimana a te.
      ^____^

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