Lila, voodoo e cera da scarpe

Lila strabuzzò gli occhi, animando le efelidi sopra le gote del viso: sembrava una fata irlandese, una banshee uscita dai miti scozzesi. Le accadeva di non riuscire a trattenere una smorfia di perplessità, trovandosi di fronte a spettacoli incerti come quello. Il suo viso rifletteva pienamente le emozioni, procurandole spesso noie e smascheramenti. Forse, una delle rare situazioni in cui la cosa poteva non rivelarsi un problema, era proprio quella: il maestro Baron Turbe non le prestava alcuna attenzione, troppo impegnato nel suo rito.
Speriamo, chissà sia la volta buona si disse la sedicenne dai capelli ramati. Presa da un vago senso di scoramento, Lila aveva deciso di spingersi al sud, per raggiungere lo scopo della sua giovane vita; diventare una vera strega. Aveva letto di un celebre sacerdote che si trovava a Fuorigrotta: una sorta di santone capace di praticare alcune delle misteriose e suggestive cerimonie della religione Vodun, molto diffuse a New Orleans e ad Haiti. Appena conosciuto il maestro, che esercitava in uno dei più popolari quartieri napoletani, in una stanza adibita con maschere e ornamenti di ogni genere, candele e un altare al centro, Lila avvertì sensazioni contrastanti. Di buono c’era che Baron Turbe non le aveva fatto domande a carattere sessuale, né le aveva chiesto di spogliarsi nuda. A parte quello, l’uomo le destava comunque varie perplessità. Allampanato, nero come la notte, con barba bianca e pelato, aveva folte sopracciglia che si alzavano e abbassavano per via delle continue smorfie: Lila temeva fossero dei tic nervosi, perché il maestro ripeteva le stesse frasi, come se avesse dimenticato di averle pronunciate poco prima. Aveva rincorso una gallina per un buon quarto d’ora, per riuscire ad acchiapparla e stringerla al collo: con il fiatone, la sventolava a mezz’aria, come si farebbe con un fazzoletto.
«Maestro…» disse Lila, con timore, sollevando un dito «è proprio necessario fare del male a questa gallina? Io sarei, ehm, contraria alla violenza sugli animali.»
Baron Turbe si voltò verso di lei, come se la vedesse solo in quel momento. Il viso del maestro presentava vari graffi, dovuti alle reazioni agitate della pollastra, indossava una lunga vestaglia bianca – in netto contrasto con il colore della pelle – che presentava varie macchie e chiazze non ben identificate.
«Ragazza, il rito ha bisogno di un sacrificio per funzionare. Altrimenti i Bokor ci volteranno le spalle, lasciando campo libero agli Yoruba: non bisogna contrariare i Loa» le rispose il maestro. Lila comprese solo la minima parte del discorso. Chi fossero le persone nominate da Baron Turbe, era un mistero.
La gallina, probabilmente imparentata con un gallo cedrone, decise di tentare un’ultima sortita: piazzò una nuova serie di vistosi graffi sopra il voluminoso naso adunco del maestro e ingaggiò battaglia anche con il becco, chiocciando come una furia pennuta. Baron Turbe ne ebbe ragione dopo uno scontro cruento, il sangue imbrattò la vestaglia già sporca di suo. Senza fiato, seduto di peso sopra una panca, fece cenno a Lila di aspettare qualche istante, mentre la gallina ancora si dibatteva nel suo pugno. Quindi si alzò, avanzò claudicante verso lo stereo e lo accese: dalle casse ne uscì una canzone, che la ragazza con le efelidi parve riconoscere.
Lascia che il mio Voodoo lavori eh / Funziona con tutte ma non con te! / Latte di letto, talismani e fiori / È un filtro speciale fatto apposta per te.
La gallina, ispirata dalle note blues chiocciò. Mentre il colore scuro, simile a cera da scarpe che colava dal viso di Baron Turbe, insieme al sangue dei tagli, rivelò il bianco sottostante; la pollastra si mise d’impegno e l’uovo le spuntò dietro. Lila, allibita, guardò il finto cerimoniante che perdeva i pezzi e il complice sbucato dalla porta d’ingresso che metteva il palmo della mano sotto la gallina: «Guagliò…» disse il nuovo venuto «fagliene fare un altro, che stasera si mangia!»

Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2017. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Red Hair Girls” archivio web
Nella ideale parte di Lila ho scelto dal 2017 Chloë Grace Moretz.

30 risposte a “Lila, voodoo e cera da scarpe


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  2. mamma mia quanto tempo che non entro per bene….
    hai anche iniziato una nuova serie! sembra molto entusiasmante questa nuova avventura! lei è intrigante, sia nel tuo racconto, ovviamente, che nella foto che le hai abbinato!

  3. Alle galline piace stare al sole; rotolano su un fianco, allungano un’ala per esporla ai raggi, poi rotolano sull’altro lato e fanno lo stesso; una gallina che non vede mai il sole non potrà essere felice.
    (Jeffrey Moussaieff Masson)

    • @sherazade

      L’idea è questa, in quanto la cronaca è sin troppo drammatica. Ma nel modo giusto, con l’ironia, è possibile raccontarla.
      Felice fine settimana a te.
      ^____^

  4. Tu sei come una giovane / una bianca pollastra. / Le si arruffano al vento / le piume, il collo china / per bere, e in terra raspa; / ma, nell’andare, ha il lento / tuo passo di regina, / ed incede sull’erba / pettoruta e superba.
    (Umberto Saba)

  5. Non avevo letto mo caro questo tuo ultimo pezzo del tuo belissimo romanzo, ma come tu sai la salute non è delle migliori e spesso non entro nel pc.
    Peccato proprio che io non possa seguirlo come vorrei ma sai che ti apprezzo come sempre e più di sempre.
    Scusa questa mia svista e ancora grazie per ricordarti di me.
    Grazie mio caro e un sorriso come sempre solo per te

    • @nella crosiglia

      La prima cosa è la salute, per cui non devi assolutamente preoccuparti.
      L’importante è che tu possa star meglio.
      🙂
      L’augurio per una solare giornata a te.
      ^_____^

  6. Ho letto d’un fiato sia questo, sia il post precedente, Entrambi molto belli 🙂
    Spero per Lila che poi abbia saputo rispondere alla domanda di Camilla e che la telenovella sia piaciuta 🙂 Sicuro avrà capito come avere sempre pronta una buona frittata xD
    Un abbraccio 🙂

    • @Paola S.

      Sono convinto che, una volta recuperata la necessaria calma, Lila sia riuscita a far fronte alle domande molto personali che le venivano poste dalle persone a cui si è rivolta. In caso contrario, beh, ognuno di noi dovrebbe essere libero di conservare i propri segreti.
      😛
      L’augurio per un sereno inizio di settimana a te.
      ^____^

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