04/06/09: dal diario di Prot

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/media3a7af52379ded8fe9f6381d2413deb99.jpg” cannot be displayed, because it contains errors.


“Per quale motivo non dovrei provare anche io a lanciarmi nel cielo? ho il mio mantello rosso, ho una esse disegnata sopra, ho calzamaglia e stivali. Io posso essere come te, tu mi credi vero?”
Carl Dreamfall è una delle persone che più ha segnato la mia permanenza nel reparto psichiatrico diretto da Mark. Per il mio dottore si trattava soltanto di un paziente tra gli altri, affetto come gli altri da gravi disturbi della psiche. Per me si trattava invece di una personalità.. affascinante [Szath si divertirà davvero quando gli descriverò le differenze prospettiche mie e di Mark].
Rappresentò il punto di svolta. Il preciso momento in cui il mio dottore iniziò a nutrire seri dubbi sulle sue dottrine. Se Carl si fosse lanciato nel vuoto, come ovvio, si sarebbe schiantato al suolo dal tredicesimo piano. E Mark avrebbe finalmente potuto contrassegnare come negativa la mia influenza tra i residenti del complesso psichiatrico e chiudere la mia pratica. Alcuni infermieri si stavano precipitando lungo le scale, altri si stavano ammassando sotto la finestra, ognuno di loro era teso e preoccupato, agitato.
Tranne Carl ed io.
Lui appariva felice, al centro dell’attenzione che desiderava. Io gli parlavo con calma; “Vorresti limitarti al cielo, Carl? perchè non mi scrivi anche tu un componimento? perchè non provi a seguirmi verso casa?”
Non gli avevo offerto di raggiungere le nuvole vicine e visibili; gli avevo offerto l’ignoto, la gioia e la paura.
Carl scese dalla finestra ed iniziò a scrivere.
[chiusura file -click-].

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/media6a17d7ffcfe44a460908142278816bd3.jpg” cannot be displayed, because it contains errors.

Autore testi: Keypaxx © Copyright 2009. Tutti i diritti riservati.

25/05/09: dal diario di Prot

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/mediafb4c3628e54ee708e39b60df43ff0053.jpg” cannot be displayed, because it contains errors.

Nella clinica dove si trova il reparto psichiatrico diretto da Mark ho conosciuto molti umani dalle personalità differenti. Ognuno di loro con un fascino caratteristico, ognuno di loro con potenzialità tali da oscurare i dottori che credevano di essere in grado di farli cambiare.
Molti erano rinchiusi per amore.
Un’amore per il ruolo che rivestivano nella società portato agli eccessi. O per un innaturale bisogno di affermare se stessi. Oppure per un sentimento verso altre persone. In tutti i casi “amore” è un termine comune nella vita umana, un desiderio che unisce gli esseri viventi in cerca di un proprio completamento.
Un desiderio controverso, in quanto tenta di soddisfare un bisogno di differenza e di uguaglianza, tenta di unire gli estremi ma anche i simili. Se l’altro non somigliasse all’individuo che prova il sentimento, se non potesse rispecchiarsi e riconoscere in sensazioni che lo riflettono, l’amore probabilmente non nascerebbe. E non nascerebbe neppure se l’altro somigliasse troppo, se fosse una sorta di replicante.
È uno stato di precario equilibrio perennemente in bilico. Incostante eppure saldo, bisognoso di continue rassicurazioni, espansione illimitata di una ragione che pone confini quotidiani. Una crescita e un arricchimento, il tentativo di aprire l’uno e portarlo all’unione. Una forza primordiale stupefacente che però, se non ricambiata, stimola una letale necessità di distruzione ed autodistruzione.
Un soffio che  invade, una ricerca continua, ma anche la volontà di controllarla, per non essere travolti.
[chiusura file -click-].

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/media25c6e084cfefc804496cf20698a566e8.jpg” cannot be displayed, because it contains errors.

Autore testi: Keypaxx © Copyright 2009. Tutti i diritti riservati.

20/05/09: dal diario di Prot

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/mediaad7fc24007b6c827b747d729adfdbc60.jpg” cannot be displayed, because it contains errors.

L’uomo vive in un clima di paura. Teme quello che può essere il suo futuro e si barcamena nell’incertezza. La sua perenne rincorsa verso la sicurezza, per ironia, lo conduce verso l’insicurezza. Si aggrappa alla ricchezza materiale trascurando l’arricchimento interiore, la curiosità che alimenta la crescita è turbata dal caos di un’esistenza costruita su misura.
E così si affida alle leggende, alla parola di chi non conosce perchè non crede più in se stesso.
Eppure su K-Pax abbiamo vissuto abbastanza per sapere che l’universo è un cerchio in continua evoluzione. Ogni cosa si ripeterà nel tempo con la stessa medesima frequenza, all’infinito. Questo significa che ogni errore che commetteremo, ogni passo falso che ci capiterà di compiere in questa realtà, si ripeterà per sempre. Il tempo è ciclico, e l’uomo deve attraversare i propri errori per raggiungere un tempo di serenità completa.
Ma l’errore più grande, lo sbaglio che assolutamente deve evitare di commettere, è esitare. Non è restando fermi nelle proprie posizioni che possiamo salvarci dagli sbagli, ma affrontandoli uno alla volta. Perchè se è vero che il tempo è un ciclo chiuso e ripetitivo, è anche vero che esso è una spirale, con ogni spira diversa per ogni differente angolazione.
Ecco; quando l’uomo lo comprenderà appieno, quando saprà davvero credere in se stesso, le possibilità saranno… infinite.
[chiusura file -click-].

« Voi potete cambiare la vostra worldline per il meglio o per il peggio, così come posso farlo io.  »
(John Titor)

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/mediaa45e706d8711b9be5303d2ff99c6108e.jpg” cannot be displayed, because it contains errors.

Autore testi: Keypaxx © Copyright 2009. Tutti i diritti riservati.

27/07/08: dal diario di Prot

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/mediab4ce7e8477c603c076b6ac80b09fc128.jpeg” cannot be displayed, because it contains errors.

Il 27 luglio giunsi a delle considerazioni parzialmente conclusive. Un’altra cosa importante che merita un file dedicato di questo mio diario.
Ho imparato che l’uomo è sempre in movimento.
Lo è quando da bambino comincia a prendere a calci un pallone sul pavimento di casa, quando il pavimento lascia posto ad un prato e il bimbo diviene adolescente. Quando corre per raggiungere i propri simili su una spiaggia assolata e si tuffa nell’acqua salata del mare.
Al mattino per districarsi nel quotidiano della vita lavorativa, la sera per ricongiungersi alle mura domestiche ed intraprendere altre attività ricreative. Non si ferma mai.
Afferra quello che di materiale può raggiungere a seconda della posizione che la società umana stessa gli permette. Talvolta raddoppia il suo movimento, per scalare posizioni che altrimenti potrebbe soltanto vedere assegnate ad altri.
Il movimento è basilare nella sua esistenza.
Quando non avviene, per un qualche contrasto o incidente di percorso, l’uomo si sente perso. La scala che si è prefisso va in frantumi, ed egli crolla in un limbo fatto di incertezza e dubbio. Un oblìo la cui risalita gli costa fatica, sudore, procurandogli profonde cicatrici.
E se la risalita non avviene le conseguenze sono disastrose, letali.
Eppure, se solo si fermasse volontariamente, se soltanto non lo considerasse un’incidente di percorso, se utilizzasse la sosta come fase positiva e costruttiva della vita, l’uomo sarebbe destinato a raggiungere le stelle.
E l’oblìo, quell’oblìo così temuto e ricacciato, diverrebbe un recipiente di sogni da realizzare.
…Poi giunse il raggio di luce che mi prelevò.
Inizio e fine di questo diario.
Lasciai domande, lasciai il desiderio di trovare delle risposte.
[chiusura file -click-].

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/media36e2998ba519c49d92abfb21ab2a0dbb.jpeg” cannot be displayed, because it contains errors.


Autore: Keypaxx © Copyright 2008. Tutti i diritti riservati.

Immagini elaborate dalla rete. Sono © dei rispettivi organi o persone aventi diritto.

21/07/08: dal diario di Prot

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/media212ea97fc95ed3a6ccdf30518a359109.jpeg” cannot be displayed, because it contains errors.

“Perchè stai sorridendo?”
ricordo ancora la domanda che mi pose Mark, il mio dottore, come se me l’avesse fatta ieri.
Per un motivo che mi sfugge [tendo a scordare i dettagli secondari], qualcuno chiamò la polizia mentre camminavo nella metropolitana della città di Mark.
Mi dissero alcune cose quando mi presero per le spalle accompagnandomi verso l’esterno [parole che ho dimenticato.. altri “dettagli”] e mi condussero attraverso il frastuono prodotto dal metallo contro il metallo, dal rumore dei motori, dal brusìo delle voci. Vedevo corpi ammassati in un piccolo spazio, alcuni in piedi, altri sdraiati o seduti e malmessi.
Rumore.
Anche fuori dalla metro le cose rimasero perlopiù immutate; le persone correvano in uno spazio più ampio, il metallo correva su ruote di gomma ed i veicoli apparivano più piccoli, le voci si perdevano nell’aria ma erano compensate da suoni diversi e più accentuati.
Ancora rumore.
Quandò arrivò, il mio dottore si unì con gli elementi di sfondo. Aggiunse altra voce alle voci, altro corpo ai corpi, altro metallo al metallo.
Altro rumore.
Cercò di mostrarsi diverso, provò a mostrarsi sereno e rilassato, senza riuscirci; i pensieri lo resero trasparente. Per quanto tentasse, in fondo, era soltanto un uomo tra gli uomini.
“Perchè stai sorridendo?”
Non ebbi il tempo di rispondere, allora. Ma non posso scordare quello che vidi [dopotutto sono solo i “dettagli” a non essere importanti, a poter essere dimenticati]; una colomba.
Volava sopra di noi, volava sopra il rumore.
Ora Mark, capisci perchè sorridevo?
[chiusura file -click-].

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/mediad29408cd1c8a60a13796e81eada6cdfb.jpeg” cannot be displayed, because it contains errors.


Autore: Keypaxx © Copyright 2008. Tutti i diritti riservati.

Immagini elaborate dalla rete. Sono © dei rispettivi organi o persone aventi diritto.

11/07/08: dal diario di Prot

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/media187104fa08fdc7835b9e45e874c75467.jpeg” cannot be displayed, because it contains errors.


Queste sono le mie osservazione riguardo il soggiorno sul pianeta “Terra”.
O per meglio dire [registrare]; il periodo di tempo trascorso tra le creature che si fanno chiamare “uomini”.
Ho calcolato che almeno il 94,5% di questo tempo è stato impiegato per farmi deviare da quello che credevo, verso quello che sarebbe dovuto essere.
In questo riconosco loro una particolare abilità.
L’impatto vissuto la notte in cui sono giunto sul pianeta non era dato dal flusso di trasporto del boomdotto, ma da un assassinio che mi ha privato di moglie e figlia.
I miei colloqui privati non erano dei rapporti mentali con Szath e relative discussioni sullo sviluppo delle teorie, ma dei discorsi sconnessi avuti con il mio cane Labrador in seguito al trauma per la tragedia.
Se questo fosse vero, anche ora non starei registrando il file sul mio diario personale. Ma più semplicisticamente riporterei a penna e su carta dei sogni confusi. Ciò stimolerebbe la mia curiosità sulla materia dei sogni.
Perchè se è vero che essi sono legati ad una realizzazione allucinatoria di un desiderio inappagato nella vita diurna, quali sarebbero i miei veri desideri? Forse viviamo esistenze parallele?
Ciò che sognamo è reale in una visione di vita e ciò che viviamo è solo sogno in una visione opposta?
Magari sono ancora seduto, di fronte ai rottami della mia auto e della mia stessa esistenza.
Magari sono nello spazio, in viaggio verso K-Pax.
In entrambi i casi, sogno e realtà proseguono il cammino lungo binari paralleli.
[chiusura file -click-].

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/media80898b40b9e5f38a0ec7aa5bc9287099.jpeg” cannot be displayed, because it contains errors.


Autore: Keypaxx © Copyright 2008. Tutti i diritti riservati.
Immagini elaborate dalla rete. Sono © dei rispettivi organi o persone aventi diritto.

06/07/08: dal diario di Prot

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/media09f56929d8ba6fee11db521cc581137e.jpeg” cannot be displayed, because it contains errors.


Il mio dottore mi credeva pazzo.
Non perchè gli parlassi di cose che un “normale” essere umano non dovrebbe sapere, e nemmeno perchè riuscivo a scuotere pazienti imbottiti di pillole semplicemente trattandoli come miei uguali.
Il vero motivo per cui Mark mi credeva pazzo era per la mia forma.
Ogni creatura vivente ha una sua forma tra le tre geometriche principali; il triangolo, il quadrato ed il cerchio.
I terrestri, secondo il giudizio di Mark, appartengono alla forma del quadrato.
Ogni lato è uguale all’altro, ogni lato coincide con quello di un altro quadrato, ogni lato si può facilmente identificare e… inquadrare.
Persino il tringolo, che ha un lato in meno ed è molto più spigoloso, ha la sua specifica funzionalità ed attitudine.
Ma ciò che Mark davvero temeva, ciò che non gli dava alcuna pace, era che io non appartenessi a nessuna delle due semplici forme base; il mio dottore sospettava che la mia forma fosse invece quella del cerchio.
E non sapeva come prendere l’esatta misura del mio lato.
Le singole facce di un quadrato e di un triangolo, le puoi immaginare come i muri di una casa, come le pareti di una cella. Da qualsiasi prospettiva le vedi, sai quello che stai vedendo.
Ma non in un cerchio.
Il cerchio non ha punti di riferimento, il cerchio è sfuggente, mostra quello che vuole mostrare e non quello che credi di osservare.
Esattamente come la vera forma dell’universo; sferica.
Io credo che gli esseri umani possano ambire ad essere un cerchio. Mark invece vedeva solo quadrati e triangoli.
Questa era la sostanziale differenza.
[chiusura file -click-].

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/mediaa921de3f5907ac51986823ca791e8037.jpeg” cannot be displayed, because it contains errors.


Autore: Keypaxx © Copyright 2008. Tutti i diritti riservati.

Immagini elaborate dalla rete. Sono © dei rispettivi organi o persone aventi diritto.

01/07/08: dal diario di Prot

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/media53a7cc5101bf3a4b6e1c662d0d05ed68.jpeg” cannot be displayed, because it contains errors.


Mi chiedo come sia possibile che l’uomo sia riuscito a sopravvivere a se stesso. Se prendo ad esempio il mondo che ho toccato [sognato forse], sino alle 5.51 di mattina, ora dell’Est, del 27 luglio scorso, mi pongo un’infinità di domande.
Quella palla di fango che chiamano semplicemente “Terra” ha vissuto così tanta negatività nella sua esistenza celeste… [devo ricordarmi di parlarne a Szath].
Provengo da una razza che ha analizzato le meraviglie del cosmo, che ha assistito alla nascita di soli e buchi neri. E’ passata indenne attraverso eoni [almeno questo è quanto mi sembra di ricordare], convivendo con le creature animate o inanimate che la circondavano.
Eppure sul pianeta “Terra”, così non mi è stato dato a pensare.
L’uomo ha bisogno di un governo, per governare gli altri uomini.
Ed il governo ha bisogno di tanti altri piccoli governi per controllare tutti gli altri uomini del pianeta.
Stabilisce delle leggi, eppure non le rispetta. Stabilisce cosa sia il bene ed il male, ma non rispetta neppure questo.
E’ come un enorme mastodonte formato da tanti corpi intenti a mordersi la coda.
Non rispetta i suoi simili, non rispetta le cose che lo circondano, non rispetta le cose che crede di poter creare.
E’ un essere totalmente.. bizzarro.
Ho anche trovato della speranza; ma essa era rinchiusa in celle quadrate con le sbarre alle finestre; questi umani non erano considerati dagli altri, venivano trattati come elementi difettosi [dovrò verificare con Szath dove possa nascondersi un difetto che non esiste].
Eppure è il primo pensiero che ho analizzando la mia esperienza su “Terra”;
hanno rinchiuso la speranza.
Mi chiedo come sia possibile che l’uomo sia riuscito a sopravvivere a se stesso…. non ho ancora trovato risposte
[chiusura file -click-].

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/media0e3df6ec875290fd617804a69bd8bc88.jpeg” cannot be displayed, because it contains errors.

Autore: Keypaxx © Copyright 2008. Tutti i diritti riservati.
Immagini elaborate dalla rete. Sono © dei rispettivi organi o persone aventi diritto.