Lo sfogo di Flash

rabbia

Arrabbiata. Furiosa. Iraconda. Senza controllo. Qualche volta mi sento così. Il brutto è che mi sta accadendo un po’ troppo spesso, negli ultimi tempi. Guardo i notiziari alla televisione e rimango allibita: mi chiedo come sia possibile che la natura umana possa spingersi a tanta crudeltà. C’è di peggio e di più: padri di famiglia che fanno del male ai loro stessi figli o viceversa. Persone di cui ci si dovrebbe fidare, che dovrebbero rappresentare le radici e il punto fermo in una società difficile, complicata. Mi sono sempre rifiutata di accettare servizi di cronaca, quelle poche volte che mi sono stati offerti ho declinato gentilmente ma con fermezza. Io fotografare il frutto della violenza scaturito tra le mura domestiche? Sotto il tetto confortante di una chiesa? Dietro ai banchi di scuola? Non lo ho mai accettato e non succederà. Ho preferito tirare la cinghia per un lavoro perso che essere costretta a fare i conti con la mia coscienza. Lo sciacallaggio lo lascio agli altri, quelli con il pelo sullo stomaco e la morale sotto la suola delle scarpe. Però questo non mi esenta dall’affrontare situazione difficili e senza via di uscita. Prendiamo il caso di Francesca. Una madre di famiglia, lasciata dal marito e con un figlio da crescere, con tanti anni di onorata carriera alla scrivania del settimanale per cui anche io lavoro oggi. Eppure i suoi meriti, le sue qualità, la sua umanità, le sue necessità sono servite a qualcosa, ad avere un minimo di riconoscenza? No… quando si tratta di tagli del personale prestabiliti, non ci sono onori ma solo oneri. Così eccomi qui adesso; a vomitare tutta la mia rabbia, tutta la mia disperazione, tutta la mia frustrazione battendo i pugni contro il petto di Peter, dopo che nessuno si è degnato di ascoltarmi in redazione. Sono fortunata, io posso sfogarmi. Ho qualcuno che mi sopporta. E mai come oggi mi rendo conto di quanto sia importante. Penso a Francesca: su quale petto batterà i suoi pugni? Domani riprenderò in mano la mia digitale, domani mi occuperò di altri scatti. Ma per stasera lascio il fermo immagine.

flash_serial

Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2016. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Sandra Bullock” e “Skin and Mood” notalwaysright.com
Nella ideale parte di Flash ho scelto dal 2010 Sandra Bullock.

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46 risposte a “Lo sfogo di Flash


  1. ****************************************************************************************************
    —————————————- L’amore ferisce —————————————
    Perché Bianca ha lasciato Milano? Perché ha deciso di assumere l’identità di Cora?
    E, soprattutto, perché L’AMORE FERISCE?
    Ogni domanda avrà una sua risposta nel nuovo romanzo New Adult che svela il passato e il presente di Cora!
    Lo trovi QUI
    … e lascia il tuo commento su albertocamerra.com
    😉
    ****************************************************************************************************

  2. Intrigante ritratto della nostra società, dove uno spaccato quasi romanzato, troviamo la corruzione, l’ipocrisia, la sottomissione, l’ingiustizia, la prevaricazione, tutte cose aggiunte a mille altre che fanno parte della nostra società
    urlarle? Perchè no..si può fare anche da sole senza battere il petto di nessuno..
    E’ liberatorio e consigliato..
    Un sorriso solo per te amico KEYPAXX

    • @nella crosiglia

      Sì, è possibile trovare uno sfogo individuale. Ad esempio in palestra, con l’esercizio fisico, oppure in una corsa. Così come è possibile sfogarsi attraverso degli hobbies di tipo riflessivo. Tuttavia, a volte, la condivisione è necessaria per farci avvertire il calore umano.
      L’augurio per un solare inizio di settimana a te.
      ^____^

  3. Una realtà sapientemente descritta, una rabbia che si sente forte perchè è il grido di tutti noi. E poi la frase finale, un piccolo gioiello – “Ma per stasera lascio il fermo immagine”. Complimenti compagno di compleanno.

    • @Stefy71

      Un’oasi nel mezzo della tempesta è proprio rappresentata dalla frase che indichi, compagna di compleanno. Perché alla fine, ognuno di noi, cerca un punto fermo nel caos dell’esistenza. Ed è una fortuna non scontata, riuscire a individuarlo, nella vicinanza umana o negli hobbies.
      L’augurio per un solare inizio di settimana a te.
      ^____^

  4. Complimenti e stima per la tua posizione, i tuoi principi che ti trattengono dal vendere la dignità umana..
    E capisco come possa sentirti, inerme di fronte alla mancanza di umanità..
    Questa nausea è lo scotto di chi vuol rimanere integro in mezzo al fango. Non è facile.

  5. Luce Ingaray ha detto che dobbiamo riappropriarci della nostra collera, altrimenti passeremo alla storia come un popolo di stupidi. Non è mai troppo tardi per dimostrare la nostra valenza umana, in questo periodo dove tutto sembra crollare ad ogni alito di telegiornale…

    • @il barman del club

      Non menziono il peccatore ma cito il peccato: “Avete la faccia come il culo”, ha detto qualcuno in un’assemblea politica. Si può essere di quella corrente o della corrente avversaria, persino di una neutrale, ma è tremendamente vero: non c’è più il coraggio, salvo rare eccezioni, di mantenere saldi i propri principi anche davanti allo sdegno altrui. Si preferisce salire sul carro del vincitore e scappare via quando la nave affonda. In questo senso sì, siamo davvero un popolo di grandi stupidi e illusi.
      L’augurio rinnovato per un sereno natale a te.
      ^____^

    • @audrey

      La serenità è l’augurio che rivolgo anche a chi mi legge, perché credo sia uno dei regali migliori per un natale davvero perfetto.
      🙂
      Un rinnovato augurio di buona festività anche a te.
      ^____^

  6. In questo testo mi ci sono ritrovata. Veramente ben scritto. Ho finito di leggere il tuo libro ” L’amore ferisce” una settimana fa. Bello veramente, e scusami se ho fatto la recensione su Amazon solo stasera. Ma in questo periodo sono veramente piena di impegni. Scusa la velocità ma ripasserò qui per leggere i post persi. Buon Natale, auguri di cuore! ♥

    • @Saray

      Scusarti io? Scherzi? Ti ringrazio, invece, di cuore: L’amore ferisce ha bisogno di tutto l’aiuto possibile, da parte dei lettori, e le recensioni sono sempre gradite in qualsiasi momento. Come scrivo spesso, almeno per quanto riguarda le pubblicazioni indipendenti, il successo o l’insuccesso è soltanto nelle mani di chi le legge: averne di recensioni pubblicate dopo una settimana dalla lettura del libro.
      🙂
      Spero invece che i tuoi impegni siano tutti di natura positiva e che il tuo natale possa essere il più sereno possibile.
      ^____^

  7. I miei impegni con la fisioterapia fatta privatamente è terminato oggi. Il 9 gennaio inizio la seconda serie di sedute che la sanità (bontà sua) concede dopo 2 mesi dalla prima. 😦 Il braccio va molto bene, anche se alcune torsioni più complicate non riesco ancora a farle. Cmq sono verso la fine, spero… Quando mi dicevano che per una brutta frattura frammentata all’omero come la mia mi sarebbe servito quasi un anno per il recupero non volevo crederci. Buon Natale ancora ^_^

  8. E’ proprio vero: quando la rabbia monta è meglio buttarla fuori e avere qualcuno che sa ascoltarti è un privilegio. Mi è piaciuto anche il passaggio della scelta professionale, dei non compromessi con la coscienza. Scelte di valore che anche tu hai fatto (dopo tre tuoi libri letti oltre il blog penso di poterlo affermare) scegliendo prima di tutto il garbo nello scrivere anche quando affronti tematiche forti.
    Rinnovo qui gli auguri per questi giorni festivi. Un sorriso,
    Marirò

    • @ili6

      A questa caratteristica del garbo non ci avevo mai pensato, ma la vedo ribadita, nei confronti della mia scrittura: può farmi solamente piacere.
      🙂
      Sì, credo che sia molto facile presentare tematiche forti con un linguaggio crudo e violento: perché sono figlie del nostro tempo e plasmano la mente di chi scrive. Meno semplice è porre dei filtri, cercare di reinterpretare la realtà e stemperare la violenza, dove necessario. Non so se è la scelta migliore, ma fa parte di uno stile naturale.
      L’augurio rinnovato a te per questo nuovo anno in arrivo.
      ^_____^

  9. Qualcuno a suo tempo aveva scritto ” e vide che l’uomo era cosa buona” ma penso che forse questo “Dio” non avesse degli occhiali buoni visto che di uomini buoni e donne buone ormai se ne contano pochi nelle dita della mano. Mi sembra che ormai l’umanità abbia preso una piega pessima. Stiamo finendo così male per via delle risorse naturali da accaparrarci? Per l’acqua, per cosa? Io non vedo ragioni veramente umane in certi comportamenti assurdi che vedo in giro.
    Le figure poi che una volta erano dei rifugi di riferimento, delle sicurezze, dei buoni esempi, adesso sono proprio dei pessimi esempi. Le madri, i preti, i genitori,….ne butterei moltissimi dentro un pozzo e li lascerei lì a meditare sul loro stile di vita, sui loro valori….
    Di recente, nel periodo di Natale, sono stata ad una mostra d’arte organizzata da artisti del mio paese ( mio per modo di dire) e non c’era anima viva. Accanto alla struttura dove si svolgeva la mostra c’era una scuola e tutti erano presenti lì, in massa, per la recita di Natale. Tanti genitori premurosi di riprendere i loro pupilli per postare i video su facebook o youtube. Quindi, non per togliere importanza alle recite scolastiche, ma credo che sarebbe stato più istruttivo portare i bambini alla mostra piuttosto che farli scimmiottare davanti a tutti.
    Ma l’arte ormai non serve a nessuno e mi spiace per quei poveri signori che pagano persino l’affitto al comune per tenere aperti i loro laboratori e cercare di far sopravvivere la fantasia….non so ancora per quanto tempo….

    • @amleta

      L’arte non ha mai dato da mangiare, in ogni tempo, purtroppo. Molti artisti, scrittori, registi trovano, non casualmente, fama dopo la loro scomparsa. È l’andamento della nostra cultura, che ha in alcuni periodi delle illusorie (brevi) impennate, per poi tornare ad essere fenomeno di nicchia. Prendi la scrittura: non ha successo chi è meritorio, ma chi riesce a creare “clamore”. Proprio ieri, mi è stato ricordato di come uno scrittore di grande successo, attuale, è diventato tale non per la sua penna, ma perché prima della penna era famoso per… altro. L’arte è spesso un ripiego e un discorso di coscienza postuma.
      Felice inizio di anno nuovo a te.
      ^___^

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