Il Clown e l’uomo che parte

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«Ho preparato la valigia, pagliaccio. Questo posto è troppo piccolo per me. Qui non ci sono prospettive, non c’è un futuro degno di questo nome. Qui non cresci; rimani uguale a ieri.»
Esclama, guardando verso la ferrovia al di là del quartiere popolare. Lui è l’uomo che parte. L’uomo inquieto ed incapace di accettare una strada troppo rettilinea. Lui ha bisogno di curve e pendenze. Ha bisogno di immaginarsi diverso, di immaginarsi con una cravatta nuova, sopra un abito di cotone e seta.
«Ho lasciato una lettera sopra la cassapanca in legno, quella nell’atrio del palazzo. Una lettera dove ho scritto le mie ragioni e le mie certezze. Dovrai farmi il piacere di consegnarla alla mia amata. Nelle tue mani, le arriverà con il sorriso dipinto.»
L’uomo che parte mi affida le sue parole impresse sulla carta. Strano che, nella serietà delle sue intenzioni, debba ricorrere all’ilarità di un pagliaccio per trasmettere sensazioni, altrimenti relegate alla freddezza di un inchiostro depositato nell’anonimo biancore di un foglio piegato, in più parti. La lancetta consuma il tempo e l’uomo che parte accumula ansia.
«Trovo assurdo che voi abbiate deciso di restare. Ci sono così tante possibilità, oltre quella collina dietro il sole. Ci sono le possibilità che non avete mai avuto, né mai avrete, pagliaccio.»
Prosegue, gesticolando verso il treno ancora lontano. Mentre in silenzio, osservo i suoi piedi ancorati al terreno; non ci sono ali spuntate alle caviglie. Non ci sono pattini a rotelle usciti dalle suole. L’uomo che parte, come ogni altro, dovrà camminare a lungo.
«Ho preparato la valigia, pagliaccio. Questo posto è troppo piccolo per me. Qui non ci sono prospettive, non c’è un futuro degno di questo nome. Qui non cresci; rimani uguale a ieri.»
Esclama, guardando verso la ferrovia al di là del quartiere popolare. Lui è l’uomo che parte. Ma i suoi piedi, oggi come ieri, restano lì. Ancorati al suolo e lontani dalla fermata del treno.

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Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2016. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Turista” adslzone.net

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50 risposte a “Il Clown e l’uomo che parte


  1. ****************************************************************************************************
    ———————————– Tutto inizia in copertina ———————————-

    Quale importanza ha la copertina nella scelta di un libro?
    Lo scrivo nel mio nuovo articolo QUI
    … ti aspetto su albertocamerra.com
    😉
    ****************************************************************************************************

  2. Succede mio caro , quante volte succede di avere l’assoluta necessità di partire, fuggire, andare via lontano e poi in realtà essere ancorati al suolo come una boa…Succede..uomo che parte non sei l’unico ci sono anche tante donne simili a te..
    Bellissimo Keypaxx

    • @nella

      Credo che le radici di una persona siano profondamente ancorate alla terra. Succede anche in natura, con gli alberi: puoi sradicarli dal suolo, ma dei semi resteranno sempre là sotto, a ricordare e legare i frutti con il terreno.
      🙂
      Felice che il racconto ti sia piaciuto.
      L’augurio per una serena giornata a te.
      ^_____^

  3. … è partito il messaggio senza che lo finissi!
    Sarebbe bello affidare le nostre decisioni a boomerang ad un sorriso dipinto per renderle meno gravose . Raramente è possibile
    Sheraconunabbraccio 🌷🍀🌹

    • @sherazade

      La capacità di sorridere è importante, in ogni situazione. Come sappiamo, per le persone, è più facile raggiungere risultati importanti sfoggiando un ampio sorriso. È anche vero che, spesso, dietro quel sorriso ci sia meno sostanza di un’espressione meno radiosa. Ma non è questo il caso. Perché il sorriso è anche un elemento positivo, quando offerto per rincuorare le persone.
      🙂
      L’augurio per una serena giornata a te.
      ^____^

  4. Un uomo che parte ma che nello stesso tempo, nonostante quello che dice, resta saldamente ancorato a quel luogo che lui stesso definisce non in grado di donare possibilità. Un uomo che parte e che lo comunica su carta ma con un “postino” particolare, quel clown dal sorriso perenne, ma triste, come triste è un partire che tale non è!!
    (mi sono incartata nel mio pensiero, perdonami)
    Serena notte, Pat

    • @Patrizia M.

      Non mi sembra un pensiero “incartato”, il tuo. Il concetto è piuttosto chiaro ed ampio, semmai.
      😉
      La tristezza aleggia tra i due e il sorriso, in questo caso, è una moneta a due facce: offre una distensione a chi resta, ma è una distensione amara, perché proviene da un animo tormentato che solo all’apparenza raccoglie il beneficio della partenza. Dietro quell’apparenza rimane tutto il resto, ma viene nascosto. In questo caso, il clown è messaggero di dolenti note rivestite di leggerezza.
      L’augurio per una serena giornata a te.
      ^_____^

    • Uh mi fa piacere che il mio concetto sia chiaro, ad un certo punto mi era venuto il dubbio di avere scritto tutto ingarbugliato, forse anche a causa dell’orario alquanto notturno.
      Buona e serena giornata anche a te ^___^

    • @Patrizia M.

      Hai scritto nell’orario migliore: quello degli “scrittori maledetti”.
      😀
      Di solito, chi si fregia di questo titolo, scrive soltanto la notte.
      ^____^

  5. Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perchè. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.

    (Charles Baudelaire)

  6. L’uomo che parte dice, parla ma sono parole gridate a se stesso, parla di altri mondi da vivere, sembra coraggioso, lascia tutto e va… cerca una vita migliore oltre il quartiere popolare ma i suoi piedi sono ancorati al presente. A quella terra. Non andrà da nessuna parte, immagina, sogna. Rimane fermo ad aspettare un treno che mai arriverà e un cammino che mai farà.
    Però sogna e forse questo lo salverà.

    • @Stefy71

      Ottima interpretazione la tua, compagna di compleanno. Leggendo tra le righe, l’uomo che parte, in realtà, è un uomo che resta. Sbraita un coraggio importante, ma è un impeto che non spicca il volo: si limita a progettare. La figura del pagliaccio, in questo senso, è emblematica: perché affidare parole serie a una lettera, quando le intenzioni di una partenza non si concretizzano? Eppure, è proprio non prendendoci troppo sul serio che riusciamo a raggiungere, talvolta, le vette più alte.
      🙂
      L’augurio per una serena giornata a te.
      ^_____^

  7. Sai, io spero che prima o poi riesca a partire, Quando si desidera farlo abbiamo già un piede in avanti. A volte manca il coraggio della scelta, perchè le radici sono fatte di persone e sentimenti che legano alla propria terra, ma a volte tagliare è necessario per salvarsi e trovare uno scopo alla propria vita.
    Buon pomeriggio Key ^_^

    • @Saray

      Il cambiamento, il movimento che porta ad attuarlo, è sempre positivo. Nel muoversi il sangue stesso circola e fluisce nel corpo, permette al cervello di prendersi una “boccata d’ossigeno” e di aprirsi a nuovi… orizzonti. Per cui sì, senza dubbio: cambiare è positivo. Ma occorre farlo con attenzione, godendo di solide basi, per quanto possibile: giusto per evitare sorprese spiacevoli legate a strade sconosciute.
      🙂
      L’augurio per una lieta serata a te.
      ^____^

  8. Le città sono sempre state come le persone, esse mostrano le loro diverse personalità al viaggiatore. A seconda della città e del viaggiatore, può scoccare un amore reciproco, o un’antipatia, un’amicizia o inimicizia. Solo attraverso i viaggi possiamo sapere dove c’è qualcosa che ci appartiene oppure no, dove siamo amati e dove siamo rifiutati.

    (Roman Payne)

  9. Bellissima lettura, commovente e significativa!
    Più c’è vitalità in un cuore e più è alla mercè degli istinti, la testa è poi che deve guidarlo…
    Grazie Alberto!
    Buona serata!
    Luci@

    • @Luci@

      Vero. Istinto e cuore viaggiano paralleli a testa e ragione: impossibile che possano incrociarsi. I binari servono anche a questo; per gli scambi.
      Felice che ti sia piaciuto il mio racconto.
      🙂
      L’augurio per una serena giornata a te.
      ^____^

  10. sono cresciuta in un piccolo paese di provincia e me ne sono andata prima possibile quindi mi sono immedesimata molto in questo scritto. mi ha fatto ricordare cosa vuol dire sentorsi senza possibilità e voler cercare luoghi migliori. un tema mai come oggi di attualità anche a livello internazionale… ottimo spunto, davvero.
    http://www.audreyinwonderland.it/

    • @audrey

      Già. Questo, come il racconto precedente, sembrano essere stati scritti in questi ultimi giorni, o settimane. E invece fanno parte del mio archivio da molto più tempo. Una cosa strana. Oppure un bel problema, a seconda. Sono felice che il mio scritto ti abbia trasmesso delle emozioni.
      L’augurio per una serena giornata a te.
      ^____^

  11. Buona Pasqua caro amico e che possa aiutarci in questo annuncio di primavera guardare con occhi più sereni i benevoli e fiduciosi quello che ci circonda e che non è certo tutto gratificante.
    Sheraconunabbraccio
    I fiori di Luca

    • @sherazade

      Scrivere non gratificante è quasi un eufemismo: non ho mai vissuto un periodo della mia vita come questo. E non mi riferisco solo a una questione personale. Mio padre non c’è più da qualche anno, ma invidio la possibilità che ha avuto di partire dal niente e crearsi una vita dignitosa: oggi avviene l’esatto contrario, per la persona comune.
      Speriamo nel futuro, sul serio.
      L’augurio pasquale rinnovato a te.
      ^____^

    • io la mia vita me la sono fatta e sono riuscita a costruire e realizzare i miei obiettivi molto banalmente ma banalmente soltanto perché chi dovrebbe agire ne parla soltanto e se ne fa scudo io tremo per la sorte dei nostri figli per l’incertezza del loro futuro.
      Parlavo l’altro giorno con una ragazza ormai quarantenne moglie sell amico più care di mio figlio e sentirla parlare della possibilità di avere un figlio come fi una eventualità lontanissima mi ha stretto il cuore.
      “Un figlio costa come facciamo a farlo crescere?” ( laureata con lavoro part time 500 euro al mese)
      brutte storie.
      Ti abbraccio
      Shera

    • @sherazade

      Infatti. Le situazioni che descrivi dimostrano concretamente parte del mio pensiero. Il discorso sarebbe ampio, parecchio: io ho individuato alcune delle responsabilità, ma denunciarle significherebbe sconfinare in un pensiero politico. E questa politica attuale merita meno di niente. Chi desidera pensare ancora con la propria testa, deve solo ascoltare la tua amica quarantenne e altre persone in una situazione ben peggiore. Il resto conta zero.
      Felice Pasqua a te.
      ^___^

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