Cora e la Superstar

Lui è una Superstar, di quelle che riempiono gli stadi richiamando frotte di fan ad ogni concerto. Il suo nome appare da anni sopra i rotocalchi dello spettacolo e le sue esibizioni sono richiestissime anche all’estero: a Parigi, Londra, Madrid, Berlino. Non è mai stato bellissimo, nemmeno quando aveva vent’anni. Non un Brad Pitt, per intenderci. Ma neppure io sono Angelina Jolie. Rimango comunque stupita quando il manager della Superstar mi contatta per una notte particolare alla conclusione del concerto allo Stadio di San Siro.
«Mi raccomando: deve fare il suo lavoro, poi esce dalla porta di servizio dell’albergo alle prime luci dell’alba.» Precisa il manager, con la sua esse sibilante, dietro occhiali spessi come fondi di bottiglia e una magrezza che sfiora l’anoressia.
Io inarco un sopracciglio in tutta risposta, quindi sfoggio i miei denti bianchi spezzando l’aura asettica che lo circonda.
«Massima precauzione. Non vogliamo che l’artista abbia altri generi di conseguenze dovute all’incontro. Ha portato i preservativi?» chiede il secco tirapiedi, premendosi gli occhiali sul naso adunco.
«Certo. Fanno parte del mio normale equipaggiamento. Li preferisce alla fragola o usiamo quelli anallergici?» chiedo, aprendo la borsetta e mostrando varie scatole sigillate.
«Niente di tutto ciò.» Sentenzia. «Volevo solo appurare il suo livello di professionalità: l’artista utilizza profilattici appositi.»
«Prego?» gli domando confusa, piegando il capo di lato.
«Questi.» Dice lui, e sfila dalla giacca laminata una scatola rettangolare con brillantini. «Sono progettati su misura presso un’azienda farmaceutica: i più sicuri e confortevoli che possano trovarsi in commercio, in rapporto di cinque a uno, rispetto a un preservativo classico.»
«Caspita.» Rispondo, increspando le labbra e fingendomi interessata, in una tipica espressione da schiaffi. «Ok, ciao ciao bello. Ora vai pure a riposare che io devo lavorare.»
Arraffo la scatola luccicante dalla mano del manager, che se ne sta impettito come uno stoccafisso con l’espressione inorridita, e mi infilo nella stanza d’albergo a cinque stelle. L’interno è buio. La Superstar è sdraiata sul letto, ancora vestito. Già dalla porta sento il profondo russare e l’odore di alcol diffuso nell’aria. Abbraccia le lenzuola dandomi la schiena. In una mano tiene stretta una Crown Ambassador da novanta dollari a bottiglia. Vuota. Ai piedi del letto scorgo altre due bottiglie di birra, rovesciate, vuote e della stessa costosa marca. Dorme come un bambino, ma sbronzo come uno scaricatore di porto dopo aver girato tutti i bar della zona. Mi siedo sulla poltrona di fianco, rimirando i profilattici che brillano anche nella penombra.
Una cosa la devo ammettere: è intonato persino quando russa.
Punto la sveglia del cellulare alle cinque e trenta: forse riuscirò a dormire un paio d’ore.

Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2017. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Jennifer Love Hewitt” archivio web
Nella ideale parte di Cora ho scelto dal 2011 Jennifer Love Hewitt.

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22 risposte a “Cora e la Superstar


  1. ****************************************************************************************************
    —————————————- L’amore ferisce —————————————
    Perché Bianca ha lasciato Milano? Perché ha deciso di assumere l’identità di Cora?
    E, soprattutto, perché L’AMORE FERISCE?
    Ogni domanda avrà una sua risposta nel nuovo romanzo New Adult che svela il passato e il presente di Cora!
    Lo trovi QUI
    … e lascia il tuo commento su albertocamerra.com
    😉
    ****************************************************************************************************

    • @nella crosiglia

      Lo immagino, che accadano queste cose. Cora si muove in un mondo reale, con tutti i suoi pregi e difetti e per sua natura mette in mostra proprio i secondi, cercando di affrontarli con il piglio che le deriva dall’esperienza e da una sana dose di intraprendenza.
      🙂
      L’augurio per una solare domenica a te.
      ^____^

    • @Stefy71

      Cora si muove dietro le quinte dei fari di un palcoscenico sempre acceso, compagna di compleanno. Di conseguenza ha l’abitudine a muoversi nel buio pur, qualche volta, inciampando.
      😉
      L’augurio per una serena domenica a te.
      ^____^

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