Belladonna è persuasiva

Gioacchino La Rosa è il bullo di Spannaci da quando portavo i calzettoni lunghi e le trecce: per alcuni una vita intera – pace all’anima loro –, per altri soltanto una parentesi di qualche stagione, nell’immota dimensione del nostro borgo. Sia come sia, ho messo al mondo un figlio e l’ho cresciuto fino alle scuole medie, ma Gioacchino è rimasto il gradasso di sempre.
Amara a tia*, gli zufola dietro il vecchio Cipuddruzza, quasi rovinando giù per la scalinata in pietra che porta a mare. Il bullo non ha rispetto neppure per gli anziani; serpeggiando mezzo ubriaco, in vespa, sopra i sanpietrini scheggiati della stradina che s’inerpica fino al castello dell’ultima contrada.
«Come state?» chiedo all’anziano, offrendo le mani per sorreggerlo, prima dell’irreparabile.
«Ah, santa ragazza. Grazie. Se avessi vent’anni di meno, gli farei vedere io a quel perditempo. E pensare che lo cullavo sopra le mie gambe. Ah, che gioventù sprecata.»
«Non dite così, compare Cipuddruzza. Vi prego. Io e lui abbiamo quasi la stessa età.»
L’anziano mi scruta da sotto le folte sopracciglia candide, alla ricerca di una reminiscenza.
«Sì… certo, santa ragazza. Mi ricordo. Andavo a prendere il marsala e la cuddura, con tuo padre. E tua madre mi riservava un bicchiere di rosolio, al ritorno. Che bella che eri. Come oggi: una Madonna.»
Il tempo è un avversario temibile per ogni uomo e non concede sconti. Così, lui s’inventa una dolcezza. Carezzo il dorso della sua mano rugosa e secca, gli regalo un sorriso caloroso. Lo accompagno alla porta di casa, con la promessa di andarlo a trovare, come la bambina inesistente della sua memoria.
Gioacchino La Rosa non se ne rende nemmeno conto; la ruota della vespa si blocca e lui ruzzola giù per la discesa, come un sacco di inutili patate.
«Oddio… oddio… mi sono ferito. Chiama un dottore. Presto.»
Piagnucola, quando mi avvicino.
«A occhio, ti sei sbucciato solo un gomito. Poteva andare molto peggio. Se tu avessi ascoltato gli avvertimenti di compare Cipuddruzza, ora saresti ancora in sella al tuo catorcio.»
Gioacchino cambia colore. Dal pallore dello spavento, assume quello rosso dell’ira: il viso avvampa e apre la bocca per ricoprirmi di ingiurie. Il fiato gli muore in gola, perché lui sì che mi riconosce. Torna al comodo pallore della tremarella, appena mi piego sulle ginocchia per recuperare il bastone che gli ho scagliato sui raggi della vespa.
«Cariu pampina**, Gioacchino… Cariu pampina» dico, battendo il legno sul palmo della mano.
Il bullo rimonta in sella della sua vespa, a capo chino. Passa di fronte a compare Cipuddruzza seduto fuori dal portone di casa, e striscia via, distrutto nel suo orgoglio di sbruffone. Sono Sofia dei Belladonna. Sono la strega del borgo. A volte, un bastone sortisce miglior effetto di un incantesimo.

*Guai a te, bada bene, stai attento.
**Bambino che cade come una foglia.

Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2017. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Christina Ricci” dalla rete.
Nella ideale parte di Belladonna ho scelto dal 2017 Christina Ricci.

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34 risposte a “Belladonna è persuasiva


  1. ****************************************************************************************************
    ——————————– Una bestia chiamata critica ——————————-
    Hai mai ricevuto delle critiche?
    Sai cosa significa riceverne di costruttive e di distruttive?
    Di questo e altro, ne scrivo QUI
    … e lascia il tuo commento su albertocamerra.com
    😉
    ****************************************************************************************************

    • @franco battaglia

      Non so se Sofia abbia la capacità di rimettere a posto il paese, ma è di sicuro in prima linea per risistemare il suo piccolo borgo. Il bastone e la carota, alla fine, sono le due sole cose in grado di muovere tutti gli asini del mondo.
      😀
      Ti ringrazio per il tuo gradimento.
      L’augurio per una serena giornata a te.
      ^____^

  2. Ogni volta che leggo i tuoi articoli caro Keypaxx è come se guardassi un pezzo di pellicola, tanto sono vivide reali,le tue descrizioni..vedo il vecchio le sue mani rugose, la bellezza fiera della donna, la sbruffonaggine del ragazzo e dico vedo non leggo, pechè le tue descrizioni sono talmente ben fatte da renderle vive anche nel virtuale..
    Bravissimo!
    Un sorriso serale

    • @nella crosiglia

      In effetti, quella che m’ispira, è una scrittura visiva. A maggior ragione per Belladonna, dove il contesto geografico e culturale appare molto preciso e dove ogni singolo paesano riporta, su di sé, rughe ed emozioni che ne caratterizzano l’esistenza.
      Ti ringrazio per il tuo apprezzamento.
      L’augurio per una serena giornata a te.
      ^____^

    • @tramedipensieri

      Sì, credo che vivere sia il termine corretto. Almeno lo è nella mia testa, viva. Ed anche molto verace, nel suo sangue freddamente caldo.
      😀
      L’augurio per una serena giornata a te.
      ^____^

  3. Il bullismo spezza i rami più belli che un ragazzo o una ragazza possiede. Poi il tempo passa e nasce un fiore nuovo. Chi non si arrende vince sempre. Il futuro che aspetta non lo si può deludere.
    (Ines Sansone)

    • @audrey

      Ci sono molti tipi di “strega” e, devo dire, amo molto scriverne. Sto lavorando a Belladonna e sto anche lavorando ad altri progetti similari.
      Felice ti sia piaciuto.
      L’augurio per una serena giornata a te.
      ^___^

    • @audrey

      Uno dei nuovi progetti vedrà luce nella seconda parte del 2017, sempre su questo blog. A un altro sto lavorando per il versante editoriale, ma con tempi più dilatati e probabilmente ci sarà da attendere il 2018. Comunque, conclusa Belladonna, da metà maggio, ci sarà subito un lavoro con protagonista femminile.
      😉
      Felice proseguimento di giornata a te.
      ^____^

  4. Bello, bello bello! Io ci trovo poesia, nelle parole di Sofia, ma anche la voglia di riscatto di un’intera terra che cade e si rialza nei suoi occhi. Lo sbruffone è il tipico bulletto di periferia che tutti prima o poi incontriamo, così come l’anziano, tanto fragile e dolce nel suo cercare un ricordo che non esiste.
    Bravo davvero. Un abbraccio.

    • @Carla

      Certo. Il contesto in cui si muove Sofia Belladonna è caratteristico e particolare, figlio di un luogo tormentato ma bellissimo. Il mio intento è di offrire le caratteristiche della Sicilia attraverso gli occhi di Sofia: mi auguro di riuscirci.
      Felice che ti sia piaciuto.
      L’augurio per una lieta serata a te.
      ^____^

  5. Una donna audace, risoluta, persuasiva, pronta a combattere… un temperamento focoso. Bellissimi questi stralci di vita vera… si ha la sensazione di vedere le sequenze di un film. Bravo compagno di compleanno.

    • @Stefy71

      Grazie, compagna di compleanno. Sì, Belladonna, come credo anche la maggior parte delle cose che scrivo, è molto “visiva”. Ma questa serie, in particolar modo ha una prospettiva filmica già nella mia immaginazione e sono felice di riuscire a trasmetterlo.
      L’augurio per una serena giornata a te.
      ^____^

  6. Io dico di sì, sai? Si sentono tutte le caratteristiche siciliane di Sofia. Posso dirlo perché ho diversi amici siciliani e conosco per averla visitata quella bella terra!
    😀

    • @Carla

      Questa conferma mi fa molto piacere. L’obiettivo è sempre quello di offrire la massima credibilità possibile, in un racconto, sia che esso appartenga alla categoria realistica o fantasy.
      🙂
      Quale parte di Sicilia hai visitato, se posso chiedere?

    • Certo che puoi chiedere! Ho visitato Ragusa e Cefalù, Taormina e Agrigento: Sono posti fantastici che non smetterei mai di rivedere!!!

  7. Prego!! Sono contenta di parlare della Sicilia. E’ un posto veramente splendido che merita di essere sempre citato!
    A quando il nuovo episodio di Sofia?
    😀

  8. Brava Sofia! Una giusta lezione al bullo di turno. “I bambini non nascono bulli: si insegna loro ad esserlo” O a non esserlo. Anche a costo di usare un bastone.
    Dolce la figura dell’anziano che vive soprattutto di teneri ricordi.

    • @ili6

      Eh sì, l’educazione è fondamentale. E se non arriva dai primi responsabili, i genitori, occorre che giunga da altre parti.
      😉
      Sono figure, quella dell’anziano e di altre che si sono viste e che verranno, nate in modo molto naturale, legate al tessuto geografico-sociale in cui si muove Sofia.
      Felice proseguimento di settimana a te.
      ^____^

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