Belladonna è preservata

«Tutto a posto, ziu Asparu*?»
«Mm… mm… ma lascia stare le mie lenzuola: A lavari la testa au sceccu si perdi acqua, sapuni e tempu.** Nicola sta bene? È tanto che non lo vedo qui a cascina. A scuola va sempre?»
Soffoco un risolino e scuoto il mento in basso: zio Gaspare è quanto mi resti di più vicino a un parente. Burbero con tutti, tranne che con me e mio figlio. Intento ad appuntire un paletto di legno indossa la sua immancabile giacca nocciola, con il pelo folto e scarmigliato, da pastore di pecore. È seduto cavalcioni su un masso, dirimpetto ai quattro legni raggruppati, sotto un tetto di lamiera, che chiama cascina.
Ho una pesante cesta di biancheria sporca tra le braccia, come ogni fine settimana. Quando sono rimasta sola con Nicola, questo era il rifugio più sicuro in cui ripiegare. Il borgo di Spannaci, là sotto, appare in un mellifluo splendore e ogni pericolo sembra lontano. Pare un altro mondo: un posto cupo e soffocante, che ha fagocitato la stirpe dei Belladonna. Papà, mamma, fratelli e sorelle si sono risvegliati un mattino d’autunno, quando il freddo aveva spezzato le reni di una delle più calde estati siciliane. La neve aveva ricoperto le mura diroccate del castello medioevale e imbiancato il bosco intorno, il candore vicino a casa era intriso di macchie rosse, quando tornai indietro con Nicola. Ho dei ricordi confusi, di quei momenti. Non so come sono riuscita a non crollare. Immagino di doverlo al senso di protezione per mio figlio. E a questo arcigno allevatore di ovini, dalle scarpe grosse, amico di papà. Mi sento in colpa: ha già fatto così tanto per noi…
«Ziu Asparu, dovrò evitare di venire, per un po’.»
Lui continua a lavorare sul legno con un moto incessante del coltello, ma tira su con il naso. Il volto tondo, incorniciato da una folta barba bianca e da una riccia chioma di pari colore, resta impassibile. I suoi pensieri un enigma.
«Ci sono gli uoi che ti corrono ancora appresso?»
Evito di rispondere. Torno dentro cascina. Voglio lasciargli tutto in ordine e tenerlo fuori da questa storia. Con un pizzico di fortuna, nessuno dovrebbe avermi seguito. Uoi compresi, come li chiama lui: dei buoi grossi e stupidi, ma abbastanza pericolosi per creare dei problemi. Cercano di farsi strada nelle famiglie eliminando i presunti ostacoli all’autorità delle stesse.
Il movimento mi ha sempre permesso di vedere le situazioni difficili da un’ottica diversa. Non ne conosco la ragione. Forse è questione di ossigeno. Perciò attacco il pavimento lercio con straccio e detersivo, per il resto della mattinata, su e giù dalle scale che portano alla cantina dove zio tiene il vino. L’umore peggiora: temo che gli uoi possano nuocere a Nicola, prima di riuscire a escogitare il piano migliore per sbarazzarmi di loro. Asciugo la fronte sudata con la manica della camicia, cambio l’acqua del secchio e mi appresto a rifare le scale per l’ultima volta. Il rumore improvviso di legno spezzato sovrasta grida di persone. Salto sui gradini tre alla volta: ho il fiato corto quando raggiungo zio Gaspare, seduto sopra il solito masso. Ha il legno appuntito in una mano, il coltello nell’altra. La lupara spunta a mezzo metro da lui, adagiata sul fianco della cascina. Gli occhi spiccano da lui al recinto dei maiali: ricoperte di escrementi e ghiande, a quattro zampe, due figure umane singhiozzano scuse giurando di lasciare Spannaci e la Sicilia.
Zio ha l’aria soddisfatta. «Gli uoi non dovrebbero correre appresso a te. Stanno meglio in mezzo ai miei porci.»

*Zio Gaspare
**Lavare la testa all’asino fa perdere acqua, sapone e tempo.

Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2018. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Christina Ricci” dalla rete.
Nella ideale parte di Belladonna ho scelto dal 2017 Christina Ricci.

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22 risposte a “Belladonna è preservata


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    • @sherazade

      Grazie. Cerco solo di fare mia la direttiva base dello scrivere narrativa: mostrare e non descrivere. Ogni tanto mi riesce meglio che altre volte.
      😉
      L’augurio per una serena giornata a te.
      ^____^

  2. Il bullismo spezza i rami più belli che un ragazzo o una ragazza possiede. Poi il tempo passa e nasce un fiore nuovo. Chi non si arrende vince sempre. Il futuro che aspetta non lo si può deludere.
    (Ines Sansone)

  3. Belladonna ha un amico che la protegge. Certi tizi starebbero proprio bene in mezzo ai maiali.
    Buona nuova settimana, in attesa di nuovi episodi sulla nostra sicilianuzza 🙂

    • @ili6

      La nostra “sicilianuzza” ci terrà compagnia per tutta l’estate, fino alla pausa estiva del blog, e anche successivamente, nella ripresa di fine estate e nel prossimo autunno. Felice che sia di tuo gradimento.
      🙂
      L’augurio per una serena settimana a te.
      ^_____^

    • @audrey

      Ci sono scritti che parlano da soli, sono indipendenti alla mia volontà. Non so bene perché succede e credo non sia particolarmente importante saperlo, tuttavia posso affermare che accade con #Belladonna: lei si scrive da sola, io mi limito ad avere il privilegio di essere il suo primo lettore.
      🙂
      L’augurio per una solare giornata a te.
      ^____^

    • @Rosy

      Mi limito a essere un cronista di Spannaci “un borgo caratteristico noto per le produzioni artigianali, la pesca e la coltivazione biologica di olive e agrumi, tra le altre cose. Un paesino sui monti Madonie, a pochi chilometri da Enna, nel cuore della Sicilia: un luogo dove il tempo si è fermato.” Un borgo che, in realtà, non esiste. Eppure è lì che occhieggia, con i suoi personaggi coloriti e figli della loro terra.
      🙂
      Felice fine settimana a te.
      ^____^

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