Leggere e ascoltare

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Un mio vecchio professore di tecnica artistica aveva una tesi piuttosto ardita: “quando leggi, scrivi o disegni, non puoi anche ascoltare musica”. Per diversi anni ho creduto avesse ragione. Se ascoltavo la radio, mentre mi impegnavo sopra le pagine stampate di un libro, le note somigliavano a un mormorio sonnolento e, come accade talvolta dopo pranzo, il senso di pesantezza si impadroniva di me, interferendo con lo studio. Quindi, da questo punto di vista, il mio professore aveva ragione? Sì, ma anche no. Ci sono situazioni in cui non puoi impedire alla mente di ascoltare musica. Capita, ad esempio, se leggi di determinati luoghi che hai visitato. Magari in un solitario viaggio in auto, mentre dal finestrino vedi scorrere le montagne o il paesaggio brullo. Capita anche se viaggi in quei luoghi in compagnia, in auto con amici o parenti, mentre, in un clima allegro e spensierato, fischietti proprio le note del tuo brano preferito. Ogni libro, saggio o romanzo, ha la sua precisa colonna sonora. Perchè le parole sono evocative, richiamano immagini e situazioni vissute. Lo sono anche per chi scrive, quando delinea il carattere del personaggio che sta presentando, magari per conferire maggior incisività e credibilità alle sue azioni. Tami, in Luna senza Inverno, ha una sua colonna sonora. E quest’ultima non è soltanto legata all’indole indomita della giovane ragazza – se mi fosse servito questo singolo aspetto, la scelta ideale sarebbe ricaduta sulla prima Alanis Morissette -: la musica degli U2 ha una sua ragione più ampia e sottile. La band di Dublino, con il suo sound trascinante in grado di colmare le grandi distanze, ruvido e melodico al tempo stesso, ricco di calde ballate ed elettronica d’avanguardia che unisce l’antico al moderno, mi è parsa la soluzione migliore per rispecchiare il carattere di Tami e, specialmente, l’ambiente in cui si muove. In Luna senza Inverno lo spazio, libero e vasto, è al servizio della narrazione. I brani, come l’iniziale I Still Haven’t Found What I’m Looking For, riescono a sottolineare lo stato d’animo, soggetto a repentini cambi d’umore, e le situazioni particolari vissute dalla giovane meticcia. Soffermandoti sul testo di questa canzone, e leggendo le pagine del romanzo in cui essa compare, credo, sarai d’accordo con me:
Ho scalato la montagna più alta. Ho corso attraverso i campi. Solo per stare con te. Solo per stare con te. Ho corso, ho strisciato. Ho scalato questi muri della città. Questi muri della città. Solo per stare con te. Ma non ho ancora trovato quel che sto cercando. Ho parlato la lingua degli angeli. Ho tenuto per mano un diavolo. Era calda nella notte. Io ero freddo come una pietra. Credo nel regno che verrà. E allora tutti i colori sfumeranno in uno. Sfumeranno in uno. Beh, sì, sto ancora correndo.
Disseminate nel libro, figlie delle scelte di Tami e di quanto il destino ha deciso di farle vivere, troverai anche altre canzoni da ascoltare con lei. Chissà quale sarà la tua…

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Il mondo dei Kachina

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Il termine Kachina ricorre spesso nella cultura dei nativi Hopi. È utilizzato per descrivere personalità e oggetti differenti. Esistono gli spiriti Kachina: gli antenati, legati alla natura e al mondo animale, che compaiono sotto forma astratta e raffigurano forze morali e naturali. Appaiono agli Hopi durante le cerimonie sacre e possono dispensare, a seconda dei casi, protezione o punizione. La tribù prega affinché gli spiriti Kachina portino loro la pioggia per le coltivazioni, risolvano problemi di natura sociale o li perdonino per qualche mancanza compiuta. Ci sono poi i danzatori Kachina, mascherati come gli stessi spiriti che rappresentano e consegnano ai bambini delle statuette intagliate nel legno, copia identica delle maschere. Le bambole Kachina, nonostante riproducano le oltre trecentocinquanta personalità degli spiriti da cui prendono il nome, non sono considerate sacre al pari di altri oggetti e non sono destinate ai soli cerimoniali: vengono commercializzate. Intagliate nel pioppo nero, dipinte con cura artigianale e decorate con strisce di pelle, perline e piume, sono facilmente reperibili sul mercato internazionale. A prezzi molto spesso popolari. Le più recenti, opera degli artisti Hopi contemporanei, sono scolpite nel movimento della danza. A differenza delle precedenti che hanno, invece, una postura statica. Scrivendo Luna senza Inverno e volendomi addentrare nel misticismo del popolo Hopi, mi sarebbe stato impossibile non trattare l’argomento dei Kachina. La religione, il Credo, la danza, la spiritualità e persino, come detto, il commercio dei Kachina, per gli Hopi, hanno fondamentale importanza. Il concetto è ripreso dalla figura di Red, mentore di Tami, che nel romanzo evince proprio questo aspetto indissolubile. Red, con il nome amerindio Aquila del Vento, è l’uomo sacro degli Hopi. Si addossa la responsabilità di coltivare e mantenere il patrimonio culturale e religioso della tribù. Funge da perno alle vicende attorno cui ruotano le azioni di Tami e degli altri attori. È una figura forte e affidabile, trasmette questa tenacia in un modo del tutto personale – come scoprirà chi legge il romanzo e, se lo hai letto, ricorda di scrivere le tue impressioni sullo store di acquisto, per aiutarmi a divulgarlo -. Il suo peso spirituale potrebbe ricordare, nonostante le differenti tematiche, un elemento come il Gandalf di Tolkien o meglio ancora, essendomi affettivamente più vicino, l’Allanon di Brooks. Luna senza Inverno non è però un fantasy e il comportamento di Aquila del Vento, pur camminando su sentieri simili ai due personaggi citati, è inevitabilmente un altro. Allanon e Gandalf accompagnano, fisicamente, i loro protetti lungo il tortuoso percorso che li attende. Li proteggono e si ergono a simboli del Bene. Un Hopi, di indole pacifica, con lo stendardo dei Kachina, deve trovare un metodo diverso. Tami, costretta ad affrontare il destino a lei preparato, non avrà al suo fianco l’eroe simbolo, perché sarà lei stessa a farsi carico del fato degli Hopi. Dimostrando come il confine tra umanità e mitologia, per quanto profondo, possa essere alla portata della straordinaria capacità che risiede in ognuno di noi: la volontà.

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Presentazioni fisiche e virtuali

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Si è concluso, da diverse settimane, il BlogTour Luna senza Inverno. Se segui questo Blog, molto probabilmente, anche tu hai un tuo Blog e il significato di questa parola ti è familiare. Con mio stupore ho riscontrato, invece, una difficoltà generale, quando ne ho parlato con amici che non ne hanno uno o ne ho scritto a persone che frequentano social network come facebook, google plus, twitter ecc. È strano. Almeno per me. Poiché scrivo sui Blog dal 2005, esattamente da dieci anni. È comprensibile; la tecnologia compie ogni giorno passi da gigante e le novità di adesso saranno obsolete tra un anno. Dieci anni fa, la maggior parte delle persone che navigano ora in rete, nemmeno conosceva facebook – per non parlare degli altri social network, tutti nati successivamente -. Nel 2015 le tendenze si sono rovesciate: difficile trovare qualcuno non iscritto ai social, facile invece trovare utenti che non sappiano neppure cosa sia un Blog. A facilitare le preferenze è la stessa comunità virtuale. Se sei su un social network, come si intuisce dalla parola stessa, socializzare è lo scopo principale. Caduto Splinder, piattaforma tra le più attente e capaci in termini di comunità, per i blogger è rimasto molto poco. WordPress e la stessa Blogger, benché superiori tecnologicamente, non hanno strumenti validi alla socializzazione tra gli utenti: non esiste il senso di comunità. L’utente si trova, a parte i suoi contatti personali, perso in rete. I Blog sono perciò al tramonto? Non credo proprio. Chi ne abbandona uno a favore di facebook e similia, lo fa anche per mancanza di tempo e di volontà. Chi resta sul diario in rete, come viene tradotto dal termine originale web-log, contribuisce a fornire argomenti, approfondimenti e tematiche potenzialmente di spessore.
Nati per presentare le peculiarità gastronomiche e territoriali, i BlogTour sostituiscono, in rete, il lavoro che i normali giornalisti compiono sul territorio. Al posto dei giornalisti troviamo dei blogger, con un potere mediatico, talvolta, superiore ai professionisti della stampa. Specie perché può trattarsi di giornalisti in erba, o di giornalisti on line, o di critici attenti e preparati e, comunque, specializzati. Dalla cucina, i BlogTour si sono ampliati ai viaggi. Per coprire, bene o male, la maggior parte dei settori produttivi, commerciali e artistici. Ovviamente non poteva mancare il settore della narrativa. Presentare un libro attraverso degli incontri virtuali non è un ripiego a quelli fisici, anzi.
Organizzare il BlogTour Luna senza Inverno ha richiesto un’attenta regia, l’individuazione di Blog e Blogger immersi nella narrativa e dalla diversa personalità. La stesura di articoli di approfondimento strettamente legati al romanzo, alle sue origini e alle tematiche attorno ad esso. Nelle nove tappe virtuali, abbiamo chiacchierato tra i partecipanti, soddisfatto curiosità e ampliato gli argomenti trattati. Una delle differenze sostanziali con la presentazione all’interno di una libreria è la durata. Un BlogTour può essere consultato sempre. Rimane oltre il tempo della data fissata. Se non hai ancora partecipato, puoi farlo adesso. Leggi QUI il calendario e scorri i link con i vari Blog. Lascia traccia del tuo passaggio con qualche parola e aiutami a divulgare Luna senza Inverno.

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Yuma, Sedona e le altre

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Quando scrivo, l’ambientazione assume un’importanza fondamentale nella caratterizzazione della trama e dei personaggi. Ho letto da qualche parte, probabilmente in uno dei manuali di scrittura e dintorni che conservo o aggiungo alla mia libreria, di come questo sia un aspetto piuttosto trascurato da molti scrittori e autori. Può trattarsi di una questione di stile, il volersi concentrare su determinati aspetti, piuttosto che altri. Per me l’ambiente è parte integrante della storia: la definisce e ne traccia il percorso. Così è per Steve Travel, che si muove in uno sconfinato paesaggio immerso nella neve eterna. Così è per Tami, che in Luna senza Inverno parte da uno dei luoghi più caldi e soleggiati dell’intero pianeta: Yuma. In rete non si trovano approfondimenti particolari su questa cittadina – e neppure su una discreta parte delle altre città statunitensi – in lingua italiana. Wikipedia, insostituibile fonte di documentazione on line, dedica a Yuma quattro (!) righe di descrizione. Questione ben diversa se, sulla stessa famosa enciclopedia libera, si cercano notizie in lingua inglese. In quest’ultimo caso, la pagina è ricca di dettagli e approfondimenti sul clima, sulla geografia, sulla storia, sull’arte e la cultura – solo per citarne alcuni -. Si scopre allora che Yuma ha il più alto tasso di disoccupazione degli Stati Uniti, che la famosa prigione a cui si sono ispirati diversi western è oggi chiusa a causa dei tagli. Oppure che il sole splende per il novanta per cento del tempo e che, nei tardi anni novanta, la cittadina ha subito l’assalto dell’uragano Nora. Il fiume Colorado scorre a confine tra Arizona e California, e Yuma assolve il compito d’importante centro di passaggio per gli autotrasporti. Già con queste sintetiche informazioni iniziali è possibile crearsi un quadro abbastanza fedele per la traccia di una storia. A rinforzo di Wikipedia, aggiungo migliaia di pagine lette sulle graphic novel e altrettante lette su saggi, riviste, quotidiani e romanzi. Per l’Arizona del Sud non è difficile: il territorio aspro, ricco di conflitti storici, terra d’indiani Navajo e Hopi, ben si presta alla regia di film, documentari e alla stesura di libri. Per esempio, Tony Hillerman, famoso antropologo americano, ha costruito la sua carriera di scrittore giallo proprio narrando della frontiera americana. Ispirando altri autori e registi. Con pazienza e volontà, insomma, dopo qualche difficoltà iniziale, su Yuma è possibile raccogliere una documentazione ricca e accattivante. A sufficienza per aggiungere il protagonista territoriale, tra le pagine di Luna senza Inverno. Un autore metodico e solido, potrebbe, a ragione, accontentarsi e sfornare qualche centinaio di pagine senza eccessivi patemi d’animo. Di sicuro potrebbe funzionare, per un romanzo storico o per un giallo. A me non basta mai: se non mi trovo nei guai, faccio di tutto per cercarli. Ho pensato “perché non ambientare parte del romanzo in quel segmento di Arizona che pochi han degnato di attenzione nelle loro scorribande narrative?” È toccato a Sedona. Cittadina nota per la sua anima pacifica, per il mistero e la magia della new age, per le sue affascinanti rocce rosse. Il crescendo dell’intreccio narrativo accompagna il percorso della lettura, lasciando alle spalle la bollente solidità familiare di Yuma per tuffarsi nell’ignoto di Sedona. Accompagnando la crescita interiore di Tami. Ci sono riuscito a legare ambientazione e personaggi, come era nelle mie intenzioni? La risposta non spetta a me. Buona lettura.

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Tu sei protagonista

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Da quando è uscito, a ridosso dell’estate 2014 il mio nuovo romanzo Luna senza Inverno, mi sono adoperato per cercare di farlo conoscere; in rete e fuori dalla rete. Negli ultimi anni, come ben saprai, i libri stanno vivendo un periodo difficile ed è sorta l’affermazione-provocazione che vuole gli autori più numerosi dei lettori. L’avvento degli eBook ha portato a un incremento del numero di pseudo scrittori in circolazione, rendendo una situazione iniziale già traballante ancora più caotica e implosiva. In definitiva, se fino a una decina di anni fa affermarsi nel mondo dei libri era un obiettivo ardito e temerario, ai limiti del possibile, attualmente la situazione è persino peggiorata. Ben consapevole di ciò – rispetto al 2007, a quando cominciai a progettare il mio primo romanzo – mi sono armato di pazienza e volontà, al fine di allargare la presenza in rete, moltiplicandomi all’interno dei social network (pur senza amarli, come ho sempre dichiarato apertamente), tentando di prendere contatto con le classiche “persone che contano” e ricevendo, nel 90% dei casi, delle sonore porte in faccia. Ho cercato dei relatori, per far loro svolgere il ruolo di mattatori durante le presentazioni in libreria – ma se non sei un nome affermato, saranno ben in pochi a risponderti anche un semplice “forse” – e conducendo, poi da solo, le mie prime apparizioni in pubblico. Ho cercato di non perdermi mai d’animo, aiutato anche dalla generosità delle persone che hanno espresso, e bontà loro proseguono a farlo, il loro parere positivo nei confronti della mia scrittura. Luna senza Inverno, come anche il mio primo romanzo a suo tempo, merita ogni sforzo possibile. Per la passione, la documentazione e l’affetto di cui è intriso. I nativi americani sono guardati con simpatia e ammirazione, a parole, da moltissimi lettori. Fanno parte della loro fanciullezza, vissuta nei giochi tra bambini, fanno parte anche della loro età più adulta, con gli approfondimenti e la consapevolezza di cosa sia significato vivere in quel luogo e in quel periodo storico. Tami, interprete principale del romanzo, rispecchia la donna moderna e le difficoltà che vive ogni giorno, confrontandosi con un mondo tipicamente maschile. Utilizzo, non a caso, la parola “interprete”. Poichè protagonista non è mai il personaggio principale di un libro: lui – o lei – ha il compito di proporti una realtà, di fantasia o reale (oppure entrambe, come nel caso di Tami), di farti riflettere e metterti a conoscenza di alcune situazioni a te sconosciute o poco approfondite. In Luna senza Inverno puoi incontrare gli Hopi, una delle tribù native più carismatiche, puoi vivere le leggende indiane e assaporare uno spaccato inedito del fascino dell’Arizona. Tuttavia, protagonista reale del libro, rimani tu. Con il tuo acquisto, il tuo parere scritto e, soprattutto, il tuo passaparola: unica forza straordinaria completamente e solo tua, la più grande e importante di tutte. La sola a decretare o meno il successo di un libro. Con l’avvicinarsi del Natale, quale migliore occasione per regalartelo e regalarlo?
Acquista adesso l’eBook presso il tuo store preferito e, al tuo regalo, aggiungerò il mio: mandami per e-mail la copia QUI entro il 20 Dicembre 2014 e provvederò ad autografarla per la persona che vorrai (compreso te, nel caso sia un acquisto personale) entro 48 ore dalla tua richiesta. Ti rispedirò l’eBook insieme a un omaggio: il racconto fantasy L’errante cavaliere.
Il migliore augurio al libro è il suo acquisto.
Ti ricordo la pagina ufficiale del romanzo, per sapere dove trovare eBook (disponibile subito) o brossura (disponibile solo su ordinazione), QUI.
Me la dai una mano?

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Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Luna senza Inverno” Alberto Camerra.

Lupi tra leggende e realtà

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In un romanzo, molteplici sono gli elementi di focus: dal personaggio principale della storia, all’ambiente circostante che caratterizza e condiziona lo svolgere stesso della trama, alle presenze del mondo animale. Nel caso di Luna senza Inverno, nonostante richiami più o meno velati – come, ad esempio, l’aquila – una parte fondamentale spetta al lupo. Si tratta di un animale totemico; capace cioè di portare sopra le proprie spalle una moltitudine di significati diversi. Secondo i mongoli è l’antenato di Gengis Khan, mentre i nordici lo associano a Tyr, il signore delle battaglie. In Etiopia, si narra, tra leggenda e verità, che esista una specie di lupi, dalla criniera rossiccia, talmente veloce, che quando corre sembra stia volando. Per gli indiani d’America, argomento strettamente legato a Luna senza Inverno, il lupo proviene dalla costellazione del Leone: la medesima responsabile della venuta degli antichi maestri che indottrinarono i primi nativi americani. Unità e famiglia – gli amerindi si chiamano, tra loro, “fratelli” -, caratteristiche predominanti nella natura del lupo, sono concetti molto radicati nei pellerossa. Quest’animale rappresenta la forza dell’inconscio, ma anche l’oscurità, dove albergano i mostri tenuti nascosti dalla nostra psiche. Incarna la conoscenza interiore ed conosciuto come “guardiano della grande porta”, l’aldilà. È fonte di notevole energia e aiuta a ritrovare la strada perduta. In Luna senza Inverno, l’ambiguità del lupo, peculiarità che appartiene spesso a quanto non conosciamo, è un gioco sottile: ne avvertiamo l’esistenza anche quando non appare. Anzi, probabilmente è proprio la sua assenza, il suo mostrarsi a sprazzi a renderlo ancora più importante. Di certo è basilare per Tami, mossa da ragioni differenti, ma incapace di ignorarne la figura. C’è una leggenda, attribuita agli amerindi, che da qualche tempo compare in rete. Riguarda la luna e i lupi:
In una calda notte di luglio di tanto tempo fa un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava a più non posso.
In cielo splendeva una sottile falce di luna che ogni tanto giocava a nascondersi dietro soffici trine di nuvole, o danzava tra esse, armoniosa e lieve.
Gli ululati del lupo erano lunghi, ripetuti, disperati. In breve arrivarono fino all’argentea regina della notte che, alquanto infastidita da tutto quel baccano, gli chiese:
– Cos’hai da urlare tanto? Perché non la smetti almeno per un po’?-
– Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto più piccolo della mia cucciolata. Sono disperato… aiutami! – rispose il lupo.
La luna, allora, cominciò lentamente a gonfiarsi. E si gonfio, si gonfiò, si gonfiò, fino a diventare una grossa, luminosissima palla.
– Guarda se riesci ora a ritrovare il tuo lupacchiotto – disse, dolcemente partecipe, al lupo in pena.
Il piccolo fu trovato, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio. Con un gran balzo il padre afferrò il figlio, lo strinse forte a sé, felice ed emozionato, ma non senza aver mille volte ringraziato la luna. Poi sparì tra il folto della vegetazione.
Per premiare la bontà della luna, le fate dei boschi le fecero un bellissimo regalo: ogni trenta giorni può ridiventare tonda, grossa, luminosa, e i cuccioli del mondo intero, alzando nella notte gli occhi al cielo, possono ammirarla in tutto il suo splendore.
I lupi lo sanno… E ululano festosi alla luna piena.

Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2014. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Iwolf” Jessica Tremp.

Un viaggio interiore

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Ti stai preparando per le ferie estive? Magari sei tra i fortunati che possono ancora permettersi, con sacrifici, di progettare una breve vacanza in qualche luogo di villeggiatura. E, data la perdurante cattiva situazione economica in cui versano molti di noi, non è cosa da poco. A volte non occorre fare grandi preparativi: è sufficiente staccare la spina dal quotidiano, lasciarsi alle spalle i problemi e immergersi in un ambiente diverso. Il viaggio è da sempre la soluzione migliore per ricaricare le batterie. Sia che ami il mare, la montagna o il lago. Personalmente ho viaggiato molto meno di quanto avrei desiderato fare, fino a questo momento. Un po’ come Emilio Salgari: ho sostituito la biblioteca con la rete, quest’ultima fonte indispensabile della documentazione necessaria per comporre i miei scritti – non sostituisce certo i libri, ma permette approfondimenti globali -. A Salgari è attribuita una famosa frase: Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli. Pur con le dovute distanze siderali, ho in comune con l’autore veronese anche la predilezione verso il genere esotico-avventuroso. L’ambientazione è una tematica fondamentale, nelle storie che scrivo: le caratterizza e le plasma, spingendo i personaggi ad agire di conseguenza, talvolta subendone il fascino selvaggio. Luna senza Inverno si svolge in Arizona e Tami, la protagonista principale del romanzo, è costretta ad attraversare lo stato da un capo all’altro. I dettagli del suo viaggio sono perciò indispensabili, per favorire la trama e l’immedesimazione. In realtà, a differenza dell’immenso Salgari, senza per questo minimamente volermi accostare a un’inarrivabile classico di ogni tempo, i miei viaggi, per quanto possano essere dettagliati e apparire singolarmente unici, sono soltanto un pretesto. Il luogo, così cullato e amato, appassionante e caratteristico, è una semplice finestra. Mi interessa quello che c’è dietro, quello che nasconde. Tami in Luna senza Inverno compie un lungo percorso, supera pericoli e imprevisti, ma il vero viaggio, il più importante, è il tragitto interiore. Quello intrapreso anche da te, quando riprendi il controllo della tua vita. Un percorso necessario per capire quanta strada hai lasciato alle spalle e la direzione in cui la tua meta si trova. Potrà sembrarti diverso, crederai di ricorrere al viaggio esclusivamente per piacere e relax. Eppure quante volte ti è successo, ripresa l’attività quotidiana, di capire come il viaggio abbia influito sulle tue scelte? Può interrompere una relazione o crearne una nuova, può mostrarti una situazione sotto un’ottica differente. Il viaggio di Tami è la ragione che muove l’intero romanzo. Perchè conoscere se stessi è l’obiettivo più sottovalutato e sbalorditivo che ci sia.
Buone vacanze e buon viaggio a te!

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Civilmente selvaggia

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La storia dei nativi americani è nota, bene o male. L’epoca in cui i cattivi erano rappresentati da indigeni a petto nudo, dalle pitture sgargianti sul viso, armati di arco e frecce su cavalcature portate dai coloni europei, è superata da un pezzo. Le generazioni passate sono state ingannate da numerose pellicole, in cui l’eroe di turno era raffigurato da un cowboy rude, ma giustificato dalle circostanze, che ricorreva a fucile e pistola per salvarsi da furie rosse con piume tra i capelli. Per decenni, il generale Custer è stato dipinto come un impavido difensore senza macchia e solo in seguito qualcuno ha avuto l’intraprendenza di mettere in dubbio le sue gesta. In anni recenti, anche i film han cominciato a mostrare una realtà diversa, riguardo i cacciatori di scalpi – usanza ereditata, guarda caso, dai civilissimi inglesi, che spingevano gli amerindi a scalpare i loro nemici -. Questo è quanto accadeva ieri ed è risaputo: il genocidio delle razze rimane sopra i libri di storia. Che dire però delle sue conseguenze? Pellicole, spettacoli, libri contribuiscono ad evidenziare cosa è stato fatto ai nativi americani, concentrandosi sulle enormi colpe di una società autodefinitasi civile, ma è sufficiente raccontare cosa è stato per ripulire le coscienze?
Luna senza Inverno
è nato in un contesto attuale, muovendosi tra gli amerindi di oggi. Quelli rinchiusi dentro le riserve, ma anche quelli che le hanno lasciate sperando di trovare un futuro diverso, rispetto ai limiti imposti. Tra tutte le tribù ancora esistenti, quella maggiormente legata alle tradizioni, tanto da diffondere nelle scuole la propria lingua nativa, c’è quella degli Hopi. Il popolo pacifico, come ama autodefinirsi, conta una nutrita comunità indipendente all’interno della riserva Navajo nel nord-est dell’Arizona, vicino alla Contea di Coconino. Tami, la protagonista del romanzo, è una giovanissima meticcia: Hopi da parte di padre e americana da parte di madre. La ragazza si dimostra subito complessa da gestire: considerata una mezza selvaggia, indecisa sul retaggio da seguire, in un territorio difficile come quello dell’afosa Yuma. La città è al confine con il Messico ed è tra i posti più soleggiati e caldi della terra. Tami ha vissuto un’infanzia complicata, tra singhiozzi trattenuti e lacrime sopra il cuscino. È cresciuta tentando di dimostrare sempre qualcosa, in un mondo sordo alle sue richieste. Ha trovato un’amicizia imprevista, un amore contrastato e uno spasimante irriducibile. La giovane, ribelle e di fronte a una maturazione sofferta, non è solo un pretesto per affrontare la tematica controversa dei nativi americani dei nostri giorni. È quanto ogni uomo e donna, presto o tardi, deve toccare: un desiderio di libertà così forte da fare male.

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Presentazione Luna senza Inverno

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L’uscita del mio nuovo romanzo poneva il problema di presentarlo, come doveroso, tra le pagine di questo blog. Riportandone la trama, uno stralcio, qualche parola sui protagonisti, sull’ambientazione, sui perchè e percome mi abbiano portato ad affrontare questa nuova impegnativa avventura. Lo farò: approfondendo alcuni argomenti e rispondendo riguardo ad altri. Ma non oggi. Amo percorrere strade nuove e mi sembrava l’occasione giusta per sentire una voce differente e fuori dal coro. Soprattutto obiettiva. Ne ho approfittato per chiedere alla mia nuova editor di farlo. Rischiando di non avere sconti su un parere che sapevo professionale e sicuramente da un’ottica inedita.
Buona lettura.
🙂
***
“Quando iniziai a collaborare con Alberto Camerra nell’editing del suo nuovo lavoro Luna senza Inverno, non sapevo con quale tipo di testo avrei avuto a che fare. Non conoscevo l’autore, non avendo ancora letto niente di suo prima di quel momento. Le notizie che avevo ricevuto erano state sì preziose ai fini della comprensione della trama, della ricostruzione dell’ambientazione spazio-temporale, ma non mi permettevano di desumere cosa mi aspettasse dal punto di vista della resa delle espressioni e dello stile. Iniziai pertanto la lettura con grande curiosità. Nell’introduzione, l’autore sembra comunicarci una sua grande esigenza, vale a dire quella di richiamare l’attenzione di chi legge sulla necessità che l’uomo fermi, o quanto meno moderi, l’azione di dominio assoluto nei confronti del paesaggio naturale. Questa necessità pare provenire da un moto interno e si trasforma in pensiero che va al di là della visuale che a lui si offre fuori dalla finestra. Il suo sguardo si compone con quello del lettore. Gli occhi si affacciano su larghe distese di campi, ne assaporano il profumo e arrivano lontano. Lo sguardo giunge in uno spazio senza limiti né definizioni arbitrarie, tagliate a comando dalla mano dell’uomo. Gli individui respirano all’unisono con l’ambiente che li circonda, non sovrapponendosi con prepotenza ad esso ma accompagnandolo. È questo il campo senza limiti dei nativi d’America. La mano dell’uomo bianco ha deciso di allontanare popoli interi dalle proprie radici, non curandosi della devastazione della loro dignità e del loro rapporto con il paesaggio naturale. Tami è una giovane donna destinata a condurre un’esistenza di compromesso: per metà il suo spirito appartiene a quel popolo che ora si trova davanti ad un’importante decisione. L’altra parte di sé si adatta con difficoltà, mista spesso a tormento, alla maniera di vivere troppo spregiudicata di uno dei genitori. Il dualismo interiore sembra far da contrappunto alla congiuntura esterna. Tami è contesa da due ragazzi, anche loro appartenenti a due realtà contrapposte. Attraverso le immagini che le giungono dalle sue esperienze che vanno al di là dei sensi e della ragione, la ragazza prende coscienza della grande responsabilità che una sorte più grande e più infinita ha deciso di affidarle. L’autore ne delinea la personalità con tratti delicati ma anche molto precisi. Chi legge non potrà non subire il fascino di questa donna. La sua forza e la sua determinazione saranno compagne della sua dolcezza. La narrazione si snoda attraverso l’accostamento scenografico e temporale di situazioni diverse. Il lettore apprezzerà la visuale composita, attraverso cui si dipana il racconto. Gli intervalli di tempo quasi si combinano a formare gli intrecci della sorte, a districare le vicende della giovane Tami. L’autore persuade il lettore a continuare, proponendogli nuove alternative, attraverso uno stile sobrio ma mai arido ed una forma narrativa omogenea e fluida. Sarà difficile, a fine lettura, mettere un punto fermo e non ritornare con la mente, con pensiero complesso e nostalgia, alle pagine di Luna senza Inverno“.
Concetta D’Orazio
[editor e autrice]

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Immagini © coperte da Copyright: “Luna senza Inverno eBook-brossura“.

BookTrailer ufficiale di Luna senza Inverno

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Qualche settimana fa ti ho presentato l’anteprima BookTrailer del mio nuovo romanzo: #lsi anteprima – in quanto non avevo ancora comunicato il titolo del libro in uscita, preferendo utilizzare le iniziali dell’intestazione -. Oggi ti presento il BookTrailer ufficiale del romanzo e il suo titolo definitivo: Luna senza Inverno. Se mi stai seguendo anche su AlbertoCamerra.com, il mio Sito-Blog ufficiale (iscrivendoti alla newsletter puoi scaricare diversi omaggi), oppure sui vari social network a esso collegati, forse hai già avuto occasione di vederlo la scorsa settimana. Postarlo prima su questo blog non mi è stato possibile per due motivi: desideravo che il romanzo fosse uscito, almeno in eBook (la brossura arriverà, spero, entro il mese di giugno, ma non è ancora nota la data ufficiale); la programmazione dei post è maggiormente dilatata e più curata, rispetto ai social network. Questi sono alcuni dei link per la versione digitale (eBook), ti basta cliccare sopra lo store preferito: Amazon, AppleKobo, laFeltrinelli e potrai acquistare immediatamente il libro. Il mio consiglio è lo stesso usato per #lsi anteprima: approfitta della visione più di una volta. Troverai una sintesi della trama, atmosfere e i luoghi in cui il libro è ambientato. Sui perchè e percome avremo modo di tornarci in seguito: è un lavoro che ho seguito e coltivato nell’arco di parecchi mesi, ormai due anni. Le tematiche all’interno del romanzo sono diverse e spaziano dal tema evidente in copertina, a quelle non meno importanti ed altrettanto sentite. Ricordati di regolare, per primo, il volume del tuo pc (o tablet, o telefono). Poi hai due scelte: cliccare sul box qui in basso, che ripropone il video a dimensioni ridotte, oppure cliccare su questo LINK e passare direttamente su YouTube (nello spazio “informazioni” troverai anche la sinossi di Luna senza Inverno), dove dopo una prima visione partita in automatico, hai la possibilità di rivederlo in versione HD. Su YouTube ti è sufficiente cliccare sulle icone della finestrella scura, in basso a destra, vicino al simbolo dell’orologio e dell’ingranaggio, sopra il rettangolino: fatto ciò, la finestrella si ingrandirà e, cliccando sul lato opposto, sopra la freccia che gira in senso orario, potrai riavviare il video. Buona visione. 🙂


Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2014. Tutti i diritti riservati.
Immagini © Copyright aventi diritto: “Luna senza Inverno” Alberto Camerra