Flash e la noia

noia

Sembrerebbe quasi strano pensarlo, eppure è così; oggi mi annoio. Il problema è molto semplice: sono una donna abituata ad essere sempre in movimento. Il mio lavoro, quello che mi permette di vivere e la mia più grande passione (sono fortunata in questo), è in pausa. Ho completato una serie di lunghi servizi per la rivista con cui collaboro assiduamente, contemporaneamente a quelli del mensile della stessa casa editrice (il mio vero “datore di lavoro”, per quanto una freelance possa ritenere di averne uno). Ho anche sistemato il mio appartamento; non ho mai tempo per viverlo più di quello necessario al sonno e, qualche volta, al mangiare. Però questa volta ho voluto fare le cose in grande, portandomi avanti persino con le pulizie. Peter è fuori città… potrei raggiungerlo, ma la sua lontana parente, presso cui si trova, ha gravi problemi di depressione e non desidera avere troppe persone intorno. Persino papà si trova distante; un viaggio in America per fare visita a mio zio, il suo unico fratello ancora in vita (ci penso mentre mi guardo attorno, alla ricerca di qualcosa di idoneo da indossare, con addosso solo un paio di jeans e reggiseno. I piedi nudi che si muovono nervosamente sopra un pavimento freddo). Le amiche? Quelle che varrebbe la pena di andare a trovare sono impegnate nel lavoro quotidiano (in fondo sono appena le tre del pomeriggio), oppure sono a spasso con i loro bimbi appena nati. Forse mi manca una famiglia; un figlio, o più di uno, da accudire, un marito da gestire… dopotutto sono una donna quarantenne (anche se non li dimostro). Ma, essenzialmente, sono uno spirito libero. Mettimi sopra un aereo per un servizio da seguire dall’altra parte del mondo, fammi attraversare il traffico cittadino per raggiungere la redazione del mio editore, fammi gestire una serie di album fotografici per la pubblicità… posso farlo. Non temo nessuna sfida. La sola che mi smonta è restare a mani vuote. La sola che mi opprime è la noia.
«Dove ho messo il biglietto da visita di quella nuova casa editrice?». Così la prendo di petto, tuffandomi verso un mondo che mi aspetta.

Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2017. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Sandra Bullock” e “Noia” dalla rete.
Nella ideale parte di Flash ho scelto dal 2010 Sandra Bullock.

Al principio de L’amore ferisce

af_promo_jhl_ritratto

Il mio nuovo romanzo L’amore ferisce, un New Adult con protagonista una giovanissima Cora, è disponibile in versione digitale (eBook) e in versione cartacea. Nel caso del volume su carta, puoi averlo tramite le migliori librerie ma solo su ordinazione. Per agevolarti nel tuo assaggio e per aggirare le difficoltà dell’editoria indipendente, mi piace pensare di averti invitato a scorrerne un lungo incipit in un’ipotetica presentazione. Buona lettura.

***

Da bambina credevo alle favole. Le ascoltavo dalle labbra di mio padre. Preferivo quelle con i principi: orridi rospi che diventano perfetti dopo un semplice bacio.
Le favole sono la prima grande fregatura, per una donna. Spingono a credere in qualcosa che non esiste.
Da mesi non vedo papà. Con le sue storie contribuiva a ingannarmi, ma mi proteggeva dall’esterno. Quando me ne sono accorta ho continuato ad assecondarlo. Così, se prima lo adoravo per la sua capacità di raccontare, poi ho continuato a farne il mio idolo per la sua determinazione nel tenermi al sicuro. Papà era un cappotto caldo contro i rigori dell’inverno.
Non potevo immaginare il futuro.
La vetrina delle scarpe mi porta a strane riflessioni. Sarà a causa del tacco dodici? Ci penso sopra mentre torturo la gomma tra i denti e il vetro mi restituisce un’immagine sorretta da gambe nude, magre e lunghe: quasi un’ironia per il mio metro e sessanta. Fino all’anno scorso avrei dovuto deglutire a vuoto: adesso potrei comprarmi la metà delle calzature esposte.
Cammino sotto i portici, passando di fianco a una libreria che espone uno degli ultimi libri che ho letto: un romanzo erotico di successo, una via di mezzo tra un rosa e il Kamasutra.
Sorrido, pensando a quanto sia profondo il confine tra realtà e fantasia. Perché le persone amano sognare, inseguire le illusioni. Magari, così facendo, ogni caduta appare meno rovinosa. È una brezza fredda a ricordarmelo. Un soffio insistente che solletica la pelle delle mie gambe. È umido, come l’abbraccio sgradevole della nebbia che non manca mai, scivolando tra lo smog e i timidi raggi del sole. Nonostante ciò, mi mancava Milano.
Quando ci vivevo, avrei voluto soltanto andarmene, abbandonare la frenesia e l’inquinamento. Poi ho visto Parigi, la sua arte, parlato la lingua dolce: mi sembrava che i sogni romantici potessero avverarsi uno dopo l’altro. Ho visto Berlino, i quartieri della moda, il suo grigiore così simile a questo. A Barcellona ho capito. Lì, la mia confusione è mutata in qualcosa di diverso. Ha preso forma. Sono diventata quella di oggi […].

! Aiuta un autore emergente !
! Regalati ora L’amore ferisce !

af_blog

Lo trovi in tutti gli store digitali. Ecco i principali:
Amazon Kindle Store >> QUI
Kobo inMondadori >> QUI
Apple iTunes >> QUI
Google Play >> QUI
Lo puoi avere su ordinazione nelle migliori librerie.
Ordinalo ora per averlo entro gennaio: idea perfetta per iniziare il 2017.

! Appena letto scrivi la tua recensione sullo store di acquisto !

Grazie! 🙂

Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2017. Tutti i diritti riservati.
Immagini © Copyright aventi diritto: “Jennifer Love Hewitt aka Cora” elaborazione grafica

28/12/16: dal diario di Prot

luna

Uno degli aspetti che mi ha sempre particolarmente colpito degli umani è il loro rapporto con coloro che li hanno concepiti. Sulla terra i rapporti con i propri genitori sono spesso fonte di problematiche dai risvolti inattesi. Prendiamo ad esempio il caso di Peter Mulligan, uno dei numerosi ospiti della clinica di Mark, Peter ha perduto i genitori quando la sua età misurava appena sette primavere. In quel periodo dell’esistenza, l’uomo sviluppa e perfeziona il carattere che lo accompagnerà per il resto della vita terrena. È un’età che potremmo definire “difficile e complicata”, un’età in cui si prende un modello comportamentale e, inconsciamente, lo si segue. Se quel modello comportamentale viene a mancare, per motivi che possiamo definire drammatici, il piccolo uomo matura una personalità zoppicante. Tuttavia il modello è indispensabile, come lo stesso Peter Mulligan mi ha dimostrato. Se non è il genitore deve essere una figura vicina; un parente stretto, un tutore. Se questo modello viene a mancare, il piccolo uomo corre rischi non indifferenti e il trauma può rivelarsi fatale.
“Peter ora non vuole più giocare. Peter aspetta mamma e papà. Gli hanno detto che arriveranno a prenderlo, quando la luna sarà ancora nascosta dalla luce del giorno, quando la luna non avrà ancora il coraggio di uscire per mostrarsi… Peter non ama la luna. La luna è cattiva e si mostra solo con il buio pesto”.
Peter Mulligan taceva per la maggior parte del giorno. Poi, prima che le ombre della sera arrivassero, riponeva i suoi giochi e pronunciava quelle poche ma significative parole. Ho conosciuto molti altri ospiti, nella clinica di Mark. Ma le figure dei genitori, per quanto i rapporti fossero complicati e spesso fonte di problematiche dai risvolti inattesi, sono insostituibili.
[chiusura file -click-].

daldiariodiprot_serial

Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2016. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Fotografias Surrealistas” pinwallpaper.xyz
L’interprete del film K-Pax, a cui è ispirato questo serial, è Kevin Spacey.

Lo sfogo di Flash

rabbia

Arrabbiata. Furiosa. Iraconda. Senza controllo. Qualche volta mi sento così. Il brutto è che mi sta accadendo un po’ troppo spesso, negli ultimi tempi. Guardo i notiziari alla televisione e rimango allibita: mi chiedo come sia possibile che la natura umana possa spingersi a tanta crudeltà. C’è di peggio e di più: padri di famiglia che fanno del male ai loro stessi figli o viceversa. Persone di cui ci si dovrebbe fidare, che dovrebbero rappresentare le radici e il punto fermo in una società difficile, complicata. Mi sono sempre rifiutata di accettare servizi di cronaca, quelle poche volte che mi sono stati offerti ho declinato gentilmente ma con fermezza. Io fotografare il frutto della violenza scaturito tra le mura domestiche? Sotto il tetto confortante di una chiesa? Dietro ai banchi di scuola? Non lo ho mai accettato e non succederà. Ho preferito tirare la cinghia per un lavoro perso che essere costretta a fare i conti con la mia coscienza. Lo sciacallaggio lo lascio agli altri, quelli con il pelo sullo stomaco e la morale sotto la suola delle scarpe. Però questo non mi esenta dall’affrontare situazione difficili e senza via di uscita. Prendiamo il caso di Francesca. Una madre di famiglia, lasciata dal marito e con un figlio da crescere, con tanti anni di onorata carriera alla scrivania del settimanale per cui anche io lavoro oggi. Eppure i suoi meriti, le sue qualità, la sua umanità, le sue necessità sono servite a qualcosa, ad avere un minimo di riconoscenza? No… quando si tratta di tagli del personale prestabiliti, non ci sono onori ma solo oneri. Così eccomi qui adesso; a vomitare tutta la mia rabbia, tutta la mia disperazione, tutta la mia frustrazione battendo i pugni contro il petto di Peter, dopo che nessuno si è degnato di ascoltarmi in redazione. Sono fortunata, io posso sfogarmi. Ho qualcuno che mi sopporta. E mai come oggi mi rendo conto di quanto sia importante. Penso a Francesca: su quale petto batterà i suoi pugni? Domani riprenderò in mano la mia digitale, domani mi occuperò di altri scatti. Ma per stasera lascio il fermo immagine.

flash_serial

Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2016. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Sandra Bullock” e “Skin and Mood” notalwaysright.com
Nella ideale parte di Flash ho scelto dal 2010 Sandra Bullock.

08/12/16: dal diario di Prot

prot_08dic

Ci sono momenti in cui, forse, per la notevole mole di notizie da riportare, mi rendo conto di non avere argomenti da registrare su questo mio diario. Apro un file, [una pagina di un liso quaderno a righe, secondo il mio dottore Mark] e mi fermo davanti allo spazio bianco. Credete che uno spazio privo di appigli sia uno spazio vuoto? Non è così. Certo, se siete abituati a seguire precisi schemi, precise rotte e argomenti, vi sentirete per qualche istante perduti; vi trovate davanti ad una finestra, un varco verso quello che vorreste dire e quello che non riuscite a riportare. Questo varco inghiotte la vostra coscienza, la risucchia in un vortice che parla una lingua sconosciuta. Perché, sappiatelo, nessuno spazio è privo di sostanza. Il vortice vi parla, sempre, senza mai interrompersi, siete voi che per una predisposizione sbagliata non riuscite a percepire ciò che vuole dire. Lo spazio bianco, il vuoto che dovreste riempire, ma senza sapere ancora da che parte iniziare a farlo, è una massa; una folla di persone che vi passano accanto. Avvertite le voci, i passi frenetici, credete per un momento di cogliere un volto conosciuto in mezzo a volti estranei. Ma la folla non vi permette di familiarizzare, è un corpo in movimento perpetuo che scorre attorno a voi, mentre siete fermi, perduti. Ed è proprio quando lo smarrimento è totale, quando la coscienza precipita dentro quel bianco infinito, che arriva la comprensione del tutto. Se non lo capite, ascoltate il mio suggerimento; provate a chiudere gli occhi. Provate a sentire quelle voci e afferratene soltanto una. Pensatela come il verso di un gabbiano mentre la vostra zattera va alla deriva di un mare in burrasca. Ascoltatela attentamente, come la musica più dolce che abbiate mai ascoltato. Aprite gli occhi e troverete davanti a voi una nuova rotta, troverete nuovi punti cardinali, troverete una traccia da seguire per scandagliare con fiducia lo spazio bianco.
[chiusura file -click-].

daldiariodiprot_serial

Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2016. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Maika González Archives” MujerAF
L’interprete del film K-Pax, a cui è ispirato questo serial, è Kevin Spacey.

Flash e il virtuale

flash_pc

In fondo non sono passati molti anni da allora, sebbene possa sembrare un’altra vita. Eppure non è stato sempre così. Quando ci si doveva incontrare, bastava un luogo di ritrovo comune: talvolta la biblioteca, altre volte il bar sotto casa, oppure il parco dall’altra parte della strada. Gli incontri avvenivano per il piacere che accadessero. C’era il volto, c’era la voce, c’erano gli odori, c’era il tatto. Oggi, anche se molte cose sono state abilmente replicate e molte altre lo saranno in futuro, non è più così. Lo vedo con i ragazzini del circolo di fotografia, tutti a chiedermi se ho un profilo sui social network. Lo vedo con la mia piccola amica al primo piano del palazzo di fronte, presente in ogni angolo della rete con le sue storie adolescenziali, le sue fotografie con le ultime scarpe alla moda.
Ora gli incontri avvengono sul web. Il progresso ha permesso di avere centinaia di amici, tanti quanti si potevano conoscere in una vita intera. I ragazzi trascorrono interi pomeriggi, intere serate a raccontare, spesso a un amico virtuale che non vedranno mai, le loro ansie e le loro gioie. Nascono amicizie e nascono amori, nascono delusioni e nascono dolori, nascono invidie e nascono rancori. Tutto viene vissuto amplificato, la cassa di risonanza non è più il quartiere e nemmeno la città: la cassa di risonanza diventa il mondo intero. In un certo senso vengono anche abbattuti i pudori e le riservatezze, si mira a condividere le proprie emozioni e le proprie passioni. Ma, lo ricordo, non è stato sempre così. Per chi ha conosciuto la realtà fuori dal virtuale, per chi è ancora capace di non lasciarsi catturare dalle mode del momento, esiste ancora la biblioteca, il bar sotto casa e il parco dalla parte opposta della strada. Esistono. Così chiudo le finestre, spengo il pc e gli interruttori della luce, rivesto la mia pelle con due dita di profumo ed esco. Con me la mia fedele macchina fotografica. Alle spalle un mondo virtuale che lascia spazio al reale.

flash_serial

Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2016. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Sandra Bullock” e “girl at pc” archivio web
Nella ideale parte di Flash ho scelto dal 2010 Sandra Bullock.

L’amore ferisce in Italia e Spagna

af_promo_jhl_store

Milano e Barcellona sono due delle città europee che sprigionano più fascino. La prima, non serve ricordarlo, è sovente ritenuta la capitale morale d’Italia, laddove la moralità è intesa semplicemente come un fattore d’importanza economica e culturale. Milano, insieme a Parigi, Londra e New York è conosciuta come la capitale della moda, perché qui hanno casa – e sede – stilisti e aziende che muovono l’industria mondiale del settore. La città lombarda regala sogni e futuro a modelli e aspiranti tali, perché il giro finanziario attraversa questa rotta. Un regno dorato, tale almeno appare osservandolo dall’esterno, nella leggerezza degli abiti e nello splendore dei gioielli, che ha in via Monte Napoleone il vertice del quadrilatero della moda. Dietro ogni facciata ci sono però i volti stanchi di chi deve necessariamente svolgere una parte, ci sono i vizi e la sregolatezza che hanno eco in ogni altra parte del mondo, sotto lo sfavillio delle paillette. L’amore ferisce, il mio nuovo romanzo disponibile in eBook e cartaceo con protagonista Cora, sfiora questo mondo con lo stesso atteggiamento che potresti avere di fronte alla scoperta di un nido d’api: grande cautela. Eppure le api sono indispensabili per la produzione di un nettare unico come il miele. Qualcuno deve metterci le mani in mezzo, magari con il rischio di prendersi spiacevoli punture. Cora decide di farlo: intraprende una carriera giudicata riprovevole per il senso etico. La sua è una scelta consapevole – ma non senza qualche ragionevole margine di dubbio – abbracciata dopo aver visitato le più importanti città europee: Londra, Berlino e, soprattutto, Barcellona. Sono molte le analogie tra il capoluogo della Catalogna e quello meneghino, dove la ragazza tornerà dopo un’iniziale fuga: luci, colori e tanta movida. Come molte medaglie è il lato nascosto a fare la differenza, un mare oscuro che giace sotto la superficie. Perché ogni storia d’amore, in fondo, è una medaglia a due facce; un nido di api destinato a produrre miele o a dispensare punture.

! Aiuta un autore emergente !
! Regalati ora L’amore ferisce !

af_blog

Lo trovi in tutti gli store digitali. Ecco i principali:
Amazon Kindle Store >> QUI
Kobo inMondadori >> QUI
Apple iTunes >> QUI
Google Play >> QUI
Lo puoi avere su ordinazione nelle migliori librerie.
Ordinalo ora per averlo entro dicembre: idea perfetta per il
Natale 2016.

! Appena letto scrivi la tua recensione sullo store di acquisto !

Grazie! 🙂

Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2016. Tutti i diritti riservati.
Immagini © Copyright aventi diritto: “Jennifer Love Hewitt aka Cora” elaborazione grafica

08/11/16: dal diario di Prot

gdc

“Il mio dottore dice che sto morendo.”
Nelle giornate trascorse dentro la clinica di Mark, il medico che più di ogni altro desiderava conoscere la verità, incontrai anche Michelangelo; uno degli ospiti più vecchi del complesso giunto alla fine della corsa che gli uomini chiamano ‘vita’.
“Ma io non temo la morte, lascerò dietro di me le mie opere. E quelle sì che sono immortali. Quelle sopravvivranno ai rigori del tempo, ai dottori e ai pazienti, ai geni e ai pazzi.”
“Perché hai voluto vedermi Michelangelo?”
“Volevo sapere se anche voi… voi che venite da un altro pianeta, dovete sottostare alla legge della morte”.
Nel suo letto di dolore riusciva a mantenere una lucidità a tratti, quando le pastiglie placavano la sua carne, cercava di nutrire lo spirito, prima di affrontare il fatale momento sempre più vicino.
Era affascinante discutere con Michelangelo, era in grado di descrivere dipinti, sculture, architetture con dovizia di particolari. Perché quello era il suo mondo e lo aveva esplorato a fondo. A suo modo anche lui era un alieno proveniente da un altro mondo. E ancora non smetteva di esplorare, neppure di fronte all’ultima porta prossima all’apertura.
“Su K-Pax esiste il termine della vita, esattamente come esiste sulla terra. Non vi diamo particolare importanza, lo accettiamo. È parte del percorso compreso nella nascita. Quando ce ne… andiamo, avviene con la consapevolezza del momento. In quell’istante valutiamo il cammino lasciato alle spalle, ogni cosa che abbiamo costruito. Perché questo è il senso della nostra esistenza; vivere intensamente ogni giorno dei nostri anni.”
Lui mi guardò con un cenno di comprensione, distendendo le labbra con un sereno sorriso a segnargli il volto.
“Io non temo la morte, lascerò dietro di me le mie opere. E quelle sì che sono immortali. Quelle sopravvivranno ai rigori del tempo, ai dottori e ai pazienti, ai geni e ai pazzi.”
[chiusura file -click-].

daldiariodiprot_serial

Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2016. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Giorgio de Chirico” hotels-sicily.net
L’interprete del film K-Pax, a cui è ispirato questo serial, è Kevin Spacey.

Flash e Angela

flash5_1

Li guardo mentre si passano le posate e quasi non mi sembra vero di essere riuscita ancora una volta nella impresa: si tratta di un piccolo grande successo, uno di quelli da scolpire nella roccia, ritrovarsi alla stessa tavola con papà e mamma. Mia sorella Carlotta è all’estero, dall’altra parte del mondo, ma non potevo in nessun modo permettere a questo di saltare la nostra cena di famiglia. Lei è qui con noi, anche se a migliaia di chilometri di distanza. Esattamente come Angela, che è in un posto da cui non tornerà mai più. E questo è il decimo anno dalla sua partenza.
«Mi passi un po’ di sale, Giovanna?»
«Eccolo. Hai sempre l’abitudine di salare troppo quello che mangi, a quanto vedo. Che cosa ti ha detto il medico?»
Una tregua. Ecco di cosa avevano bisogno, una piccola pausa una volta l’anno. La sola in grado di riavvicinarli e di farli sembrare una coppia ancora unita. So quanto durerà; lo spazio di una cena. Il momento di ritrovarsi per ricordare. Poi tutto ritornerà come prima. Papà si dimostrerà insofferente alle osservazioni mosse da mamma e riprenderà la sua strada senza voltarsi indietro. Mamma si stancherà di parlare con qualcuno che non presta il minimo ascolto e si richiuderà nel suo mutismo. È una scena andata in onda molte altre volte e dall’esito scontato. Prima mi impegnavo, per cercare di farli ragionare e convivere, poi ho cercato di passare oltre e comprendere come sia impossibile risanare un rapporto che non ha più il minimo fondamento.
Ma anche questa volta ci sono riuscita. Riuniti. Per Angela.
Sono istanti da contare sulle dita di una mano, in cui il prezzo da pagare sembra irrisorio, in confronto alla pace che riescono a trasmettere alle nostre anime.

flash_serial

Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2016. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Sandra Bullock” archivio web
Nella ideale parte di Flash ho scelto dal 2010 Sandra Bullock.

L’amore ferisce tra passato e presente

af_testata

Uscito in eBook l’11 luglio e subito dopo anche in formato cartaceo, L’amore ferisce è il mio nuovo romanzo. Nonostante le correzioni e gli adattamenti, si tratta del mio libro più lungo, con le sue duecentoventi pagine. La storia è quella di Cora, l’escort che da qualche anno compare sullo spazio virtuale di questo stesso blog. Di riflesso è anche la storia di Bianca, nome reale della procace ragazza dai capelli tinti di rosso. In L’amore ferisce sono svelati i motivi che hanno spinto Bianca ad assumere panni e ruolo di Cora. E, come intuibile dal titolo, le ragioni non saranno delle più felici. Tuttavia il romanzo, completamente inedito, vuole catturare lo spirito che il personaggio ha mostrato nel corso delle sue prime quattro stagioni. L’intento è quello di spingere al sorriso, come pure alla riflessione, ai valori del sentimento e alla mutevolezza della vita. A questo punto del suo percorso, ho ritenuto opportuno offrire a Cora un approfondimento che racconti brevi e autoconclusivi non potevano accentuare. In alcuni frangenti potrà somigliare alla ragazza oggi diventata, in altri mostrerà aspetti caratteriali del tutto nuovi. Questo perché le persone cambiano e maturano in direzioni, talvolta, inaspettate. Ci sono sette/otto anni di separazione tra la Cora che appare nel blog e quella del romanzo: nel libro è una giovane donna non ancora ventenne, nel pieno delle problematiche di fine adolescenza, tra conflitti e ansie tipiche dell’età. È un momento particolarmente critico per la formazione psichica, come ben sappiamo dopo esserci passati: crisi depressive, schizofrenia e bulimia potrebbero trovare terreno fertile proprio nel passaggio verso l’età adulta. Questa delicata fase dell’esistenza investe Bianca con lo stesso impatto di un treno in corsa. Spesso, nei racconti del blog, ti chiedi da dove possa derivare la forza interiore con cui Cora affronta la maggior parte delle situazioni: in L’amore ferisce troverai le risposte e una cara vecchia nuova amica.

! Aiuta un autore emergente !
! Regalati ora L’amore ferisce !

af_blog

Lo trovi in tutti gli store digitali. Ecco i principali:
Amazon Kindle Store >> QUI
Kobo inMondadori >> QUI
Apple iTunes >> QUI
Google Play >> QUI
Lo puoi avere su ordinazione nelle migliori librerie.
Ordinalo ora per averlo entro novembre: idea perfetta per il Natale 2016.

! Appena letto scrivi la tua recensione sullo store di acquisto !

Grazie! 🙂

Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2016. Tutti i diritti riservati.
Immagini © Copyright aventi diritto: “Jennifer Love Hewitt aka Cora” elaborazione grafica

Ondine, la ragazza del mare

ondine

Per qualcuno potrà sembrare un azzardo, e non posso biasimarlo, però, per quanto mi riguarda, inserisco Ondine – il segreto del mare tra le pellicole fantasy che ho maggiormente amato sino a oggi. In effetti, la scheda del film presente su wikipedia, non mi smentisce del tutto: il lavoro di Neil Jordan, con protagonisti Colin Farrell e Alicja Bachleda, è annoverato tra il genere drammatico e fantastico. Sebbene possa rientrare nel fantasy soltanto grazie a un’ambientazione incantevole, e ad un paio di situazioni prive di spiegazione logica.
Amo i simbolismi, le metafore, le introversioni e la delicatezza. Nella scrittura, come nel cinema. Ondine è una pellicola che rispecchia molte di queste caratteristiche: una fiaba reale, una realtà nella fiaba. Syracuse, soprannominato Cyrcus, un pescatore che vive sulle coste di un’Irlanda suggestiva, è un ex alcolista che faceva il clown. Ha una figlia, Annie, gravemente ammalata ai reni, che dimostra la straordinaria capacità sognante di tutti i bambini. Tra loro, pescata dalla rete di Cyrcus, arriva Ondine, una ragazza avvolta nel mistero, sopravvissuta inspiegabilmente all’annegamento. Annie però una spiegazione ce l’ha: Ondine è una selkie, un personaggio uscito dalle leggende, appartenente al mare, e che diventa umano quando esce dall’acqua. Cyrcus, incredulo, inizia a raccogliere nella rete una quantità enorme di pesci. Perché, in barca, porta con sé Ondine e lei canta al mare.
La realtà, come sempre, è diversa dalle fiabe. Il regista Neil Jordan, autore anche della sceneggiatura, lo racconta senza intaccare la straordinaria atmosfera del suo film; privo di effetti speciali, dal ritmo lento e carezzevole, Ondine è pervaso di una magia che fa bene al cuore, di quella vera: senza bacchette magiche, offre uno spaccato di umanità che vuole ancora credere alla redenzione.
Girato nella penisola Beara, nel sud-ovest dell’Irlanda, il film riesce, in modo molto sottile, a far credere inizialmente che Ondine sia una ragazza tratta in salvo dal mare. Soltanto in seguito, con lo scorrere delle immagini e delle situazioni venutesi a creare, lo spettatore sospetta la ragazza di una natura diversa, rispetto a quanto visto nelle sequenze del suo salvataggio. Ci troviamo davanti a una fiaba oppure a un mistero dalle basi molto umane? Non lo svelo. Non per guastare la suspense della pellicola a chi deciderà di vederla, o rivederla, dopo queste mie righe. Ma proprio perché, anche davanti alla conclusione del film, alcuni quesiti restano piacevolmente irrisolti. Lo spettatore ha la responsabilità di credere a una versione realistica o a una versione fantasiosa, grazie alla propria esperienza e sensibilità. Molti sono comunque i messaggi lanciati dal regista Jordan: il rapporto tra la solitudine dell’uomo di fronte all’immenso mistero del mare, la necessità ad armarsi del coraggio e della volontà per superare l’infelicità, il bisogno di avere fede nell’amore per permettere a questa straordinaria forza di crescere e avvolgerci.
Annie: Non mi piace affatto.
Syracuse: Lei canta per i pesci e li cattura.
Annie: Quindi qual è la storia?
Syracuse: C’era una volta…

ondine_sposi

Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2016. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Ondine” immagini da vari siti.