Il tacco di Cora

«Mi occorrono sul serio, Cora. Sono nei casini!» esordisce così, l’amica Penelope.
Non riesco a ricordare una sola volta che la sua comparsata non portasse al seguito anche una robusta dose di guai. Le indico l’armadio delle scarpe, rassegnata. Ho appena terminato le pulizie di primavera e nel sacco dell’immondizia ci sono finite una quantità industriale di calzature. Lei mi abbraccia estasiata, dopo essere fuggita scalza per mezza città dal set del suo nuovo film hard, per incomprensioni con il regista.
«Sei un tesoro! se non ci fossi tu non so davvero cosa farei!».
Mi bacia e abbraccia, poi scompare con la stessa velocità con cui era entrata. Naturalmente ha scelto per lei il paio di scarpe migliori. Decisamente non posso rimandare oltre; afferro borsetta e carta di credito e mi infilo l’ultimo paio buono rimasto. Urge uno shopping immediato. Mi precipito in strada e prendo un taxi al volo: direzione il negozio di Gastone, all’angolo tra Viale Verdi e Viale Mazzini. Davanti alla vetrina finisco imbambolata: “accidenti a Penelope e al suo pressapochismo!” sbotto. Un cartello rettangolare avvisa di uno sciopero negozianti in tutta la città. Rigirandomi come un toro che ha visto rosso, sento il crack sotto il piede. Mi ritrovo immediatamente più bassa di dieci centimetri e quasi ci rimetto la caviglia, insieme al tacco. Il taxi ha già preso la via del ritorno e sono troppo lontana dalla fermata del bus. Camminare sui sanpietrini in queste condizioni sarebbe pura follia. Sfilo le scarpe e me la faccio a piedi nudi, martoriandomi le piante. Ogni metro è una pena e una nuova imprecazione rivolta a Penelope. Poi mi ricordo dove mi trovo. Macino mezz’ora sul marciapiede, mentre tutti mi guardano dietro – la metà scrollando la testa – e mi porto sotto casa della mia preziosa amica.
«Penelope… sono nei casini: mollami le scarpe!»
«Ma… che ti è successo? E io come faccio a tornarmene sul set? Perché sai, ci ho ripensato: ho voglia di tornarci.» La guardo incerta.
Non so se ucciderla o limitarmi alla tortura.
«Ho io la soluzione per te, cara!»
Torno a camminare sui miei tacchi lasciandomi una sbigottita Penelope alle spalle. L’omicidio era troppo. Sono così buona da averle offerto due opzioni; o se ne torna sul set zoppicando o con le vesciche ai piedi.

Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2017. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Jennifer Love Hewitt” archivio web
Nella ideale parte di Cora ho scelto dal 2011 Jennifer Love Hewitt.

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28 risposte a “Il tacco di Cora


  1. ****************************************************************************************************
    —————————————- L’amore ferisce —————————————
    Perché Bianca ha lasciato Milano? Perché ha deciso di assumere l’identità di Cora?
    E, soprattutto, perché L’AMORE FERISCE?
    Ogni domanda avrà una sua risposta nel nuovo romanzo New Adult che svela il passato e il presente di Cora!
    Lo trovi QUI
    … e lascia il tuo commento su albertocamerra.com
    😉
    ****************************************************************************************************

  2. Tacchi alti e corsetti forniscono un’intensa stimolazione cinestetica per le donne, fanno appello al senso del tatto, ma si estendono più in profondità nella pelle. Questi accessori frivoli non sono stimoli visivi solo per gli uomini; sono anche stimoli tattili per le donne.

    (Beatrice Faust)

  3. Questo l’ho capito poco a dir la verità.
    Cora si era liberata di una quantità inverosimile di scarpe, quindi ne aveva comunque una barca a disposizione, perché lamentarsi anche di un solo paio, anche se le migliori, date a Penelope?
    Perché non tornare a casa sua a prendersene un altro paio?
    Penelope aveva già attraversato mezza città scalza, poteva riattraversarla, e comunque era lontana da casa sua per dover esere costretta a chiedere le scarpe a Cora, ma una volta a casa sua un altro paio avrebbe dovuto averle.. insomma.. scricciola un po’ come un paio di scarpe senza tacco, senza considerare che una come Cora, avrebbe tolto anche l’altro, di tacco, adeguando le sue scarpette a novelle ballerine.. 😉

  4. Anche a me non era molto chiara l’immediatezza di uscire a comprare un paio di scarpe nuove avendone buttate molte ma Cora a Cora e non si discute.

    Solo a titolo informativo avendo fatto 8 anni di danza classica mi sono abituata a camminare con le ballerine o comunque rasoterra con mocassini o stivali alla cavallerizza….

    Se ti posso fare notare un piccolo refuso “GLI indicò l armadio. ..)

    Sherabbracciaoooo ☺ ☺

    • @sherazade

      Non che io stia a guardare le calzature di tutte le escort che vedo ma, in tutta onestà, non ne ho ancora vista una con le ballerine ai piedi (con tutto il rispetto possibile per le donne che, invece, le preferiscono).
      😛
      P.S.
      Grazie per la supervisione del refuso: corretto.
      😉
      L’augurio per un sereno fine settimana a te.
      ^___^

  5. Sempre intriganti e in alcuni casi esilaranti i tuoi post. Cora ci ha abituati ad una personalità forte e intransigente… stupendo finale. Complimenti compagno di compleanno.

    • @Stefy71

      Sì, le avventure di Cora spaziano dal drammatico all’ironia, dall’istinto alla riflessione: un po’ come accade a tutte le persone, impegnate in questo stupendo percorso che chiamiamo vita.
      🙂
      L’augurio per un sereno fine settimana a te, compagna di compleanno.
      ^_____^

    • @audrey

      Prometto: la prima volta che la sento le chiedo che fine abbiano fatto tutte quelle scarpe. Ma sei certa che il numero possa calzarti?
      😛
      L’augurio per una lieta serata a te.
      ^____^

  6. I tacchi alti hanno un alto quoziente di trasformazione. Provate un costume da bagno in una boutique, e lo specchio implacabile del camerino rifletterà il vostro vecchio corpo, mettendo in evidenza tutti i vostri difetti. Ma provate una scarpa, e il vostro piede s’infilerà in una nuova identità.

    (Valerie Steele)

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