Provengo dal 2036

https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/mediad31b4ae5c9491a2aabda659b401eeb13medium.jpg


I forum sono luogo di incontro e di discussione tra i vari frequentatori della rete, ne esistono per ogni gusto e per ogni tipologia e sono talmente appetibili che, parrebbe, siano in grado di stimolare anche i viaggiatori del tempo. Perlomeno questo è quanto sarebbe accaduto nel 2000, quando un certo John Titor affermò di provenire dal 2036 per mezzo di una non meglio precisata macchina del tempo.
Originario dalla Florida diede alcune versioni di quello che dovrebbe rappresentare il nostro futuro (ed il suo passato): negli Stati Uniti, a partire dal 2005, si sarebbero manifestate una serie di tensioni sociali con conseguente guerra civile nel 2008, la terza guerra mondiale scoppierebbe nel 2015 scatenata dalla Russia. Lo scopo di Titor era quello di recuperare un computer IBM/5100 ancora utile come base informatica nel 2036, avrebbe rivisto la sua famiglia e il se stesso bambino. Se molte delle affermazioni del “viaggiatore del tempo” risultano prive di fondamento, molte altre non sono ancora verificabili.
Il credito di cui gode è dovuto alle minuziose conoscenze informatiche verificate dai più importanti tecnici della stessa IBM e alla anticipazione riguardante i buchi neri in grado di provocare tunnel per gli spostamenti temporali. Anticipazione scoperta soltanto un anno dopo le dichiarazioni del visitatore. Per molti indagatori di quello che si è verificato essere un vero e proprio “fenomeno di studio”, John Titor è un impostore. Tuttavia, grazie anche alle recenti scoperte scientifiche, il viaggio nel tempo intrapreso da lui sarebbe possibile attraverso la manipolazione dei buchi neri. Una tecnologia che però ancora oggi non sappiamo padroneggiare.


https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/mediad58cde86705272324adbef12bcb8a9d7medium.jpg

Autore testi: Keypaxx © Copyright 2006-2010. Tutti i diritti riservati.

L’altra faccia della Luna

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/media5c15a0e80128aa324f0f60209e2a6fad.jpg” cannot be displayed, because it contains errors.

L’uomo è sbarcato sulla Luna il 20 luglio del 1969. E il primo uomo a compiere dei passi su un territorio diverso da quello terrestre è Neil Armstrong; comandante della missione Apollo 11. A testimonianza di questo sbarco venne lasciata una targa che recita questa frase:
“Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 d.C. Siamo venuti in pace, a nome di tutta l’umanità.” 
Dopo quello sbarco e in seguito alcuni altri sempre relativi al programma Apollo, nessuna altra potenza mise più piede (fisico) sulla Luna. Sembra questione piuttosto naturale considerando gli scarsi vantaggi e gli elevati costi necessari per le operazioni di sbarco.
Sebbene rimane ancora un mistero da chiarire tra le varie parole che Armstrong pronunciò quel fatidico giorno, oltre alle ormai celebri “Houston, qui base della Tranquillità. L’Eagle è atterrato” e “questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità”,  avrebbe detto anche altro. Parole che alcuni addetti ai lavori non meglio identificati avrebbero riportato:
“Sono tanti… ci aspettano… vogliono che ce ne andiamo…” Il comandante Collins, dalla sua postazione-guida, avrebbe intimato all’astronauta di proseguire la missione per evitare il diffondersi del caos. Prende perciò corpo l’ipotesi che la “passeggiata lunare” sia avvenuta tra sguardi minacciosi di alieni tenuti fuori dal campo visivo delle telecamere. Alcuni addirittura sostengono che lo sbarco non sia mai avvenuto e che si trattasse di una montatura propagandistica ordita da Kennedy, lo proverebbero le ombre al suolo, diverse da quello che la luce solare proietterebbe sulla Luna.
Mistero lunare? forse, tuttavia Armstrong non ha mai smentito le prime parole che pronunciò e gli ordini ricevuti da Collins.

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/media80d98d654979f9636ee3840d7cf613e9.jpg” cannot be displayed, because it contains errors.


Autore testi: Keypaxx © Copyright 2009. Tutti i diritti riservati.

Fenomeni paranormali

Quante volte incappiamo in un fenomeno paranormale? Più di quante possiamo pensare: dai medium televisivi a quelli nei baracconi, dal cinema alla letteratura e persino qui sul mio blog (per chi ha letto Esdy).
Si perchè un “fenomeno paranormale” è, sostanzialmente, un fenomeno inesistente per la scienza o anti-scientifico, inspiegabile e anomalo.

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/media1ab4c11508ac2b166948ce0dd6233fc4.jpg” cannot be displayed, because it contains errors.


Uri Geller per esempio è un personaggio diventato famoso negli anni settanta perchè sostenne di possedere dei poteri psichici che spaziavano in varie specialità del paranormale. Lo dimostrò alla televisione britannica quando, durante i suoi esperimenti, nelle case degli spettatori orologi fermi da anni riprendevano a funzionare, le posate si piegavano, collane e bracciali giravano su se stessi.
Geller si dimostrò personaggio quantomeno singolare: nel 2000 denunciò la Nintendo che utilizzava il nome Kadabra per un suo game con la motivazione di un “furto di identità”. Secondo lui il nome scelto dalla multinazionale derivava da quello dello stesso Geller. In seguito venne pesantemente ipotizzato che un suo esperimento fotografico fosse truccato e questo portò al declino della sua fama.
Oggi il “piegatore di cucchiaini” originario di Tel Aviv continua a vivere in Inghilterra e svolge attività di consulente psichico per i giocatori della Premier League inglese, ma anche per manager, piloti di formula uno e molte altre categorie di rilievo. Abilissimo illusionista o vero fenomeno quindi? Prima di poter davvero rispondere alla domanda occorrerebbe darne un’altra di spiegazione: perchè gli orologi fermi da anni in casa dei telespettatori riprendevano a funzionare?
Nel frattempo occhio ai cucchiani da caffè del vostro servizio.

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/media382ca3428302443df310f0ebd3d1d4ba.jpg” cannot be displayed, because it contains errors.



Autore testi: Keypaxx © Copyright 2009. Tutti i diritti riservati.

Come sono fatti gli extraterrestri?

Vi siete mai domandati come potrebbe essere fatto un alieno? Si lo so: per chiederselo agli alieni occorrerebbe prima credere. Eppure, per questo secondo aspetto la questione è abbastanza semplice: se passate di qui e mi leggete… beh, allora inevitabilmente credete agli alieni!
L’extraterrestre, visto soprattutto come un ipotetico essere dotato di intelligenza proveniente da un altro pianeta, è un personaggio che è stato descritto all’interno di innumerevoli opere di fantascienza, ma anche in quasi altrettanti resoconti di misteriosi avvistamenti – mai del tutto provati – da parte di persone di ogni nazionalità.
Alcuni pensano che visitino regolarmente il nostro pianeta, utilizzando gli UFO come mezzi di trasporto.
Secondo gli studiosi del settore (ufologi e affini), gli extraterrestri potrebbero essere classificati in alcuni principali tipologie:
I Grigi; umanoidi con la pelle grigiastra dediti al rapimento degli esseri umani.

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/mediae72980eed8eedc7adbfcb774e09bb34c.jpeg” cannot be displayed, because it contains errors.

I Rettiliani; somiglianti a possenti rettili (si ritiene abbiano  schiavizzato I Grigi, e costituirebbero una potenziale minaccia per il mondo).
I Nordici; simili a noi ma dalla statura molto più consistente.
Gli Anfibiodi; esseri simili a dei massicci ranocchi.
Gli Insettoidi; creature che per la loro testa ricordano, appunto, degli insetti.
Gli esseri di Luce; incorporei e circondati da una luce molto forte simile ad un’aura che infonderebbe bontà e coscienza.
Ora avete tutti gli elementi in mano e potete cercare di capire, senza pretesa di vincere nulla, a chi somigli keypaxx. Buona fortuna e sotto con la fantasia, vi raccomando.

The image “https://keypaxx.files.wordpress.com/2011/12/media2b49b6efb256a2e2154a80d9ef43297d.jpeg” cannot be displayed, because it contains errors.

Autore testi: Keypaxx © Copyright 2009. Tutti i diritti riservati.

AREA 51

"Nei consigli di Stato dobbiamo metterci in guardia contro l’acquisizione di influenze ingiustificate, volute o meno, da parte del complesso dell’industria militare. Il potenziale per una disastrosa avanzata di un mal riposto potere insiste e persiste. Non dovremo mai lasciare che il peso di questa combinazione minacci la nostra libertà o la nostra democrazia. Non dobbiamo dare niente per scontato." 
– Discorso di addio del presidente uscente Dwight Eisenhower, 17 Gennaio 1961 

Fin dalla seconda guerra mondiale, i servizi militari e i servizi segreti statunitensi sono sempre stati ossessionati dall’idea della segretezza. Hanno sempre pensato che l’opinione pubblica non avesse alcuna necessità di sapere come queste agenzie erano solite condurre operazioni che sarebbero potute risultare imbarazzanti o avessero costi il cui ordine di grandezza era del miliardo di dollari. Questo conduce ad attività come la guerra in Cambogia, ufficialmente non dichiarata (durante il conflitto in Vietnam), allo scandalo dell’Iran Gate, e alla recente causa federale avviata dal professor Jonathan Turley, che sosteneva come gli operatori della base di Groom Lake fossero stati seriamente contaminati (e in alcuni casi uccisi) dall’esposizione ad agenti chimici altamente pericolosi. 

Il caso Turley fu sospeso nella primavera del 1996, principalmente perchè il Presidente Clinton decise che sarebbe stato meglio sacrificare i lavoratori della base che compromettere la "sicurezza nazionale" ed emanò il decreto presidenziale 95-45 che di fatto esonerava la base di Groom Lake da tutte le leggi in vigore. Vediamo ora di cosa si occupa questo misterioso complesso. 

Per più di 40 anni, è esistita una base segreta nel lago prosciugato di Groom Lake, in Nevada, che si occupava di sperimentare prototipi di aerei non convenzionali. Costruita in origine dalla CIA, ora opera sotto il controllo delle Forze Aeree come parte del complesso locato sulle alture Nellis. In passato velivoli come gli U-2, gli SR-71 e gli F-117, solo per citarne alcuni, sono stati testati qui. Inoltre, in seguito a questa controversia legale, la Air Force ha deciso di espropriare 3.972 acri di suolo pubblico per evitare ai civili di osservare la base da alcune catene montuose situate a dieci miglia di distanza. L’Area 51 è situata nella catena montuosa Nellis, nel sud del Nevada, e questa base governativa occupa una grande porzione del suolo di questo stato. Oltre ai già citati studi, qui avverrebbero anche test di artiglieria, ma nel lato nord-est la gente crede che il governo stia facendo qualcos’altro oltre a normali studi su aerei. Gli abitanti della piccola città di Rachel, in Nevada, hanno segnalato avvistamenti di UFO. 

Un altra considerazione riguardo a questa installazione segreta è che la proprietà governativa intorno alla base si estende a macchia d’olio. Man mano che la gente si avvicina, la base si allontana. Nessun artificio magico in tutto questo, a meno che l’esproprio non possa essere considerato una sorta di magia. Il governo sta infatti sequestrando tutto il terreno intorno alla base, e in particolar modo le formazioni naturali (come le catene montuose) che possono offrire un ottimo punto di osservazione per occhi indiscreti. Ormai la proprietà del governo è così estesa che non è possibile recintarla. La zona off-limits viene indicata da bandiere arancioni sostenute da paletti verdi. Le strade polverose che conducono alla base sono segnate con grandi segnali che avvertono di non proseguire nel cammino. Alcuni cittadini che avevano concessioni governative all’interno di queste aree ristrette se le sono visti aggiungere alla proprietà demaniale, e viene concesso loro di accedere a queste aree soltanto, senza sconfinare. Da tutto questo emerge che il governo stà cercando in ogni modo di mantenere qualsiasi cosa si trovi in questo luogo un segreto. Ma quello che la gente è interessata a sapere è cosa sia talmente importante da dover essere tenuto segreto a tutti i costi. 

Nei primi mesi del 1995, Roy Neighbors, membro dell’Assemblea di Stato, inoltrò un progetto di legge per rinominare la Stada Statale 375 in "Autostrada degli Alieni". Si ebbe anche una udienza in proposito, ma i residenti non ebbero nessuna notizia ufficiale. In realtà la proposta passò di stretta misura, ma fu bocciata al Senato perchè giudicata frivola e come uno spreco delle risorse statali. Nel mese di Febbraio, il governatore Bob Miller fece nuovamente avanzare questa proposta senza alcun avviso ai residenti, che passò nel corso di una riunione del ministero dei trasporti, che egli presiedeva.

IIl 24 Giugno 1947 un pilota civile che si trovava sopra le Cascate Mountainsnello stato di Washington osservò nove oggetti volanti a forma di piatto che si muovevano in formazione ad alta velocità. Sebbene questo non fosse il primo caso di avvistamento di oggetti di questo tipo, fu il primo caso in cui la notizia fu diffusa al pubblico. Dopo questo seguirono centinaia di avvistamenti, veri o presunti, molti dei quali provenivano da fonti ritenute più che attendibili, sia civili che militari. Questo fenomeno attirò subito l’attenzione dei militari, interessati ad accertarsi della natura e degli obbiettivi di questi oggetti nell’interesse della difesa nazionale. Un grande numero di testimoni venne intervistato e seguirono numerosi tentativi, risultati tutti vani, di utilizzare aerei col compito di studiare i dischi in volo. Nonostante la curiosità, anche da parte dell’opinione pubblica, poco si seppe su questi misteriosi oggetti, fino a quando un mandriano del posto affermò che uno di questi misteriosi oggetti si era schiantato al suolo in una zona remota del Nuovo Messico, a circa 75 miglia a Nord Est dalla base militare di Roswell (ora Walker Field). Il 7 Luglio 1947 ebbe inizio una operazione segreta atta a recuperare i rottami di questo velivolo per studi scientifici. Nel corso di queste operazioni, ricognizioni aeree scoprirono anche la presenza di quattro piccoli corpi di sembianze umanoidi, apparentemente espulsi da mezzo prima dell’impatto col suolo, e situati circa due miglia ad est del relitto. Tutti e quattro erano deceduti e in avanzato stato di decomposizione a causa della loro esposizione per oltre una settimana agli agenti atmosferici e all’azione di predatori. Uno scienziato specializzato assunse il compito di rimuovere questi corpi per poterli studiare. Furono rimossi anche i resti dell’ipotetico disco volante, e furono portati in diversi centri segreti. I testimoni, civili o militari, furono diffidati dal fare parola alcuna sull’accaduto, e l’avvenimento fu liquidato come un banale incidente dovuto alla caduta di un pallone sonda. 

In un rapporto presentato dal Generale Twining e dal Dr. Bush, che agivano per ordine diretto del presidente, evidenziò che il disco in questione sembrava essere un velivolo da ricognizione a corto raggio. Queste conclusioni si basavano sulla forma del mezzo e sulla apparente mancanza di qualsiasi forma di propulsione. Una analisi simile, condotta sui corpi dei quattro occupanti, concluse che queste forma di vita erano umanoidi nell’apparenza, anche se i processi biologici ed evolutivi responsabili del loro sviluppo sembravano essere assai diversi da quelli che caratterizzavano l’Homo Sapiens. Il Dottor Bronk, autore delle analisi, suggerì quindi il termine "Extra-terrestri, Biological Entities", o "EBE", che venne quindi adottato come standard per queste creature fino a che non fosse stato possibile classificarle in maniera più precisa. Anche se è pressoché certo che nessuno dei reperti recuperati in Nuovo Messico provenga da una qualsiasi zona del nostro pianeta, furono fatte numerose ipotesi sul luogo di origine di questi esseri. Marte fu una delle prime congetture, ma la maggior parte degli scienziati ritengono più probabile che questi ‘visitatori’ provengano da un altro sistema solare. Numerosi esempi di quella che appariva come un forma di scrittura furono rinvenuti nel luogo dell’impatto, e tutti i tentativi finora fatti per decifrarla non hanno avuto alcun esito. Lo stesso insuccesso hanno avuto tutti i tentativi fatti per determinare il metodo di propulsione o i metodi di trasmissione usati dal motore del disco volante. Le ricerche condotte a questo fine sono state ulteriormente complicate dall’assenza di ali, jet o qualsiasi altro metodo convenzionale di alimentazione o guida, e perfino dalla mancanza di un impianto elettrico, condotti di aspirazione o componenti riconoscibili come elettronici. Venne assunta come spiegazione di comodo che l’unità di propulsione andò completamente distrutta nell’esplosione che seguì la caduta del velivolo. Queste operazioni continuarono anche in tempi più recenti sotto il nome in codice di progetto BLUE BOOK. Nel 1950 un secondo oggetto, probabilmente di simile origine, si schiantò al suolo ad alta velocità nella zona di El Indio – Guerrero, al confine fra Texas e Messico, dopo aver lascito una lunga scia nell’atmosfera. Ma quando arrivarono le squadre di recupero, tutto ciò che era rimasto del misterioso oggetto era un’ ammasso di resti inceneriti, che vennero ugualmente portati nel Nuovo Messico per studi. Le motivazioni e le intenzioni finali di questi visitatori rimangono completamente sconosciute. In aggiunta a questo, l’improvviso aumento di avvistamenti di questi oggetti volanti cominciato in Maggio e continuato fino all’autunno dello stesso anno causò una improvvisa convinzione che nuovi sviluppi non si sarebbero fatti attendere. Per queste ragioni, oltre che ovviamente per implicazioni Internazionali e tecnologiche ed esigenze di non diffondere il panico fra la popolazione, tutti le informazioni riguardo a quanto descritto in questo documento sono state coperte da segreto.

 

[Autore articolo: Franco Corsi  •  Fonte: http://www.acam.it]