28/12/16: dal diario di Prot

luna

Uno degli aspetti che mi ha sempre particolarmente colpito degli umani è il loro rapporto con coloro che li hanno concepiti. Sulla terra i rapporti con i propri genitori sono spesso fonte di problematiche dai risvolti inattesi. Prendiamo ad esempio il caso di Peter Mulligan, uno dei numerosi ospiti della clinica di Mark, Peter ha perduto i genitori quando la sua età misurava appena sette primavere. In quel periodo dell’esistenza, l’uomo sviluppa e perfeziona il carattere che lo accompagnerà per il resto della vita terrena. È un’età che potremmo definire “difficile e complicata”, un’età in cui si prende un modello comportamentale e, inconsciamente, lo si segue. Se quel modello comportamentale viene a mancare, per motivi che possiamo definire drammatici, il piccolo uomo matura una personalità zoppicante. Tuttavia il modello è indispensabile, come lo stesso Peter Mulligan mi ha dimostrato. Se non è il genitore deve essere una figura vicina; un parente stretto, un tutore. Se questo modello viene a mancare, il piccolo uomo corre rischi non indifferenti e il trauma può rivelarsi fatale.
“Peter ora non vuole più giocare. Peter aspetta mamma e papà. Gli hanno detto che arriveranno a prenderlo, quando la luna sarà ancora nascosta dalla luce del giorno, quando la luna non avrà ancora il coraggio di uscire per mostrarsi… Peter non ama la luna. La luna è cattiva e si mostra solo con il buio pesto”.
Peter Mulligan taceva per la maggior parte del giorno. Poi, prima che le ombre della sera arrivassero, riponeva i suoi giochi e pronunciava quelle poche ma significative parole. Ho conosciuto molti altri ospiti, nella clinica di Mark. Ma le figure dei genitori, per quanto i rapporti fossero complicati e spesso fonte di problematiche dai risvolti inattesi, sono insostituibili.
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Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2016. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Fotografias Surrealistas” pinwallpaper.xyz
L’interprete del film K-Pax, a cui è ispirato questo serial, è Kevin Spacey.

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28 risposte a “28/12/16: dal diario di Prot


  1. ****************************************************************************************************
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    ****************************************************************************************************

  2. Purtroppo dalla fantasia alla realtà non ho quasi mai avuto grandi rapporti con i miei igenitori. Con parenti, con il collegio, mi ha toccato tutto questo? Beh, chissà forse si..ma se fossi stata con i genitori stessi sarei riuscita a realizzarmi meglio, avrei avuto meno problemi, avrei fatto meno errori.??!!
    Forse si, il binario della ferrovia non c’era, bisognava stare attenti al treno..
    Sorriso in piena notte mio dolce Keypaxx

    • @nella crosiglia

      Molte persone hanno difficoltà a rivestire il ruolo di genitore: non ci sono tagliate e non riescono a dimostrarsi un valido sostegno per i figli. Purtroppo è anche una questione di fortuna: non è possibile scegliere il proprio genitore. Ma non è neppure possibile scegliersi il figlio. Le relazioni umane sono ricche di complicazioni e, forse, affascinanti proprio per questo. Mi dispiace per le tue esperienze poco positive e spero che, negli anni, il rapporto sia migliorato.
      L’augurio per una serena fine anno a te.
      ^____^

  3. Potrebbe anche essere un nostro doppio, o un alieno che affianca la nostra sensibilità senza sostituirla, un alieno evoluto, che non sbuccia le banane, un alieno che riconosce tutte le sensibilità che incontra e le fa sue (e non gli ci vuole poi molto..). Un alieno umano costretto alla casa di cura. Un alieno che apre un blog e che rivela senza svelare, un alieno che guarda ai genitori come dei semplici distributori di geni e molecole.
    Un alieno che guarda tutti voi con discreto paternalismo, e che non comprende quanto siate sballati, voi umani. Anzi, proprio perché lo comprende benissimo, se ne se ne rimane nel suo alieno stupore.
    Buon 2017 terreste.

    • @ flampur/franco battaglia

      Vista da fuori, la nostra società è davvero qualcosa di curioso: lo stesso tipo di esercizio sarebbe molto utile se effettuato da noi stessi. Guardare gli errori, le complicanze, le strade percorse potrebbe aprire a nuove e svariate soluzioni.
      L’augurio per una serena fine anno a te.
      ^___^

  4. bellissimo pezzo… molto vero, molto attuale. Io stesso sto crescendo mia nipote che ha perso i genitori, e in questi casi la vita ti toglie e ti da, in una somma di storie che nascendo dal dramma si ricostruiscono con l’amore e con la pazienza, sperando sempre in un risarcimento che prima o poi il destino dovrà restituirti.
    Tantissimi auguri, lo diciamo sempre ma è sempre bello ripeterlo, di buon anno !!!

    • @il barman del club

      Ti faccio i miei complimenti e i migliori auguri per il lavoro che stai compiendo con tua nipote.
      Questa è una serie, come anche Flash della nuova stagione, che erano “bloccate” nel cassetto: ero indeciso se pubblicarle online o meno. Perché nel 2017 ci sarà un sottile cambio narrativo relativo agli scritti del blog, con materiale che “sento” molto più vicino alle mie attuali corde. Spero possa piacere. Come si sta mostrando, bontà vostra, ancora gradito questo.
      Rinnovati auguri di buone feste a te e alla tua nipotina.
      ^_____^

  5. La sindrome di Stoccola, si chiama così quella cosa che succede tra carceriere e prigioniero, il legame che si crea tra carnefice e vittima. Questo tipo di legame capita anche tra una madre negativa e un figlio, o tra genitori distruttivi e figli, o tra moglie e marito violento,…in qualche modo pur di avere un riparo, cibo, protezione, si arriva anche a legarsi al peggiore dei mostri pur di sopravvivere…
    Purtroppo chi è vittima non si accorge di esserlo e chi è carnefice nemmeno. Quindi le relazioni “malate” che si vengono a creare spesso non vengono mai risolte.
    Io sto aspettando ancora chi mi salvi….diglielo a Peter….qualcuno che mi salvi dal mio abusatore……

    • @amleta

      A volte la chiave è molto più vicina di quanto possiamo pensare. Talvolta nascosta sotto allo zerbino, fuori dalla porta.
      😉
      Felice proseguimento di nuovo anno a te.
      ^___^

  6. La luna non è cattiva si mostra solo quando è buio ma quel buio illumina a giorno!
    Io direi che un bambino o una bambina nella fase della crescita intorno ai 5/7 anni abbia bisogno di ‘modelli’ di riferimento non necessariamente quello del padre o della madre dico questo perché nella mia famiglia la figura paterna è venuta a mancare sia a me e ai miei fratelli maschi che a mio figlio e tuttavia il nucleo è stato talmente forte protettivo e stimolante propositivo che nessuno di noi ha contratto segni di destabilizzazione.
    Sarebbe un discorso molto lungo e complicato che coinvolgerebbe varie forme di psicanalisi e soprattutto sarebbero da indagare le condizioni dei singoli bambini!
    Ti abbraccio Key e grazie x lo stimolante argomento
    Shera

    • @sherazade

      Mi spiace per la tua situazione di mancanza familiare. Ma hai perfettamente ragione, quando sostieni che l’argomento è complicato: ogni situazione è ricca di sfumature e diversificazioni, come accade sempre per le relazioni umane e anche, purtroppo, per le non-relazioni.
      Felice proseguimento di nuovo anno a te.
      ^____^

  7. Quanto è vero che i genitori sono fondamentali!
    Ogni bambino merita di averne di buoni e presenti nella propria vita.

    Un bellissimo racconto, molto intenso e vero.
    Un abbraccio e buon inizio anno 🙂

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