L’amore ferisce, distrugge, ricrea

A mio parere, uno dei migliori archetipi della figura femminile, in narrativa, è la ragazza invisibile dei Fantastici Quattro. Scrivo narrativa anche se la protagonista è l’unico membro donna di un gruppo fumettistico, perché i comics sono prima scritti e poi disegnati. Susan Storm Richards – Sue o Suzie, per amici e parenti – ottiene il potere più discutibile di tutto il quartetto: l’invisibilità. Solo nel corso degli anni le sue facoltà si evolvono offrendo a Suzie il ruolo di membro più potente del quartetto. In principio gli autori non sapevano che farsene, di una donna all’interno del fumetto: da qui l’invisibilità. Nati nell’ormai lontano 1961 e proseguiti sino ai nostri giorni, i Fantastici Quattro rappresentano un ottimo esempio di come sia cresciuto il concetto stesso di femminilità: Sue vive all’ombra degli altri compagni per diventare, in anni recenti, la figura cardine.
Cora, identità fittizia di Bianca ne L’amore ferisce, è figlia di questa evoluzione e della nostra società: ne possiedi pregi e difetti ed è la mia nuova scommessa in campo letterario. Da Luna senza Inverno, passando per Caprice e il cavaliere, ho posto al centro della mia penna le figure femminili e, più in generale, la tematica del sentimento. Se consideriamo il mestiere scelto da Cora, probabilmente già il titolo del libro appare stonato: come è possibile scegliere, quale ambasciatrice della parola amore, una ragazza come lei? Perché ogni persona, nella sua esistenza, attraversa varie fasi ed evoluzioni: voglio immaginare gli attori che descrivo al pari degli esseri umani che rappresentano. Una persona nasce con alcune caratteristiche e, nel corso della sua vita, ne abbraccia altre. Lo fa per scelta, per necessità, perché restare sempre uguali a se stessi significherebbe morire un poco dentro. Se Susan Storm Richards non avesse cambiato il suo ruolo all’interno del gruppo, oggi non avrebbe lo stesso appeal. Se Bianca non avesse compreso come l’amore stava rischiando di distruggerla, oggi non ci sarebbe nessuna Cora.
L’amore ferisce non è soltanto una provocazione a un concetto positivo come deve essere il sentimento, ma è una delle sue conseguenze. Se termina, se viene corrotto, se inganna rischia di provocare danni immensi: può annientare chi lo ha provato. La vera forza non è nei suoi sconfinati benefici, ma nella capacità di reazione che il nostro spirito riesce a trovare quando tutto, intorno a noi, sembra destinato a crollare. Bianca si ricrea, forse non nel modo migliore ma nel modo necessario.
È quando riusciamo a ridere delle nostre cicatrici che esse iniziano a scomparire.

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Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2017. Tutti i diritti riservati.
Immagini © Copyright aventi diritto: “Jennifer Love Hewitt aka Cora, Jessica Alba aka Susan Storm” elaborazione grafica

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18 risposte a “L’amore ferisce, distrugge, ricrea


  1. ****************************************************************************************************
    —————————————- L’amore ferisce —————————————
    Perché Bianca ha lasciato Milano? Perché ha deciso di assumere l’identità di Cora?
    E, soprattutto, perché L’AMORE FERISCE?
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  2. Trovo questa tua spiegazione della figura femminile ma si può estendere a tutti,perfetta…. come salvarci dall’amore quando questo è distruttivo?
    Cambiando s’intende se se ne ha la forza e la capacità, ma è l’unico modo per salvarci dal crollo finale.
    Sempre perfetto il nostro Keypaxx.
    Sorriso specialissimo

    • @nella crosiglia

      Purtroppo è così: il cambiamento si rende necessario non solo per gli eventi positivi della vita, per puntare a nuovi ed ambiziosi traguardi, ma anche per sopravvivere agli eventi negativi.
      L’augurio per un solare fine settimana a te.
      ^_____^

  3. Un post molto interessante. Ho amato la frase finale: “È quando riusciamo a ridere delle nostre cicatrici che esse iniziano a scomparire”. Grazie compagno di compleanno.

    • @sherazade

      Cora è un personaggio che, ormai, vive di vita propria. Io devo solo cercare di non farmi seminare e seguirla, passo dopo passo.
      😉
      L’augurio per una solare settimana a te.
      ^____^

  4. molto bella la tua “visualizzazione” psicologica della “donna invisibile”, anche perché racchiude l’evoluzione femminile dagli anni ’60 ad oggi e la sua emancipazione; questo per dimostrare come nella cultura pop ogni messaggio non è per niente banale, anzi, supera le difficoltà di un difficile linguaggio intellettuale per entrare liberamente nelle nostre consuetudini. Probabilmente nella tua formazione questo ha giovato moltissimo, perché la positività letteraria delle tue protagoniste è eccellente, e colpisce subito, entrando direttamente nel cuore del lettore.

    • @il barman del club

      Susan Storm è sicuramente uno dei miei personaggi preferiti dei comics – sul versante femminile, tra le poche, della Marvel – ed è altrettanto vero che sono “cresciuto” leggendo le vicende del quartetto, vedendo la costante crescita di Sue. Merito dell’evoluzione del personaggio è del geniale John Byrne: cartoonist che ha saputo individuare in lei l’elemento cardine per gli equilibri del suo lavoro. La donna invisibile (prima “ragazza invisibile”) è l’autentica colonna del gruppo: esattamente come avviene nel nucleo famigliare con la figura della compagna, poi madre, della nostra società.
      Ti ringrazio per l’apprezzamento sentito che rivolgi ai miei personaggi femminili: da sempre focus di ogni mia storia.
      🙂

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