Viaggio al Saguaro National Park

Al pari di Emilio Salgari, quando scrivo è molto raro che io possa narrare di luoghi in cui sono stato realmente. Non mi è possibile per una serie di motivi legati a diversi fattori. Ovviamente, questo non significa voler accostare la mia penna a quella del brillante scrittore veronese, ma semplicemente affermare che, almeno nelle intenzioni, miro a documentarmi sui luoghi descritti nelle mie storie con l’intenzione di offrire, a chi legge, una ricostruzione fedele dell’ambiente. Sia in termini geografici e sia, quando la narrazione lo richiede, in termini storici. Spesso, quando effettuo le mie ricerche in rete – a differenza di quelle sulla carta stampata che, come tale, è un documento statico e fissato dall’inchiostro – mi imbatto in voci di genere turistico, con panorami mozzafiato che i più fortunati possono includere nel loro prossimo itinerario di viaggio.
Tra i tanti luoghi che ho virtualmente visitato, c’è il Parco nazionale dei Saguaro. Si trova in Sud Arizona, vicino alla città di Tucson. Fa parte del Deserto di Sonora e prende il nome da un gigantesco cactus, nativo della regione: il Saguaro. Nel marzo del 1933 l’area, che misura complessivamente 370 Km quadrati, è stata designata come monumento nazionale. Caratterizzata da un clima arido, con temperature estreme invernali che vanno dai 5 gradi fino ai 46 gradi estivi, la regione offre ospitalità ad animali come le lucertole cornute, il ratto canguro, l’orso nero e il cervo dalla coda bianca. Nelle vicinanze del parco si trovano gli Old Tucson Studio; set cinematografico in cui sono state girate oltre 300 pellicole.
Il Parco nazionale dei Saguaro si è guadagnato numerose recensioni positive. C’è chi lo definisce “selvaggiamente bello”, “un posto del cuore con pace e silenzio innaturale”, “un luogo incantato”. Le immagini che posto di seguito penso parlino da sole.

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Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2016. Tutti i diritti riservati.
Immagini © Copyright aventi diritto: varie dalla rete.

34 risposte a “Viaggio al Saguaro National Park


  1. ****************************************************************************************************
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    ****************************************************************************************************

  2. Sai Keypaxx caro che le volte che sono andata negli USA quasi sempre per lavoro( sic) sono passata varie volte da questa zona, ma non sapevo fosse così interessante e soprattutto che ci fossero studi cinematografici. Quando si viaggia con le ore contate , si fa come i giapponesi, macchina fotografica, di corsa e in pulman
    Bacione con sorriso!

    • @nella

      Almeno hai avuto la fortuna di passarci accanto, di respirare quell’aria e quell’atmosfera.
      Cosa per nulla scontata, ahimè, come ho scritto.
      😉
      Felice giornata a te.
      ^____^

  3. Confermo… ho avuto la fortuna di andarci e seppure sono trascorsi tanti anni, sono sicura che è rimasto identico. Una cosa molto positiva degli USA è la severità con la quale “custodiscono” i loro parchi nazionali! E qui potrei perdermi cercando nuovi sputni per altri romanzi d’avventura…
    Comunque, è verissimo che oggigiorno con molta accuratezza si può descrivere emozioni e sensazioni sulla base di informazioni captate dal web.
    E per il tuo romanzo “Luna senza inverno”, già ti dissi, ne hai dato brillante prova!
    Serena settimana
    :-)c

    • @Giovannoni Claudine

      Credo che la cultura americana sia molto differente dalla nostra e, almeno per quanto riguarda alcune zone, specie quelle desertiche, il rispetto delle condizioni originali sia rimasto abbastanza intaccato.
      L’augurio per una serena giornata.
      ^___^

  4. Grazie per queste notizie, per questi posti incantati di cui non ero a conoscenza. Mi documenterò anche io e si, le foto parlano da sole.
    Ti auguro una piacevole serata compagno di compleanno 🙂

  5. Emilio Salgari li divorano tanto le sue avventurose storie mi affascinavano sopratutto i Corsari e le loro avventure!
    Del parco del Saguaro ho molto sentito parlare m nn l ho mai visitato nonostante la mia lunga permanenza negli States
    Grazie davvero!
    Sheraunabuonasettimana

    • @sherazade

      Beh, gli States sono così immensi che penso sia impossibile conoscerne ogni luogo: è già difficile visitare i meandri della nostra bella Italia…
      😉
      Felice giornata a te.
      ^___^

  6. È in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo. […]La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.
    (Fernando Pessoa)

  7. Stai preparando un nuovo romanzo ambientato in questo meraviglioso parco?
    Non possiamo visitare l’intero mondo, almeno la maggior parte di noi. La tecnologia oggi ci aiuta, e ci aiutano anche i libri bel scritti, ma resta la mancanza del reale.
    Buon lavoro, Alberto e serena settimana. *___*

    • @ili6

      No, la documentazione mi è servita a suo tempo, per Luna senza Inverno. Ma sicuramente hai ragione: nulla è paragonabile a un viaggio “reale” e, l’immaginazione può soltanto aiutarci, quando le mancanze sono profonde e il desiderio altissimo.
      Felice proseguimento di settimana a te.
      ^____^

  8. come tutti i deserti, il fascino dei luoghi solitari dove il vento e il silenzio, la quiete irreale, l’orizzonte a portata di mano eppure lontanissima e la natura selvaggia, creano una simbiosi con la nostra personalità fino a compenetrarsi a vicenda. pensa che proprio in questi giorni sto leggendo “Meditazioni sulla sabbia” di Alessandro Pronzato, in cui, l’autore, crea una vera e propria filosofia con questi territori, apparentemente ostili, ma racchiudono dentro di loro un ipnotico pensiero che ci conquista e ci attrae. Belli per l’ambientazione di un romanzo… Vedi, anche tu senti l’attrazione 🙂

  9. Che posto meraviglioso!
    Già solo la foto ispira immediatamente storie e racconti bellissimi. Soprattutto quella serale, dai colori spettacolari. Sarebbe bello andarci personalmente, ma grazie alla tecnologia possiamo farlo almeno virtualmente per ora!
    Ti mando un grande abbraccio ^.^

    • @Paola S.

      Infatti. Almeno in questo, la tecnologia web è certamente indispensabile. Non che prima del digitale, grazie alle biblioteche, non fosse possibile: ma oggi è (quasi) tutto a portata di “clic”.
      😉
      Felice fine settimana a te.
      ^___^

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