Zava • brano1di11

Le bugie a volte sono necessarie. Permettono di celare una scomoda verità, permettono alle coscienze di mantenere una parvenza di candore, permettono di far conoscere di una persona gli aspetti meno scomodi. In sostanza, le bugie servono. Zava non le trovava piacevoli, anzi, la pensava in modo decisamente opposto. Eppure, nell’arco della sua esistenza, era già stata costretta a farne largo utilizzo. Zava aveva mentito. Mentito sulle sue origini, quando era stata costretta a rivelare una parvenza di passato credibile. Certo, ben raramente si era trovata di fronte alla scelta. Il più delle volte evitava di parlarne. In fondo perchè alimentare voci quando le chiacchiere sono già diffuse? per dare legna da ardere a un fuoco che già arde sotto le braci? E Zava non trascurava il valore della legna. Da dove proveniva (dal vero posto da cui proveniva), riscaldarsi era importante. Specie nei rigidi inverni  in cui si era barcamenata prima di arrivare in Italia. In quei rigidi e infiniti inverni la presenza di Sonjia le aveva concesso di mantenere una umanità altrimenti impensabile. La stessa Sonja che oggi, dopo tanti anni di silenzio, si era fatta viva richiedendo la sua presenza.
Se il cielo aveva assunto un manto plumbeo e privo di ogni spiraglio di sole quando si trovava sopra l’aereo per Mosca, ora il restante viaggio in treno serbava le stesse caratteristiche. Probabilmente l’inquinamento atmosferico si era moltiplicato durante la sua assenza. O forse, semplicemente, la città la stava accogliendo con la stessa freddezza di sempre. Quella che le aveva riservato negli anni della sua adolescenza. Quella con cui l’aveva salutata quando era stata costretta a…
«Biglietto, prego.»
«Cosa?… oh si, mi scusi. Un attimo soltanto, lo ho qui…»
rispose al controllore intento a verificare i passeggeri della carrozza. Nel rumore delle rotaie, nel vagone mezzo deserto, Zava si era assorta nei propri pensieri isolandosi dal resto.
“Un errore imperdonabile!” la riprese una familiare vocina interna a cui cercò di non prestare ascolto. Ogni tanto saltava fuori, come un piccolo folletto che non dovrebbe esserci. Ma non ne era sorpresa, anzi; tornare a Mosca avrebbe di certo spalancato portoni chiusi a doppia mandata. Frutto di un passato vissuto con l’acqua alla gola.
Dal centro della città la sua destinazione era soltanto a poche fermate. Poi, pochi minuti a piedi l’avrebbero portata alla abitazione di Sonjia. Il bagaglio sopra le sue spalle era leggero; un grande zaino contenente qualche ricambio d’abito, un paio di scarpe di scorta e alcuni oggetti di prima necessità. In aeroporto non sarebbe riuscita a fare passare niente altro.
“Un altro errore, piccola zarina” tornò a farsi viva la vocina ben nota nei meandri della memoria. E lui sarebbe stato lo stesso dopo i lustri passati?
Lei poteva avvalersi del corpo di una trentenne, stando a quanto le riferivano gli ammiratori affascinati dalla sua femminilità avvolta in un alone di mistero e particolarità. Eppure, sotto certi aspetti, avvertiva il peso di anni che non dimostrava, a volte.
Inatteso sopraggiunse l’abbaio, quando ancora mancavano pochi isolati al suo punto di arrivo. E, per quanto le potesse sembrare difficile, era convinta di riconoscere quel tono.
«Vizulmo…» sussurrò con un filo di voce, certa delle proprie sensazioni. Si sistemò meglio lo zaino sulle spalle e prese a correre. Superò in corsa alcune centinaia di metri senza eccessivo fiatone; la rincuorava vedersi ancora in forma. La casa, isolata dalle altre, era esattamente come la ricordava; piccola e dalle finestre basse, con una tonalità di giallo sulle pareti ormai dall’intonaco compromesso. La porta aperta con il vecchio Vizulmo, conosciuto per lettera, ad abbaiare tra le ombre interne, mentre cercava di ridestare il corpo a terra e immobile di una donna ormai più che settantenne; Sonjia, la sorella minore di Zava.
“Andrà tutto bene… deve andare tutto bene!” si disse mentre buttava lo zaino a terra e correva verso la sorella. Ma Crodomira Zavaglia in Italia, e Natasha Zavarovna nella nativa Russia, mentiva a se stessa. Un’altra bugia. Un’altra ancora.

Autore testi: Keypaxx © Copyright 2006-2012. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright degli aventi diritto: Famke Jannsen” attrice.

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94 risposte a “Zava • brano1di11

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    Mosca (in russo: Москва, traslitterazione Moskvá, pronuncia russa [mɐˈskva], Moscua/Mosqua, Moscovia, Moscha) è (dal 5 marzo 1918) la capitale nonché il principale centro economico e finanziario della Federazione Russa.
    (Fonte: Wikipedia)

  2. Le bugie…a volte servono per andare avanti, ma credo che prima o poi si debbano affrontare…non possiamo mentire nè mentirci a lungo…la sincerità con noi stessi è utile alla sopravvivenza…
    bello…a presto…
    buona serata ^___^

    lella

    • @lellamonella

      Indubbiamente non possiamo mentire a noi stessi. Forse possiamo farlo con gli altri, per quanto grandi o piccole le menzogne possano essere. Ma la verità nascosta è destinata ad essere rivelata.
      Un sorriso a te per la serata.
      ^____^

    • @Magda

      Ed io aspetterò la tua lettura e le osservazioni in merito, grazie.
      Felice di saper apprezzati i miei racconti; non ho mai smesso di scrivere, seppur a rilento, ma solo di postare (causa trasloco noto da splinder).
      Un sorriso a te per la serata.
      ^______^

  3. Eccolo il primo capitolo! Mi piace molto tutta la prima parte, quei pensieri e riflessioni sulle bugie, sul mentire. Sul finale mi sono persa e ho qualche dubbio… 😦
    (cominciamo bene! so’ un po’ tonta, eh!)
    Allora ho capito che Sonjia è la sorella minore di Zava, ed ha 70 anni… è giusto? Mi ha confusa questa parte perché poco prima si fa riferimento all’età di Zava e alla sua vitalità paragonandola a una trentenne… ma è umana Zava? perché mi sembra uno scarto temporale enorme! Insomma uno può portarseli bene, ma…
    Per il resto si legge con piacere.

    • @fantasia972

      In realtà ti sei già risposta da sola; questo è il primo capitolo. Se mettessi tutto in mostra sin da subito, tanto varrebbe fare un minuscolo racconto di una sola cartella/post 😉
      Le tue domande e i tuoi dubbi in merito saranno rivelati lungo il dipanarsi della storia.
      Se ti ripassi qualche altro racconto a puntate, magari un po’ indietro come “Esdy”, ti ritroverai con domande simili, al primo capitolo.
      Zava è umana… magari una umana un po’ particolare.
      Un sorriso per la tua serata.
      ^____^

    • @fantasia972

      Mettiti comoda. Il viaggio è cominciato.
      Non sarà molto breve, ma nemmeno lunghissimo.
      Naturalmente ci intratterremo con molto piacere a discutere e chiacchierare sullo sviluppo dei capitoli.
      Un sorriso a te per una lieta serata.
      ^_____^

  4. Non sempre è facile affrontare delle realtà che tormentano. A quel punto si ricorre a quella bugia che dà la speranza che tutto possa risolversi.
    Sai quante bugie dico a me stessa ogni giorno!!

    p.s.
    La tua presenza su wordpress mi ha dato la spinta a restare su questa piattaforma (oltre al mio materiale). Quindi puoi commentare qui.
    Il blog su blogspot mi occorre per veicolare gli amici quando pubblico il mio racconto.

    • @49mimosa

      La realtà può essere dura, terribile, difficile e drammatica, certo. Ma alla fine soltanto affrontandola potremo venirne a capo. Le menzogne altro non sono che piccoli ostacoli destinati a franare con il tempo.
      Per quanto riguarda il tuo p.s., che dirti; io ho scelto questa piattaforma in seguito a considerazioni personali. Lieto comunque di averti ispirata, se ti troverai bene qui.
      Un sorriso per la serata.
      ^____^

    • @monicamarghetti

      Se lo pensi, e so per esperienza che pensi quello che dici, certo puoi dirlo!
      Questo personaggio è rimasto un po’ nel cassetto. Per la decisione di non postare più racconti a puntate a favore di quelli a singoli episodi autoconclusivi, per il piacere di alcuni.
      Ma alla fine, come ovvio, non è mai possibile soddisfare tutti; chi vuole storie d’azione, chi drammatiche, chi fantastiche, chi ironiche ecc.
      Per quest’anno ho deciso, semplicemente, di proporre le storie “mie”.
      Bacioabbraccio monicoso per te.
      *______*

  5. Ho letto entrambi i post, ora dovrò fare attenzione a seguirne la trama passo per passo, sono un po’ dispersiva con i blog,sempre di fretta , questo è un peccato perchè i tuoi racconti valgono veramente la pena di essere letti,inoltre contengono sempre una morale su cui soffermarsi a riflettere . In questo caso si parla del mentire, delle bugie che spesso raccontiamo anche a noi stessi, di quelle pietose, di quelle neccessarie, credo che pochi riescano ad essere sinceri fino in fondo e questo chi meglio di uno scrittore attento puo saperlo!

    • @alessandra

      Ahimè, purtroppo il tempo disponibile è una spada di Damocle per ognuno di noi. Negli ultimi mesi ho fatto i salti mortali per riuscire a scrivere qualcosa; un impegno dietro l’altro, e alcuni veramente duri, mi strappava dalla tastiera. Sono riuscito a mantenere a fatica un collegamento alla rete. Lo stesso discorso è relativo al seguire i bloggers amici; ma anche qui ce l’ho fatta, e persino con costanza quasi inalterata.
      Spero perciò riuscirai a ritrovare un po’ del tuo tempo, perchè è sempre un piacere, soprattutto, avere lettori attenti e profondi.
      Un sorriso per la tua serata.
      ^______^

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    Mosca fu fondata nell’anno 1147 da Jurij Dolgorukij. Il suo perimetro si estese nel 1960 fino ad includere i paesi limitrofi di Babuškin, Kuncevo, Ljublino, Perovo, Tušino e (nel 1986) di Solncevo.
    (Fonte: Wikipedia)

    • @luisa

      Zava dovrà affrontare ostacoli del passato che si ripropongono con determinata lucidità anche nel suo presente. E non ci sarà verità o menzogna abbastanza forte da poterlo evitare.
      Grazie per l’apprezzamento.
      Un sorriso a te per la serata.
      ^____^

  7. Ahhh! Ma come sei intrigante…mi hai fatto venire l’acquolina in bocca con quella frase gettata lì con nonchalance, intrigante d’un alieno che non sei altro, chissà quanto tempo mi terrai con la bava alla bocca prima di leggere la piega che hai deciso debba prendere questo proseguo. Non demordo, alla mia età almento ho imparato l’arte d’essere paziente.
    Ottimo avvincente incipit per questa seconda parte, i miei complimenti.
    Una buona domenica a te e a tutti gli amici che ti seguono.

  8. Accidenti che intreccio! Mi ero posta la stessa domanda, già fatta, a proposito dell’età di Zava, visto che la sorella minore ne ha settanta! Una ultra settantenne che ne dimostra meno della metà e corre con lo zainetto in spalla è difficile da immaginare, ma veramente invidiabile!

    • @Violetta

      Beh, un tempo c’era lo spot con Nino Castelnuovo che, saltando una staccionata grazie alla sua dieta a base di olio cuore, si manteneva giovane. Non ci è dato sapere a quale tipo di dieta ricorra Zava, in questo primo brano. Ma donne che dimostrano molto meno dei loro anni se ne possono conoscere senza eccessive difficoltà, nella realtà che ci circonda.
      Felice che questo inizio abbia riscontrato il tuo gradimento.
      Un sorriso per una lieta serata.
      ^____^

    • @monicamarghetti

      Ma che bel cappellino di un altrettanto bell’avatar vedo ricomparire quasi per incanto!
      Il mio disco volante ormeggia proprio lì sopra, appena fuori dal riquadro, lo vedi?
      🙂

  9. Avvincente! in questo momento la Russia è “In”…
    Non dovrei leggere per non farmi influenzare, caro Alberto, ma comunque trattiamo due argomenti molto diversi.
    … e non parlarmi della spada di Damocle [io ne ho due, nei fianchi, ma sono deliziose… i miei ragazzi].
    Neppure a farlo di proposito: anche i miei protagonisti si chiamano Vladilen – Yulian Serghejevic Sokolòv, Yuri, Pavel Aleksandrovic Shalimov… ma mi sono spostata più ad est, nella Siberia. Ci sto lavorando da diversi mesi ma a causa degli impegni procedo a piccoli passi 🙂
    Un abbraccio, in serenità
    :-)claudine

    • @Giovannoni Claudine

      La Russia mi mancava. Mi è sembrata una cosa invitante ambientare in quei lochi il mio nuovo racconto a puntate. Dopo l’Irlanda, la Grecia, l’Italia stessa e l’America, la terra depositaria di tanta storia passata e presente non poteva essere lasciata al caso.
      Un sorriso per un sereno inizio di settimana a te.
      ^_____^

    • @magda

      Spero che tu possa recuperare completamente il bandolo della matassa. Anche se non posso svelare il seguito, sono comunque qui cercando di essere utile in altri modi.
      Un sorriso per un sereno inizio di settimana.
      ^_____^

  10. Evvai con la Crodomira versione “io ti spiezzo in due”. Siamo appena all’inizio e quindi aspetto a dare giudizi. Sono incuriosita da Sonija, la sorella minore…va bè, “minore” per modo di dire. E’ ovvio che non può essere la sorella più giovane della Crodo così come non è neppure la sorella intesa in senso anagrafico. E neppure la sorella in senso monastico (non è che un tempo la Crodo, per sfuggire a qalche pericolo si è nascosta in un convento di suore, dove ha cosciuto sorella Sonija? E dai, scherzavo…..)
    Non dimentichiamo che nella serie precedente la donna aveva suscitato pensieri cochon al Comissario che le aveva stampato gli occhi sul lato B mentre saliva le scale dietro lei. Quindi deve avere ancora un’età da battaglia, inoltre ci dve essere un motivo valido che giustifichi quel “sorella minore” Staremo a vedere.
    Non mi piacciono le bugie, preferisco una brutta verità ad una bella bugia.
    Dasvidaniya Paxxino =______________=

    • @suzieq11

      E perchè mai scherzavi? potrebbe essere una possibilità della trama; un bel conventino di suore dove il fascino, misterioso e giovanile della nostra Crodomira, sarebbe spiegato con una sana vita all’aperto fatta di preghiera e attività motorie.
      😎
      Come ho scritto, non necessariamente va collegata “quella” Crodomira a “questa” Crodomira; si tratta si della stessa persona. Ma, al di là di un rapporto con la carta di identità, l’accomunanza tra le due potrebbe anche esaurirsi a ciò.
      poi, come sempre ovviamente, io non ho detto nulla, eh!
      😀

  11. Ben tornato con i tuoi racconti. Leggerli è sempre un gran piacere. La pubblicazione “a piccole dosi” dei brani, rende la lettura ancor più accattivante!

    Resto in attesa del seguito che di sicuro sarà sempre più coinvolgente!
    Brrrrrrrrr chissà cosa ci porterà la fredd Russia (d’altro canto non potevi certo scegliere un brano estivo di questi tempi!!) ;o)

    Un abbraccio
    Joh

    • @ste

      Come ho scritto sopra; mancavano anche a me.
      Senza per questo nulla togliere ai brevi racconti autoconclusivi nello spazio di una singola cartella! Che sono anch’essi l’anima di questo mio strumento virtuale.
      Ma, per chi scrive, non essere legato a vincoli particolari è fondamentale.
      La fantasia ha bisogno di spaziare libera, per evolversi e costruire.
      E infatti si tratta di una costruzione; un racconto, programmato per una ventina di cartelle, che terrà incollato il blog in questa direzione fino all’arrivo della primavera.
      Un sorriso a te per una lieta serata.
      ^______^

  12. Image Hosted by ImageShack.us

    Nel 1156, il principe Jurij Dolgorukij fortificò la città, cingendola di mura. Dopo il saccheggio del 1237-1238, quando i Mongoli la rasero al suolo uccidendone tutti gli abitanti, Mosca fu ricostruita e divenne la capitale d’un principato indipendente.
    (Fonte: Wikipedia)

    • @monicamarghetti

      Но вы очень хорошо знаете русский, Monichella? Я не могу отрицать, что я уверен. Я могу только сказать вам, что я его знаю, Sorbolo, и как!
      :mrgreen:

  13. Ma a Zava, non vengono i sensi di colpa quando dice le bugie? A me sì, purtroppo!
    Comunque una pagina molto interessante, come interessante è rl tuo blog, che trovo sempre più elegante, sempre più bello.
    Un sorriso tutto per te, Key.
    Dolce notte.

    • @Marilicia

      Chi può dirlo cosa possa provare nel formulare una bugia?
      di sicuro ne scopriremo meglio i motivi in seguito.
      Grazie per l’interesse al primo brano e per i complimenti al blog.
      Un sorriso a te per la serata.
      ^____^

    • @dalmiogiardino

      Il tempo è un feroce nemico, ahimè, un po’ per tutti noi.
      Speriamo di continuare a riuscire ad affrontarlo in maniera accettabile.
      Lieto che Zava abbia suscitato il tuo interesse.
      Un sorriso per una felice serata.
      ^_____^

  14. Anche se non sono molto convinta che le bugie
    siano la soluzione…. (ho sempre pensato che siano
    come i nodi)….. ma..
    l’inizio di questo racconto sembra interessante…
    scritto con molta scorrevolezza, letto tutto d’un fiato
    con il solito entusiasmo..
    Ora l’importante è riprendere e avere il tempo di
    seguire…
    Buona continuazione di settimana Key,
    un sorriso!
    Michelle

    • @Ventidiprimavera

      Come ho scritto più sopra, credimi; è davvero complicato dedicare del tempo alla lettura e alla scrittura anche per me.
      Di certo il trasloco forzato non ha affatto facilitato le cose.
      Ma siamo qui. Sperando di poter continuare ad esserci.
      Felice che l’inizio del racconto ti abbia “presa”.
      Un sorriso per una felice serata.
      ^______^

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    La sua posizione favorevole sulle rive del fiume Moscova contribuì ad una rapida espansione. Mosca fu anche stabile e prospera per diversi anni successivi attraendo di conseguenza un gran numero di immigrati dall’intera Russia.
    (Fonte: Wikipedia)

  16. Image Hosted by ImageShack.us

    Intorno al 1304 Jurij di Mosca entrò in competizione con Mikhail Jaroslavič (e successivamente con il figlio di quest’ultimo Dimitrij) per il trono del Principato di Vladimir-Suzdal. Con Ivan I Mosca ebbe finalmente la meglio su Tver assumendo il ruolo di capitale del principato, e d’unico centro di raccolta delle tasse destinate ai governanti Mongoli.
    (Fonte: Wikipedia)

  17. Image Hosted by ImageShack.us

    Attraverso il pagamento di un cospicuo tributo, Ivan ottenne un’importante concessione dal Khan. Al contrario di altri principati, Mosca non fu divisa fra i figli del principe, ma passò interamente al maggiore di essi.
    (Fonte: Wikipedia)

  18. Image Hosted by ImageShack.us

    Se inizialmente il Khan dell’Orda d’Oro tentò di limitare l’influenza di Mosca, in seguito, quando l’ascesa del Granducato di Lituania cominciò a minacciare l’intera Russia, il Khan stesso, per controbilanciare la Lituania, rinforzò Mosca, consentendole di diventare una delle città più potenti in Russia.
    (Fonte: Wikipedia)

  19. Image Hosted by ImageShack.us

    Nel 1380, il principe Dimitri Donskoj di Mosca condusse un’armata panrussa ad un’importante vittoria sui Mongoli nella Battaglia di Kulikovo. Da quel momento Mosca assunse un ruolo di primo piano nella liberazione della Russia dalla dominazione Mongola.
    (Fonte: Wikipedia)

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    Nel 1480, Ivan III sottrasse definitivamente i Russi al controllo Tartaro e Mosca divenne la capitale d’un impero destinato a racchiudere, oltre all’intera Russia e alla Siberia, molte altre terre.
    (Fonte: Wikipedia)

  21. Image Hosted by ImageShack.us

    Ivan III sposò poi Sophia Paleologa, nipote dell’ultimo imperatore di Costantinopoli, andando così a rafforzare l’importanza della città. Il cuore della Chiesa ortodossa si spostò a questo punto dall’antica Bisanzio a Mosca.
    (Fonte: Wikipedia)

    • @monicamarghetti

      Molto bizzarra, per fortuna! come un bradipo che cammina spedito. Un gambero che procede sul davanti. Un ranocchio che canta con voce da soprano.
      Te assai bizzarra te!
      😆

  22. Image Hosted by ImageShack.us

    La nuova posizione politica e religiosa che nel frattempo era stata raggiunta da Mosca sul piano internazionale portò alla nascita dell’idea che la città fosse la terza Roma (dove Roma e Costantinopoli erano state le prime due).
    (Fonte: Wikipedia)

  23. Image Hosted by ImageShack.us

    La tirannia dei successivi zar, come Ivan il Terribile, portò alla decadenza dello stato, benché allo stesso tempo l’impero andasse espandendosi. Nel 1571 i Tartari del Canato di Crimea s’impadronirono di Mosca, dandola alle fiamme. Dal 1610 al 1612 Mosca fu occupata da truppe del Regno polacco-lituano, il cui sovrano Sigismondo III tentò d’usurpare il trono russo.
    (Fonte: Wikipedia)

    • @Stefy71

      Grazie, compagna di compleanno.
      Spero che lo sviluppo del racconto possa conquistarti quanto scrivi ha fatto il suo esordio.
      Un sorriso per un sereno fine settimana a te.
      ^_____^

    • @giuli1

      Non è il seguito di “Cammarata”, come ho scritto anche nel post precedente a questo.
      Ma solo la storia di un personaggio nato in quella serie.
      Un sorriso a te per un sereno fine settimana.
      ^____^

  24. Per mentire bisogna avere una grande memoria, diceva sempre mia nonna. E aveva ragione. Io rettifico però il suo motto: per mentire agli altri bisogna avere memoria, per non cadere in errori che possano rivelare le finzioni, le bugie, anche quelle a fin di bene.
    Ma mentire a se stessi invece non richiede memoria: la bugia detta a noi stessi, magari per evitarci un dolore, magari per nasconderci un difetto stesso della nostra personalità, la bugia detta a noi stessi è parte di noi; lo diventa; si amalgama con noi, e noi crediamo di essere la nostra bugia, diventando la bugia e dimenticando la verità su noi stessi.
    Io l’ho sperimentato in prima persona. Ma a volte dire bugie a noi stessi porta a non riconoscere i propri errori e vivere in un alone aureo che ci fa credere di essere perfetti… e non cresciamo più.

    • @lupus.sine.fabula

      Certamente uno dei pericoli della menzogna è quella di rivolgerla verso noi stessi, attribuendole così un carattere di veridicità fasulla. Perchè, se è vero che non possiamo mentirci addosso, è altrettanto vero che una mancanza di coraggio nell’affrontare la verità porta a un labirinto di nascondigli in cui rischiamo di perdere la trama per raggiungere l’esterno.
      Un sorriso a te per un sereno fine settimana.
      ^_____^

  25. Image Hosted by ImageShack.us

    Nel 1612, gli abitanti di Nižnyj Novgorod e di altre città russe si sollevarono contro gli occupanti polacchi, assediarono il Cremlino e sterminarono gli invasori. Nel 1613, un’assemblea dell’Impero elesse lo zar Michele Romanov, instaurando la Dinastia Romanov.
    (Fonte: Wikipedia)

  26. Image Hosted by ImageShack.us

    Mosca cessò d’essere la capitale dell’Impero russo nel 1703, quando Pietro il Grande costruì San Pietroburgo sulla costa del mar Baltico. Quando Napoleone invase il paese nel 1812, i moscoviti evacuarono ed arsero la città il 14 settembre, mentre le forze di Napoleone s’avvicinavano. L’esercito di Napoleone, stremato dalla fame, dal freddo, e dalla mancanza di approvvigionamenti, si ritirò.
    (Fonte: Wikipedia)

    • @Les Pois

      Grazie. E benvenuta tra le pagine del mio blog.
      Per qualsiasi informazione sui racconti del blog o sui miei libri, non esitare a chiedere.
      Felice permanenza.
      Un sorriso per un sereno fine settimana.
      ^____^

    • @danis

      Scrivere per il cinema?
      con tutte le brave e capaci penne che si prestano al celluloide, trovo difficile mi sia offerta la possibilità anche solo di fare il loro portaborse.
      Di sicuro il cinema è presente nelle mie corde, è quindi inevitabile trovarne traccia dentro i miei scritti. Ma questa è una cosa che mi rinfranca.
      Un sorriso a te per l’imminente inizio della nuova settimana.
      ^_____^

  27. Ciao carissimo, ero passata a salutarti e ho trovato l’ultimo capitolo di questo romanzo…ho letto e ne sono rimasta estasiata! Quindi riavvolgo il nastro e comincio a leggere dall’inizio.
    Un abbraccio e a presto

    • @Donatella

      Grazie, sei generosa nel tuo giudizio. Sono felice tu abbia iniziato a leggere dal principio il mio racconto a puntate e che sia di tuo gradimento. Spero rimarrai colpita positivamente dal resto della lettura.
      Un sorriso per una lieta serata a te.
      ^_____^

  28. Buongiorno Key, continuerò a leggere, primo perché scrivi bene (ma questo lo sai), secondo perché mi intriga e tanto la “faccenda ” sull’ età di Zava, in ultimo, trovo le bugie, poggiate sopra un fondo di vero e a fin di bene “meravigliose”.
    Se si dice la verità si è sicuri, prima o poi, di essere scoperti (Oscar Wilde).
    Serena domenica
    Gina

    • @sonoqui

      L’età di Zava è uno dei misteri su cui si poggia la trama di questo racconto a puntate. Mi auguro perciò lo troverai di tuo gradimento e in grado di appassionarti per tutti i brani di cui è composto. Non mancare però di lasciarmi traccia del tuo passaggio.
      Un sorriso per un sereno inizio di settimana a te.
      ^___^

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