L’irochese che conquistò il grande schermo

Graham_Greene

Nella nostra cultura l’immagine assume una valenza determinante. Questo perchè la società si è evoluta verso dei valori che spesso lasciano a desiderare. Ma non è un aspetto da considerarsi del tutto negativo. Io stesso più volte – un po’ per gioco e un po’ per il mio tipo di narrazione, che deve molto alla ritmica cinematografica per immagini – ho associato la maggior parte dei protagonisti delle serie, apparse su questo blog, a dei volti caratteristici del grande schermo. Il cinema infatti permette un’identificazione che nessun altro media, oggi, può vantare. E se le nuove generazioni hanno la possibilità di identificarsi con figure sostanzialmente positive che diventano una sorta di simbolo costruttivo, ben venga. È il caso di un attore che appartiene agli Oneida, una delle cinque nazioni che formano la Lega Irochese; Graham Greene. Il suo volto è sicuramente familiare agli appassionati di cinema e anche a chi si limita a qualche serial o film per la tv, basti pensare ad uno dei ruoli che gli ha fruttato una nomination all’Oscar nel 1991, al fianco di un Kevin Costner in grande spolvero nell’indimenticato Balla coi lupi. È proprio grazie a quella intepretazione che “Uccello Scalciante” – nome indiano che la sceneggiatura gli ricuce addosso con buon intuito – viene consacrato al grande pubblico di tutto il mondo. Seguono interpretazioni sempre di un certo livello e destinate a lasciare il segno, anche quando i ruoli interpretati non sono strettamente legati al cast dei protagonisti delle pellicole. Vale la pena rammentare serie come la signora in giallo, un medico tra gli orsi, Numb3ers e pellicole come Grey Owl – Gufo grigio, Il miglio verde, L’altra metà dell’amore (con la “mia” Piper Perabo/Esdy). Quasi tutti i personaggi da lui interpretati hanno valenza positiva, tanto da renderlo – come scritto – un vero e proprio modello per i nativi americani desiderosi di entrare nel mondo del cinema. Cosa non da poco, se si pensa a come l’industria hollywoodiana ha invece trasmesso per decenni dei ruoli ben poco edificanti nei confronti degli indigeni.
Tanto che Neil Diamond, un regista appartenente alla tribù dei Cree, ha girato un documentario partendo dal Canada e arrivando sino ad Hollywood – intervistando attori, registi e aborigeni – per capire come nell’immaginario appaiano gli indiani d’America. Le risposte ottenute da Diamond – «Non potremo mai cambiare l’immaginario collettivo. Sulle copertine dei romanzi rimarremo sempre dei guerrieri Cheyenne» (attore nativo Adam Beach), «la cultura americana vuole perpetrare l’idea che i nativi sono figure quasi mitologiche, che, come i dinosauri, non esistono» (Jim Jarmusch regista american indie) – sono scoraggianti.
Ed è soltanto tornando al suo stesso villaggio tra i Cree che gli viene in soccorso la frase pronunciata dal poeta John Trudell, attore ed attivista nativo; «non siamo né indiani né nativi americani. Siamo persone, esseri umani».

Autore testi: Keypaxx © Copyright per questo testo dal 2014. Tutti i diritti riservati.
Immagini dal web © Copyright aventi diritto: “Graham Greene.” top.blogspot.it

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66 risposte a “L’irochese che conquistò il grande schermo


  1. ****************************************************************************************************
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  2. Hai ragione, il cinema ha un potere stupefacente e il volto di Graham Greene ormai è riconosciuto da tutti. Sempre belli e spunto di riflessione i tuoi post, caro compagno di compleanno.

    • @Stefy71

      Ci sono degli attori – che possiamo definire di seconda o terza linea, in quanto, sovente, relegati a ruoli molto marginali – che pur non avendo il carisma delle star internazionali, hanno comunque un background profondo e interessante, compagna di compleanno.
      L’augurio per una serena giornata a te.
      ^___^

  3. Graham Greene è un Oneida, cioè è un Nativo americano della prima nazione. La Oneida Indian Nation infatti, è una delle cinque nazioni della Lega Irochese, che geograficamente si colloca nell’area centro-superiore allo stato di New York.
    (Wikipedia)

  4. Bellissime le parole conclusive e soprattutto vere e da rispettare: «non siamo né indiani né nativi americani. Siamo persone, esseri umani». Parole che tutti dovrebbero capire nel loro significato, ma che purtroppo invece non sono considerate come dovrebbero da molti, troppi!!!
    Non c’è razza, non c’è diversità, siamo tutte persone, tutti esseri umani: sarebbe stupendo se fosse veramente così!!!
    Buona serata e dolce notte, Pat ^__^

    • @Patrizia M.

      Il discorso è sicuramente ampio. Ma, nel caso specifico, si rivolge a una popolazione, quella amerindia, che ha subito in genocidio inqualificabile e, oggi, l’opinione pubblica, americana, tenta di mettere definitivamente a tacere. L’assurdo è che questo non avviene nel resto del mondo, dove invece la sorte del popolo rosso è vissuta con maggior apprensione e interesse.
      L’augurio per una serena giornata a te.
      ^____^

  5. Io amo in una maniera particolare i nativi americani, la loro storia e cultura .. e mi auguro che tutto questo di loro essere vive anche nel popolo del futuro..altrimenti lìumanità perde un grande patrimonio di valore..

    • @Rebecca Antolini

      La storia non si può cancellare. Per cui, credo, quella del popolo rosso resterà per sempre una cruda testimonianza di quanto, noi europei, siamo riusciti a fare nel Nuovo Mondo. Differente è il discorso inerente l’eredità culturale amerindia: riusciremo a conservarla come veramente merita? Ho forti dubbi, a questo proposito.
      L’augurio per una felice giornata a te.
      ^___^

    • la storia non si pò cancellare.. ma ho paura che la loro indentità originale viene globalizato ( pian piano diventono come noi ) chi sa ancora la propria lingua dei giovanni??

    • @Rebecca Antolini

      Nel mio romanzo affronto anche l’aspetto della lingua e svelo, in quale tribù, ancora oggi, il dialetto nativo sia correttamente parlato e insegnato. A partire dalle scuole stesse.
      🙂

    • ho amici in Canada origine dei Lakota.. e sanno ancora parlare la lingua lakota… alcune parole so anche io ( proprio la pronuncia )

    • @Rebecca Antolini

      Complimenti per le tue amicizie. Il patrimonio dialettale da salvaguardare è ostico, ma non impossibile. Il Canada, inoltre, è storicamente più accomodante, rispetto alla intollerante America, nei confronti dei nativi americani. Sebbene anche lì, difficoltà economiche e sociali, siano rilevanti.
      🙂

    • loro vivano nel mondo moderno, ma sono ancora in contatto con quelli rimansto nei reservati… stiamo risparmiando per le vacanze nel 2017 poi andiamo da loro con il nostro Camper..

  6. Il debutto televisivo di Greene avviene nel 1979, partecipando ad un episodio della serie Tv The great detective e nel 1983 debutta sul grande schermo conRunning Brave. Nel 1981, ha una figlia con l’attrice Carol Lazare. Nel 1984, Greene prende parte a Revolution, un film sulla Guerra di indipendenza americana che fu girato in Inghilterra e che vedeva protagonista, tra gli altri, l’attore Al Pacino.
    (Wikipedia)

  7. Ciaooooo!! Sono tornata e anche se non ho ancora risposto ai tuoi commenti sul mio blogghino (a proposito grazie! 😀 ), sono passata a farti un salutino e a dirti che… il tuo libro me lo sto divorando 😀 mi spiace che debba finire! Questo per dirti che mi piace un sacco, però mi riserbo di dire di più fino a che non l’avrò finito, e non mi manca molto 😦
    Grazie intanto per avermi portato in un mondo per me nuovo e che ora mi affascina molto!
    A presto presto, e ti auguro una splendidissima serata! 😀

    • @Vivy

      Bentornata! Le tue parole sono molto piacevoli da vedere e sono felice che il mio libro ti abbia tanto presa. È già importante trovare delle pagine che sappiano coinvolgerti, quando leggi. Spero il tuo giudizio possa continuare a essere positivo anche quando ne avrai terminata la lettura.
      🙂
      Attendo con piacere le tue osservazioni e spero potrai scriverle, sarebbe davvero importante, anche nello store in cui lo hai acquistato.
      L’augurio per un solare fine settimana a te.
      ^____^

  8. Buongiorno key, sono una fan di Graham Greeen e lo ricordo molto bene anche nel film Maverick in cui recitava anche un altro attore con sangue Cherokee ( da parte di madre: James Garner
    Sempre preziosi e belli i Tuoi post
    Buon fine settimana
    Gina

    • @sentimental

      Il tuo commento dimostra che non sempre, un attore di cinema, deve per forza essere illuminato come una stella, per avere dei fans. Chi agisce in “seconda linea” ha un’importanza fondamentale, nella riuscita o meno di una pellicola. Interessante anche James Garner: me lo terrò in evidenza per un prossimo futuro.
      L’augurio per un sereno fine settimana a te.
      ^___^

  9. Nell’89, Graham Greene partecipa al film Oltre la riserva, interpretando Jimmy, un veterano del Vietnam Lakota, ma la svolta definitiva nell’olimpo di Hollywood avviene l’anno successivo.
    (Wikipedia)

    • @Personale Femminile

      Sono felice che tu lo abbia trovato interessante, e spero il medesimo riscontro ti sia possibile anche per i prossimi articoli.
      Un sereno fine settimana a te.
      ^___^

  10. Nel 1990, la produzione del film Balla coi lupi lo ingaggia per interpretare il ruolo di Uccello Scalciante, lo sciamano dei Lakota nella tribù Sioux nella quale si imbatte il protagonista del film, Kevin Costner (nel ruolo di John Dumbar). Questo ruolo oltre a valergli una Nomination all’Oscar del 1991, lancia definitivamente la sua carriera e lo rende riconoscibile al grande pubblico.
    (Wikipedia)

    • @luisa

      Un sogno romantico, senza dubbio. Credo sia parte del fascino che, i nativi americani, han saputo trasmettere e, suppongo, ancora riescano a sprigionare nelle generazioni di nuovi bambini – magari in misura quantitativamente minore, a causa di un progresso sempre più sfrenato e pieno di miti cibernetici -.
      L’augurio per un sereno inizio di settimana a te.
      ^___^

  11. Come attore è diventato un simbolo ed un modello per tutti i Nativi Americani che vogliono entrare nel mondo del cinema ma lui non si considera affatto un apri-pista del genere.
    (Wikipedia)

    • @65luna

      La logica purtroppo c’è. Ed è quella di appropriarsi, indebitamente, non soltanto della terra e delle risorse a essa collegate, come accaduto nei secoli passati, ma di cancellare anche delle oscure pagine di storia.
      L’augurio per un sereno inizio di settimana a te.
      ^___^

  12. Riciao!!! Libro finito! Da qualche giorno in verità 😀 Ho scritto un commento nel sito dove c’è la vendita del libro cartaceo, ma ancora non l’hanno pubblicato 😦 l’ho scritto lì perchè dove ho acquistato l’ebook ci vuole la password e Fabio se l’è dimenticata (c’è qualche altro modo per pubblicare un commento?)
    Come ti avevo già scritto il libro mi è piaciuto un sacco, il tuo modo di scrivere cattura e ad ogni capitolo invogli ad andare avanti. In verità era già “magica” l’introduzione, chissà che bel panorama si vede da te!
    In Tami in alcune cose mi ci rivedo (caratteriali naturalmente), a parte che abbiamo lo stesso colore preferito, mi è piaciuto molto il suo coraggio e il suo lato istintivo, e poi quando ero più giovane mi soprannominavano “Selvaggia” ahahaha!!
    In un commento ti avevo scritto che le storie sugli indiani non mi attiravano granché, e invece sei riuscito a catturare la mia attenzione, ne sono rimasta affascinata, e ora sono curiosa di saperne di più sulla loro storia…
    a proposito… non è che ci sarà una continuazione??? 😀 io mi prenoto eh! 😀
    Sarà meglio che la smetta altrimenti oggi andiamo a letto senza cena 😛
    Un carissimo saluto con l’augurio che per te possa essere una luminosa settimana, piena di belle sorprese 😀
    a presto!

    • @Vivy

      Le tue parole mi sono davvero molto gradite e preziose. Sia per il tuo apprezzamento al libro, di cui ti ringrazio, e sia per la tua determinazione a pubblicare un commento anche di fronte alla difficoltà in cui ti sei, involontariamente, imbattuta. Sono certo che la tua recensione verrà resa pubblica presto: di solito, se l’hai scritta sul sito dell’editore, completa dei dati richiesti, ci vogliono 24-48 ore.
      Se invece desideri pubblicarla sullo store di acquisto, l’unica via, credo, è di ripetere la registrazione o di richiedere la password smarrita.
      Sono felice che la figura di Tami ti sia rimasta molto cara e, in parte, riesca a rappresentarti. Così come del tuo inedito amore verso i nativi americani: ci capita spesso di non apprezzare quello che non conosciamo, o che abbiamo assimilato in maniera incompleta e distorta. Se, nel mio piccolo, ho contribuito a farti rivedere le tue posizioni, posso solo esserne lieto.
      🙂
      Per quanto riguarda la continuazione di Luna senza Inverno, tengo sicuramente presente il tuo desiderio. Per il momento è però un po’ prematuro parlarne: dipende dall’apprezzamento che il romanzo riscontrerà. Al momento sono impegnato nella sua promozione.
      Se potrai darmi una mano con il tuo indispensabile passaparola, te ne sarò molto grato.
      L’augurio per uno splendido inizio di settimana anche a te.
      ^_______^

  13. Greene dimostra anche in ruoli in cui non ricopre questa peculiarità, di essere un eccellente attore e di potersi esprimere in altri atteggiamenti, ben distanti dallo stereotipo che lo rende comunque un personaggio caratteristico.
    (Wikipedia)

  14. Credo, agganciandomi alla chiusa, che tutti siamo individui o essere umani ma ognuno di noi ha il bisogno di condividere la sua appartenenza con un gruppo non in termine di chiusura ma di riconoscimento della propria identità individuale che è così difficile da costruire.
    Sono stata un’appassionata dei film sul grande West e, bastian cuntrari come sempre, ho amato molto gli indiani d’America.
    Balla coi lupi a parte il ricordo sentimentale perchè fu un regalo di mia madre a mio figlio, è magnifico.

    sherallaprossimaconuninchino

    • @sherazade

      La figura geometrica simbolo, degli indiani d’America, è il cerchio: infatti esso rappresenta unità e condivisione, spirito di appartenenza e fratellanza. Tonde sono le basi dei tepee, tondo è l’acchiappasogni, tonda è la perimetria dei loro luoghi sacri e infiniti altri oggetti caratteristici.
      I film sul vecchio West, sino al 1970, anno di uscita de Il piccolo grande uomo, erano a senso unico: gli amerindi rappresentavano il cattivo da sconfiggere, i bianchi il buono e l’eroe destinato alla vittoria. Si deve però attendere fino al 1990, anno di uscita di Balla coi lupi, per avere una pellicola di grandissimo impatto di critica e di pubblico. Oggi, per fortuna, la strada hollywoodiana ha preso una direzione molto più rispettosa, verso i primi veri americani, perlomeno in fatto di cronistoria: esempio è l’eccellente – se non lo hai visto, te lo consiglio – Hell on Wheels, trasmesso da RaiMovie.
      L’augurio per una lieta serata a te.
      ^____^

    • Attento il primo film a ridimensionare i ruoli e di accusa fu certamente Soldato blu libera ricostruzione del massacro di Sand Creek, ed è del ’70 (ho controllato) e servi ai pacifisti americani sensibilizzare l’opinione pubblica contro la guerra del Vietnam che ancora perdurava.

      Ricordo ancora quando lo vidi al Film studio parecchi anni dopo. Sicuramente con molte pecche ma assolutamente aderente alla storia di qualsiasi ‘razza’ più debole e oppressa.

      scusami la lungaggine.

      shera

    • @sherazade

      Certo, hai ragione, manca la citazione a Soldato Blu. Potremmo però aggiungere anche altri film, al mutamento direzionale del cinema americano di quegli anni. Come, ad esempio, Corvo rosso non avrai il mio scalpo – del 1972 -. È stato il 1970, come ho scritto, l’anno di svolta: da quel momento, le pellicole cinematografiche, proprio in virtù degli eventi in Vietnam – ma anche di una corrente di pensiero meno aggressiva, che ha caratterizzato gli anni settanta – hanno cercato di responsabilizzare i nuovi americani.
      😉

    • @sherazade

      Sempre del 1970 è anche Un uomo chiamato cavallo, appunto.
      Sono delle perle che testimoniano un periodo ben preciso e la volontà di un necessario (tardivo) revisionismo.
      Buon proseguimento di giornata a te.
      ^____^

    • @sherazade

      Non credo sia una pecca, quella di avere un budget più importante. Ogni produzione gioca con le armi in suo possesso e, in quel periodo, Dustin Hoffman era attore emergente e ben visto, esploso letteralmente ne Il laureato del 1967. Candice Bergen, a differenza di Hoffman, è balzata alla ribalta proprio nel 1970, in Soldato blu. Forse, ma è inutile discutere su quanto poteva essere e non è stato, a ruoli invertiti anche il film da te indicato avrebbe potuto contare su un budget importante. Sebbene, a causa di un argomento storico ben più scottante, la situazione fosse diversa.
      L’augurio per una serena giornata a te.
      ^____^

  15. Stavo pensando che di tutte le piste di questa vita la più importante è quella che conduce all’essere umano. Penso che tu sei su questa pista e questo è bene. (Uccello Scalciante)
    (paginainizio.com)

    • @so.se

      Concordo. Chi si muove all’ombra dei riflettori – ombra causata, sovente, da chi gli sta davanti – svolge una parte determinante del lavoro. Visto il periodo, basti guardare ai mondiali: è il giocatore che segna, l’attaccante, nella maggior parte dei casi, a diventare la star della squadra. Ma senza un bravo regista, e un rifinitore, che portano sulle spalle il gioco dell’intero collettivo, l’attaccante non segnerebbe e sarebbe solo ricoperto dai fischi.
      L’augurio per una serena giornata a te.
      ^____^

  16. Gli Oneida sono una prima nazione di nativi americani e una delle cinque nazioni fondanti dellalega irochese nello stato di New York. Gli irochesi si chiamano tra loro Haudenosaunee (“Il popolo della lunga casa”) in onore al loro comune modo di vivere in queste abitazioni.
    (Wikipedia)

  17. Il cinema, meglio la cinematografia, rappresenta l’arte nella espressione più completa che ci possa essere. Attrae tutti provocando coinvolgimenti emotivi di ogni tipo, in me culturali e morali soprattutto. Un bel film mi scatena le stesse emozioni che mi regala “la Pietà ” di Michelangelo che non smetterei mai di ammirare. Film come Balla coi lupi restano indelebili nella nostra memoria perché frutto non della genialità di un solo grande ma della combinazione del lavoro di più artisti. L’attore ha il compito di dare vita e anima alla storia, tutto il cast però contribuisce a dare valore all’intero lavoro. In un bel film si ricordano la musica le scene e l’ambientazione oltre al fatto (the plot) e al bravo e affascinante attore.
    Graham Green (strana l’omonima col grande scrittore) è molto bravo ma secondo me l’America deve ancora farsi perdonare molte cose. Deve, appunto tenere presente che tutti i suoi cittadini sono essenzialmente persone da rispettare.
    Felice week end
    ^___________^

    • @Cle Reveries

      Hai ragione; è strana l’omonimia dei due Greene. Credo però che tra scrittore e attore non ci sia nessun legame di parentela (potrei comunque sbagliare, sarebbe interessante approfondire). L’America ha molte cose da farsi perdonare, sì: il problema è che, di alcune, sembra non avere alcun interesse. I nativi americani sono, ancora oggi, percepiti come i nemici da sconfiggere. Nonostante li abbiano decimati, costretti a vivere nelle riserve e boicottati sulla scala sociale.
      Un sereno fine settimana anche per te.
      ^_____^

  18. Il passaparola lo farò sicuramente! Ora lo condivido in google plus! 🙂
    Invece il commento non l’hanno pubblicato ma non so perchè, i dati li avevo inseriti… e certo non avevo svelato il finale (motivo per cui possono non pubblicarlo) mah… però non sanno che sono testona perciò gliene ne ho scritto un altro ora… 😀
    A presto! e passa un bellissimo week end!

    • @Vivy

      Sono sinceramente dispiaciuto per i problemi che hai trovato con il commento – anche perchè mi ritengo testone almeno quanto te 😉 -.
      Hai cercato di inserirlo sul sito dell’editore? Te lo chiedo perché sembrano non esserci problemi di carattere generale, come puoi vedere QUI, con un altro commento pubblicato.
      Al limite scriveremo all’assistenza, per capire che tipo di problemi possano esserci con il tuo commento.
      Tienimi informato: ci conto sul tuo prezioso passaparola.
      🙂
      L’augurio per un radioso fine settimana.
      ^_____^

  19. Ah bene! allora tra testoni ci si intende ahaha! 😉
    Sì, è proprio nel link che hai citato tu che ho scritto per due volte il commento, e il primo lo avevo scritto prima di Soraya… anche io penso che se per lunedì non lo pubblicano, li contatto, ho visto che c’è un’assistenza…
    Certi ti terrò aggiornato!
    Una splendida domenica a te 😀

    • @Vivy

      Speriam bene. Purtroppo con la posta elettronica, tra filtri e spam, non possiamo essere certi di nulla, ahinoi…
      Comunque copiati da qualche parte, su file, la recensione: in modo da non perderla.
      Felice domenica a te.
      ^____^

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